Deontologia e standard di pratica professionale
Sommario
- Introduzione ...................................................................................................................... 2
- Organismi .......................................................................................................................... 4
- Codice deontologico .......................................................................................................... 5
- Struttura: ............................................................................................................................ 6
- Criticità della strategia di gestione del personale ............................................................ 12
- Relazione fiduciaria .......................................................................................................... 15
- Formazione professionale continua .................................................................................. 16
- Cambiamento del modello organizzativo dello studio ......................................................... 19
- Modelli adottabili dagli studi .............................................................................................. 24
- Il compenso ...................................................................................................................... 27
- Analisi comparativa delle professioni contabili ................................................................. 29
Introduzione
La parola deontologia deriva dal greco "deon-ontos" (ciò che occorre fare) e "logos" (scienza), è infatti la scienza di ciò che occorre fare, è la scienza dei doveri. Etica deriva dal greco etos uso, abitudine, usanza, costume, comune e tratta norme di comportamento che devono essere applicate nel quotidiano; ha per oggetto la determinazione della condotta umana nell’osservanza dei grandi principi del costume, della vita civile, dei rapporti sociali, agire onestamente, respingere qualsiasi tentativo di corruzione, essere leali. Essa quindi non appartiene ad una categoria specifica di persone, ma all’umanità in generale, un confronto con gli altri. La morale deriva dal latino e la differenza è che è quella che abbiano noi una cosa individuale che sentiamo. La deontologia è una parte dell’etica applicata nel nostro ambito lavorativo.
Libro quinto del lavoro - Titolo III del lavoro autonomo
Nell’ambito della disciplina dedicata al lavoro autonomo, il contratto d’opera (art. 2222 c.c. e seguenti) è tenuto distinto dal contratto che ha per oggetto una prestazione d’opera intellettuale (art. 2230).
Art. 2222 c.c. contratto d’opera: Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo Capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel Libro IV.
Art. 2230 c.c. prestazione d’opera intellettuale si intende il contratto che ha per oggetto una prestazione di opera intellettuale è regolato dalle norme seguenti e, in quanto compatibili con queste e con la natura del rapporto, dalle disposizioni del Capo precedente. Sono salve le disposizioni delle leggi speciali.
Art. 2229 Esercizio delle professioni intellettuali: La legge determina le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi. L'accertamento dei requisiti per l'iscrizione negli albi o negli elenchi, la tenuta dei medesimi e il potere disciplinare sugli iscritti sono demandati alle associazioni professionali sotto la vigilanza dello Stato, salvo che la legge disponga diversamente. Contro il rifiuto dell'iscrizione o la cancellazione dagli albi o elenchi, e contro i provvedimenti disciplinari che importano la perdita o la sospensione del diritto all'esercizio della professione è ammesso ricorso in via giurisdizionale nei modi e nei termini stabiliti dalle leggi speciali.
Art. 33 della Costituzione: ...È prescritto un esame di stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale...
Posto che le attività possono essere definite professionali in virtù del necessario superamento dell’esame di Stato, l’art. 2229 del C.C. ci consente di distinguere tra:
- Professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi o elenchi in seguito a un determinato percorso formativo stabilito dalla legge, tirocinio obbligatorio, esame di Stato, una vigilanza sull’operato regolamentate;
- Professioni intellettuali per l’esercizio delle quali tale iscrizione non è richiesta, non regolamentate.
Status di professionista
Sono liberi professionisti coloro che:
- Decidono di limitare la propria attività in virtù della tutela di un interesse pubblico, quello della collettività;
- Accedono alla professione mediante un percorso di studi predeterminato e dopo il superamento di tirocinio e dell’esame di Stato;
- Si obbligano alla formazione professionale continua;
- Acconsentano ad essere assoggettati alle norme di deontologia professionale e al codice;
- Hanno un’assicurazione RC obbligatoria con i rischi professionali.
In mancanza di tali elementi è possibile parlare solo di prestazione d’opera intellettuale.
Esercizio della professione
Per esercitare la libera professione è necessario che il dottore commercialista, il ragioniere commercialista e l’esperto contabile siano iscritti all’albo. Gli iscritti all’albo costituiscono l’Ordine professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Con il D. Lgs. del 28/06/2005 n. 139 è stato costituito l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’Albo è diviso in due sezioni:
- Sezione A – Commercialisti
- Sezione B – Esperti Contabili (rispetto al commercialista non può: svolgere certe attività come tribunale come curatore, commissario, CTU Consulenze Tecniche d’Ufficio, difendere il cliente in contenzioso tributario, essere un componente del Collegio Sindacale, revisore)
Per l’iscrizione nell’Albo è necessario:
- Essere cittadino italiano;
- Godere di pieno esercizio dei diritti civili;
- Essere di condotta irreprensibile;
- Avere la residenza o il domicilio professionale nel circondario in cui è costituito l’Ordine cui viene richiesta l’iscrizione.
Attività oggetto della professione
Agli iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili è riconosciuta competenza specifica in: economia aziendale, diritto d’impresa e nelle materie economiche, finanziarie, tributarie, societarie ed amministrative.
Le attività svolte dal dottore commercialista che è la prima tutela dell’impresa:
- Gestione contabile e fiscale
- Assistenza tributaria e in procedure concorsuali
- Consulenza societaria, aziendale, finanziaria, strategica a start up, gestionale, a privati e famiglie, giurislavoristica, di fiscalità internazionale, in ambito ESG
- Controllo di gestione
- Gestione/amministrazione e liquidazione di patrimoni, aziende e singoli beni
- Finanza agevolata
- Revisione legale e collegi sindacali di enti commerciali, non e pubblici
- Perizie e consulenze tecniche
- Ispezioni e revisioni amministrative
- Verifica di ogni altra indagine in merito all'attendibilità dei bilanci, di conti e di scritture e di ogni altro documento contabile delle imprese ed enti pubblici e privati
- I regolamenti e le liquidazioni di avarie
- Formazione del bilancio
- Operazioni societarie
E anche funzioni ausiliarie su incarico di un organo della PA (es. l’Autorità Giudiziaria):
- Curatore nelle Liquidazioni Giudiziali, commissario giudiziale e commissario liquidatore nelle procedure concorsuali
- Attività di mediazione
- Vendita di immobili su delega del Giudice dell’esecuzione
- Relazioni di attestazioni di accordi di ristrutturazione, relazioni estimativa nei concordati preventivi
- Gestore della crisi da sovra indebitamento
- CTU, Arbitro
E funzioni a sostegno di organi della PA (Agenzia Entrate), su richiesta dei clienti, di rilevante interesse pubblico:
- Rilascio visti di conformità e intermediario per la trasmissione delle dichiarazioni fiscali
- Attività di attestazione prevista da leggi fiscali (bonus edilizi per es)
Organismi
Ordine professionale ordine territoriale consiglio nazionale. Sono enti pubblici non economici a carattere associativo, dotati di autonomia patrimoniale e finanziaria, determinano la propria organizzazione con appositi regolamenti nel rispetto delle disposizioni di Legge e del presente decreto.
Ordine territoriale: In ciascun circondario di tribunale è istituito un Ordine territoriale, qualora vi risiedano o abbiano il domicilio professionale almeno duecento tra dottori commercialisti ed esperti contabili e ne facciano richiesta almeno cinquanta. In ogni caso è costituito un Ordine territoriale in ogni capoluogo di Provincia. Organi: Consiglio, Presidente, Collegio dei revisori, Assemblea degli iscritti.
Consiglio dell’Ordine territoriale:
- Rappresenta, nel proprio ambito territoriale, gli iscritti nell'Albo, promuovendo i rapporti con gli enti locali;
- Vigila sull'osservanza della legge professionale e di tutte le altre disposizioni che disciplinano la professione;
- Cura la tenuta dell'Albo e dell'elenco speciale e provvede alle iscrizioni e cancellazioni previste dal presente ordinamento;
- Cura la tenuta del registro dei tirocinanti e adempie agli obblighi previsti dalle norme relative al tirocinio ed all'ammissione agli esami di Stato per l'esercizio della professione;
- Cura l'aggiornamento e verifica periodicamente, almeno una volta ogni anno, la sussistenza dei requisiti di legge in capo agli iscritti, emettendo le relative certificazioni e comunicando periodicamente al Consiglio nazionale tali dati;
- Vigila per la tutela dei titoli e per il legale esercizio delle attività professionali, nonché per il decoro e l'indipendenza dell'Ordine;
- Delibera i provvedimenti disciplinario interviene per comporre le contestazioni che sorgono, in dipendenza dell'esercizio professionale, tra gli iscritti nell'albo e fra gli iscritti ed i loro clienti;
- Formula pareri in materia di liquidazione di onorari a richiesta degli iscritti o della pubblica amministrazione;
- Provvede alla organizzazione degli uffici dell'Ordine, alla gestione finanziaria e a quant'altro sia necessario per il conseguimento dei fini dell'Ordine;
- Designa i rappresentanti dell'Ordine presso commissioni, enti ed organizzazioni di carattere locale;
- Delibera la convocazione dell’assemblea;
- Rilascia, a richiesta, i certificati e le attestazioni relative agli iscritti;
- Stabilisce un contributo annuale ed un contributo per l'iscrizione nell'albo o nell'elenco, nonché una tassa per il rilascio di certificati e di copie dei pareri per la liquidazione degli onorari;
- Cura, su delega del Consiglio nazionale, la riscossione ed il successivo accreditamento della quota determinata;
- Promuove, organizza e regola la formazione professionale continua ed obbligatoria dei propri iscritti e vigila sull'assolvimento di tale obbligo da parte dei medesimi;
- Verifica annualmente i casi di incompatibilità.
Consiglio nazionale: è costituito presso il Ministero della Giustizia. È composto da 21 membri eletti fra gli iscritti nell’Albo. Possono essere eletti tutti gli iscritti che godono dell’elettorato attivo (consigli degli ordini) ed hanno un’anzianità di almeno 10 anni di iscrizione all’Albo. Il candidato Presidente deve aver ricoperto in precedenza la carica di Presidente di un Consiglio di un Ordine territoriale o di consigliere nazionale. Attribuzioni:
- Rappresenta istituzionalmente a livello nazionale, gli iscritti negli Albi e promuove i rapporti con le istituzioni e le pubbliche amministrazioni;
- Adotta ed aggiorna il codice deontologico della professione;
- Coordina, promuove l’attività del Consigli dell’Ordine e vigila sul loro regolare funzionamento;
- Decide in via amministrativa sui ricorsi avverso le deliberazioni dei Consigli territoriali;
- Valuta ed approva i programmi di formazione professionale continua ed obbligatoria predisposti dagli Ordini locali;
- Propone al Ministro competente le tariffe professionali (che ormai sono i parametri);
- Esercita la potestà regolamentare in materia di tenuta e aggiornamento periodico degli Albi e di tirocinio professionale.
Esercizio dell’azione disciplinare
Il procedimento disciplinare nei confronti degli iscritti è volto ad accertare la sussistenza della responsabilità disciplinare dell’incolpato per:
- Azioni od omissioni che integrino violazione di norme di legge e regolamenti
- Del codice deontologico
- Azioni che siano in contrasto con i doveri generali di dignità, probità e decoro a tutela dell’interesse pubblico al corretto esercizio della professione
Giuramento del buon commercialista
All’atto dell’accoglimento della mia domanda di iscrizione presso questo Ordine, di cui accetto l’ordinamento, consapevole dell’importanza dell’atto che compio mi impegno:
- Ad informare l’esercizio di ogni atto della mia professione secondo il principio del Codice Deontologico;
- Ad agire sempre con integrità, obiettività, competenza, indipendenza, riservatezza;
- A rispettare, agendo sempre con lealtà e sincerità, i colleghi, i dipendenti, i praticanti e le istituzioni di categoria anche con la mia personale collaborazione e partecipazione;
- Ad astenermi dal perseguimento di utilità indebite;
- A non ledere l’interesse pubblico agendo sempre con probità e promuovendo l’osservanza delle Leggi;
- Ad adottare sempre un comportamento, anche nella vita privata, che non rechi pregiudizio al decoro ed al prestigio della Professione, astenendomi anche da ogni atteggiamento, relazione e dichiarazione che ne possano indurre il dubbio.
Codice deontologico
Ogni professione ordinistica ne ha uno. Il codice deontologico della professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile è stato approvato dal Consiglio Nazionale il 17/12/2015 ed è entrato in vigore il 1 gennaio 2016 e successivamente aggiornato nelle sedute del 16/01/2019 e 11/03/2021. Il Codice Deontologico rappresenta un insieme di regole comportamentali, il cosiddetto “codice etico” con l’obiettivo di regolare la vita professionale, per far sì che ogni persona, nell’esercizio della propria attività professionale, adotti comportamenti eticamente positivi sia all’interno che all’esterno dello Studio. Il Codice Etico definisce l’insieme di principi di condotta che rispecchia particolari criteri di adeguatezza e opportunità in riferimento ad un determinato contesto culturale, sociale e professionale.
Definizione: Corpus di norme applicabili, regole e comportamenti all’insieme dei professionisti, regolanti la loro responsabilità, il loro comportamento e le loro relazioni; organizza e controlla i principi di azione e di relazione della professione degli iscritti all’Albo. Aperto alle esigenze di mercato e attento ai bisogni delle imprese e dei cittadini; differisce dalle altre norme in quanto si applica solo ad un gruppo di persone in questo caso commercialisti ed esperti contabili. È destinato a: partners, dipendenti, collaboratori, consulenti esterni.
Le fonti:
- Previgenti Codici deontologici adottati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Consiglio Nazionale dei Ragionieri e Periti Commerciali.
- Art. 29 lett. C del D.Lgs 28 giugno 2005 n. 139
- Code of Ethics for Professional Accountants emanato dall’IFAC – International Federation of Accountants. riferimento internazionale
- Orientamenti in materia deontologica espressi dalla FEE – Federation des Experts Comptables Europeens. riferimento internazionale
I due avevano già adottato comportamenti e codici deontologici, quindi il nuovo nasce dai precedenti adattandosi a livello internazionale.
Necessità:
- Peculiarità del mercato dei servizi professionali.
- Asimmetrie informative; il professionista dovrebbe avere una conoscenza di carattere economico superiore a colui con il quale si approccia (asimmetria informativa), questa differenza se non gestita potrebbe generare degli aspetti negativi (ad es. il professionista si approfitta aumentando il corrispettivo richiesto).
- Esternalità positive della prestazione resa al cliente; questo ha portato i regolatori a definire le norme affinché il professionista si muova all’interno di queste evitando di sfruttare il suo vantaggio competitivo e generando esternalità negative. Se un professionista è in grado di fornire prestazioni di qualità ad un prezzo corretto, la buona consulenza ha efficacia non solo per il cliente ma ne beneficia tutto il sistema. La prestazione può avere un impatto sui terzi oltre che sull’acquirente del servizio e questo la rende un bene pubblico che presta valore alla società in generale.
Struttura:
- Titolo I: Disposizioni generali
- Titolo II: Rapporti professionali
- Capo I: Rapporti con i colleghi
- Capo II: Rapporti con i clienti
- Capo III: Rapporti con gli enti istituzionali e di categoria
- Capo IV: Rapporti con i collaboratori e dipendenti
- Capo V: Rapporti con tirocinanti
- Capo VI: Altri rapporti
- Titolo III: Concorrenza
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