12/02
Finalità ultima: reddito d’esercizio di competenza (interessa ai soci e agli stakeholders)
RIAPERTURA DEI CONTI (1 di Gennaio )
Le rimanenze sono costi sospesi perché non hanno ancora realizzato/compiuto quello per il
quale sono sorte. I costi di acquisto li ho già sostenuti, ma sono sospese perché non hanno
né ancora compiuto il processo produttivo che ha permesso di ottenere la ricchezza da quei
costi. Permetteranno all’esercizio successivo di essere impiegate nel processo produttivo
(rimanenze di materie prime) o nella vendita (prodotti finiti).
L’ 1 Gennaio vogliamo rilevare contabilmente la situazione patrimoniale iniziale in grado di
generare nuova ricchezza di competenza dell’esercizio in corso (n+1).
Voglio capire se l’azienda ha generato o distrutto ricchezza.
Le rilevazioni contabili attinenti all’apertura dei conti riguardano i valori di Stato Patrimoniale
(attività, passività e patrimonio netto).
TRE MOMENTI:
1) Apertura generale dei conti accesi a valori finanziari attivi e passivi, a valori di
capitale e a valori di reddito sospesi. (Li riapro nella sezione originaria, li avevo chiusi in
quella opposta). Chiudo quelli che testimoniano processi o cicli non ancora ultimati.
2) Epilogo delle rimanenze iniziali di magazzino al conto “variazione delle rimanenze”
e dei risconti iniziali attivi e passivi.
3)Chiusura dei ratei iniziali attivi e passivi e di tutte le partite attive o passive da
liquidare al momento della rilevazione contabile attinente ai documenti attestanti
l’avvenuta operazione
Iter di approvazione del bilancio:
3 momenti:
CDA: il consiglio di amministrazione gestisce l’azienda, può essere a gestione collegiale o
monocratico. Il presidente del consiglio lo porta all’assemblea e lo spiega.
L’organo di controllo attraverso un documento ne dichiara l’attendibilità, pone la firma
Azionisti/soci di una società/ imprenditore: devono approvare il bilancio. L’assemblea deve
approvare il bilancio. Rende il bilancio destinato alla pubblicazione. Viene depositato alla
Camera di Commercio nel registro delle imprese.
Ci sono dei tempi prestabiliti che vengono decisi dal legislatore. L’approvazione deve
avvenire entro i 120 successivi alla chiusura dell’esercizio (30 aprile). Negli 8/15 giorni
precedenti gli organi di controllo devono relazionare sull’attendibilità del bilancio apponendo
una firma. Ci sono casi particolari in cui l’approvazione può avvenire entro 180 giorni (magari
sono cambiati i sistemi informativi).
L’assemblea dei soci decide la destinazione dell’utile (riserva e remunerazione (dividendi)) o
la copertura/ripianamento della perdita (con riserve disponibili, oppure reintegro da parte dei
soci).
DESTINAZIONE DEL REDDITO DI ESERCIZIO
II risultato economico conseguito dall’impresa al termine dell’esercizio può trovare differente
destinazione: nel caso di utile di esercizio si potrebbe, per esempio, decidere di
accantonare il medesimo a riserva o, al contrario, utilizzarlo per remunerare il capitale di
rischio attraverso la distribuzione di dividendi proporzionali alle quote di capitale detenuto dai
soci; in caso di perdite sofferte dall ’impresa potrebbero essere utilizzate riserve disponibili
per la loro copertura, oppure si potrebbe ipotizzare il reintegro mediante versamento di
risorse finanziarie da parte dei soci.
● Ecco alcuni obblighi giuridici in caso di utile di esercizio .
L’art. 2430 c.c. prevede che una quota pari al 5% dell’utile realizzato debba essere
obbligatoriamente accantonato a riserva (“Riserva legale”) fino a che questa non abbia
raggiunto un ammontare pari al 20% del capitale sociale.
Occorre, inoltre, verificare che lo statuto della società non imponga ulteriori accantonamenti
di quote dell’utile di esercizio a riserva(“ Riserva statutaria”).
Non possono essere distribuiti dividendi nel caso in cui dal bilancio risulti una perdita del
capitale sociale, a meno che quest’ultimo non sia reintegrato o ridotto in misura
corrispondente(art. 2433c.c.).
Nel caso in cui l’impresa abbia proceduto alla capitalizzazione di costi di impianto e
ampliamento o costi di sviluppo aventi utilità pluriennale si può dare luogo alla distribuzione
di dividendi solamente se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l’ammontare non
ancora ammortizzato di tali costi a utilità pluriennale(art. 2426, punto 5, c.c.)
● Nel caso di perdita d’esercizio
In ipotesi di realizzazione di una perdita di esercizio, l’assemblea dei soci potrebbe decidere,
relativamente alle modalità per la sua copertura, di utilizzare le riserve disponibili, di ridurre il
capitale sociale, oppure di chiedere il versamento ai soci di denaro al fine di «reintegrare» le
risorse erose per effetto del risultato economico negativo conseguito dall’azienda.
Il Legislatore italiano stabilisce procedure particolari a carico delle società di capitali
nell’ipotesi in cui la perdita di esercizio superi l ’ammontare pari a un terzo del capitale(art.
2446 e 2447c.c.); in particolare, è disposto che:
• amministratori (o consiglio di gestione, e nel caso di loro inerzia collegio sindacale ovvero
consiglio di sorveglianza) devono «senza indugio» convocare l’assemblea. All’assemblea
deve essere sottoposta una relazione sulla situazione patrimoniale della società, con le
osservazioni del collegio sindacale o del comitato per il controllo della gestione; se entro
l’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, l’assemblea
ordinaria deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate(C fr. art. 2446c.c.).
«se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo
stabilito dall’art. 2327 (50k SPA, 10k SRL) , gli amministratori o il consiglio di gestione e, in
caso di loro inerzia, il consiglio di sorveglianza devono «senza indugio» convocare
l’assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del
medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società»(art.
2447c.c.).
19/02 SCHEMI CIVILISTICI DI BILANCIO
Criterio della destinazione economica:
Le attività o impieghi dello stato patrimoniale sono organizzate in base alla loro funzione nel
ciclo produttivo. (Come vengono utilizzate le risorse nel ciclo produttivo) cioè se vengono
utilizzate con una funzione durevole o temporanea. Timing: a seconda di quando o entro
quando si trasformeranno in forma liquida o per quanto tempo offriranno utilità per generare
ricchezza futura.
- Ad esempio: (B) immobilizzazioni e (C) attivo circolante
Se viene utilizzata temporaneamente deve stare nell’attivo circolante(ad esempio credito),
se viene utilizzata durevolmente va nelle immobilizzazioni (macchinario).
Le passività o fonti devono essere classificate per natura: la natura è distinguibile in mezzi
propri (patrimonio netto) e mezzi di terzi (debiti: verso inps, inail, fornitore, erario)
Le attività devono essere iscritte nel bilancio al netto dei fondi rettificativi (fondo
ammortamento, fondo svalutazione crediti, ecc).
Impianto: costo storico d’acquisto - fondo ammortamento (31/12)
Credito v/clienti: credito iniziale - fondo svalutazione crediti (31/12)
Nota integrativa
Ha una struttura al pari del bilancio. Informazioni che descrivono o dovrebbero descrivere
tutto ciò che dai prospetti quantitativi qualcuno che è fuori dall’azienda non riuscirebbe a
capire.
● Criteri di valutazione delle voci patrimoniali attive e passive: immobilizzazioni
materiali, fondi, rimanenze in magazzino, crediti, debiti.
● Movimentazione delle immobilizzazioni, dell’attivo, del passivo
● Dettaglio voci di conto economico e stato patrimoniale
● Informazioni integrative
Equilibrio monetario: reddito/risultato economico
Equilibrio patrimoniale: patrimonio netto
rendiconto finanziario: flussi di cassa
Lo scopo di leggere il bilancio è capire queste grandezze da cosa nascono (scostamenti,
ecc…)
05/03
LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE D’ESERCIZIO:
MATERIE PRIME, MERCI E PRODOTTI FINITI
Godono di un’utilità pluriennale: stock di materie prime, impianti o macchinari (vengono
impiegati per trasformare la materia prima in un prodotto finito), faccio un investimento per
ottenere ricchezza reale/reddito/flussi di cassa.
In prossimità del 31/12 (della fine dell’esercizio) ci blocchiamo e gli amministratori sono
obbligati dal legislatore ad assegnare o riassegnare un valore che meglio rappresenta la
capacità del singolo elemento patrimoniale a realizzare ricchezza futura.
Dopo 7 anni trovo in bilancio nello stato patrimoniale un valore costo storico d’acquisto,
meno fondo ammortamento che si è ingrandito delle quote d’ammortamento, e mi da il
valore netto contabile. Dobbiamo assegnare un valore ogni anno che meglio rappresenti la
capacità di quel macchinario di garantire ricchezza futura.
Entrano in gioco per le valutazioni i principi di redazione del bilancio:
- competenza economica
- la prudenza
Alcuni di questi elementi possono essere espressi sulla base del costo, ma in alcuni casi il
legislatore dice di utilizzare altri elementi.
Criterio base: prudenzialmente si fonda sul costo (costo d’acquisto di un’immobilizzazione)
1- Valutazione delle rimanenze di magazzino (si fondano su un costo medio)
2- Partecipazioni (metodo del patrimonio netto)
3- Lavori in corso su ordinazione (corrispettivi contrattuali)
Rimanenze in magazzino: costi sospesi
TRE METODI PER CALCOLARE LE RIMANENZE
CMP (costo medio ponderato): si distingue in tre tipologie. Si ipotizza che il valore delle
rimanenze finali è calcolato come sommatoria di tutti gli acquisti partendo dalle rimanenza
iniziali (1 gennaio) valutati ai rispettivi prezzi dei singoli acquisti rapportato al totale delle
quantità dei carichi degli acquisti.
- di periodo
- di acquisto
- per movimento
Fifo (first in- first out): si ipotizza che le quantità acquistate o prodotte in epoche più
remote siano le prime ad essere vendute o utilizzate in produzione. Restano in magazzino le
quantità relative agli acquisti o alle produzioni più recenti.
Lifo (last in- first out): le quantità acquistate o prodotte in epoca più recente sono le prime
ad essere vendute o passate in produzione. In magazzino al termine del periodo restano le
quantità acquistate o prodotte in epoche più remote.
13/03 VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE
D’ESERCIZIO: LAVORI IN CORSO SU
ORDINAZIONE
Ci sono alcune aziende che non producono un lavoro finito da mettere sul mercato al breve
termine, ma un committente ordina con dei requisiti specifici un bene complesso. Sono
anche dette “commesse”, che hanno un carattere molto chiaro/peculiare, cioè quello di
essere prodotti/realizzati non in serie ma godono di una loro specificità.
Deve interessare due o più esercizi, la durata della prestazione è normalmente ultrannuale.
Caratteristiche:
La produzione aziendale è qualificata come “lavori in corso su ordinazione” in presenza di
caratteristiche specifiche della medesima:
• carattere formale: alla base della prestazione esiste un contratto a prezzo determinato o a
prezzo basato sul consuntivo più un margine
• oggetto della prestazione: unico e definito nelle caratteristiche in maniera specifica dal
committente;
• durata della prestazione: normalmente ultrannuale.
Può essere che chiediamo al cliente un anticipo iniziale, ma anche alcuni acconti, S.A.L.
(Stato di avanzamento lavori, ad esempio un ponte quando arrivo a 15 metri ti verso un
primo acconto).
La commessa deve essere valutata, vuol dire iscrivere a bilancio il valore valutato della
commessa.
Ci sono due metodi
1) Valutazione (art.2426)
Metodo della commessa completata: no deroga, si fonda sui costi.
● valutazione al minore tra i costi sostenuto per la commessa e il presumibile valore di
realizzo (come per le altre categorie di rimanenze);
● contabilizzazione dei ricavi nell’esercizio in cui gli stessi sono conseguiti cioè al
completamento della commessa, dopo la consegna e il collaudo da parte del
committente:
- la valutazione è al costo;
- il margine positivo viene attribuito integralmente alla fine del lavoro.
Metodo della percentuale di completamento:
stabilisce, in deroga alla regola generale del minore tra costo e valore di mercato, che la
valutazione dei lavori in corso su ordinazione possa essere basata sui corrispettivi pattuiti,
maturati con ragionevole certezza: eccezione alla regola del costo.
Con questo criterio il margine positivo di commessa è riconosciuto in proporzione
all’avanzamento dell’attività produttiva: S.A.L.
• è necessaria la presenza di un contratto vincolante;
• deve essere possibile determinare ragionevoli stime dei costi e dei ricavi di commessa;
• sono necessarie stime attendibili degli stati di avanzamento;
• il margine è in funzione dell’avanzamento dell’attività;
• non devono sussistere situazioni di rischio!
Calcolo dell’avanzamento lavori (scelta di parametri fisico-tecnici che permettono di
giustificare la progressione dei lavori) questi parametri porteranno alla fattura di acconto.
- metodo del costo sostenuto (cost-to-cost);
- metodo delle ore lavorate;
- metodo delle unità consegnate;
- metodo delle misurazioni fisiche.
26/03
VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE
Ciclo della produzione—> core business —-> margine e flussi di cassa —-> SP. Attivo
circolante=disponibilità liquide: risparmio che va direttamente in un ciclo finanziario
che non riguarda un core business ma un’attività atipica/extracaratteristica e che
riguarda la sottoscrizione di titoli
Gestione patrimoniale: gestione dell’impiego di capitale su a
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