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INTRODUZIONE

INTRODUZIONE ALL’ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

ORGANIZZAZIONE → IL SOSTANTIVO

● Organizzazione, gestione e rilevazione sono le tre classi di operazioni che

compongono l’amministrazione dell’azienda.

● Cos'è un’organizzazione:

○ E’ un’entità sociale guidata da obiettivi , progettata come sistema di attività,

deliberatamente strutturata e coordinata che interagisce con l’ambiente

esterno.

○ Vi sono mezzi per raggiungere lo scopo, deve essere dunque progettata per

raggiungere quest’ultimo.

■ E’ uno strumento per raggiungere tale scopo.

○ L’aspetto centrale è il coordinamento di individui e risorse per la realizzazione

collettiva degli obiettivi desiderati.

■ Un’organizzazione esiste quando le persone interagiscono al fine di

raggiungere obiettivi.

● Sono i manager che strutturano deliberatamente le risorse organizzative per

raggiungere i fini dell’organizzazione.

● L’organizzazione è un sistema aperto:

○ Riceve input dall’ambiente esterno, aggiunge valore tramite un processo di

trasformazione, e restituisce prodotti e servizi all’ambiente.

● Organizzazioni profit:

○ I manager svolgono attività dirette alla generazione di profitti.

○ Le risorse finanziarie derivanti dalla vendita di prodotti.

● Organizzazioni non profit:

○ I manager svolgono attività dirette a un impatto sociale.

■ Hanno compiti più complessi.

○ Le risorse finanziarie derivano da finanziamenti, donazioni.

L’IMPORTANZA DELLE ORGANIZZAZIONI

● Mettono insieme risorse per raggiungere gli obiettivi desiderati.

● Producono beni e servizi in maniera efficiente.

● Facilitano l’innovazione.

● Utilizzano tecnologie moderne produttive e dell’informazione.

● Si adattano all’ambiente in trasformazione e lo influenzano.

● Conciliano le sfide di diversità, etica e coordinamento.

● Creano valore per gli azionisti.

ORGANIZZARE → IL VERBO

● Progettare una soluzione organizzativa è un processo che richiede:

○ Diagnosi dei fabbisogni organizzativi.

○ Identificazione della forma/configurazione più adatta in ragione di un insieme

di fattori contingenti.

● La progettazione organizzativa ricerca la soluzione più adatta in ragione di un

insieme di fattori contingenti (dimensioni contestuali).

COSA RENDE UN POSTO DI LAVORO EFFICIENTE ED EFFICACE

● Sono 5 fattori:

○ Appartenenza

○ Affidabilità

○ Coordinamento

○ Piacevolezza

○ Onestà

● Una buona organizzazione del lavoro porta a buoni risultati economici.

○ Fenomeni negativi come il “quiet quitting” sono relativi a un’organizzazione

scadente.

■ Si rinuncia alla carriera per dare spazio alla vita privata.

■ Il lavoro da casa è una delle soluzioni.

○ Un altro importante fenomeno è il “gender gap”.

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

● Organizzazione dal greco “organon”, strumento (ergon = energia).

● Lavoro dal latino “laborem”, travagliare.

● Una buona organizzazione sfrutta strumenti per ridurre il travaglio.

● Le aree della disciplina: → OD (Organization

○ Progettazione organizzativa Design)

■ Progettare posizioni, unità organizzative, canali di comunicazioni.

■ Organizzare significa trasformare una buona idea combinando risorse

in un risultato. → OB (Organizational

○ Comportamento organizzativo Behaviour)

■ Come le persone si comportano nel complesso organizzativo.

○ Gestione delle risorse umane

○ Sistemi informativi aziendali

● Relazione tra progettazione e comportamento organizzativo.

OBIETTIVI DELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

● Data una buona idea, come viene realizzata:

○ Mettendo insieme varie risorse (economiche e umane) per comunicare in

modo adeguato rispetto agli obiettivi.

● Perché occuparsi di organizzazione:

○ Sbagliare analisi e/o soluzione organizzativa costa.

○ Dalle scelte organizzative dipendono i risultati e la capacità di sopravvivenza

nel tempo dell’impresa.

● Il tempo è una dimensione fondamentale per l’organizzazione del lavoro.

LE DIMENSIONI STRUTTURALI pt1

● Forniscono etichette per descrivere le caratteristiche interne di

un’organizzazione.

● Creano una base per misurare e confrontare le organizzazioni.

● Quali sono le dimensioni strutturali principali:

○ Formalizzazione.

○ Specializzazione.

○ Gerarchia.

○ Complessità.

○ Centralizzazione.

FORMALIZZAZIONE

● Quantità di documentazione scritta riguardante l'organizzazione.

● La documentazione comprende procedure, regolamenti e manuali di linee di

condotta Descrivono comportamenti e attività.

● Ci può essere un alto o basso livello di documentazione, relativo a grande o

piccola documentazione.

● Processo di codifica in forma scritta dei processi da svolgere, secondo regole

predefinite.

→ è la

● Obiettivo prevedibilità dei comportamenti organizzativi.

● Vantaggi:

● Svantaggi:

○ Rigidità.

○ Trasposizione dei mezzi con i fini:

■ Più importante seguire la procedura (mezzo) che il fine.

SPECIALIZZAZIONE

● Grado in cui i compiti organizzativi vengono suddivisi tra posizioni lavorative

separate.

● Se alta ogni dipendente svolge una ristretta gamma di compiti (viceversa).

● La divisione del lavoro è il grado di suddivisione dei compiti all’interno

dell’ambiente.

○ Quando la specializzazione è alta vuol dire che ho parcellizzato molto i

compiti (viceversa).

○ Vedi fabbrica di spilli di Adam Smith.

● Vantaggi elevata specializzazione:

○ Economie di specializzazione.

■ Velocità e diminuzione degli errori.

■ Sì riducono i tempi morti.

○ Economie di apprendimento.

■ Riduzione della curva di apprendimento, il tempo necessario ad

apprendere il lavoro da svolgere.

● Svantaggi alta specializzazione:

○ Diminuisce motivazione -> importante dato di performance operativa.

○ Diminuisce l’attenzione -> errori operativi.

○ Alienazione.

○ Alto assenteismo.

○ Alto turnover -> costo per l’azienda.

○ Problemi di coordinamento e integrazione -> comunicazione.

GERARCHIA

● Descrive chi riporta a chi e lo “span of control” (ambito di controllo) di ogni

manager.

● E’ descritta in un organigramma a linee verticali che rappresenta il numero di

livelli gerarchici e l’ampiezza del controllo due importanti variabili.

● Gerarchia lunga o corta:

○ Lunga -> molti livelli gerarchici (viceversa).

COMPLESSITÀ

● Riferita al numero di diverse unità o attività all’interno dell’organizzazione.

● Può essere misurata lungo tre dimensioni:

○ Verticale numero di livelli nella gerarchia.

○ Orizzontale numero di unità lavorative esistenti.

○ Spaziale grado di dispersione geografica.

CENTRALIZZAZIONE

● Riferita al livello gerarchico che ha l’autorità per prendere decisioni.

● Alta centralizzazione attività decisionale ristretta ai livelli superiori (viceversa).

● Quali decisioni devono essere preso al vertice piuttosto che ai livelli inferiori.

I FATTORI CONTINGENTI

● Comprendono elementi più ampi che influiscono sulle dimensioni strutturali.

○ Dimensione dell’organizzazione.

○ Tecnologia.

○ Ambiente.

○ Gli obiettivi e la strategia.

○ Cultura.

● Descrivono l’ambiente organizzativo che influenza e modella le dimensioni

strutturali.

LA DIMENSIONE → ORGANIZATIONAL SIZE (OS)

● Può essere misurata per l’organizzazione nel suo

complesso o per specifiche sue parti.

● Poiché le organizzazioni sono sistemi sociali, a

dimensione è misurata attraverso il numero di

dipendenti.

LA TECNOLOGIA ORGANIZZATIVA

● Si riferisce agli strumenti, le tecniche, le conoscenze

e le azioni utilizzate per trasformare gli input in output.

● Riguarda il modo in cui l’organizzazione realizza i prodotti e i servizi che

fornisce ai clienti.

L’AMBIENTE ESTERNO

● Comprende tutti gli elementi esterni ai confini dell'organizzazione.

○ Settore di attività, comunità finanziari, clienti, fornitori..

● Sono in continuo cambiamento comportano adattamento.

GLI OBIETTIVI E LA STRATEGIA

● Definiscono lo scopo e le tecniche competitive che contraddistinguono

un’organizzazione dall’altra.

● Obiettivi in forma scritta, dichiarazione durevole.

● Strategia piano d’azione che descrive l’allocazione delle risorse e le attività

attraverso quali relazionarsi con l’ambiente e raggiungere gli obiettivi.

LA CULTURA

● Insieme di valori fondamentali, convinzioni, principi e norme condivise dai

dipendenti.

ORGANIZZAZIONE COME SISTEMA APERTO

● Deve interagire con l’ambiente esterno per sopravvivere.

○ Scambio risorse , input e output, in un processo di continuo adattamento.

● Sono i principi di coerenza e interdipendenza che guidano i sistemi aperti.

○ Coerenza con l’ambiente esterno e interno (interdipendenza).

● Importante l’adattamento relativo ai cambiamenti dell’ambiente esterno.

→ le organizzazioni

● Ruolo proattivo influiscono sul cambiamento dell’ambiente

esterno.

RISULTATI DI PERFORMANCE ED EFFICACIA

● Lo scopo sotteso allo studio delle dimensioni strutturali e dei fattori

contingenti è quello di progettare un’organizzazione in modo tale da

raggiungere alti livelli di performance ed efficacia.

○ I manager adattano le dimensioni strutturali e contestuali per trasformare gli

input in output e fornire valore nel modo più efficiente possibile.

● Efficienza quantità di risorse impiegate per raggiungere gli obiettivi

dell’organizzazione.

○ Misurata in base alla quantità di materie prime, denaro e lavoratori

necessaria per produrre un dato livello di output.

■ Si concentra sul "come" si sono fatte le cose. Un'azione è efficiente se

minimizza risorse e sprechi.

● Efficacia indica il livello di raggiungimento degli obiettivi di un’organizzazione.

○ Si concentra sul "cosa" si è realizzato. Un'azione è efficace se raggiunge

l'obiettivo, indipendentemente dal costo o dal tempo impiegato.

MODELLI ORGANICI E MECCANICI

● Organizzazioni progettate secondo un modello meccanico:

○ Caratterizzate da regole e procedure standard nonché da una chiara linea

gerarchica.

■ Compiti specializzati e sistemi formali.

○ Sono altamente formalizzate e centralizzate e gran parte delle decisioni viene

presa dai vertici. → struttura centralizzata e comunicazione

■ Autorità gerarchica

verticale.

○ Il punto di attenzione è l’efficienza.

● Organizzazioni progettate secondo un modello organico:

○ Hanno maggior libertà, flessibilità e adattabilità.

■ Regole e procedure sono applicate secondo questi principi.

○ I dipendenti godono di ampia autonomia.

→ struttura decentralizzata e

■ Ruoli allargati e sistemi informali

comunicazione orizzontale.

■ Vi è una linea gerarchica meno rigida e definita e un’autorità

decentralizzata.

○ I punti di attenzione sono apprendimento e adattamento.

■ Lavoro in un team collaborativo.

● Modelli ideati da Burns e Stalk.

LIVELLI DI ANALISI

● E’ necessario scegliere un livello di analisi come focus principale, dato che

l’organizzazione è un sistema composto da svariati sottosistemi.

● Normalmente vi sono quattro livelli di analisi:

○ Ambiente esterno.

○ Livello di analisi organizzativo.

○ Livello di analisi di gruppo.

○ Livello di analisi individuale.

PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA

● Si basa sul livello di analisi organizzativo e comprende gli altri in modo

aggregato.

● E’ un’analisi a livello macro delle organizzazioni, che sono analizzate come

uniche entità.

○ A differenza del comportamento organizzativo che si occupa dell’aspetto

micro, con focus sugli individui.

● Si occupa delle aggregazioni delle persone all’interno di unità organizzative e

delle differenze nella struttura e nel comportamento a livello organizzativo.

I PROBLEMI FONDAMENTALI PER LA PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA

● Divisione del lavoro:

○ Per usare il tempo in maniera efficiente, per efficienza.

● Coordinamento e integrazione:

○ Costi di coordinamento -> riunioni…

● Tra i due vi sono punti di equilibrio variabili.

○ Dai due derivano le dimensioni strutturali.

STRATEGIA

STRATEGIA, PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA ED EFFICACIA

LA DIREZIONE STRATEGICA NELLA PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA

● Obiettivo organizzativo:

○ Stato desiderato che l’organizzazione cerca di raggiungere.

○ Rappresentano il risultato verso il quale sono diretti gli sforzi

dell'organizzazione.

○ Influiscono sulla progettazione organizzativa.

● La principale responsabilità del top management è di determinare gli obiettivi,

la strategia e la struttura dell’organizzazione, con ciò adattando l’organizzazione

ai cambiamenti dell’ambiente.

● Analisi SWOT (strengths, weakness, opportunities, threats):

○ Implica un’attenta valutazione ai quattro fattori che influenzano la

performance dell’organizzazione.

○ E’ un’analisi competitiva dell’ambiente esterno ed è uno dei concetti chiave

della direzione strategica.

■ Analisi importante per i leader nello stabilire la direzione in cui andare.

● Elaborazione di scenari:

○ Altro dato per i leader nello stabilire la direzione in cui andare.

○ Consiste nell’osservare le attuali tendenze e discontinuità e visualizzare le

possibilità future.

○ I manager possono così migliorare le capacità di far fronte a incertezza

immaginando uno scenario entro cui gestire gli eventi futuri.

● Si devono definire e articolare l’intento strategico dell’organizzazione:

○ Definizione della missione generale e degli obiettivi ufficiali basati sul corretto

adattamento tra opportunità esterne e punti di forza interni.

○ Si formulano poi specifici obiettivi e strategie operative per soddisfare la

missione generale.

● La progettazione organizzativa:

○ Consiste nel modo in cui obiettivi e strategie vengono implementati.

○ Consiste nell’amministrazione e nell’esecuzione del piano strategico.

● I manager devono misurare l’efficacia degli sforzi organizzativi:

○ La misura in cui l’organizzazione realizza i propri obiettivi.

IL FINE ORGANIZZATIVO

● Le organizzazioni sono create e mantenute in esistenza al fine di raggiungere

qualcosa.

PROGETTO STRATEGICO

● Per avere successo, obiettivi e strategie organizzative vanno messi a fuoco con un

progetto strategico.

● Il progetto strategico:

○ Implica che tutte le energie e le risorse dell’organizzazione sono indirizzate

verso un obiettivo generale ben definito, la missione.

● Missione (obiettivi ufficiali):

○ E’ l’obiettivo generale, o ufficiale, di un’organizzazione.

○ Ne riassume la visione, i valori condivisi e la ragion d’essere.

○ Le dichiarazioni di obiettivi ufficiali tipicamente definiscono le attività di

business e possono focalizzarsi sui valori, sui mercati e sui clienti che

distinguono l’organizzazione.

● La visione:

○ Porta con sé una connotazione di futuro atteso, immaginato.

● Tra gli obiettivi principali di una missione vi è quello di fungere da strumento di

comunicazione.

○ Una missione comunica ai partecipanti (clienti, dipendenti, fornitori,

investitori..) gli obiettivi che cerca di raggiungere.

● Vantaggio competitivo:

○ Lo scopo del progetto strategico è aiutare l’organizzazione a raggiungere un

vantaggio competitivo.

○ Si riferisce a quanto contraddistingue l’organizzazione dalle altre.

● Competenza distinta:

○ E’ qualcosa che l’organizzazione fa particolarmente bene rispetto ad altre.

OBIETTIVI OPERATIVI

● La missione e gli obiettivi generali dell’organizzazione costituiscono la base

per lo sviluppo degli obiettivi operativi più specifici.

● Gli obiettivi operativi:

○ Cosa deve fare ciascuna unità organizzativa per raggiungere gli obiettivi

generali.

○ Forniscono le linee guida per il processo decisionale.

○ Guidano e motivano il personale.

○ Definiscono uno standard di performance.

○ Sono diretti a molteplici finalità:

■ Conferire ai dipendenti un senso di direzione per esempio.

● La definizione di obiettivi specifici per ogni compito primario fornisce la

direzione da seguire per le decisioni quotidiane e per le attività all'interno delle

unità organizzative.

● Obiettivo performance generale per organizzazioni a scopo di lucro:

○ E’ rappresentato dalla redditività.

○ Altri obiettivi generali sono la crescita e il volume di output.

○ Crescita incrementi nel tempo relativi a vendite o profitti.

○ Volume vendite totali o l’ammontare di prodotti o servizi forniti.

● Obiettivi relativi alle risorse:

○ Riguardano l'acquisizione dall’ambiente delle risorse materiali e finanziarie

necessarie.

● Obiettivi di mercato:

○ Riguardano la quota o la posizione nel mercato desiderata

dall’organizzazione.

● Obiettivi sviluppo del personale:

○ Ha a che fare con la forma

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandro_Vitali di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Isari Daniela Caterina.
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