Istituzioni di diritto romano
Roma è stata fondata da un gruppo eterogeneo di individui accomunati da tradizioni comuni, date dal fatto che i pontefici (sacerdoti) avevano la conoscenza del “fas” (regole giuridiche che riguardano il rapporto fra loro e gli dei, quindi i pontefici celebravano riti seguendo un formulario preciso affinché gli dei fossero contenti della loro città) e dello “ius” civitas, ovvero dei cittadini, poiché tra cittadini occorrono regole, perché senza regole non si può costruire una società. Tutto ciò quindi è necessario in ogni tipo di società.
Lo “ius” è essenzialmente diritto privato, è prima privato che pubblico. A Roma lo ius era svolto da riti, così come il “fas”, ovvero da una serie di gesti e di parole impegnative e definite che solo i pontefici conoscevano. Solo a Roma progressivamente il “ius” si stacca dal “fas”. Il “fas” rimane prerogativa dei pontefici, mentre lo ius diventa oggetto di prerogativa di esperti laici.
I giuristi laici e la formazione del diritto
Già dal III secolo a.C ci sono i giuristi laici, provenienti da famiglie nobili, di grande tradizione, sono quei giovani che decidono di approfondire lo studio dello ius. Sono dei privati che hanno ereditato la sapienza dei pontefici, e attraverso gli studi fanno evolvere il diritto trovando la soluzione migliore ai differenti casi.
All’inizio il diritto si imparava nei fori, attraverso la conoscenza tra famiglie nobiliari. Dal II secolo iniziano le scuole, riservate solamente agli uomini. A Roma esistevano le scuole elementari, frequentate da tutti “Scuola del ludimagister” fino agli 11 anni, poi la scuola dei “Grammaticus” dove si imparava la letteratura latina, dagli 11 ai 14 anni, era una scuola più elitaria poiché bisognava conoscere anche il Greco, le donne concludevano il loro percorso qui. In seguito troviamo la “Scuola di retorica” che insegna a parlare in pubblico, abbiamo due tipi di retorica, la retorica pubblica e la retorica che si insegnava per difendere il giudizio presentando al giudice la versione che è più consona al suo cliente, tuttavia non erano giuristi.
Finita la scuola di retorica qualcuno di essi si specializzava e frequentava le scuole superiori che spesso non erano a Roma, se si voleva approfondire la retorica si andava a Rodi per esempio. C’erano anche le scuole di diritto, medicina e filosofia. Per studiare diritto si andava a Roma, poi quando nasce l’impero si andava a Berito e a Costantinopoli, e ovunque si andava a studiare diritto anche in oriente, esso si studiava in latino poiché il diritto aveva una tradizione fortemente latina.
L'età di Giustiniano
Età di Giustiniano: sale al trono nel 527, sede a Costantinopoli, era un grande imperatore del diritto. L’Impero era in mano ai Barbari e scoppia una guerra che dura vent’anni, muore nel 565. Giustiniano cerca di unificare la fede cristiana che fino ad allora era divisa. Fonda però la tradizione giuridica: raccoglie e redige una serie di opere che vengono poi unificate “Corpus iuris civilis” in origine però c’erano opere “Istituziones”, i “Digesta” (cose raccolte, espressione tipica delle opere giuridiche, egli raccoglie il responso dei giuristi che devono essere conservati), il “Codex” (529-534) e infine le “Novelle Leges”.
Siamo nel VI secolo, dal VI secolo ad oggi il “Corpus Iuris Civilis” è considerato il documento cardine. Dopodiché in occidente, dopo Giustiniano l’Impero Romano si chiude ad Oriente. Quell’impero d’Oriente rimane in vita fino al XV secolo, poiché solamente nel 1400 Maometto il Conquistatore conquisterà l’impero d’Oriente. Nell’Impero d’oriente continua ad essere studiato il diritto romano, tuttavia abbiamo anche diversi tipi di diritto che nascono anche dalle popolazioni barbariche.
La nascita delle università
Fine XI secolo: a Bologna (diritto), Parigi (teologia, filosofia). Bologna è un comune, in questi tre luoghi si formano delle scuole, nel caso di Bologna si studia ancora lo Ius (Corpus Iuris) grazie a un insegnante. Ma qual è il contenuto? È il diritto comune a tutti i popoli europei. Perché si parla di universitas? Perché a Bologna arrivano studenti da tutta Europa e insieme formano appunto l’Universitas (insieme di cose), si organizzano insieme perché tutte le università dell’epoca erano regolate dagli studenti.
Il diritto romano e la civil law
Come mai si formano tante università nel giro di poco tempo? Perché gli studenti vogliono conoscere tutto, e vogliono dei professori bravi. Molte volte gli studenti non erano soddisfatti dei loro professori e quindi vanno a fondare nuove università, oppure accadeva il contrario e quindi i professori se ne andavano. È successo infatti che nel XII secolo un professore decise di andare in Inghilterra, e fonda l’Università di Oxford. La differenza tra gli altri paesi europei era che in Inghilterra c’era un Re abbastanza forte e voleva un diritto indipendente, quindi manda via il giurista e fonda un nuovo tipo di “Common law”.
Civil law (No Inghilterra e America del Nord): riguarda tutti i paesi che hanno come base la “iurisprudentia” romana e il “Corpus iuris”, che poi con le università è diventato diritto comune in tutti i paesi nei quali esso era diritto vigente che si applicava nel momento in cui non c’era una norma specifica. Le universitas erano tipiche delle Civil Law.
Per tanti secoli si studia solamente il diritto romano e quello canonico. Arriviamo all’ epoca delle codificazioni: Codice Napoleonico (1804) tutt’ora in parte vigente, da lì una serie continua di altre esperienze, Italia 1865, il primo codice dopo l’unità di’Italia. In Germania il BGB (1800) eccetera. Tutti questi codici (civili) sono stati formulati non per l’invenzione dei redattori ma sulla base della tradizione milionaria che abbiamo dietro che è ininterrotta, quindi non si può capire il senso delle norme odierne se non si comprende prima da dove vengano tutte quelle antiche.
Il processo di apprendimento del diritto
Alla mattina del foro prima del II secolo si imparava ascoltando i responsi, si discuteva a seconda del caso e sulle varie discussioni se ne sceglieva una che diventava legge. Se io vado a caccia di un animale abbiamo il momento intermedio in cui viene catturato c’è la possibilità di liberare un animale o di lasciarlo catturato, ma quando un individuo ha la proprietà dell’animale? Qualche giurista ha detto che l’animale è proprietà dell’uomo nel momento in cui scaglia la freccia, qualcun altro ha detto che il momento in cui si acquista proprietà è il momento in cui si prende l’animale in mano. Si creano troppi problemi giuridici quindi la soluzione del giurista non è sempre una soluzione giusta ed equa ma spesso è una soluzione utile.
Ad un certo punto quindi è prevalsa la tesi dell’acquisto della proprietà durante la caccia chiamata “Occupazione”, quindi prendere in mano l’animale, più utile per evitare le controversie. Questo era il modo di imparare dei giovani, quindi alcuni decidevano di dedicarsi al diritto quindi ascoltavano il giurista.
Giustiniano e la sua influenza
Il diritto è un “arte pratica”, perché i giuristi facevano domande pratiche per insegnare ai giovani. Nel II secolo d.C l’età imperiale, età di Traiano, impero enorme che arriva al Portogallo, all’Inghilterra, fino al Reno e l’Iran ovvero il regno dei Parti, quindi abbiamo tutta la Turchia e l’Africa del Nord. Quindi l’impero deve essere governato attraverso una burocrazia che dipende dall’imperatore, e quindi ciò era occupato da coloro che studiavano diritto.
Quindi a causa di ciò si formano le scuole, che richiedono una preparazione lunga, di circa 10 anni e il primo anno comincia con la lettura delle “Institutiones” ovvero termine non proprio del diritto. Le “Institutiones” è stata trovata sotto forma di manoscritto in pergamena dove c’era un’opera scritta di San Gerolamo, sotto c’erano le “Istituzioni di Gaio”, di questo autore si sa solo che si chiamava Gaio. Perché quando ha scritto questo manuale era solo un semplice maestro di scuola, poi però le scuole si diffusero e il manuale diventa famoso, nonostante non si sapessero le origini. Con questo manuale il diritto viene spiegato per la prima volta in maniera sistematica, in tre parti:
- Persone: famiglia
- Res: classificazione delle cose, la proprietà, l’eredità, le obbligazioni
- Actiones: il processo
Età di Giustiniano, 527: da l’incarico di redigere un nuovo manuale di Istitutiones, queste istitutiones sono rimaste in oriente, in occidente fino al XI.
Il Corpus Iuris e la sua influenza
Età dei comuni: il primo anno dell’università si studiavano le istituzioni di Giustiniano, diritto canonico che aveva come base diritto romano. Per tanto tempo si va avanti così e si arrivava alla “in utroque iure” (il conferimento della laurea in diritto civile e canonico). Fino al 1600-700 si studiano queste cose, poi si aggiungono nuove materie fino ad arrivare alle codificazioni. Tutto quindi deriva da questa tradizione. Le basi quindi sono rimaste le stesse.
Le Istituzioni si dividono in 4 libri intesi come capitoli, non libri veri e propri. Nelle istituzioni, paragrafo 2, Giustiniano afferma che gli studenti non devono acquisire troppe informazioni, questo causerebbe una loro rinuncia agli studi, quindi poche nozioni ma importanti. Tutte le opere letterarie sono state conservate in quanto nei monasteri medievali si copiavano. Era sentito l’obbligo da parte dei monaci di mantenere la tradizione letteraria che era quella studiata nelle scuole del “Grammaticus”. Una volta venuto a meno l’Impero Romano le opere sopravvivono.
Anche il diritto è una letteratura, ma una letteratura volta alla pratica, quindi i giuristi scrivono opere, ma opere ritenute destinate alla prassi appunto, quindi se Giustiniano non le avesse raccolte non ne sapremmo niente. Quindi si deve partire dal corpus Iuris poiché è il centro di tutta la storia. Cos’è il Corpus Iuris? La commissione era fatta da professori delle scuole superiori, essi non inventano i testi, ma hanno preso alcuni testi dei giuristi, vecchi di almeno 3 secoli e li hanno riuniti in un’opera chiara e ordinata che costituisce la base del diritto, togliendo i riferimenti agli autori.
Chi era Giustiniano?
Chi è Giustiniano? Un personaggio oscuro, nasce a Tauresium, paese vicino all’attuale Scopje. Nasce in un’area dell’impero dove ancora si parla latino, non ottiene una grande educazione da piccolo. Sappiamo che aveva uno zio di nome Giustino con cui parte verso Costantinopoli per far fortuna, di questo ne sappiamo grazie a Procopio: storico di corte sotto Giustiniano, che poi è stato cacciato di corte e ha pubblicato un’opera “Storia Segreta” dove viene raccontata tutta la vita intima di Giustiniano.
I due entrano nelle guardie imperiali sotto l’imperatore Anastasio, e dopo la sua morte riesce a farsi eleggere imperatore. Costantinopoli era la città in cui si insegnava il diritto ma anche altre discipline come la teologia e la filosofia. Giustiniano studia teologia.
Nel 524: fatto fondamentale, incontro con Teodora, era una di tre figlie del guardiano degli orsi del circo di Costantinopoli. A Costantinopoli vi è la tradizione greca, tutt’oggi davanti alla moschea blu c’è una piazza ovale, che era il circo. Le fazioni del circo non erano solo fazioni sportive ma anche politiche, quindi vi erano scontri fra di loro. Lei era bambina insieme alle due sorelle, il padre muore e la madre è disperata insieme alle 3 figlie, lei entra con le tre figlie e si inginocchia e chiede che abbiano la possibilità di essere sostentate, il popolo accetta. Teodora diventa attrice, e prostituta di lusso, ceto moralmente considerato inferiore.
Giustiniano quando suo zio diventa imperatore diventa governatore dell’Egitto, lei segue un altro governatore in Egitto, incontra un vescovo e si converte al cristianesimo monofisita. Nel mentre incontra Giustiniano che si innamora totalmente di lei. Lui vuole sposarla ma sua zia Eufemia non vuole, e lui fa una legge che abroga la legge precedente, quindi che gli consente di sposarla.
Nel 527: Giustino si ammala e l’imperatore associa al trono Giustiniano e alla morte dello zio diventa imperatore. Egli è affiancato il ministro della giustizia Triboniano e un altro ministro delle finanze Giovanni di Cappadocia. “Rivolta di Nika”: nika significa “Vinci!” che urlava il popolo contro l’imperatore, l’imperatore insieme ai suoi funzionari è arroccato nel palazzo dal popolo. Giustiniano vuole scappare, ma la moglie lo dissuade, alla fine da la rivolta: Triboniano rimane ma non più come ministro della giustizia, ma come fulcro della compilazione. La compilazione del corpus finisce nel 534, e vengono fatte delle “Novelle leges”, e in una di queste Giustiniano dice: “insieme alla mia coniuge molto pia, compartecipe della stessa forza” riferendosi alla moglie. Afferma quindi di condividere con la moglie nonostante il suo passato il potere che viene da Dio.
Giustiniano costruisce sul monte Sinai un monastero, Teodora era già morta, eppure nella chiesa mette l’effige sua e quella della madre. Il primo intento di Giustiniano era: la riconquista dell’Occidente, loro si definivano romani e quindi non c’è ancora l’idea che l’impero d’oriente è d’oriente, la si avrà solamente con Carlo Magno.
Gli intenti di Giustiniano
Il secondo intento: scopo religioso, in quest’epoca c’è il problema dei monofisiti e dei duofisiti. Fa incontrare alcuni uomini di fede e stende una riforma in cui vuole conciliare i monofisiti e i duofisiti, il papa Vigilio non accetta e lui lo rapisce a Costantinopoli e lo mette in carcere. Fa un concilio, il papa accetta ma durante il viaggio per ritornare muore. Un impero si regge sulle armi e sulla legge, quindi lo ius deve essere conoscibile, invece lo ius che c’è in quel periodo non è conoscibile, e quindi succedeva che gli avvocati si inventavano i testi dei giuristi per sostenere la tesi dei clienti.
Nel V secolo quando ancora c’erano i due imperi e due imperatori Teodosio II e Valentiniano III: legge delle citazioni: in un processo si possono citare solo pochi giuristi come Gaio, Papiniano ecc, perché il giudice può controllare. Se si vuole citare un altro giurista bisogna che il giurista sia citato da almeno uno dei giuristi più importanti, e in più bisogna portare il testo.
Giustiniano poi dice che bisogna fare delle leggi più ordinate, col “Codex” nel 534. Ci sono testi a partire dall’imperatore Adriano, a partire dal II secolo a.C. la commissione che viene organizzata da Giustiniano può lavorare su testi già esistenti. Tra la commissione c’è Triboniano, era un avvocato che veniva dal centro, era un bibliofilo. In seguito diventa presidente della commissione, nel 534 redige molte costituzioni di grande respiro, con un linguaggio giuridico speciale e poi nel 542 muore, infatti dopo le novelle perdono la bellezza di prima.
La parola Codice
La parola codice come noi la intendiamo oggi viene da prima del “Codex”, ha solo il significato di forma libraria inizialmente, poi nel I-II secolo alcune cose si inseriscono nei codici. “Codex gregorianus”, viene completato da un altro giurista “Codex hermogenianus”, da quel momento assume il significato di raccolta.
Il codice fu la prima opera pubblicata nel 529, poi escono il “Digesto”, le “Istituzioni” e durante ciò Giustiniano pubblica diverse costituzioni, quindi il codice diventa vecchio e redige un altro codex nel 534, pubblicato con una costituzione denominata “Cordi”. Nella prima commissione fra gli altri membri abbiamo Triboniano che poi diventa capo della commissione. Era il testo più facile perché esistevano già codici precedenti.
Gregorio decide di raccogliere le costituzioni per facilitare i giuristi, il “Codice gregoriano” diviso in 16 libri dall’impero di Adriano fino al III secolo, non è un codice ufficiale, da quel momento il codex passa da essere libro rilegato a raccolta di regole. L’anno dopo in un solo libro Ermogeno redige le costituzioni di Diocleziano. Prima del III secolo si usa il rotolo, simbolo della cultura antica e dei ceti elevati. Nel III secolo sia per la filosofia che per il diritto si iniziano ad utilizzare i “codices”. Le opere che sono pervenute erano ormai tutte su codice però divise in libri che corrispondeva al contenuto dei singoli rotoli.
Tutte le opere sono divise in libri e poi in titoli e i titoli che hanno un numero, hanno una rubrica, termine usato perché era scritto in rosso e indica l’argomento del titolo. Un titolo ha delle costituzioni numerate, nelle costituzioni si mette solamente la massima, per questo sono così brevi, c’è solo il principio giuridico. Sotto la costituzione abbiamo la datazione dell’anno.
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