La Short-Time Fourier Transform (STFT):
La Short-Time Fourier Transform, abbreviata STFT, è una tecnica di analisi dei
segnali che permette di studiare come varia il contenuto frequenziale di un
segnale nel tempo. È particolarmente utile quando si analizzano segnali non
stazionari, come i segnali EEG, nei quali le componenti frequenziali possono
cambiare nel corso della registrazione.
Per capire perché è necessaria, bisogna partire dalla trasformata di Fourier
classica. La trasformata di Fourier permette di scomporre un segnale nelle sue
componenti sinusoidali, mostrando quali frequenze sono presenti e con quale
ampiezza e fase. Tuttavia, presenta un limite importante: considera il segnale
nella sua interezza e, nella rappresentazione spettrale complessiva, non ci dice
direttamente quando una determinata frequenza si manifesta.
Questo problema è particolarmente evidente nei segnali non stazionari, cioè
nei segnali le cui caratteristiche statistiche o il cui contenuto frequenziale
cambiano nel tempo.
1. Il principio di funzionamento della STFT
L'idea fondamentale è quella di prendere una porzione del segnale, analizzarla
con la trasformata di Fourier, spostare la finestra in avanti e ripetere il
procedimento. In questo modo si ottiene una successione di spettri, ciascuno
relativo a un intervallo temporale specifico.
La STFT produce valori complessi, che contengono informazioni sia
sull'ampiezza sia sulla fase delle componenti frequenziali.
Per visualizzare come varia l'energia del segnale nel tempo e in frequenza, si
utilizza comunemente lo spettrogramma, definito come il modulo quadro della
STFT: 2
| | Il modulo quadro permette di rappresentare la potenza
( ) ( )
=
S t , f X t , f
spettrale locale, secondo la normalizzazione adottata.
Lo spettrogramma è un grafico bidimensionale:
sull'asse orizzontale troviamo il tempo;
sull'asse verticale troviamo la frequenza;
il colore rappresenta l'intensità della componente frequenziale.
In genere, i colori più intensi indicano una maggiore potenza, mentre quelli più
scuri indicano una potenza minore.
Per esempio, se un segnale contiene una sinusoide stabile a 10 Hz e una
seconda a 40 Hz, nello spettrogramma possiamo osservare due bande
orizzontali alle rispettive frequenze. Se invece la frequenza aumenta
progressivamente nel tempo, come accade in un segnale chirp, ci aspettiamo
una banda inclinata verso l'alto.
Lo spettrogramma ci consente quindi di individuare non soltanto quali
frequenze sono presenti, ma anche in quali intervalli temporali diventano più o
meno rilevanti.
Il limite fondamentale: il compromesso tra tempo e frequenza
Il limite principale della STFT è il compromesso tra risoluzione temporale e
risoluzione frequenziale. Questo compromesso deriva dalla lunghezza della
finestra utilizzata.
La risoluzione temporale indica quanto precisamente riusciamo a localizzare un
evento nel tempo. La risoluzione frequenziale indica quanto bene riusciamo a
distinguere componenti con frequenze vicine.
Queste due risoluzioni non possono essere migliorate contemporaneamente
semplicemente scegliendo una finestra diversa.
Finestra corta Se utilizziamo una finestra corta, analizziamo un intervallo
temporale molto limitato. Il vantaggio è che possiamo localizzare meglio eventi
rapidi, come un transiente o una variazione improvvisa dell'attività EEG. Lo
svantaggio è che abbiamo meno campioni per caratterizzare le frequenze: le
componenti tendono quindi a essere più larghe nello spettro e risu