Storia del libro e delle biblioteche 2020 – 2021
Introduzione
Professoressa Alessandrini
24 – 02
Storia delle biblioteche parte dalla Grecia ellenistica ed arriva alla fine del XIX secolo. Il XII secolo vede la rinascita e la crescita delle città, la creazione delle Università, l’importazione della carta da parte degli arabi, la nascita di botteghe per la produzione del libro. Sarà un periodo di fervore e di maggiore produzione di libri (manoscritti). L’evoluzione di una biblioteca nei secoli è strettamente legata anche all’architettura della biblioteca stessa.
Umanesimo e invenzione della stampa
L’umanesimo recupera l’idea di biblioteca pubblica, di favore per gli autori classici e per gli autori contemporanei al periodo; le biblioteche dei signori successivi formeranno le proprie raccolte e scelte bibliografiche in base alle scelte bibliografiche degli umanisti, fra i quali si creeranno dei canoni bibliografici. Il cambiamento più epocale sarà l’invenzione della stampa da parte di Gutenberg, dove cambia non tanto la struttura del libro, quanto il sistema di produzione, che porterà al mercato una quantità di libri mai vista in precedenza.
Biblioteche aperte al pubblico
Agli inizi del ‘600 nascono le biblioteche aperte a tutto il pubblico alfabetizzato, che comprende anche una popolazione meno colta, ma con la capacità di leggere. Di questo periodo sono le biblioteche come l’Ambrosiana. Si affronteranno anche gli strumenti che si utilizzano per ricostruire la storia di una singola biblioteca.
Modulo sul libro e stampa a caratteri mobili
Il secondo modulo tratta, invece, del libro con la stampa a caratteri mobili. È un corso più tecnico ed affronta il processo della costruzione di un libro in tutte le sue parti.
Esame e materiali di studio
All’esame (orale – 3 domande, anche solo 2 se uno è bravo a fare collegamenti tra i vari argomenti) prevalentemente, se si seguono le lezioni di didattica a distanza siamo a posto; ma, dato che queste lezioni sono ridotte in durata, si devono prendere:
- Storia delle Biblioteche dall’antichità ad oggi, Frederic Barbier, fino a pag. 240
- Breve storia delle Biblioteche in Italia, Ferrai, da pag. 27 a 126 (PDF)
Ci saranno interventi anche del prof. Graziano Ruffini (collezionismo librario – 2 modulo) ed il prof. Giovanni Fiesoli (venerdì 12 marzo – 1 modulo – biblioteche alto medievali).
Le tavolette, un antico supporto scrittorio
25 – 02
Le tavolette furono il supporto scrittorio primo su cui si iniziarono a conservare i libri e le scritture amministrative, siamo nella prima metà del IV millennio (scrittura cuneiforme – dubbi). Venivano preparate, incise e cotte; conservate poi nei luoghi di produzione o nelle case scribali (edubbar). In Mesopotamia abbiamo i primi centri di raccolte private, in principal modo a Ninive, dove si conservava la biblioteca di Assurbanipal, che conteneva 3000 tavolette d’argilla (5 archivi ad Ugarit con molte centinaia di tavolette). Queste tavolette venivano depositate in casse o su scaffali che venivano realizzati in nicchie dentro al muro delle case scribali. Anche queste tavolette potevano avere l’indicazione del titolo o del contenuto come l’avranno poi i rotoli di papiro. Della Mesopotamia si conoscono inoltre anche delle liste di libri, cioè del posseduto librario di queste raccolte.
L'Egitto e il rotolo di papiro
L’Egitto è importante perché abbiamo esempi di biblioteche importanti, dove sono stati trovati dei resti, e perché è in Egitto che nasce la forma del rotolo, che deriva dal papiro (pianta acquatica). I fogli erano dati dalla sovrapposizione di strisce verticali ed orizzontali, che venivano battuti insieme. La parte interna del rotolo aveva le fibre orizzontali, perché si scriveva con inchiostri e calamo e, quindi, la scrittura era agevolata dalla posizione orizzontale delle fibre. I rotoli, dei quali si utilizzava sia il recto che il verso, erano arrotolati su una bacchetta, l’umbilicium. I rotoli più lunghi prendevano il nome di volumina se molto lunghi. La più antica biblioteca di cui si ha notizia è del III millennio a.C. ed è a Giza, altri resti sono stati rinvenuti nel complesso funerario di Ramses II (II millennio a.C.) - complesso dell’archivio di El Amarna.
Biblioteche della Grecia
La Grecia è fondamentale: esempi di biblioteche greche sono quelli tramandati anche per le biblioteche di epoca moderna (struttura, catalogazione, contenimento libri). Si parla dell’epoca ellenistica, intorno al IV secolo a.C. fino ad arrivare al 30 a.C. con Ottaviano e lo scambio di “capitali mondiali” tra Alessandria e Roma. Le biblioteche greche non sono ad uso pubblico, ma nascono dalle raccolte di coloro che erano definiti scolarchi, coloro che facevano capo alle scuole filosofiche. Il fatto che il libro potesse circolare poco, oltre al fatto che tutto si tramandava in maniera orale, si deve contare anche il fatto che il papiro aveva un costo, che poteva essere acquistato da filosofi, reali o esponenti della politica (processo che avverrà fino all’avvento della stampa – metà del XV secolo d.C.).
Biblioteca di Alessandria
Per quanto riguarda le scuole aristoteliche e platoniche si avevano dei rapporti diversi col libro: Platone aveva una maggiore propensione alla dialettica continua, e non all’utilizzo di un testo statico, nonostante avesse anche lui comprato dei volumi durante un viaggio in Italia Meridionale. Aristotele, invece, aveva una biblioteca scolastica ed una biblioteca personale.
Alla morte di Alessandro Magno, che avviene nel 323 a.C., i suoi successori daranno il via a 3 nuove dinastie, tra le quali quella di Tolomeo I, che diverrà re d’Egitto con capitale Alessandria. Alessandria si trova di fronte all’isola di Faro, in un crocevia di scambio di merci, di uomini e di materiali, tra i quali i libri. Tolomeo I, nel palazzo reale, fondò la più grande biblioteca dell’antichità, che però faceva parte del “museo” – custode di altri oggetti d’arte portati dalle varie conquiste, acquistati e donati. Questa era costituita con dei banchi per mantenere i rotoli per la lettura ed i rotoli erano conservati in delle strutture lignee allineate alle pareti. Questa si dice che raccolse all’incirca 700 mila volumi, anche se va un po' ridotto perché c’è da considerare le opere trascritte su più volumi (opere suddivise su più rotoli per agevolare la lettura); conteneva opere in greco (di autori greci e traduzioni in lingua greca; molti testi antichi sono giunti a noi per il lavoro dei filologi, traduttori e grammatici alessandrini). Alcuni dei volumi, data l’enorme quantità conservata, erano mantenuti in delle stanze attigue alla biblioteca vera e propria.
Fine della biblioteca di Alessandria
Purtroppo la fine è stata ingloriosa e non risale alle lotte di Cesare, Pompeo, Antonio e Cleopatra, ma per un incendio. Sopravvisse fino al III secolo d.C. con un declino forte sotto l’influsso dell’impero romano.
Biblioteca di Serapeo
Serateon; biblioteca alessandrina che conteneva i doppioni delle opere della biblioteca maggiore. Questa aveva la finalità dell’accessibilità verso un pubblico che non fosse colto ed elitario.
Biblioteca di Pergamo
Pergamo; Anatolia, fondata in epoca ellenistica da Eumene II. Aveva circa 200 mila volumi. Aveva una forma di grande sala circondata da nicchie e mensole dove venivano conservati i volumi che erano quasi, se non del tutto, in pergamena. La lotta del primato tra le due biblioteche, fece sì che a Pergamo non si potesse più acquistare il papiro, perciò si affinò la realizzazione di questo materiale completamente diverso e si rese ancora più adatto per ricevere la scrittura (fino a diventare il materiale prediletto per il passaggio della scrittura dai volumina ai codici). La pergamena era più costosa del papiro ed aveva un’origine animale (ovini – bovini), che portava ad un lunghissimo processo di lavorazione per arrivare al risultato finale.
Organizzazione delle biblioteche
Entrambe hanno proprie caratteristiche nella gestione dei volumina, nella loro struttura, nella conservazione dei libri. Per gestire una biblioteca di così tanti volumi ci voleva un’organizzazione che permettesse il reperimento dell’opera (o dell’autore) affinché lo studioso potesse trovare le informazioni. La prima organizzazione di Alessandria venne da Callimaco, che compilò un’opera con catalogo sistematico (autori suddivisi per materie; all’interno di ogni classe gli autori erano ordinati alfabeticamente). Questo rispecchiava, probabilmente, la disposizione dei volumi negli scaffali delle nicchie. Il fatto è importante perché questo tipo di catalogazione la ritroviamo anche in epoca medievale, come la biblioteca di San Marco a Firenze, XV secolo, che conteneva all’incirca 3000 volumi (catalogo di opere per materia ed autori in ordine di alfabeto).
Biblioteche pubbliche
In epoca imperiale romana nasceranno le prime biblioteche pubbliche, che si apriranno anche alla popolazione non aristocratica. È vero che la circolazione dei dotti, dei letterati, che volevano consultare i libri delle biblioteche della loro cerchia d’interessi, era parte fondamentale della vita dei “salotti” culturali. Si dovevano mantenere le raccolte librarie attraverso la realizzazione di strumenti che servissero al reperimento del volume all’interno della raccolta stessa: non corrispondono ai canoni catalografici odierni (liste di autore e titolo, per la maggior-parte dei casi).
Biblioteca di Cesarea
26 – 02
Altro esempio della biblioteca ellenistica lo abbiamo nella biblioteca di Cesarea, che nasce dall’attività di Origene, scrittore cristiano, e dal suo discepolo Panfilo. Si avranno attività esegetico-letterarie (ricostruzione del testo più corretto), era dotata di uno scriptorium e di una scuola filosofica.
Biblioteca di Costanzo II
Altra biblioteca che conserva questi principi è quella fondata dall’imperatore Costanzo II, chiusa e dedita alla traduzione, trascrizione e, prevalentemente, alla conservazione dei testi. Una biblioteca che, si pensa, dovesse contenere circa 120mila volumi, che vennero dispersi dopo la presa di Costantinopoli nel 1453 d.C.
Roma, centro culturale
Roma diventerà un centro importante perché si amplierà il numero delle scuole, che porterà ad una maggiore alfabetizzazione. La necessità di testi per le scuole di grammatica e di retorica portano ad una maggior produzione e ad un maggior commercio librario (anche se si parla sempre di volumina in papiro e pergamena) e quella che era l’editoria (trascrizione e realizzazione di un testo manoscritto) non sarà solo chiusa e rivolta solo alla produzione per la biblioteca, ma anche verso l’esterno. Questo è dovuto al fatto che a Roma (dalla fine della Repubblica alla fine dell’Impero) della diffusione della cultura greca a Roma.
Sviluppo delle biblioteche private e pubbliche
Le biblioteche private nascono nel II secolo a.C. mentre le pubbliche nel I secolo a.C. anche se in entrambi i casi si nota la distinzione in libri in lingua latina e libri il lingua greca. Quelli in latino saranno considerati meno di valore, perché sono le copie e traduzioni dal greco (modello e valore vanno dati al testo in lingua greca). Anche in questo caso abbiamo le nicchie nel muro per la conservazione dei volumi, che saranno posti su dei mobili. I volumi saranno contrassegnati con un cartellino recante titolo dell’opera e nome dell’autore (titulus). Queste biblioteche verranno esportate in tutto l’impero, ad Atene, a Efeso, (Celso, fondata nel 135 d.C. da Tiberio Giulio Aquila Polemeanos, conservata archeologicamente fino ad oggi; gli armari della biblioteca erano su tre piani, perché per arrivare alla prima fila di armaria si accedeva tramite un podio di 2 o 3 gradini e un sistema di corridoi).
Biblioteche di guerra
- Biblioteca di Lucio Emilio Paolo: Fondata da Lucio Emilio Paolo dopo la sconfitta del re Perseo di Macedonia (battaglia di Pidna – 168 a.C.). Fu un bottino di guerra importantissimo perché conteneva testi molto rari, inediti per i dotti e gli studiosi di epoca romana. È un arrivo importante a Roma.
- Biblioteca di Silla: Plutarco parla di questa biblioteca: lui espugna Atene nel 86 a.C. e prende la biblioteca. Si impadronisce anche della biblioteca di un bibliofilo, un appassionato di libri, Apellicone di Teo, che era riuscito ad ottenere una parte della raccolta libraria di Aristotele e di Teofrasto. Questa raccolta verrà depositata presso la sua villa a Cuma, perché molte delle biblioteche private saranno depositate e conservate nelle Ville di campagna, piuttosto che in quelle di città. Alla morte di Silla fu ereditata dal figlio, che la vendette all’asta per soppiantare i debiti suoi e del padre.
- Biblioteca di Lucullo: contro Mitridate, re del Ponto, intorno al 66 a.C.: Importante perché conteneva opere rarissime in lingua greca. Anche queste opere verranno conservate nella villa di campagna di Tusculum. Egli aprì la sua biblioteca alla consultazione esterna; si vede la volontà ed il desiderio di aprire le proprie collezioni all’esterno, alla cerchia di amici, di letterati, di dotti, di familiari, che potevano entrare in biblioteca, leggere il libro a voce alta e commentarlo e discuterlo.
- Biblioteca di Attico: conosciuta dagli scambi epistolari con Cicerone. La novità è che Attico era anche un editore; lui aveva una notevole raccolta che incrementerà per se stesso e per la vendita esterna. Per i rapporti stretti con Cicerone, fu molto frequentata e controllata da Cicerone stesso. Attico si muove anche per aiutare Cicerone nell’acquisto di un’altra biblioteca a Tusculum, anche se dalle raccolte si evince che il politico non riuscì mai ad accumulare la somma adatta di soldi per comprarla. Quando Cicerone tornò dall’esilio trovò le sue raccolte depredate, dovette rendere una sistemata alle proprie raccolte librarie.
Villa dei Papiri e Villa di Pisone
VILLA DEI PAPIRI – VILLA DI PISONE
Pare sia stata costruita da Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Cesare ad Ercolano. Sono stati trovati moltissimi volumina ricoperti dalla lava che, però, con l’utilizzo delle tecniche odierne, possiamo ancora riuscire a leggere. Recuperando questi papiri si sono trovate delle bozze di Filodemo di Gadara, filosofo greco epicureo; evidentemente la villa aveva una stanza adibita alla produzione (alla copia e stesura) di testi ed un altro luogo, più grande, dove veniva conservata la parte più ricca della biblioteca.
Biblioteche private e l'influenza culturale
Le biblioteche private diventano quasi una moda durante il periodo dell’impero. Gli ambienti si dotano di statue, di busti di scrittori greci, erano affrescate, venivano custodite nelle ville (perché iniziano a nascere le biblioteche pubbliche). Inizia una sorta di caccia al libro per mostrare il maggior lustro e gloria della propria collezione, questione che infastidiva chi non considerava i libri come degli oggetti da collezione, ma come manuali di conoscenza.
Progetti di biblioteche pubbliche
Cesare voleva aprire una biblioteca pubblica, che desse lustro anche a colui che deteneva il potere e dette lo scopo di progettarla a Varrone, ma non fu mai portato a termine per la morte di Cesare. Dalla letteratura “De bibliotecis” sappiamo che Varrone scrisse un’opera in tre volumi in cui non solo elencava le letture che dovevano far parte di una raccolta libraria, ma anche una storia delle biblioteche (non è arrivato fino a noi, ma sarebbe stato il primo esempio di un libro sulla storia delle biblioteche).
Biblioteche pubbliche di Asinio Pollione e Augusto
La prima biblioteca pubblica fu fondata da Asinio Pollione dopo la vittoria con i parti, nel 39 a.C. L’imperatore Augusto ne costruì altre 2, una nella zona del Tempio di Apollo (divisa in due sale contigue, una per la parte latina ed una per la parte greca) e la seconda (23 a.C) presso il Porticus di Ottavia. Anche questa doveva avere una struttura bipartita, viene dalla guerra contro i dalmati e subì incendi (come successe anche per la prima, che venne completamente distrutta nel 363 d.C).
Biblioteca di Tiberio e Traiano
Anche l’imperatore Tiberio costruì una biblioteca sulle pendici del Palatino, dedicata a Caligola, ma dalle fonti gli storici non sono riusciti a capire se si trattasse di due biblioteche distinte, di una sola biblioteca, o di un ampliamento. Sotto Traiano si costruisce la Biblioteca del Tempio di Traiano, che doveva essere (gli scavi avevano portato qualcosa alla luce, ma vennero ricoperti) divisa in due parti una dirimpetto all’altra. Si trova nel foro di Traiano ed è una delle più importanti perché giunta almeno fino al V secolo.
Ricostruzione delle biblioteche sotto Adriano e Diocleziano
Adriano e Diocleziano si preoccuparono di ricostruire le biblioteche del passato e di riprendere i testi che erano andati perduti. Ogni biblioteca aveva un Procurator Bibliotecae, che redigeva dei cataloghi che dovevano descrivere la collezione per riuscire a trovare, poi, il volume. Anche questi cataloghi erano divisi in genere di autori (prosaici o poetici), per tematiche, classi, materie e per ordine alfabetico. Per le biblioteche pubbliche c’erano dei letterati, Cicerone chiamò Tirannione, un letterato suo amico.
Cambiamenti nella storia delle biblioteche
03 – 03
- Passaggio dal volumen al codex: Nel 313 d.C. l’imperatore Costantino aveva lasciato la libertà di culto ai cristiani (che non erano più visti come una setta). Gli editti successivi, di Tessalonica e di Teodosio, bandiranno i riti pagani (non si permette il culto di quelle che erano state le religioni che per millenni avevano caratterizzato Roma e la Grecia).
- Regni romano-barbarici: Odoacre depone Romolo Augusto e sarà il primo re barbaro della storia di Roma. Passaggio da popolazioni con cultura scritta a popolazioni del nord che tramandavano la loro storia tramite l’oralità.
- Storia delle biblioteche: le biblioteche sopravvivono nel modello alessandrino. L’opera più importante di Origine è la traduzione del testo della Bibbia (6 traduzioni: testo ebraico, trascrizione in greco, altre traduzioni in lingua greca, come quella dei Settanta, costituita nel contesto socio-culturale di Alessandria d’Egitto). Il suo erede sarà un altro personaggio importante, Panfilo, che arriverà a Cesarea e darà un grande sviluppo alla biblioteca.
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