Economia politica e informazione
Rebecca Vigevani
1. Microeconomia e macroeconomia
Microeconomia -> riguarda soprattutto i singoli soggetti, che devono scegliere di lavorare e quanto, scegliere di risparmiare e quanto.
Macroeconomia -> riguarda i mercati finanziari, il debito pubblico, le pensioni, ecc.
[ I mercati hanno degli effetti sulla società? Sia nel monopolio che nell’oligopolio si crea inefficienza perché si vendono quantità troppo basse e a prezzi troppo alti. Si ha inefficienza anche in altri fenomeni della realtà, per esempio quando le scelte di un soggetto hanno effetti di danno esterno su altri, che possono essere:
- Negativi (es. usando un’auto a benzina -> si agisce per il proprio interesse ma si provocano danni sull’ambiente, come l’inquinamento); oppure
- Positivi (es. vaccini -> ci si vaccina per un interesse soggettivo e allo stesso tempo si provoca anche un beneficio per gli altri).
]
Economia politica
‘’Economia politica’’ -> questo termine veniva usato da Aristotele per indicare la buona gestione della polis. Pag. 14 Intorno al ‘200, comparse anche in Europa a causa della nascita delle prime banche, e poi intorno al ‘600 a causa della rivoluzione industriale. Gli studiosi di questa parte della società chiamavano se stessi ‘’studiosi della filosofia morale’’ (‘morale’ => relativa a usi e costumi morali, quindi sociologia, giurisprudenza, ecc.). Nel ‘700-‘800 (positivismo), è scomparso l’aggettivo ‘morale’ perché sembrava inopportuno nelle scienze, e si è cominciato a parlare di economia in generale.
La specializzazione delle scienze ha generato branche e sottobranche dell’economia (microeconomia, macroeconomia, economia monetaria, economia statistica, ecc.) -> (proprio come le imprese che, per evitare la concorrenza, inventano nuovi prodotti).
Microeconomia => parte dalle scelte di singoli soggetti. Cerca di vedere qual è l’implicazione di sistema Pag. 23 delle scelte indipendenti di tanti soggetti (ciascuno con le proprie motivazioni), e cerca di capire se questi fanno scelte tra loro compatibili —> problema dell’equilibrio economico.
‘’Equilibrio economico’’ è una nozione che ha varie sfaccettature.
Noi useremo quella di ‘’equilibrio di mercato’’ = tutta la domanda di un certo bene è uguale a tutta l’offerta di quel bene (domanda complessiva = offerta complessiva) -> cioè viene prodotta la stessa quantità che viene venduta (o viene venduta tutta la quantità che viene prodotta) -> ma nel mondo reale questo è quasi impossibile, e spesso si crea ‘’disequilibrio di mercato’’.
Bene = prodotto che sia un bene per i soggetti, cioè che ‘’più ce n’è meglio è’’.
Pag. 39 ‘’Bene’’ -> è un termine quantitativo generale. In realtà, potrebbe essere anche un male (es. la carne per i vegetariani). L’essere un bene o un male non è una caratteristica intrinseca dell’oggetto, ma dipende dalle preferenze dei singoli soggetti [in generale si chiama ‘bene’].
[ Il mercato è l’insieme delle contrattazioni tra venditori e compratori, attr. le quali viene fissato il prezzo di un bene (domanda e offerta) ]
Supponiamo che ci sia equilibrio di mercato (quindi che domanda totale=offerta totale).
‘’Problema di efficienza’’ = domandarsi se la situazione di equilibrio è davvero buona per tutta la società. Pag. 24 La risposta non sempre è sì.. dipende dal contesto che studiamo.
L’obiettivo finale della microeconomia è cercare di capire se le varie situazioni sono buone (/ottime / efficienti) per la società. Alcune situazioni possono essere buone/ottime per singoli, ma non per la società.
Macroeconomia => disciplina nata un centinaio di anni fa, in corrispondenza della Grande Depressione degli anni ’30, in cui c’erano problemi macro (di carattere generale) (es. disoccupazione, mancanza di produzione, povertà, ecc.). Perciò, ha iniziato a interrogarsi riguardo ai problemi generali della società (es. PIL), e non tanto dei singoli cittadini. (Noi studieremo principalmente come opera il settore pubblico e quali sono i suoi effetti nel breve e nel lungo periodo -> es. problema delle pensioni).
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Capitolo 1 - Introduzione microeconomia
Microeconomia
Pag. 22 Si concentra sulle scelte individuali.
Le scelte degli individui (/soggetti) sono ‘’intenzionali’’, quindi orientate ad uno scopo.
(Esistono anche scelte fatte a caso o non intenzionali, ma sono difficili da studiare dall’economia).
Per poter scegliere, è necessario avere un insieme di scelta, in cui devono esserci almeno due elementi Pag. 29 (per poter effettivamente scegliere).
Il numero di elementi tra cui scegliere può essere immenso (grandi numeri).
[ In matematica, gli insiemi possono anche essere vuoti, o con un solo elemento. In alcuni contesti c’è solo una scelta, anche se in realtà questa non è una vera e propria scelta (perché si è obbligati a far così). ]
(Teoria dei giochi -> studia le situazioni in cui ci sono più soggetti (non troppi, di solito 2) e per poter scegliere bisogna prevedere cosa farà l’altro. Es. per stabilire i prezzi se ci sono pochi soggetti).
Esempio del giardino condominiale
Esempio del giardino condominiale -> ogni famiglia ha il proprio appartamento privato, ma il giardino è Pag. 20 condominiale e deve essere curato da qualcuno -> si può migliorare il giardino, ma è un impegno costoso (quindi ci sono pro e contro) -> è importante saper individuare le conseguenze delle scelte, che possono essere innumerevoli.
- Tante volte mi interessano solo le conseguenze che hanno su me stesso,
- Altre volte mi importa sapere che effetti hanno sugli altri (teoria dei giochi)
- Altre volte possono non interessarmi minimamente le conseguenze della mia scelta sugli altri.
Le conseguenze delle scelte possono essere:
- (Positive) -> ‘’beneficio’’
- (Negative) -> ‘’costo’’
Tipicamente nelle scelte che noi studiamo sono compresenti e vanno valutate entrambe.
L’unità di misura deve essere la stessa per entrambi.
Le conseguenze sono rilevanti ai fini della scelta intenzionale.
‘’Ordinamento’’ delle conseguenze -> ordinamento=fra tutti i possibili elementi dell’insieme di scelta, Pag. 29 ciascuno dei quali ha le sue conseguenze, quale elemento mi dà le conseguenze che io preferisco?
-> es. scelta A e scelta B : la scelta A è migliore della scelta B (/la preferisco a B) se le conseguenze di A sono migliori di quelle di B -> quindi le preferenze evocano il confronto delle conseguenze fra coppie di scelte.
(Semplificando,) per noi le conseguenze delle scelte possono essere + o -, quindi beneficio o costo -> occorre una sintesi dei due, quindi bisogna calcolare la differenza fra beneficio e costo (ipotizzando che siano rappresentati da due numeri).
Es. un’impresa produttrice ha dei costi di produzione e il beneficio è rappresentato dal ricavo proveniente dalla vendita di ciò che ha prodotto (sono due numeri monetari). È importante la loro differenza, quindi il profitto per l’impresa (=ricavi totali - costi totali). I termini “profitto, ricavi e costi” valgono solo per l’impresa, mentre più in generale si usano “surplus, beneficio e costo”. “Profitto” è una nozione particolare di surplus.
Surplus = beneficio - costo
Doc 1 Surplus -> termine che si può usare per tutti i soggetti che analizzeremo noi -> es. surplus del consumatore, dell’impresa(=profitto), dell’intera società(=surplus sociale, che è un obiettivo importante per chi è interessato al benessere sociale più che all’interesse delle singole parti).
La nozione di surplus è una sintesi dell’ordinamento delle preferenze -> essendo numeri, è facile fare un ordinamento fra questi, quindi metterli in ordine (per es. 2 è meglio di 1), e si può fare anche con i numeri negativi (per es. -1 è meglio di -2).
In questo modo, l’ordinamento potrebbe suggerire che è bello avere 10 tonnellate di pizza, perché è un Pag. 30 bene, quindi più ce n’è e meglio è, ma non è detto che lo sia (perché per es. potrebbero non bastare i soldi per comprarle) -> ogni scelta economica non ha solo benefici, ma anche costi. Nel caso in cui crescano più i costi che i benefici, potrebbe non valerne più la pena.
La relazione costo_benefici pone dei vincoli in tutti i problemi di scelta -> dipende da ciò che accade nel mentre (la pizza rimane sempre un bene, ma se costa tanto può non valerne la pena).
È importante quanta informazione ho su quel che mi sta attorno e mi induce/vincola nelle mie scelte. Pag. 30
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Es. un soggetto deve scegliere se comprare o no il biglietto di una lotteria -> scelta binaria (compra_non compra). Se non lo compra, sa di tenersi i soldi, mentre se lo compra non sa cosa succederà -> esito incerto -> da studiare opportunamente -> dipende dalle proprietà statistiche/probabilistiche dell’estrazione -> alcuni soggetti vorranno o non vorranno più acquistare il biglietto, anche se il costo rimane uguale. I soggetti fanno scelte diverse, perché hanno informazioni o vincoli diversi.
es. mettere moneta nella slot -> può dipendere da tanti fattori, per esempio dalla probabilità di vincita.
[ In alcune situazioni viene considerata l’importanza dell’effetto e non la sua bassa probabilità -> scelte non intenzionali (es. viaggiare aereo è più comodo e la probabilità di morire in aereo è molto bassa, ma la gente ha paura perché è più grave la percezione di quel che potrebbe accadere in caso di incidente -> quindi, le persone possono anche scegliere in modo non intenzionale, perché i dati dimostrano che viaggiare in aereo sarebbe meno pericoloso). ]
[ Non sempre può essere negato alle persone il diritto di perseguire il proprio interesse, anche se provoca un danno al bene comune, quindi ha un effetto negativo sull’ambiente, che provoca dei costi, e fa sì che la scelta sia inefficiente (es. inquinamento).
Il problema è che l’obiettivo del governo è farsi rieleggere -> quindi anche il settore pubblico a volte ha interessi che vanno contro quelli della società. ]
[ nel cap. 1 viene approfondita maggiormente la teoria dei giochi -> si studia l’interazione di mercato (domanda_offerta) con soggetti che non si preoccupano delle retroazioni degli altri -> il mercato cerca di ristabilire l’equilibro tra domanda e offerta in caso di squilibrio.
Interazioni strategiche (studiate dalla teoria dei giochi) -> studiare cosa farei io e cosa potrebbe fare l’altro, e anche cosa l’altro pensa che io voglia fare, ecc.]
Nell’esempio della cura del giardino condominiale, ritroviamo:
- Insieme di scelta -> scegliere se impegnarsi o no.
- Conseguenze -> se mi impegno, ho un giardino migliore, ma anche dei costi.
- Ordinamento -> impegnarmi o non impegnarmi? Dipende quanto mi importa avere il giardino bello -> quindi l’ordinamento è personale.
- Vincoli -> se mi impegno, devo supportare costi per ottenere un giardino migliore.
- Informazione -> potrei non sapere esattamente cosa l’altro farà. Devo valutare gli incentivi dell’altro, cosa potrebbe fare, ecc. In questo caso entrambi scegliamo qualcosa che non ci sorprende, cioè siamo entrambi soddisfatti di ciò che abbiamo fatto e non siamo motivati a fare una scelta diversa da quella che abbiamo fatto.
——Fine introduzione - riassunto capitolo 1 (non è argomento d’esame)——
Capitolo 10 - Grafici
Linea di numeri
(0.)
Pag. 289 -> andando a dx si va verso numeri maggiori. Si misura la quantità di una grandezza. Rappresenta l’ordinamento dei numeri (sia positivi che negativi).
Rappresentare 2 o più grandezze contemporaneamente
(1.)
Pag. 290 Solitamente siamo interessati a rappresentare più di una grandezza alla volta (almeno 2 -> es. prezzo e quantità delle pizze) -> per rappresentare come sono collegate queste due grandezze/variabili servono 2 linee dei numeri, perché ciascuna indica come varia quella singola grandezza -> si usa il piano cartesiano, in cui queste 2 linee sono perpendicolari.
Si segna un punto su entrambe le linee e si trova il punto che rappresenta entrambi (in mezzo al piano).
Questo punto rappresenta contemporaneamente le due grandezze che mi interessano. Quindi ogni punto (e ce ne possono essere moltissimi) è una coppia prezzo-quantità.
I punti possono anche stare sull’asse -> significa che il valore dell’altra grandezza (in ascisse o ordinata) è 0 -> e questo può avere un significato (per es. se la q.tà di pizze è 0 significa che il prezzo è troppo alto).
È più facile e veloce leggere un grafico (che spiegare a voce)
(2.)
Conviene di più usare il grafico che raccontare a voce, perché è più pratico e si capisce meglio. (Per es. per capire l’andamento di un’azione in borsa).
[ Origine del grafico -> 0 di entrambe le variabili. 3ff ffi fi fi fi fi ff fi ff fi ff fi
In economia non esistono quantità negative o prezzi negativi (perciò spesso considereremo solo la parte del grafico positiva, cioè in alto a dx).
Entrambe le variabili possono assumere valori nel continuo, quindi ci può essere qualsiasi prezzo e qualsiasi quantità -> ogni punto è una coppia prezzo_quantità.
Anziché osservare pochi punti, di solito li uniamo con delle linee ]
(così è più facile leggere il grafico).
Grafico casi totali dei contagi
(3.)
Erroneamente vengono chiamati ‘’nuovi contagi’’ dai telegiornali, ma non è così, perché viene misurata la quantità di persone che fino ad oggi ha contratto il virus -> include 3 categorie: quelli che ce l’hanno ora, quelli guariti e quelli deceduti -> la somma dei tre dà il numero dei casi totali.
In questo grafico vengono rappresentati i casi totali -> il grafico è sempre crescente perché non possono diminuire i casi (al massimo rimangono uguali e non si aggiunge niente).
Curvatura convessa -> pancia verso l’alto (a U) (cresce più che proporzionalmente). Nella fino a metà aprile parte convessa, le variazioni (/ i marginali) sono sempre più grandi, cioè il numero cresce sempre di più.
[ Crescita proporzionale -> linea retta ]
Prima la curvatura è convessa (più che proporzionale), poi concava (meno che proporzionale) e poi ancora convessa -> variazioni da un giorno all’altro. Il numero totale ‘’cumulativo’’ cresce ogni giorno, di più o di meno (o al massimo rimane uguale). Non decresce mai per il motivo spiegato precedentemente.
Se cresce la variazione quotidiana, il totale sale più rapidamente.
Grafico linee blu e arancioni -> dà una percezione veritiera ma completamente diversa rispetto al grafico precedente (3.).
Relazione prezzo_quantità (es. pizze)
A. Relazione decrescente (4a.) (alto dx->basso sx) -> quando una grandezza aumenta, l’altra diminuisce Pag. 294 (o quando una diminuisce, l’altra aumenta). Es. se il prezzo delle pizze aumenta, chi le compra può acquistarne sempre meno => al crescere del prezzo, la quantità diminuisce. (non è detto che siano/diventino negative).
B. Relazione crescente (4b.) (basso sx->alto dx) -> quando una cresce, anche l’altra cresce (oppure quando una diminuisce, anche l’altra diminuisce) -> vanno nella stessa direzione. Es. al crescere del prezzo, i pizzaioli vogliono aumentare la quantità venduta.
C. (5.) Non tutte le relazioni sono crescenti o decrescenti -> es. tempo-altezza Everest nei giorni attuali -> Pag. 295 relazione costante è una sempre -> viene rappresentata con una linea orizzontale.
D. Comportamenti misti (6.) -> es. del commesso viaggiatore (dipendente del venditore) che trasporta i Pag. 296 prodotti con la sua macchina e deve consegnarli in giro per la regione.
Se fa poche consegne, prende le penali. Quindi più va veloce, meno spende per le penali (relazione decrescente).
Se va veloce, aumenta il consumo di benzina. Quindi più va veloce, più spende in benzina (relazione crescente).
[ Si possono disegnare più linee sullo stesso asse quando tutte e 3 le variabili (dipendenti) dipendono dalla stessa variabile (indipendente) chiamata in ascissa (in questo caso la velocità). ]
- 1. Penali;
- 2. Costi benzina;
- 3. Costo totale
Come valutare ciò che conviene? Obiettivo: sostenere un costo complessivo tra penali e benzina il più basso possibile -> si calcola sommando (in verticale) i due costi, per ogni possibile velocità che sostengo (quindi per ogni punto) (=si fa la somma verticale delle due curve in ogni punto) -> unendo i puntini che risultano da queste somme, si ottiene una linea, che è il Costo totale = somma totale dei due segmenti -> è utile per capire cosa conviene di più. In questo caso il costo totale è prima decrescente e poi crescente.
Pag. 314 4fi fi fi fi fi fi fi fi fi
‘’Marginale’’ = variazione. (invece il totale è il totale)
Costo totale (7.)
(Supponendo che il prezzo sia un dato, quindi uguale per ogni unità).
Il costo to
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