Trasformata Wavelet continua (CWT):
1. Introduzione e principio di funzionamento
La Continuous Wavelet Transform (CWT), o trasformata Wavelet continua, è una
tecnica di analisi tempo-frequenza utilizzata per studiare i segnali non
stazionari, cioè segnali le cui caratteristiche frequenziali cambiano nel tempo. È
particolarmente utile nell'elaborazione dei segnali biomedici, come EEG, EMG e
potenziali evocati, nei quali è importante individuare non soltanto quali
componenti frequenziali siano presenti, ma anche quando compaiano.
La trasformata di Fourier permette di individuare le frequenze presenti in un
segnale, ma non fornisce informazioni precise su quando queste compaiano. La
Short-Time Fourier Transform (STFT) affronta questo problema analizzando il
segnale attraverso finestre temporali, ma presenta un limite: la risoluzione
temporale e quella frequenziale dipendono dalla dimensione della finestra, che
rimane fissa durante l'analisi.
La trasformata Wavelet, invece, utilizza una funzione chiamata wavelet madre,
cioè una piccola onda localizzata nel tempo, che viene modificata attraverso
due parametri: la scala e la traslazione. In questo modo è possibile analizzare il
segnale a differenti scale temporali, ottenendo una risoluzione adattiva.
2. Scala, traslazione e coefficienti Wavelet
La CWT si basa sul confronto tra il segnale da analizzare e copie della wavelet
madre opportunamente scalate e traslate.
La scala, indicata con a, determina quanto la wavelet viene dilatata o
compressa:
Se a aumenta, la wavelet diventa più larga e lenta e risulta sensibile alle
componenti a frequenza più bassa.
Se a diminuisce, la wavelet diventa più stretta e rapida e risulta sensibile
alle componenti a frequenza più alta.
La traslazione, indicata con b, determina invece la posizione temporale in cui la
wavelet viene confrontata con il segnale. Facendo scorrere la wavelet lungo il
segnale è quindi possibile individuare gli istanti in cui una determinata
componente è maggiormente presente.
La trasformata può essere espressa matematicamente come:
+∞ ( )
−b
1 t
∫ ¿
( )= ( )
W a , b x t ψ dt
√
x | | a
a −∞
Dove x(t) è il segnale da analizzare; \(\psi(t)\) è la wavelet madre; \(a\) è il
parametro di scala; \(b\) è il parametro di traslazione; \(\psi^*\) indica il
complesso coniugato della wavelet; il fattore \(1/\sqrt{|a|}\) serve a
normalizzare l'energia delle wavelet scalate.
Il risultato è una serie di coefficienti Wavelet, che quantificano quanto il
segnale assomigli alla wavelet utilizzata in una determinata posizione
temporale e a una determinata scala. Coefficienti di maggiore modulo indicano
generalmente una maggiore corrispondenza tra la forma d'onda e il segnale in
quel punto.
La wavelet madre deve soddisfare la condizione di ammissibilità, che in
particolare implica che la sua media sia nulla:
+∞
∫ ( )
ψ t dt=0
−∞
Questa proprietà significa che la wavelet presenta oscillazioni positive e
negative che si compensano, consentendo di evidenziare variazioni e
componenti locali del segnale.
3. Interpretazione della rappresentazione tempo-scala
I coefficienti della CWT possono essere visualizzati mediante una
rappresentazione grafica in cui un asse corrisponde al tempo, un altro alla scala
e il colore rappresenta il valore o il modulo dei coefficienti.
È importante sottolineare che la CWT non rappresenta direttamente la
frequenza sull'asse verticale, come avviene normalmente nello spettrogramma
della STFT. Rappresenta la scala, che è inversamente correlata alla frequenza:
scale grandi corrispondono a frequenze più basse, mentre scale piccole
corrispondono a frequenze più alte.
Il legame preciso tra scala e frequenza dipende dalla wavelet scelta e dalla
frequenza di campionamento. Di conseguenza, non è possibile ricavare
direttamente la frequenza osservando soltanto il valore numerico della scala
senza una conversione appropriata.
Un altro aspetto importante è che l'intensità dei coefficienti non coincide
necessariamente con l'ampiezza della componente originale. Il valore dipende
anche dalla scala, dalla forma della wavelet e dal grado di somiglianza tra la
wavelet e il segnale. Per questo motivo, nell'interpretazione della CWT
interessa soprattutto osservare dove e a quali scale si concentrano i coefficienti
più intensi, piuttosto che confrontarne direttamente i valori assoluti tra scale
differenti.
La CWT offre quindi una rappresentazione dettagliata dell'evoluzione temporale
delle componenti del segnale, ma non elimina il principio di indeterminazione
tempo-frequenza: anche in questo caso esiste un compromesso tra risoluzione
temporale e frequenziale, sebbene la risoluzione sia adattiva.
Dalla trasformata Wavelet continua alla trasformata Wavelet discreta
(DWT)
Un limite della trasformata Wavelet continua è che utilizza valori continui dei
parametri di scala e traslazione, generando una grande quantità di coefficienti.
Questa caratteristica permett