Dispensa di diritto romano A.A. 2022/23
Università Commerciale Luigi Bocconi
Appunti delle lezioni del prof. Pergami Federico
Cosa si intende per istituzioni di diritto romano livello base
È un corso che tratta la materia. Insegnamento elementare. Istituzione deriva da “instituere”: (basi formative). Diritto in senso oggettivo. Ius romano: “ius”: ma potrebbe essere inteso in senso soggettivo. Oggettivo = insieme delle norme giuridiche che regolano la vita di una collettività. Si può definire anche come ordinamento giuridico. Studieremo l'insieme delle norme giuridiche che regolavano la vita dei romani.
Che cosa vuol dire norma giuridica (ius oggettivo)? Comando. Non tutti, ma quelli che hanno alcune caratteristiche:
- Generale: applicabile a tutti i consociati
- Astratto: non prevede il caso concreto, ma una norma si rivolge a una molteplicità di casi concreti.
- Coattiva: applicabile anche nei confronti dei recalcitranti.
L'ordinamento giuridico: unione dei comandi generali e astratti muniti di forza coattiva.
La linea del tempo
753-54 a.C. Fondazione di Roma. Cacciata di Tarquinio il Superbo. 509 a.C - 27 a.C. Epoca regia Fase repubblicana. 565 d.C. morte di Giustiniano. Fase arcaica. Fase classica. Fase giustinianea.
Giustiniano: autore dell’opera giuridica più importante mai realizzata: “Corpus iuris civilis”. In mezzo troviamo 3 periodi in cui cambia il modo in cui si sviluppa la collettività romana. Sono periodi con caratteristiche tutte diverse.
L'ordinamento giuridico nella fase regia o arcaica
A chi spetta emanare la norma giuridica? Al re. Il risultato di colui che ha il potere di emanare norme giuridiche si chiamano leggi. La legge è la norma giuridica del parlamento. Nell’epoca regia, il capo, il rex, emana leggi, le leggi regiae, che costituiscono l’ordinamento giuridico. Questa fase è caratterizzata da un gruppo consistente di regole verbali, non scritte, che si tramandano di padre in figlio: mores maiorum.
Cosa si intende per diritto romano nelle 3 fasi?
Arcaica
- Leggi regiae
- Ius civile: insieme dei comandi generali astratti di forza coattiva che regolano la vita dei romani; ordinamento giuridico destinato ai cives, i cittadini, di cui abbiamo poche notizie, proprio perché erano per lo più leggi non scritte, mores maiorum.
I mores maiorum con carattere:
- Oggettivo: costante comportamento tenuto dai consociati;
- Soggettivo: convincimento (“opinio iuris et necessitatis”) dei consociati di obbedire a una norma giuridica.
Questi due caratteri sommati danno luogo alla consuetudine.
L'ordinamento giuridico nella fase repubblicana o classica
Il potere spetta alle assemblee (comizi, comitia, o popolari), composte dai rappresentanti del popolo. I comizi hanno una caratteristica che segna la difficoltà di studiarli: il fatto che avvengono solo due volte l’anno, in quanto riunirsi è difficile. Si riunivano a marzo e a maggio di ogni anno.
- Leggi comiziali Ius civile
- Residue consuetudini (perdono man mano importanza).
Per la prima volta, io, cittadino romano, prestato il cavallo, non mi viene restituito. Quando un cittadino si trova in una situazione del genere, smette di credere alle antiche consuetudini. Se ne occupano così le leggi comiziali, in quanto ora le consuetudini non mi tutelano più.
Come fa ora Pergami che ha prestato il cavallo a tutelarsi dopo questa evenienza? Soluzione:
- Il Pretore: può valutare come meritevole di tutela la posizione di Pergami. La meritevolezza della posizione di Pergami trova tutela attraverso lo strumento di actio, che assume il valore di norma giuridica. È uno strumento di tutela casi nuovi, le fattispecie non già tutelate dallo ius civile, l’ordinamento giuridico.
- Praetor non facit ius civile (non ha la competenza per emanare norme). Serve solo per casi che non si erano mai presentati prima.
Actio e ius honorarium
Actio: tutela del caso concreto (nuovo e non tutelato dall’ordinamento civile). Il pretore è una carica temporanea. Questo insieme di azioni concesse dal pretore assumono una connotazione precisa: ius honorarium (diritto onorario).
Ius honorarium est quod praetores introduxerunt adiuvandi, supplendi, corrigendi iuris civilis. Quella del pretore è un’attività discrezionale sulla base del suo potere attribuito con elezione da parte del popolo. Ius civile è solo formalmente l’insieme delle norme.
Editto del pretore
Raccolte le varie azioni concesse, in modo tale che il cittadino che si trovasse con il cavallo non restituito, per verificare se ci fossero stati dei precedenti, può consultare l’editto del pretore e rafforzare la sua richiesta di giustizia al pretore.
Il primo pretore della storia si chiama pretore urbano. Il pretore urbano istituito nel 367 a.C. è un magistrato eletto dal popolo a cui è dato di concedere o no le azioni a tutela di rapporti non già tutelati dallo ius civile. Praetor non facit sententia.
Si pone il problema dei rapporti con coloro che non sono i cittadini, detti peregrini, gli stranieri. Allora il pretore peregrino regola rapporti tra i cittadini e gli stranieri, o i rapporti tra i peregrini/stranieri fra loro. Stessa funzione del pretore urbano, ma cambia solo l’estensione dei componenti del gruppo di cui si occupa. L’insieme delle azioni concesse dal pretore peregrino è detto ius gentium. Il pretore peregrino viene istituito nel 242 a.C.
Il pretore può concedere l’actio oppure no. Ha un ruolo fondamentale ma non emana norme giuridiche e non condanna o assolve chi fa un torto. L'attività della giurisprudenza entra in questo periodo. I giuristi si occupano dello studio teorico del diritto. Non più comandi generali astratti ma l’attività dell’interpretazione del diritto, cioè l’attività con cui è possibile individuare la norma generale e astratta da applicare al caso concreto. È un’attività fondamentale nello sviluppo del diritto romano. Va tenuta in considerazione per il modo di operare dei consociati. Questo periodo storico è quello più fiorente. Quello che studiamo di più.
Cosa succede quando i poteri vengono concentrati nelle mani di una sola persona?
Fase imperiale
Ius civile
Le consuetudini non ci sono più. In quest’epoca tutti i poteri si concentrano nelle mani di Ottaviano Augusto. Sta nelle mani dell’imperatore la competenza legislativa, ossia di emanare leggi. Come si chiama il risultato: leggi imperiali. Questa è l'unica componente formale della fase imperiale. Il potere dell’imperatore è talmente grande che l’imperatore diventa Dominus et deus. Rimarranno le opere dei giuristi. L’imperatore conserverà molte opere importanti. Iura: opere dei giuristi che non fanno parte dello ius civile ma ci fanno capire come si regolavano i rapporti tra i consociati.
Modi in cui vengono emanate le norme giuridiche
Fonti di produzione del diritto
Modi attraverso i quali una norma viene emanata ed entra a far parte dell’ordinamento giuridico. Diritto in senso oggettivo = insieme di comandi generali astratti e muniti di forza coattiva.
Fonti di cognizione del diritto
Documenti attraverso i quali conosciamo l’ordinamento giuridico di una determinata epoca storica.
- Fase arcaica
- Legge delle 12 tavole: non è completa perché dobbiamo risalire molti secoli di tradizione orale.
- Fase classica
- Editto del pretore: raccolta di actiones.
- Raccolta delle leggi comiziali: raccolta dei provvedimenti normativi di portata molto ampia e di grande importanza giuridica per l’intera collettività.
- Raccolta delle opere dei giuristi: la giurisprudenza è nota grazie alla raccolta dei giuristi, che si occupavano dello studio del diritto e dell’interpretazione, ma anche alcuni di questi giuristi iniziarono a preparare dei manuali, opere didattiche, per gli studenti che si avvicinavano a questo tipo di studi. È un tipo di insegnamento elementare, istituzione, da “institutio”. Non si tratta di norme giuridiche, ma di teoria. Un autore è Gaio.
- Fase imperiale
- Fase post classica: Codex, raccolta delle leggi imperiali, il codice (attraverso cui conosciamo il contenuto dell’ordinamento giuridico), distinte in:
- Leggi private (raccolta dal singolo che lavorava nello studio dell’avvocato), dal nome dei loro autori:
- Codice Gregoriano
- Codice Ermogeniano
- Leggi ufficiali (cioè raccolte dall’imperatore), divise per materia, entrate in vigore l’1 gennaio 439 d.C., dal nome dell’imperatore Teodosio: codice Teodosiano.
- Leggi private (raccolta dal singolo che lavorava nello studio dell’avvocato), dal nome dei loro autori:
- Fase giustinianea
- Corpus iuris civilis: raccolta di leggi imperiali, la prima cosa che fa Giustiniano è la raccolta di leggi imperiali 543 d.C.;
- Novellae: nuove leggi emanate dopo la pubblicazione del codice;
- Digesto pandette: le iura di Giustiniano sono le più famose: raccolta di frammenti di opere dei giuristi di epoca classica, non hanno valore legislativo ma sono importanti. Composta da 50 libri, di cui fanno parte:
- Istituzioni
Le istituzioni di Giustiniano, che si adatta rispetto all’età classica; la legge si adatta alle esigenze del tempo. La legge si adatta alle esigenze dei cittadini. Omnes vitae: la legge per tutta la vita. Ora si fa sì che alle nuove richieste dei cittadini all’ordinamento si affianchi l’introduzione di nuove norme giuridiche. Esempio del divorzio: Gabrio Lombardi insegnava Romano alla statale di Milano, ed era capo di questa istanza referendaria, raccontava a chi gli chiedesse perché voleva abrogare la legge sul divorzio, diceva che i romani dicevano omnia regenda est.
Diritto soggettivo e oggettivo
Il verificarsi di fattispecie del tutto nuove e mai prima verificatesi, comporta la necessaria distinzione tra diritto romano in senso soggettivo e, distintamente, in senso oggettivo. Richiede una particolare attenzione. Un giurista romano non può non sapere cosa sia il diritto oggettivo o soggettivo.
- Diritto soggettivo. Ci sono varie interpretazioni di diritto soggettivo. La definizione tutt’oggi non è univoca. La definizione deve mostrare il ragionamento dei giuristi romani.
- Significato di diritto oggettivo: i giuristi romani partono dal significato di norma (comando generale e astratto munito di forza coattiva) si compone di due comandi:
- Norma giuridica
- Posizione attiva
- Posizione passiva
- Comando primario (regola il rapporto sostanziale) Diritto soggettivo (o d. in senso soggettivo) Obbligo (chi deve restituire il denaro preso in prestito)
- Comando secondario (regola il rapporto processuale) Azione (actio: potere di iniziare un processo e far condannare il creditore) Sanzione (soggezione all’azione)
Il rapporto sostanziale: rapporto tra i cittadini che intendono rispettare la norma giuridica, rapporto che tutti i cittadini hanno tra di loro come regola generale. Esiste anche il caso in cui qualcuno non rispetta quella norma, facendo scattare il comando secondario.
Diritto soggettivo: è la posizione attiva, in rapporto con i consociati, a livello del comando primario. Ius soggettivo: preminenza di un interesse sopra altri interessi. Qualcuno sostiene che il diritto soggettivo sia più della preminenza di un interesse sopra altri interessi, ma sia un vero e proprio potere di far valere i propri diritti. Potere = possibilità di incidere nella sfera di autonomia altrui. A livello primario non posso incidere nella sfera di autonomia altrui.
L’obbligo: posizione giuridica passiva al livello del comando primario; si basa sulla volontà, che è incoercibile.
Azione: potere di iniziare un processo.
Sanzione: ha un contenuto preciso, ossia il pagamento di una somma di denaro. Di regola, non c’è bisogno di disturbare il comando secondario. Il comando secondario trasforma la mia posizione di vantaggio, preminenza, in potere di iniziare un processo che porterà all’erogazione della sanzione di chi mi fa il torto. Il pretore concede a Pergami l’actio, il ius, non può fare, ma in modo da poter tutelare la posizione di Pergami (stesso strumento che avrebbe se ci fosse una norma giuridica, che non è mai stata emanata in quanto il caso di Pergami non si era mai verificato prima). Il potere del pretore è talmente importante che è come se andasse oltre il potere legislativo.
Fase arcaica
Familia
La civitas era una piccola comunità costituita da famiglie.
Com'erano i rapporti nella famiglia?
C’erano 2 categorie di soggetti:
- Sui iuris = soggetti di diritto proprio
- Soggetti alieni iuris = di diritto altrui
1 - Sui iuris = Non hanno ascendenti. Compongono questa categoria i capo anche politico della famiglia. A lui spettano tutti i poteri che spettano non al genitore comune, ma al capo della comunità familiare. Non c’è ancora un vero e proprio stato. Funzioni:
- Organizzazione all’interno
- Difesa all’esterno. Sono le stesse funzioni dello Stato. Ecco perché diciamo che è capo politico.
- Capacità patrimoniale.
2 - Soggetti alieni iuris = Hanno l’ascendente nel pater familias. Sono coloro che compongono all’interno della famiglia la categoria degli alieni iuris:
- Moglie
- Figli
- Schiavi
Sottoposti alla potestà del pater familias, che esercita su questi proprio un potere = il mancipium. Il mancipium si divide in:
- Manus (sulla moglie)
- Patria potestas (sui figli)
- Dominica potestas (sugli schiavi).
La moglie e i figli sono soggetti di diritto, si intende l’avere la possibilità di essere destinatario di norme giuridiche. Gli schiavi sono oggetti di diritto, res, perché sono considerati tali.
Modi di ingresso nella famiglia romana
Sono di 2 tipi:
- Secondo natura (aut natura): nascere da giuste nozze (iuste nuptie);
- Secondo diritto (aut iure):
- Adoptio, cioè passaggio di un soggetto alieni iuris da una familia ad un’altra;
- Adrogatio, cioè passaggio di un soggetto sui iuris sotto la potestà di un altro pater familias (accadeva quando un pater per non disperdere il patrimonio si sottoponeva a un altro pater familias).
Il problema delle successioni emerge nella fase successiva (classica). L’annunciazione pubblica della rinuncia delle proprie prerogative avviene con una cerimonia. Questo deve avvenire davanti ai comizi. L’atto è così importante che deve essere manifestato durante le riunioni popolari.
Ricostruendo l’ordinamento giuridico della fase repubblicana abbiamo visto che le assemblee popolari non si occupavano solo dell’ambito legislativo, ma anche delle cerimonie di adrogazione dei pater familias.
Cosa succede alla struttura della familia alla morte del pater
L’ipotesi più antica risalente è l’ipotesi di morte del pater.
- Fase arcaica: Si parla di communi iure: la famiglia rimane unita sotto la potestà del primo erede.
- Fase classica: Consortium ercto non cito: la famiglia rimane unita sotto la potestà congiunta di tutti gli eredi (gestione comune del patrimonio del pater) = legittima societas (società intesa come gestione comune) utilizzata per la prima volta da Gaio.
- Fase imperiale: Proprium iure: la famiglia si divide in quanti sono gli eredi.
Capacità patrimoniale
Tipica del pater familias: è l’unico che può gestire il patrimonio e i beni che fanno parte del circolo familiare. Se il pater non adempie all’obbligo sopra di lui, è responsabile e pagherà una somma di denaro. Può gravare solo su di lui la sanzione patrimoniale che consiste nella responsabilità del mancato rispetto dell’obbligo. La responsabilità nasce quando non si rispetta l’obbligo, e si va quindi incontro a una sanzione. Anche oggi è così. Quando il pater familias non adempie correttamente all’obbligo di amministrare il patrimonio di famiglia, va incontro alla sanzione ed è quindi responsabile.
Obblighi
Ci sono due tipi di obblighi:
- Quello di restituire il cavallo
- Quello di non rubare il cavallo.
Responsabilità
Il mancato rispetto dell’obbligo, nasce in due fattispecie. L’obbligo nasce o da:
- Responsabilità contrattuale
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