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Antincendio

Solido, liquido, gas comburente (O2 in 17-16%), calore: convez., irraggi.

Diretto, irradiato, per contatto, autocomb.

  1. Raffreddamento (porta il divieto ai temp. refriger.).
  2. Raffreddamento fumi.
  3. Alo strani (raffreddamento e refriger., tossici).
  4. CO2 (raffreddamento, soffocamento, glaciale).
  5. Vendenitore/soffocamento.
  1. Accensione: i gas caldi iniziano con canulo.
  2. Sviluppo: potere termico.
  3. Flash over: brucio immediamento trepp.
  4. Inc. generalizzato: tutelato il materiale in can.
  5. Raffreddamento: termica il combustibile.

Antincendio

Solido, liquido, gas, campo inf. ≈ % O2.

Combustibile, comburente (O2 in 17-16%), innesco.

Condutt., convett., irraggi., diretto, indiretto, per attrito, autocomb.

  1. Raffreddamento (tanto è il divieto di temp. focarc).
  2. Soffocamento (elimino comburente).
  3. Separazione combustibile - comburente (separo ciò che brucia).
  4. Inibizione chimica (inietto una sostanza capace d'interr. o rallent. combustione, es. estintori, corto schium.).

Agenti estinguenti

Questi principi → agenti estinguenti:

  1. Acqua (vantaggi-svantaggi).
  2. Polveri antincendio (soffocamento e raffredd., tossici).
  3. CO2 (raffreddamento, soffocamento, glaciale).
  4. Schiume (soffocamento).
  5. Gas.

L'incendio e la combustione

L'incendio, a dif. della combustione, non è controllato, non è utile e non era previsto. I danni dell'inc. si ripercuotono su: persone, ogg.li, ambiente.

L'incendio ha una curva di sviluppo (esplosioni istant.).

Q = ignizione: i gas caldi innalzano la curva.

Sviluppo: breve tempo e grande quantità di calore.

Flash over: breve, innalzamento temp.

Inc. generalizzato: tutto il materiale in aria.

Raffreddamento: finisce il combustibile.

Aderiamo curve sviluppo incendi (RHR-t) che spiega: linea blu indica l'aumento, come lavora un incendio; flessione indica...

Flashover e backdraft

Definiamo ora il flashover e il backdraft:

Essi sono 2 fenomeni in ambiente chiuso. Nel primo tutti gli oggetti (solidi) prendono fuoco tutti insieme in seguito ad un incendio. Nel secondo nell'ambiente si esaurisce l'ossigeno, e rientrando velocemente si forma una fiammata dovuta all'immissione di oss. dell'incendio.

Classi di incendio

Dividiamo gli incendi in classi (inquadramenti) per saper approcciarsi ad un incendio:

  • Classe A: incendi di materiali solidi, producono braci.
  • Classe B: incendi di vapori di liquidi infiammabili. Vengono ulteriormente classificati in base ad infiammabilità.
  • Classe C: incendi di gas.
  • Classe D: incendi di metalli combustibili e reattanti chimici.
  • Classe F: incendi di sostanze per cottura.

Sicurezza antincendio

Protezione incendi passiva

Passiva: azioni congiunte per contenere l'incendio per permettere rielaborazione e azione UDF di lavoro sin fase di progettazione.

Barriere antincendio: divisione intesa di bloccare trasmissione per innalzamento, opp. muri tagliafuoco REI.

Strutture resistente al fuoco: strutture che, in presenza di fuoco, conservano stabilità, tenuta e isolamento > REI (RI = at 45,60,110).

Filtro a prova di fumo: filtro che blocca la propagazione del fumo tramite aerazione.

Compartmentalization: parte di edificio progettato con divisi criteri per prevenire propagaz. inc.

  • Scale a prova di fumo interna.
  • Cussific. materiali: in base a come materiale alimenta il fuoco (primi mutalm. -> clavi).
  • Sist. di ventilaz.
  • Vie d’esodo.
  • Porte antincendio: devono aprirsi a spinta nel verso d’esodo.
  • Scala di sicurezza est.
  • Vernici: intumescenti.

Protezione incendi attiva

Attiva: intervento umano o attivaz. impianti per contrastare l’incendio.

  • Estintori: portatili (soggetti controllati).
  • Possono essere ad acqua (in diminuz.) e polvere: in punti, autos, può spegnere A, B, C, o D.
  • A CO2: bolore 70°C -> selez quando fuoruscita può spegnere B + C.
  • A schiuma: B no app. elettriche.
  • Rete idrica antinc.: diritti collegato all’acq. e volute con gruppi di pompaggio: senza danni entrare -> selez e convogliate, valvole, ad anello -> servire a parziali: in est.: sia in alte e a muro (tubaz. flessibili).
  • Naspi (più semplice).
  • Idrante soprassuolo/sottosulo.
  • Attacchi di mandate autospompe.
  • Impianti di rivelazione e rilevazione (fiamme/fumo).
  • Impianti di spegn.: element. -> pompi -> estintione -> carotie.
  • A erogatori.
  • Ad acqua sprinkler: umido -> secocentr…
  • A CO2: rivelatori limitinori, allarmante e una morte.
  • A schiuma.
  • Illuminaz. di sicurezza/riserva.
  • Evacuatori di fumo: consentono fallomento, limitono sviluppo incendi.

Norme di sicurezza antincendi

ORTO regole tecn. orizz.: inquadramento generale nelle regole transitorie.

RTV regole tecn. vertic.: regole specifiche per un’attività: uffici, autorim., depositi, attività commerciali, terminal, alberghi.

DPR 151/2011 -> le attività (80->73) e l'esistenza di alcuni passi estra, vengono divise in categorie A, B, C -> procedimenti differenziati.

  • A: attività con minori tecn. di rif. semplici.
  • B: come A ma più complesse.
  • C: attività molto complesse con a nulla regola tecnica.

Per il DPR per presentazione progetto

  1. Valutazione dei progetti: le attività B e C devono richiedere esame dei progetti per nuovi impianti o modifiche rilevanti in materia antincendio -> il comando entro 30g può richiedere ulteriore documento ed entro 60g deve pronunciarsi, nulla assentimento.
  2. Controlli di prevenzione incendi: le attività, prima di iniziare l'esercizio, devono mandare scorso di "assenza del fiume" e il momento personale dell’intonoro, ne richiedere e ricevuta.
  3. Per le attività di categoria A e B inoltre, il comando può effettuare controlli di sopravenuti (ai requisiti autorimima e di prevenzione), entro 60g e solo accertamenti dell'attività; sempre entro 60g il comando richiederà provvedimenti (slamiamo, rimozione elementi decorativi o meno che l’interessato non riesce a rischiere entro 45g.
  4. Per le attività di categoria C il controllo è certos.

Inoltre, A, B e C possono richiedere controllanti in casi d'opera, a B e C anche un esame preliminare per nulla vista di fattibilità. Nulla ota di fattibilità e verifica in corso d'opera senza controlli volontari, che vi ricolobao entro 30g da richiamo.

C’è altra possibilità di esarge in caso di non-confermùnto ed entro 60g c’è risposta. Tutti i certificati vengono rivilietti da un tecnico edilicettodel proprio. V assumed le responsabilità delle dist.

Nel caso in cui il progettista d’oscia attività ica.

Attività soggette a CPI

Quali sono le attività soggette a CPI.

DM 03/08/2015 → valutaz. rischio incendi luoghi di lav. dove non esistono specifiche disposizioni, escluso attività ind. con rischio elevato e cantieri momentanei.

Nel concetto la valutaz. del rischio incendio è composta da 4 fasi, le cui linee guida sono le misure di misure preventive e protettive e di rilevazione incendi, le valutazione e la manutenzione degli impianti, le formazione antincendio e le principali delle procedure da attuare in caso d'incendio.

Fase 1). Identificazione dei pericoli

  • Materiali combustibili: come carte e plastici, vernici, prodotti chimici, gas.
  • Fonti d'innesco: difetti meccanici/elettrici, processi che portano a fiamme/scintille etc.

Fase 2). Individuaz. degli esposti

  • Le persone presenti, aree di riposo e se sono presenti.
  • Se ci sono persone con disabilità.
  • Persone che non conoscono i luoghi e le proced. (ing.).
  • Persone in aree a rischio specifico (autorizzate).

Fase 3). Eliminazione o riduzione dei pericoli

Ogni pericolo deve essere eliminato, se non è possibile ridotto, se non è possibile sostituito, se non è possibile riparato e protetto;

Fase 4). Verifica dell'adeguatezza delle misure

Bisogna applicare misure per ridurre o eliminare i rischi inaccettabili → documento minimo comprensivo.

La valutaz. dei rischi quindi tiene conto:

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carloparisi17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sicurezza sul lavoro e difesa ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Alfaro Degan Guido.
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