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Principi per analisi della fisiologia

aziendale

L’azienda ed i suoi elementi costitutivi (l’azienda nei suoi elementi costitutivi)

L’azienda è un ‘centro organizzato per la produzione sistematica di beni e

 servizi destinato a perdurare nel tempo’, si possono evidenziare alcuni aspetti, il

primo è che non tutti gli atti economici sono posti in essere da aziende, il

secondo elemento di riflessione è che si è di fronte ad un’azienda solo quando

sono presenti i seguenti 4 elementi:

- Produzione in senso economico

- Organizzazione

- Sistematicità

- Capacità di perdurare nel tempo

Produrre in senso economico significa soddisfare un bisogno e,

 conseguentemente, creare utilità.

Il secondo elemento, è l’organizzazione cioè che nel centro dove si svolge la

 produzione in senso economico, si operi in modo organizzato e la persona o le

persone che svolgono l’attività di produzione debbano operare secondo precise

regole.

Il terzo elemento, è costituito dalla sistematicità, l’azienda svolge un’attività che

 deve essere continuativa.

L’ultimo elemento caratterizzante dell’azienda è costituito dalla capacità di

 perdurare nel tempo, significa che l’azienda diventa autonoma rispetto a chi

l’ha creata, cioè arrivare a tal punto che chi si rivolge all’azienda non ha

necessità di sapere chi ha prodotto quel bene o servizio.

Un libero professionista non è un’azienda, non ha il quarto elemento.

 Oggi esistono studi con brand paludati dove non ci si reca per avere una

 prestazione del singolo professionista, ma perché il brand viene considerato una

garanzia di qualità.

Conclusivamente, possiamo affermare che siamo in presenza di un’azienda

 soltanto quando si possono rintracciare tutti e quattro gli elementi costitutivi.

Per parlare di azienda è necessario che la produzione avvenga in presenza di

 una stabile e sistematica organizzazione, destinata a perdurare nel tempo.

Diverse tipologie d’azienda e loro caratteristiche

Il primo compito dell’economista d’azienda è quello di distinguere le aziende

 sotto un rigoroso profilo scientifico.

Il primo aspetto è che nell’azienda la produzione non rappresenta il fine

 dell’attività, bensì l’oggetto, il fine è quello di soddisfare i bisogni umani.

Non è possibile classificare le aziende per la loro produzione, ma la strada

 giusta, per un’ottima classificazione è quella di cercare di individuare le finalità

che si prefigge di raggiungere chi ha posto in essere l’azienda.

In questo senso possiamo delineare alcune tipologie aziendali:

 - La prima tipologia è l’azienda per il consumo interno, questa azienda è posta

in essere da alcuni soggetti i quali hanno scopi comuni e pongono in essere

l’azienda per soddisfare questi scopi, solo gli associati possono fruire del

servizio prodotto gratuitamente o dietro prestazione simbolica (contributo).

- Esempi di aziende per il consumo interno: associazioni culturali, sportive, le

casse di previdenza degli organi professionali, lo stato, i comuni, le regioni.

- La seconda tipologia è l’azienda per il consumo esterno, si tratta di aziende

poste in essere con l’intendo di soddisfare i bisogni di determinati soggetti,

estranei all’azienda gratuitamente.

- Esempi di aziende per il consumo esterno: associazioni di volontariato per

l’assistenza, o alle mense, alle fondazioni bancarie, che erogano borse di

studio.

- In alcuni casi, le aziende per il consumo esterne nascono per un lascito

testamentario, o per donazione, il cui scopo è quello di aiutare i soggetti più

deboli gratuitamente.

La terza tipologia d’azienda è quella nata per cedere, i beni ed i servizi prodotti,

 dietro il pagamento di un prezzo.

Questa tipologia di azienda è quella che produce per il mercato o per lo

 scambio.

In tale tipologia il fine è quello di cedere i beni ad una collettività indistinta, che

 avverte il bisogno e che per questo paga un prezzo.

L’entrata di questo flusso di denaro crea mezzi finanziari ed economici per poter

 produrre altri beni.

Esempi di aziende che il mercato: salumiere, compagnia assicurativa, banca.

 Nelle prime due non c’è un flusso economico-finanziario di ritorno, non si punta

 a questo fine, ma a quello di soddisfare i bisogni degli associati o di una

determinata collettività

Nella terza l’obbiettivo è il ritorno del flusso economico-finanziario che deve

 essere tale da incrementare i mezzi per proseguire la produzione, l’azienda che

si apre al mercato punta al conseguimento di un guadagno.

Soggetti aziendali

La distinzione tra tipologie aziendali va ricercata nei fini perseguiti da coloro che

 hanno creato l’azienda, dei cosiddetti soggetti aziendali.

Definire i soggetti aziendali significa fare un’incursione in un campo di indagine.

 Definizione di azienda che il codice civile da all’art. 2555: l’azienda è il

 complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.

Vi è un tratto fondamentale, l’imprenditore.

 Il soggetto che viene individuato come responsabile degli obblighi e come

 titolare dei diritti dell’attività aziendale è il ‘soggetto giuridico’.

Il soggetto che indirizza l’attività dell’azienda e le cui scelte motivazioni e

 finalità creano l’azienda e rispetto alle quali individuano una fattispecie

aziendale, piuttosto che un’altra è il ‘soggetto economico’.

Chi indirizza l’attività economica è il soggetto economico, chi se ne assume i

 diritti e i doveri è il soggetto giuridico.

Tali soggetti possono coincidere o non coincidere tra loro, dipende dall’ambito

 giuridico di cui è vestita l’azienda.

Soggetto giuridico

Il soggetto giuridico è colui che risulta titolare dei diritti e dei doveri scaturenti

 dell’attività aziendale, è il responsabile delle attività svolte dall’azienda nei

confronti dei terzi.

Per essere soggetto giuridico è necessario essere in posso della ‘capacità

 giuridica’ tale capacità si ottiene con la nascita o possono essere titolari di

capacità giuridica:

- Minore non emancipato

- Nascituro

- Interdetto

- Inabilitato

- Assente

- Ente astratto

Dunque il soggetto giuridico può essere:

 - Una persona fisica, questi è il titolare dell’azienda normalmente, agisce per

proprio conto e risponde, con il proprio patrimonio

- Una persona giuridica, questi è l’ente che risponde con il proprio patrimonio,

nel caso di autonomia patrimoniale perfetta.

La consapevolezza che si possa rischiare il proprio patrimonio personale non è

 certo incentivante per l’economia.

Nel nostro ordinamento esistono due grandi classi societarie, le società di

 persone e quelle di capitale:

- Le prime, società semplici (s.s.), società in nome collettivo (s.n.c.) e società

in accomandita semplice (s.a.s.) sono società prive di personalità giuridica

con un’autonomia patrimoniale imperfetta è prevista per i soci la

responsabilità illimitata.

- Diverso è nel caso delle società di capitale, s.p.a., s.a.p.a., s.r.l., sono

organizzazioni di persone e mezzi per l’esercizio in comune di un’attività

produttiva, dotate di piena autonomia patrimoniale perfetta, responsabilità

limitata, quindi non si assumono alcuna responsabilità personale.

Il soggetto giuridico sarà una persona fisica o un gruppo di persone fisiche in

 tutte le aziende che assumono la forma di società di persone, viceversa, il

soggetto giuridico sarà l’ente astratto dotato di personalità giuridica nelle

aziende che assumono la forma di società di capitali.

Soggetto giuridico potrà coincidere con il soggetto economico nel caso di

 società di persone, mentre, non potrà mai coincidere con il soggetto economico

nel caso delle società di capitali.

Il soggetto economico è sempre una persona fisica o un gruppo di persone

 fisiche, nelle società dotate di personalità giuridica, questo assumerà il ruolo di

soggetto giuridico e si tratterà di andare ad individuare il soggetto economico.

Il soggetto economico

Il soggetto economico è quella persona fisica o gruppo di persone fisiche, in

 grado di dare l’indirizzo alla gestione.

È il soggetto le cui finalità individuano la tipologia di azienda.

 In una società di persone, il soggetto economico coincide col soggetto giuridico.

 Mentre nella società di capitale, individuarlo è più complesso.

 Per esaminare questo fenomeno è necessario partire dall’analisi del sistema di

 amministrazione e controllo adottato dalle società.

Nell’ordinamento italiano esistono tre tipologie:

 - Il sistema tradizionale, costituito dalla presenza di un organo volitivo,

l’assemblea dei soci, da un organo di gestione, rappresentato da un

amministratore o da un consiglio di amministratore, e da un organo di

controllo (collegio sindacale), nel modello tradizionale, l’assemblea dei soci

nomina sia gli amministratori che i componenti del collegio sindacale, e ad

esso non spetta il compito di controllo contabile, che deve essere affidato

dall’assemblea ad un organo esterno di revisione contabile.

- Il modello dualistico, accanto all’assemblea sono presenti un consiglio di

gestione e un consiglio di sorveglianza, quest’ultimo ha competenze molto

più ampie del collegio sindacale del modello tradizionale, inoltre al consiglio

di sorveglianza è rimesso anche il compito di approvare il bilancio di

esercizio, la scelta del sistema dualistico deve essere espressamente

prevista nello statuto o adottata, in seguito, dall’assemblea straordinaria dei

soci.

- Il modello monistico, si caratterizza per il fatto che l’organo di controllo viene

nominato dall’organo di gestione, in questo sistema l’assemblea elegge il

consiglio di amministrazione e quest’ultimo nomina al suo interno un

comitato di controllo sulla gestione, anche in questo caso, il controllo sulla

contabilità spetta necessariamente ad un revisore esterno.

Occorre puntualizzare che in Italia gran parte delle società continuano ad

 adottare il cosiddetto modello tradizionale.

L’organo gestorio è l’assemblea.

 Ciò ci fa capire che chi è in grado di influenzare la maggioranza dei voti

 nell’assemblea ordinaria, è in grado di nominare coloro che gestiranno

l’azienda.

Per capire come si riesca ad influenzare la maggioranza dei voti, occorre

 ricordare che non tutte le azioni, hanno diritto di voto, esistono azioni a voto

limitato che conferiscono maggiori diritti in termine di rendimenti.

Altro elemento che può influenzare la maggioranza dei voti in assemblea è la

 polverizzazione del capitale stesso, se il capitale è molto diviso tra tanti soci

(public company), la frazione di capitale presente in assemblea sarà ridotta e

questo facilita il raggiungimento della maggioranza del capitale.

Ancora, vi può essere la presenza di accordi tra soci, i cosiddetti patti

 parasociali, che vincolano i sottoscritti ad assumere comportamenti conformi a

quelli degli altri partecipanti.

Il mancato rispetto dell’obbligo previsto comporta, soltanto l’obbligo di

 risarcimento del danno provocato nei confronti agli aderenti all’accordo.

Un’esplicita regolamentazione dei patti parasociali è stata introdotta per la

 prima volta in Italia dal TUF, la quale ha provveduto ad una loro tipizzazione:

- Le forme più tipiche sono rappresentate dai sindacati di voto, destinati ad

evirare l’alienazione delle azioni.

Il soggetto economico, è colui che è in grado di nominare gli amministratori

 della società, non necessariamente lui, come nelle tipiche imprese

managerializzate.

Esistono aziende con soggetto giuridico privato e soggetto economico privato

 (aziende private), aziende con soggetto giuridico pubblico e soggetto

economico pubblico (aziende pubbliche), aziende con soggetto giuridico privato

e soggetto economico pubblico (aziende a controllo pubblico), queste ultime

sono spesso gli esiti delle privatizzazioni, lo stato attraversi alcuni ministeri

controlla il capitale di comando o di controllo di dette società.

Conclusivamente, nelle aziende (società di persone) il soggetto giuridico è

 sempre e solo il titolare, questi è anche il soggetto economico, mentre nelle

aziende (società di capitale), il soggetto giuridico è l’azienda stessa come ente

astratto, che risponde con il proprio patrimonio di tutte le obbligazioni e il

soggetto economico è quello che detiene la maggioranza di azioni di tipo

ordinarie.

Il ciclo economico-finanziario delle aziende per il consumo

Nelle aziende di consumo il ciclo inizia con i Proventi, rappresentati da imposte,

 tasse, contributi, lasciti e donazioni.

Tali proventi generano disponibilità monetaria, che consente il sostenimento dei

 costi necessari per la produzione, che viene poi consumata da associati o

particolari categorie di soggetti.

Il primo spunto di riflessione sta nella cronologia dei momenti finanziari ed

 economici del ciclo, lo stesso inizia con i proventi che generano il flusso

finanziario da impiegare per il momento economico rappresentato dal

sostenimento dei costi.

I costi non possono superare i proventi a disposizione dell’azienda, i proventi

 rappresentano la variabile indipendente, mentre i costi la variabile dipendente,

quindi: Cf(P).

Il secondo elemento è che l’essere in presenza di un ciclo aperto impone

 all’azienda di investire parte dei proventi in investimenti fruttiferi che possono

creare flussi addizionali di entrata.

La condizione di equilibrio dell’azienda per il consumo è rappresentata

 dall’uguaglianza tra proventi e costi: P=C

La condizione di equilibrio, deve essere verificata sempre nel tempo e deve

 esserlo costantemente.

È evidente che non è da considerarsi patologia il mancato raggiungimento

 dell’equilibrio in un singolo anno, purché il disequilibrio sia colmato nell’anno

successivo.

Va sottolineato che soprattutto nelle aziende pubbliche, segmentate per lo

 stato, si può creare la condizione di finanziare la spesa in deficit, tale situazione

genera squilibri e problemi di copertura che possono essere finalizzati a far

crescere il sistema economico.

Possiamo dire che l’azienda di consumo spende in ragione del sui volume di

 proventi, Cf(P).

Il ciclo economico finanziario dell’azienda che produce per il mercato o per lo scambio

Il ciclo economico finanziario dell’azienda che produce per il mercato, ha inizio

 con il capitale iniziale, che genera, disponibilità monetaria per il sostenimento

dei costi necessari a far partire la produzione, che a sua volta viene ceduta al

mercato, dal mercato se l’azienda ha correttamente operato, torna indietro un

flusso di ricavi, che ha un duplice scopo: coprire i costi e remunerare il capitale

iniziale.

I ricavi sono la variabile dipendente da altre due variabili: costi e mercato,

 pertanto si avrà: Rf (C, M)

La condizione di equilibrio economico si raggiunge quando i ricavi superano i

 costi e garantiscono la remunerazione del capitale iniziale.

L’equilibrio sarà garantito dalla generazione di un’eccedenza dei ricavi sui costi

 tale da consentire la congrua remunerazione dei fattori in posizione residuale.

I fattori in posizione contrattuale e residuale ed il tasso di congrua remunerazione

Nelle aziende che producono per il mercato, abbiamo due tipologie di fattori

 produttivi: quelli in posizione contrattuale e quelli in posizione residuale.

I fattori in posizione contrattuale sono quelli che si legano all’azienda attraverso

 un contratto e che hanno, una remunerazione certa e prestabilita, esempio:

fornitori, dipendenti.

I fattori in posizione residuale, sono quei fattori la cui copertura/remunerazione

 è residuale, cioè avviene solo se residua qualcosa, dopo aver pagamento dei

fattori in posizione contrattuale, si tratta di fattori su cui ricade il rischio

d’impresa.

Esempio di fattore per eccellenza in posizione residuale: il capitale.

 L’equilibrio economico non può essere raggiunto da R=C, è necessario un

 ‘surplus’ che consenta di remunerare anche i fattori in posizione residuale R>C.

R=C soddisfa solo la copertura dei costi, cioè dei fattori in posizione

 contrattuale.

È possibile individuare la misura della congruità, attraverso la determinazione

 del tasso di congrua remunerazione, che è la somma di una serie di

componenti:

- Rinuncia alla liquidità, cioè ogni volta che un soggetto decide di investire in

un’azienda rinuncia alla disponibilità monetaria, tale componente può essere

commisurata al tasso di interesse attivo sui depositi.

- Tasso di inflazione, costituita dalla copertura del tasso di inflazione dovuto

all’aumento dei prezzi e quindi alla diminuzione del valore della moneta.

- Tasso di interesse degli investimenti privi di rischi, questa componente va

commisurata ad investimenti alternativi e privi di rischio come obbligazioni o

titoli di stato, l’investitore dovrà essere coperto da tale componente e, avrà

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Salvatore5647 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Bianchi Maria Teresa.
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