Fonetica e fonologia: apparato fonatorio e produzione dei foni
Introduzione alla fonetica
La fonetica è la parte della linguistica che:
- Descrive i meccanismi con cui vengono prodotti e vengono percepiti i suoni utilizzati dalle lingue umane;
- Spiega come agiscono gli organi dell’apparato fonatorio; come avviene la percezione uditiva;
- Studia le caratteristiche fisiche dei suoni utilizzati dalle lingue.
Unità di misura: il fono, cioè uno dei segmenti discreti in cui si articola un segno, e non dotato di significato (doppia articolazione);
La fonetica pertiene al livello concreto della lingua, non a quello astratto: descrive un’esecuzione, non il sistema astratto.
Fonetica e fonologia
La fonologia invece non descrive proprietà fisiche ma:
- Spiega quali suoni, tra quelli possibili, fanno parte del sistema (dimensione astratta, langue) di una determinata lingua;
- Considera i suoni come elementi astratti, cioè entità che sono tali per le relazioni reciproche che le oppongono.
Fonema: è l’unità di analisi della fonologia, cioè, la rappresentazione astratta di un fono; ovvero: l’insieme di istruzioni mentali associate a ogni fono.
Dalle 'lettere' ai suoni: alfabeti e trascrizione fonetica
- Tutti i sistemi grafici sono creazioni storiche (per es. alfabeto latino < etrusco < greco calcidese < greco < fenicio) recenti;
- I sistemi grafici possono essere di tipi diversi (ideografici/logografici, sillabici, alfabetici, misti);
- Nessun sistema grafico è perfetto, anche se ciascuno di essi è adeguato e completo;
- I sistemi alfabetici storici possono avere incoerenze: per es. it. <c> = [k], [tʃ] (rocca, roccia, rocche), it. <e> = [e], [ɛ] (pésca, pèsca);
- Noi ci occupiamo di suoni, e dobbiamo usare l’alfabeto fonetico internazionale (cd. IPA)!
Tipi fondamentali di sistemi scrittori
Sistemi logografici (per es. cinese, egiziano antico):
- Ogni simbolo può identificare un intero segno, ma anche altri segni di significante uguale a quel segno: è il meccanismo del rebus, ad es. il simbolo può indicare la parola e il concetto di "sole" ma anche essere usato per la parola = “solerte”;
Sistemi sillabici (per es. sanscrito, hiragana giapponese, arabo):
- Ogni simbolo indica una sillaba, e può essere modificato per adattare il suo nucleo vocalico.
Sistemi alfabetici (alf. latino, greco, glagolitico/cirillico):
- Ogni simbolo identifica un fonema.
L'apparato fonatorio
Classificazione dei foni-1 consonanti
- Modo di articolazione: quanto e come gli organi dell’apparato fonatorio lasciano passare il flusso di aria [occlusive, fricative, affricate, approssimanti, nasali, laterali, vibranti];
- Luogo di articolazione: in quale regione dell’apparato fonatorio avviene il contatto/l’avvicinamento tra gli organi fonatori che determina le caratteristiche di ciascun fono [bilabiali, labiodentali, dentali, alveolari, palatali, velari, uvulari, faringali, laringali];
- Sonorità/non-sonorità: presenza/assenza di vibrazione laringea associata a ciascun suono.
Classificazione dei foni-2 vocali
Tre parametri da considerare:
- Innalzamento della lingua [alte, medio-alte, medio-basse, basse];
- Avanzamento della lingua [anteriori, posteriori, centrali];
- Protrusione delle labbra [arrotondate/non arrotondate].
L’alfabeto fonetico internazionale: consonanti IPA: vocali.
La trascrizione delle affricate
Attenzione: nella tabella delle consonanti non sono riportate le consonanti affricate [ts], [dz], [tʃ] e [dʒ] dal momento che vengono considerate foni complessi.
Alcune particolarità nella pronuncia dell’italiano
- Le consonanti palatali [ʃ], [ʎ], [ɲ] e le affricate alveolari [ʦ] e [dz] quando si trovano tra vocali (o semivocali) sono foneticamente lunghe [aˈt:sjone] MA [ˈtsio], [ˈuʃːo] MA [ˈʃiɾɔp:o] (azione, zio, uscio, sciròppo).
- Le consonanti palatali [ʃ], [ʎ], [ɲ] e le affricate post-alveolari [ʧ] e [ʤ] possono trovarsi, in grafia standard, seguite da una <i> puramente grafica cioè non pronunciata [riˈtaʎːo], [ˈreʤo], [ˈmarʧo], [faˈʃːato] (ritaglio, regio, marcio, fasciato).
I dittonghi
«Il dittongo è una sequenza di suoni formata da due vocali appartenenti alla stessa sillaba (tecnicamente, tautosillabiche): contengono dittonghi, ad es. le parole piede, fuoco, fiato, euro, baita, pausa. Tradizionalmente, il dittongo è considerato il contrario dello iato, in cui le vocali contigue sono invece eterosillabiche (cioè appartengono a sillabe diverse). La dittongazione è un processo di indebolimento rispetto allo iato, dal momento che, nel dittongo, uno dei due segmenti vocalici perde il suo carattere sillabico» (G. Marotta, 2020, Enciclopedia Treccani sul Dittongo).
Dittonghi ascendenti
Nel nesso di due suoni vocalici si ha transizione da un suono che in realtà è semiconsonantico a uno propriamente vocalico, ad es.
- [ˈpjaːno]
- [ˈpjetra]
- [ˈpjoːve]
- [ˈpjuːma]
In questi esempi abbiamo dittonghi con l’approssimante [j] come primo elemento.
- [ˈtreːgwa]
- [dweˈmiːla]
- [ˈfwɔːko]
- [swiˈtʃiːdjo]
In questi esempi abbiamo dittonghi con l’approssimante [w] come primo elemento. Li chiamiamo ‘ascendenti’ perché la vocale all’interno del nesso aumenta passando dal primo elemento al secondo. Il primo elemento è, foneticamente, un suono consonantico (c’è ostruzione maggiore che con una [i] o una [u], e durano meno).
Dittonghi discendenti
Nel nesso di due suoni vocalici si ha transizione da un suono propriamente vocalico, ad uno che è anch'esso vocalico, ma incapace di agire come nucleo di sillaba; ad es.
- [ˈmai]
- [ˈpoi]
- [ˈlɛi]
- [ˈlui]
In questi esempi abbiamo dittonghi con la ‘vocale de-vocalizzata’ [i̯] come primo elemento.
- [ˈkau̯to]
- [eu̯ˈrɔːpa]
In questi esempi abbiamo dittonghi con la ‘vocale de-vocalizzata’ [u̯] come primo elemento. Li chiamiamo ‘discendenti’ perché la vocale all’interno del nesso diminuisce passando dal primo elemento al secondo. Il secondo elemento è, foneticamente, un suono vocalico (c’è ostruzione minore che con una [j] o una [w], e durano di più). In questo contesto non hanno funzione sillabica, da qui ‘de-vocalizzati’.
Dittonghi e sillabificazione
Attenzione: in specifici contesti come la poesia, o in certi stili di parlato (per es. un parlato molto controllato), alcuni dittonghi ascendenti o discendenti possono essere pronunciati come iati, cioè sequenze di due vocali vere e proprie:
- [ˈlui] ≠ [ˈlu.i]
- [swiˈ.tʃiː.djo] ≠ [swi.ˈtʃi.di.o]
Altri fonemi consonantici da ricordare
- [β]: c. fricativa bi-labiale sonora, cf. sp. nueve [ˈnweβe]
- [θ]: c. fricat. interdentale sorda, cf. ingl. thing [ˈθiŋ]
- [ð]: c. fricat. interdent. sonora
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