10\01 Definizioni
- È la scienza sociale che studia la produzione, distribuzione e il consumo di beni e servizi (Krugman e Wells). Si parte dall’oggetto di studio, questa definizione però non è completa: di queste materie se ne occupano anche altre discipline e gli argomenti non sono strettamente collegati alla variabile economica.
- L’economia è lo studio dell’essere umano nei suoi affari quotidiani (Alfred Marshall). L’economia non si occupa dell’economia stretta ma dei problemi della vita quotidiana.
- L’economia è la scienza che studia la condotta umana nel momento in cui, data una graduatoria di obiettivi, si devono operare scelte su mezzi scarsi applicabili a usi alternativi. (Lionel Robbins). L'approccio economico, parte dall’idea che gli individui sono di fronte a una decisione economica quando hanno delle risorse che sono scarse, che devono essere allocate a usi alternativi.
Micro e macro economia
Micro: branca dell’economia che studia come i singoli individui (non si parla di una singola persona) prendono decisioni e come tali decisioni interagiscono tra loro. Strumento per aggregare le decisioni: mercato, ma non esaurisce ogni interazione economica tra gli individui.
Macro: studia l'andamento aggregato o complessivo del sistema economico, meccanismo che coordina le attività produttive di una società (PIL).
La distinzione non è sempre netta, molta della teoria macro è microfondata, ad oggi si vuole una spiegazione dettagliata dei vari comportamenti (anche comportamenti macro).
Principi fondamentali
Principi che riguardano le scelte individuali
- Individui sono costretti a scegliere perché le risorse sono scarse.
- Il costo opportunità, ciò a cui si deve rinunciare per ottenere qualcosa, è il vero prezzo di un bene o servizio.
- Le decisioni quantitative, ovvero quanto consumare o quanto lavorare, comportano un trade off al margine, una comparazione tra costi e benefici, una leggermente inferiore o superiore di una data quantità.
- Gli individui rispondono agli incentivi per migliorare il proprio benessere.
1, gli individui sono costretti a scegliere perché le risorse sono scarse
Risorsa: tutto ciò che può essere utilizzato per produrre o ottenere qualcos'altro.
Risorse scarse (scarse significa che non sono illimitate).
- Reddito: può essere trasformata in beni, servizi, se acquisto tot beni non posso usarlo per acquistare altri beni, ottenere redditi ulteriori futuri (investimenti).
- Tempo: si ha una dotazione di tempo che bisogna scegliere come allocare, il lavoro (fonte principale di reddito) è una scelta di allocazione ed è strumentale al reddito.
- Terra, materie prime, macchinari: risorse scarse utilizzate dall’impresa.
Se le risorse non fossero scarse non ci sarebbe un problema economico, perché non bisognerebbe prendere nessuna decisione.
Il problema economico è quindi di allocare la risorsa scarsa dati altri usi alternativi.
A scegliere sono gli individui, le imprese e attori pubblici.
2, il costo-opportunità è il vero costo di qualsiasi bene o servizio
Il costo opportunità è sempre maggiore di zero in un mondo di risorse scarse, ciò a cui rinuncio è il mio costo opportunità (prezzo di un bene, poiché avrei potuto usare quella quota di reddito per acquistare altro).
Altre volte non coincide col prezzo.
3, le decisioni quantitative comportano un trade-off al margine
Alcune decisioni comportano una decisione quantitativa invece che discreta:
- Quanto lavorare.
- Quante ore studiare.
- Quanti lavoratori assumere.
Sono scelte al margine, un aumento della quantità di un bene comporta un aumento dei benefici ma anche ad un aumento dei costi: la decisione comporta un trade-off.
Il confronto benefici e costi è associato all’idea di trade off.
I benefici e costi associati ad un piccolo aumento della quantità del bene sono definiti benefici e costi marginali.
Se il beneficio supera il costo, conviene aumentare la quantità del bene.
Se il beneficio è inferiore del costo, conviene non aumentare la quantità.
Il livello ottimale è quando il beneficio marginale e il costo marginale sono uguali.
Utilità marginale: livello ottimale di un individuo.
Ricavo marginale: livello ottimale di un'impresa.
4, in genere gli individui rispondono agli incentivi
Incentivo (monetario e non): qualcosa che offra un premio a chi modifica il proprio comportamento, rispondere agli incentivi significa modificare il comportamento per sfruttare opportunità fino al punto in cui queste opportunità non ci sono più.
Disincentivi: punizione per chi non modifica il comportamento.
Le persone rispondono agli incentivi, grazie a ciò ci consentono di prevedere vari comportamenti.
Esempio
Supermercato, due casse con coda di lunghezza diversa, incentivo è la cassa con meno persone, ma alla fine la differenza di lunghezza sarà minima o nulla.
Non ci saranno mai code di lunghezza diversa.
Due gelatai, uno accanto all’altro, prezzi diversi per lo stesso bene, colui col prezzo basso avrà molti clienti e alzerà il prezzo, l’altro per attrarre clienti lo abbasserà.
I principi fondamentali, i principi che sottendono all’interazione fra gli individui nei mercati.
5, lo scambio apporta benefici
Questo principio ha due interpretazioni/implicazioni.
- L’opportunità dello scambio apporta benefici perché dopo lo scambio (se si realizza) entrambe le parti hanno aumentato il loro benessere (altrimenti non avrebbero accettato lo scambio).
- L'opportunità di scambio spinge gli individui a specializzarsi in specifici compiti, e la specializzazione aumenta l’efficacia e l'efficienza della produzione.
Gli individui se sono consapevoli dell'opportunità avranno un incentivo a specializzarsi.
6, dato che gli individui rispondono agli incentivi, i mercati tendono all’equilibrio
(Strettamente legato al punto 4).
Equilibrio: nessuno degli attori in gioco ha la possibilità di migliorare la propria condizione comportandosi in maniera diversa.
Se gli individui sfruttano tutte le opportunità per aumentare il loro benessere, il «sistema» tenderà alla situazione di equilibrio in cui tutte le opportunità sono sfruttate.
Dire che un sistema tende all’equilibrio non vuol dire debba essere considerato sempre in equilibrio, né che una volta in equilibrio il sistema non possa essere perturbato.
La situazione di non equilibrio è momentanea a causa:
- Fattori casuali, errori.
- Nuovi prodotti nel mercato, il sistema non è più in equilibrio, perché i consumatori spenderanno il reddito in quel nuovo prodotto.
Ci sarà una momentanea situazione di non equilibrio.
7, l’allocazione delle risorse può essere valutata in termini di efficienza ed equità
Riguarda la valutazione dell’equilibrio.
Efficienza (pareto-efficienza): un sistema economico è efficiente se sfrutta tutte le opportunità per migliorare il benessere di alcune persone senza danneggiare altre.
Se possiamo cambiare la situazione senza danneggiare qualcuno, la situazione precedente non era efficiente.
Un sistema economico è equo se ognuno ottiene ciò che giustamente gli spetta secondo un certo principio o norma morale.
Definire ciò che è equo non è un compito per gli economisti come «tecnici», ma dipende da scelte politiche e valoriali.
Spesso (ma non sempre) può esistere un trade-off fra efficienza ed equità: per raggiungere un’allocazione equa ed aumentare il benessere di qualcuno può essere necessario ridurre il benessere di qualcun altro. (tassazione progressiva).
Alcune volte quando c'è efficienza, c'è una riduzione di equità.
I sistemi economici ammettono tipicamente diversi esiti finali Pareto-efficienti.
Importanza di questo principio: utilità di definire e separare il concetto di equità e efficienza.
(I 2 principi non sono sempre in contraddizione).
Primo criterio: cercare l'efficienza, successivamente scegliere all’interno dell'efficienza ciò che è equo.
8, dato che gli individui in genere sfruttano tutti i benefici dello scambio, «di solito» i mercati sono efficienti
(Deriva dal principio 4 e 5).
Se gli individui sfruttano tutte le opportunità per aumentare il loro benessere attraverso gli scambi, raggiungeranno una situazione in cui non è possibile migliorare la posizione di qualcuno senza peggiorare quella di qualcun altro, quindi è efficiente («primo teorema dell’economia del benessere».
Teorema: utile perché specifica nel dettaglio sotto quali condizioni questo è vero.
Il fatto che il mercato sia efficiente non significa ovviamente che l’allocazione sia anche equa.
È però possibile modificare le condizioni iniziali degli individui (le «dotazioni») in modo da ottenere una determinata allocazione Pareto efficiente come risultato dell’operare delle forze di mercato («secondo teorema dell’economia del benessere»).
Il risultato sarà diverso modificando le condizioni iniziali, e molto probabilmente sarà più equo.
8, se i mercati non sono efficienti, l’intervento pubblico può migliorare il benessere della società
In certi casi, i mercati non sono efficienti. Sono i casi di fallimento del mercato.
- Le azioni individuali hanno effetti collaterali di cui il mercato non tiene adeguatamente conto, perché non si riflettono nei prezzi, è il caso delle esternalità (ad esempio, quando l’attività produce inquinamento).
Quando ascolto la musica e disturbo il mio vicino, ci deve essere però un mercato e un diritto.
- Uno scambio socialmente vantaggioso può essere ostacolato da una delle due parti, nel tentativo di appropriarsi di una parte maggiore delle risorse, è il caso delle imprese con potere di mercato.
Le imprese hanno un incentivo a fare scambi non socialmente desiderabili.
- Alcuni beni, per loro stessa natura, non sono adatti ad essere gestiti efficientemente dai mercati, è il caso dei beni pubblici.
In tutti questi casi, l’intervento pubblico può migliorare il benessere della società. (riguarda l'efficienza non l’equità).
Anche l’intervento pubblico però ha i suoi limiti, cioè esistono i fallimenti dello Stato accanto ai fallimenti del mercato.
I principi fondamentali che sottendono all’interazione fra gli individui a livello di sistema economico.
9, la spesa di un individuo è il reddito di un altro
La spesa di un individuo è il reddito di un altro, le decisioni di consumo e la distribuzione del reddito sono molto collegate.
10, la spesa complessiva a volte non è in linea con la capacità produttiva dell’economia
I consumi non sono allineati con ciò che il paese è in grado di produrre e ciò produce disoccupazione.
Le politiche pubbliche possono modificare il livello della spesa.
11. L’aumentare delle possibilità produttive porta alla crescita economica nel tempo
Modelli
Sono rappresentazioni semplificate della realtà, che si focalizzano sugli aspetti più importanti del fenomeno.
Il modello consente di concentrarsi sull’effetto di un solo cambiamento alla volta, a parità di altre condizioni.
Sono formulati in modo grafico o matematico, il che comprendere le relazioni causa-effetto della variabile.
Uso dei modelli
Analisi positiva e normativa.
Immaginate di essere i consiglieri economici del governo italiano, e che vi vengano poste le seguenti le seguenti domande:
- Quali saranno, il prossimo anno, le entrate provenienti dai pedaggi autostradali?
- Di quanto aumenterebbero le entrate, se il pedaggio fosse innalzato del 30%?
- È opportuno aumentare il pedaggio, considerando che ridurrebbe il traffico e l’inquinamento sulle autostrade, ma creerebbe un esborso aggiuntivo per i pendolari?
Le prime due domande sono dati di fatto.
Analisi positiva: ci consente di fare previsioni, se mettessimo in campo certe azioni.
Analisi normativa: il modello ci aiuta a capire cosa è desiderabile fare o meno, ma dobbiamo aggiungere un criterio per valutare gli esiti di mercato.
Il punto valutativo non è un principio strettamente economico, ma anche politico e valoriale.
I due concetti sono molto diversi.
Analisi positiva: previsioni (cosa accadrà?).
Analisi normativa: aggiunge criteri per valutare esiti (è opportuno questo intervento?).
12\01 Il modello della domanda e dell’offerta e i mercati concorrenziali
I mercati concorrenziali sono mercati in cui operano molti venditori e molti compratori dello stesso bene o di beni molto simili, cosicché ciascun venditore o compratore non ha il potere di influenzare il mercato (ed in particolare il prezzo) in modo significativo con i propri comportamenti.
Esempi
- Mercati di materie prime come metalli (preziosi e non), prodotti del settore agricolo e dell’allevamento.
- Mercati di altri prodotti offerti da diverse imprese senza significative differenze qualitative (es. mascherine chirurgiche).
Nei mercati concorrenziali, è possibile parlare di un «prezzo di mercato», che imprese e consumatori prendono come dato.
La curva di domanda
Immaginiamo di considerare il mercato mondiale del cotone, supponendo che questo sia acquistato dai consumatori in forma di blue jeans.
La quantità desiderata dai consumatori dipenderà da diversi fattori ma ci concentriamo per prima cosa sul prezzo.
Supponiamo di far variare il prezzo del bene: cosa accadrà alla quantità domandata?
Ciò che ci aspettiamo è che ad un aumento del prezzo corrisponda una riduzione della quantità domandata, perché all’aumentare del prezzo del bene i consumatori preferiranno rivolgersi a beni alternativi (nel nostro esempio, pantaloni di lino o di fibre sintetiche) o semplicemente smetteranno di acquistare.
Questa relazione prende il nome di legge della domanda.
Scheda di domanda
Curva di domanda.
Spostamento curva di domanda
Ogni curva di domanda è ottenuta a parità di altre condizioni, cioè tenendo fisso tutto ciò che può influenzare la domanda, diverso dal prezzo.
Se i fattori che influenzano la domanda cambiano, avremo spostamenti della curva di domanda.
Verso destra = aumento domanda.
Verso sinistra = diminuzione della domanda.
Cosa determina gli spostamenti della funzione di domanda?
- Variazioni dei prezzi dei beni correlati.
I beni correlati possono essere beni sostituti o complementari.
Nel caso di beni sostituti (ad esempio, per i blue jeans, pantaloni di lino o di altro materiale) un aumento del prezzo di un bene porta ad aumento della domanda dell’altro bene.
Nel nostro esempio, un aumento del prezzo dei pantaloni di lino provocherebbe uno spostamento verso destra (un aumento) della domanda di blue jeans.
Due beni però possono essere anche complementari, cioè consumati insieme.
In questo caso, un aumento del prezzo di un bene genera una riduzione della domanda dell’altro bene.
- Variazione del reddito.
Nella maggior parte dei casi, un aumento del reddito porta ad un aumento della domanda.
Quindi, un aumento del reddito genera uno spostamento della domanda verso destra.
Questo è il caso dei cosiddetti beni normali.
Per alcuni beni, detti beni inferiori, vale la relazione opposta: la quantità domandata diminuisce all’aumentare del reddito.
Esempi:
Trasporto pubblico-Fast-food.
In questo caso, l’aumento del reddito genera uno spostamento verso sinistra della funzione di domanda.
- Variazione delle preferenze.
Supponiamo che i blue jeans diventino particolarmente di moda in un certo anno.
A parità di prezzo, osserveremo un aumento della domanda, quindi uno spostamento della curva di domanda verso destra.
Parliamo di variazioni delle preferenze per indicare tutte le variazioni nelle condizioni che rendono il bene più o meno desiderabile agli occhi del consumatore:
- Durante la pandemia, abbiamo osservato una modifica delle preferenze verso beni come mascherine e tamponi o attività svolte in luoghi chiusi (es. cinema).
- La domanda di ombrelli è diversa in un giorno di pioggia o di sole.
- Variazione delle aspettative.
Se i consumatori possono scegliere quando acquistare un bene, le aspettative relative al prezzo del bene in futuro influenzano la domanda nel presente.
- In prossimità dei saldi, la domanda di abbigliamento diminuisce (spostamento della domanda verso sinistra).
- Se mi aspetto che il progresso tecnologico renderà un bene (ad esempio, l’auto elettrica) meno caro in futuro, avrò convenienza ad aspettare (spostamento della domanda verso sinistra).
- Se ci aspetta un aumento futuro del prezzo delle materie prime (o di titoli finanziari), la domanda attuale può aumentare, da parte di chi vuole sfruttare l’opportunità di guadagno.
Anche aspettative relative a variazioni del reddito futuro possono influenzare la domanda.
Se vi attendete un aumento del vostro reddito futuro, potreste voler aumentare i vostri consumi oggi (spostamento della domanda destra).
- Variazione del numero di consumatori.
La curva di domanda individuale identifica la relazione fra prezzo e quantità domandata dal singolo consumatore.
La curva di domanda di mercato è ottenuta come somma (orizzontale) delle curve di domanda di tutti i consumatori che sono presenti nel mercato.
N.B un aumento del numero di consumatori sposta la curva verso destra.
17\01 La curva di offerta
La quantità che le imprese
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