AA 2021/2022 – Università degli Studi di Trento
Sommario
Hausberger.................................................................................................................................................... 2
Storia della BCT ............................................................................................................................................ 2
La diffusione della stampa a Trento ............................................................................................................. 3
Bibliografia e citazione bibliografica ............................................................................................................. 4
Monografie ............................................................................................................................................... 5
Libri antichi ............................................................................................................................................... 7
Periodici .................................................................................................................................................... 8
Manoscritti e materiale archivistico ......................................................................................................... 9
Descrizione bibliografica e cataloghi ............................................................................................................ 9
Il manoscritto ............................................................................................................................................. 10
Frontespizio ................................................................................................................................................ 11
La stampa ................................................................................................................................................... 11
La carta ................................................................................................................................................... 12
Inchiostro ............................................................................................................................................... 14
Formato .................................................................................................................................................. 14
Il torchio ................................................................................................................................................. 15
Varianti, emissioni, stati, esemplari............................................................................................................ 15
Legatura ..................................................................................................................................................... 16
Danni e conservazione ............................................................................................................................... 18
Parrotto ...................................................................................................................................................... 18
Modelli di biblioteche ................................................................................................................................. 18
Definizioni .................................................................................................................................................. 19
Mission della biblioteca .......................................................................................................................... 19
Manifesto IFLA/UNESCO ............................................................................................................................ 20
Cinque leggi della biblioteconomia ............................................................................................................ 21
La gestione delle raccolte ........................................................................................................................... 22
Carta delle collezioni .............................................................................................................................. 22
Nuove acquisizioni .................................................................................................................................. 23
Biblioteche in epoca digitale ...................................................................................................................... 23
Risorse e strumenti open ....................................................................................................................... 25
Antoniacomi ............................................................................................................................................... 27
La biblioteca sociale ................................................................................................................................... 27
Progettare biblioteche ............................................................................................................................... 28
Hausberger
Storia della BCT
La Biblioteca di Trento nasce nel 1856 come biblioteca pubblica della città; in Italia e in Europa la biblioteca pubblica nasce a metà Ottocento perché ci si trova con biblioteche antiche senza proprietario; il Trentino era diviso tra due principati vescovili (non familiari) fedeli all’imperatore: Trento e Bressanone, istituiti nel 1027 e in vita fino all’epoca napoleonica.
A Trento c’è una piccola corte nel castello del Buonconsiglio, con piccola biblioteca (non sappiamo quando sia nata), aveva testi liturgici (messali, corali) ma anche testi collaterali, come prediche, libri di devozione, ecc; ogni tanto negli inventari appare qualche indicazione sui libri posseduti; la traccia più certa della biblioteca si ha con il vescovo Giovanni Hinderbach (1466-1486), funzionario imperiale (procedura per elezione: nomina del capitolo, poi conferma papale; la cattedra di vescovo è una sorta di premio alla carriera, sono nominati infatti i fedelissimi all’imperatore).
Il vescovo Hinderbach mette insieme una biblioteca a suo uso, manoscritti e primi testi a stampa (proprio su suo impulso fondata la prima tipografia a Trento); nella sua raccolta ci sono sia manoscritti che incunaboli (libri stampati entro il 1500), di aspetto molto simile ai manoscritti coevi; i primi tipografi in Italia sono a Subiaco; Hinderbach è un grafomane, annota moltissimo i suoi libri: data i suoi acquisti, segna prezzo e luogo di acquisto: mentre era a Roma a perorare la sua causa, compra sia manoscritti che libri a stampa, la sua nota sul libro a stampa è la più antica mai datata; alla sua morte, la biblioteca, da tradizione, rimane al Castello.
Bernardo Clesio (1514-1539, promotore del concilio di Trento), da Cles (TN), mette insieme circa 1000 volumi dei quali doveva esistere un catalogo; è in contrasto con Erasmo da Rotterdam e vari intellettuali dell’epoca, Erasmo gli manda un libro con dedica perché non aveva voglia di venire fino a Trento); la biblioteca sembra sparire dopo la sua morte, lascia poche tracce.
Michelangelo Mariani scrive nel 1630 un libro su Trento e la descrive, della biblioteca del Castello dice che “potria ricevere più assistenza”, mentre segna che l’archivio è nella torre rotonda, insomma poche informazioni scarse.
Nel catalogo ottocentesco vediamo che la biblioteca è in continua crescita, ma con l’arrivo di Napoleone succede di tutto; andirivieni di eserciti acquartierati al Castello, la biblioteca è in mano ai soldati (austriaci e francesi) che buttano i libri dalla finestra o li usano per “Incartarci l’insalata”; la biblioteca è fatta trasferire nel convento degli Agostiniani di San Marco, ma poi il convento è soppresso.
Biblioteca dei frati francescani di San Bernardino, molto antica (XV secolo), viene accorpata con quella dei Gesuiti (circa 3000 volumi), quella vescovile (3000 volumi) e quelle monastiche presso l’attuale sede della biblioteca comunale.
Attorno al 1810 è stilato un catalogo della biblioteca vescovile; per scelta ereditaria, la biblioteca della famiglia Gentilotti finisce alla città (circa 10 000 volumi; “a uso pubblico”); interviene il seminario e il governo di Innsbruck, che li volevano rispettivamente per la biblioteca del seminario e per il Liceo classico Prati; nel 1856 finalmente si stabilisce una linea di condotta.
- Opere teologiche al seminario.
- Opere laiche alla biblioteca pubblica della città.
I fondi preesistenti, poi integrati da acquisti.
- Biblioteca vescovile.
- Biblioteca Gentilotti.
La biblioteca dei Gesuiti e le opere teologiche, invece, vanno al Vigilanum (biblioteca seminario e diocesana).
Gli acquisti dipendono dalla situazione economica: in tempi di crisi le biblioteche non comprano molto; fino agli anni Settanta del Novecento le biblioteche cittadine non incidono sul sociale, ma in quegli anni nasce nel nord Europa l’idea delle biblioteche di base, pubbliche ossia con target ampio; per studiosi ma anche per chi legge per diletto → la giunta provinciale sceglie di coprire vallate trentine con biblioteca di base.
E poi la città di Trento replica la struttura provinciale, con piccole biblioteche destinate ai sobborghi: Meano, Gardolo, Mattarello, ecc (poi inglobate nella città).
Biblioteca di conservazione e di base hanno vite parallele fino al 2000 circa, quando sono ristrutturate le strutture bibliotecarie di Trento: nello stesso edificio Archivio storico (2° piano), biblioteca di base (piano terra) e biblioteca di conservazione (1° piano); biblioteca differenziata, anche visivamente, ma parte di un’unica struttura organizzativa.
Quasi tutte le biblioteche di enti locali hanno sezione locale e anche a Trento al secondo piano c’è una sezione, fin dalle origini l’aspetto localistico ha avuto particolare rilevanza: Antonio Mazzetti, giudice della Corte d’appello di Milano, era appassionato di storia locale; ha collezionato tutto ciò che ha trovato sulla città di Trento e ha salvato dalla dispersione molti manoscritti che dovevano essere scartati dall’archivio; muore nel 1841 e destina i suoi libri a uso pubblico della città, → biblioteca comunale.
Una biblioteca come questa può rispondere a domande diverse; una parte è accessibile a scaffale aperto, un’altra no (codici medievali e libri antichi), serve la mediazione del bibliotecario; il diverso accesso è stabilito dall’utenza potenziale e soprattutto dal materiale.
Sistemi di classificazione di biblioteca a scaffale aperto: classificazione decimale Dewey, dieci classi per dividere tutto il sapere, ogni classe un argomento.
Ogni biblioteca risponde a specifiche domande; ad esempio: la BUC nasce nel 1964, non può avere molti fondi antichi (ha qualcosa acquistato), biblioteca comunale invece non ha tutti i testi specializzati della BUP, ecc; un utente consapevole deve capire dove può trovare le cose che gli servono, le biblioteche possono fornire guide.
“Documento” meglio di libro: comprendere così manoscritti, pergamene, manifesti, eccetera.
La diffusione della stampa a Trento
Torniamo al vescovo Hinderbach: oggi un importante filone di ricerca è la storia della lettura; compra libri a stampa e manoscritti, li annota fittamente, amico di umanisti italiani e tedeschi, es. Enea Silvio Piccolomini (poi Pio II, canonico a Trento); a un certo punto trova il modo di far arrivare un tipografo a Trento, 1475 (Bibbia di Gutenberg 1456, qualcosa risale ai primi anni Cinquanta); in pochi anni la stampa si diffonde in Europa: Venezia, Lione, Roma, Parigi; città commerciali o in cui c’è forte potere laico/religioso a finanziarla.
Episodio scatenante: Simonino scomparso nella Pasqua del 1475, zona piazza Cesare Battisti, non era ancora una piazza, risanamenti in epoca fascista; vicoli verso Adige con rogge dove lavorano conciatori di pelle; qui viveva la comunità tedesca del Suffragio (a San Pietro celebrazioni in tedesco); si trova il cadavere qualche giorno dopo, sotto la casa in cui vivevano circa quaranta persone ebree; Hinderbach era molto antisemita (vedi tracce lasciate sui libri: si giustifica, sa di essere letto in un futuro lontano!) → la comunità ebraica è incriminata, processo inquisitorio, quindi con tortura → esecuzioni, roghi, donne convertite a forza, ecc, mettono fine alla comunità; il vescovo interviene in modo frettoloso, c’erano forti perplessità sulle modalità e sulla sostanza (la Curia papale manda il vescovo di Ventimiglia per controllare, anche se espressione dello strisciante e dilagante antisemitismo); contemporanea predizione di Bernardino da Feltre contro gli ebrei; francescani gestiscono Monti di Pietà → ebrei da temere perché concorrenti nel prestito.
“Basta un cenno” = morte Simonino.
Il vescovo Hinderbach è anche misogino e ossessionato dall’avanzata turca, però per altri aspetti è di estrema modernità → manipolazione opinione pubblica tramite la stampa.
Enea Silvio Piccolomini torna a Roma dopo la dieta di Francoforte e incontra Hinderbach e parla del prodigio della stampa (ma da papa sembra dimenticarsi di lui).
Per difendere le sue posizioni su Simonino, chiama un tipografo in città e stampa i primi incunaboli trentini: 12 xilografie e 12 pagine di testo in tedesco (l’episodio avviene nella comunità tedesca), ne restano due esemplari; storia di Simonino; contemporaneamente compaiono altri libri sulla santità del bambino, che aiutano a convogliare su di lui la devozione popolare.
Aneddoto: per fare passare mercenari per la serenissima verso Trento, li fanno passare come devoti di Simonino, nella Chiesa di San Pietro era esposto il suo corpo, che si diceva non puzzare ( = santità).
Giovanni Battista ?, contestatore, costretto a scappare a Rovereto; scrivere più volte la sua contrarietà ma la sfida mediatica è vinta da Hinderbach perché usa la stampa (anche per coprire formalità).
Hinderbach dice che ha ritrovato un esemplare di Dionigi, che ha intenzione di far stampare per metterlo a disposizione dei monasteri.
Tutte le stampe trentine sono legate al Simone tranne una, un foglio volante che riguarda il sultano turco, dipinto in modo spaventoso.
Duca di Montefeltro, invece, non ha mai voluto libri a stampa ma il suo bibliotecario era copista, quindi forse di parte.
Tra 1450 e 1500 produzione di manoscritti crolla; “ultimo” manoscritto presso questa biblioteca è del 1520 ed è un libro d’ore; cesure nella storia della trasmissione del pensiero hanno a che vedere anche con il supporto: papiro → pergamena → carta → stampa → digitale; fine di qualcosa: non viene tradotto tutto nel nuovo supporto.
Bibliografia e citazione bibliografica
Bibliografia = modalità di descrivere i libri.
ES1 elenco di libri, 1567, Padova; patrimonio del capitolo della Chiesa, indicazioni in ordine topografico: da destra a sinistra, dall’alto al basso; probabilmente a fini inventariali, per qualche evenienza; descrizione sommaria: titolo anche abbastanza generico (che rende difficile l’individuazione oggi), st. ( = a stampa), in carata normale ( = formato medio) → non è indicata l’edizione ma l’opera.
- Edizione = particolare realizzazione a stampa dell’opera.
- Esemplare = singolo libro.
ES2 catalogo biblioteca vescovile di Trento in ordine alfabetico per autore (o titolo se non c’è autore) con note di contenuto e giudizi letterari, 1810.
ES3 Cavalese, catalogo biblioteca Muratori (dal nome del fondatore), una delle prime biblioteche pubbliche in Italia, con dati dei libri citati abbastanza estesi: luogo di stampa + data + editore, quasi contemporaneo a ES2; catalogo organizzato in maniera topografica, sugli scaffali disposti per materia, com’era tipico per le biblioteche di antico regime (invece nei magazzini la classificazione è di tipo bibliometrico: libri grandi vicini a libri grandi, per risparmiare spazio e conservare meglio i libri).
Ordine alfabetico per nome di battesimo per tutto il medioevo e parte età moderna.
ES4 descrizione contemporanea di libri antichi; dati vari (luogo e data edizione) + note sui singoli esemplari; Incunabola Short Title Catalogue: titoli brevi ma ricco di dati, con link alla digitalizzazione.
Come si citano i libri? Tesi, saggi, ecc.
Varianti che dipendono dalle case editrici, docente di riferimento, …citazione in ambito scientifico è un po’ diversa.
Carlo Cipolla, Corrado II vescovo di Trento e Briano di Castelbarco negli anni 1201-1202, in “Archivio storico per Trieste, l’Istria e il Trentino”, 4 (1889), pp. 1-35.
Cipolla, Corrado II, p. 22.
Distinguiamo citazioni in note: piè pagina, poi esplicitate in calce al saggio e citazioni bibliografiche finali.
Nelle citazioni brevi, si dà cognome, titolo breve ma significativo e identificante, pagine.
1. Maurizio Scudiero, Storia ed evoluzione della cartolina postale, in Lo stesso suolo, lo stesso nome: immagini di Trento dal XVI al XX secolo, a cura della Biblioteca comunale di Trento, Trento, Comune, 2010 (Quaderni per la storia di Trento, 3), pp. 47-59.
Scudiero, Storia ed evoluzione della cartolina postale, pp. 47-59.
2. Donald Francis McKenzie, Stampatori della mente e altri saggi, Milano, Sylvestre Bonnard, 2003.
McKenzie, Stampatori della mente, pp. 53-64.
Lo stesso testo deve essere citato allo stesso modo all’interno dello stesso saggio/articolo.
- Monografia: chiuse in un numero finito di volumi.
- Periodici: ipoteticamente continuanti all’infinito, si citano gli articoli contenuti.
Il corsivo si usa per monografie e contributi in monografie, per i periodici si usano virgolette.
Dove si recuperano i dati? Nei frontespizi: nome autore, titolo proprio, luogo di edizione, data, nome editore; a volte luogo di edizione e data sono nel colophon/sottoscrizione finale; il colophon nasce nei manoscritti, passa nella storia del libro; per legge dovrebbe esserci nome editore e luogo; occhietto/occhiello: pagina in cui è indicato la collana (da scrivere nella bibliografia!).
Altri elementi che compaiono su coperta e fascette non sono in genere rilevanti per la bibliografia (a volt
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