Come guardare l'architettura
Sguardo critico e non mnemonico
Bruno Zevi: saper vedere l'architettura
Conoscere e guardare
- Storia
- Terminologia
- Architettura
Guardare.
- Osservare
- Vedere
- Saper vedere
Farsi delle domande
Zevi sostiene che la pittura figurativa è più comprensibile dalle persone comuni. L'architettura invece no. Rappresenta uno scoglio perché l'architettura è astratta e la differenzia dalle altre arti. Un'altra diversità sono le dimensioni. Quello che più la caratterizza è però lo spazio interno. Nell'architettura si può entrare. La memoria di un edificio può perdurare perfino dopo la sua distruzione. L'architettura potrebbe avere infinite dimensioni perché per coglierla tutta dobbiamo metterci in infiniti punti di vista. Per evitare la frustrazione di non poter rappresentare un edificio si sono raggiunte convenzioni grafiche.
Vitruvio e le convenzioni grafiche
- Icnografia: pianta
- Ortografia: prospetto dell'edificio
- Scenografia: discussione in corso
Zevi, partendo dall'antica Grecia, analizza un edificio rappresentativo e gli associa un'età al suo spazio. A suo parere il tempio greco non è architettura perché anche se aveva uno spazio aperto solo i sacerdoti ci potevano andare. Guardandolo da fuori è quindi più simile a un'enorme scultura. Questo non leva valore al Partenone, ha valore architettonico ma solo nelle sue caratteristiche più importanti. In sé però non è architettura. Zevi afferma quindi che i greci erano ottimi urbanisti.
Passando all'antica Roma la sua attenzione si punta su altro. I romani erano grandissimi costruttori: sono stati in grado di realizzare edifici enormi, colossali, a differenza dell'architettura greca che era più a misura d'uomo. Si ha la sensazione che l'architettura ci sovrasti. Questo grazie al sistema degli archi voltati e all'uso del calcestruzzo che consente di coprire grandi aree ma con strutture leggere. Tuttavia, questa architettura è statica.
Con il periodo del cristianesimo si torna negli edifici a misura d'uomo perché non si è sovrastati da esso e nemmeno ci esclude come i templi greci. Le basiliche romane danno una direzione allo spazio con dei lati che sono armonici e non statici. Lo spazio paleocristiano è uno spazio dove si cammina e dove c'è un percorso a misura d'uomo.
L'epoca bizantina e il medioevo
Abbiamo poi l'epoca bizantina dove si assiste a una dilatazione dello spazio. Santa Sofia vuole travalicare i suoi confini delle pareti con i mosaici che riflettono la luce delle grandi finestre, come se questa volesse uscire dall'edificio dando una sensazione di trascendenza.
Passando al medioevo arriviamo al romanico che invece vuole ricominciare a dare una coerenza all'architettura all'interno di un edificio. Percorrendola si percepisce un ritmo, con le campate. Abbiamo dei pilastri che creano un ritmo alternato e conducono l'occhio all'altare con una sensazione ritmica ancora più accentuata nell'architettura gotica dove questa spinta volge verso l'altro.
Rinascimento e oltre
Zevi nel suo viaggio traccia un percorso di sali e scendi, di ritorno tra i vari presupposti iniziali. Infatti, nello spazio del 400 con il rinascimento sostiene che lo spazio diventa misurabile geometricamente, percorrendolo si ha la sensazione di poterlo misurare con l'occhio perché gli elementi hanno dimensioni precise.
Questo si accentua ancora di più nel 500. Si raggiunge l'estrema simmetria dei volumi (Palladio). Si arriva nel 600. Lo spazio torna a muoversi ma questo movimento non è come quello in precedenza ma proprio delle pareti che vengono scavate. Non mi muovo io ma le pareti intorno a me. Non è un'architettura pacificante perché dentro a questi edifici l'occhio si stanca a vedere sempre del movimento.
Concetti chiave
- Spazio (v. Zevi)
- Tempo: non tutta l'architettura è costruita per durare per sempre, altre architetture sembrano sospese nel tempo
Architettura effimera o temporanea | temporalità vs permanenza. Architettura sospesa nel tempo (archetipi). Architettura della memoria (non solo per edifici che non ci sono più ma anche edifici restaurati che diventano simbolo di un altro evento o di un altro oggetto come le gutte nelle colonne doriche che richiamano le gocce di resina che cadevano dalle precedenti strutture in legno).
Architettura riutilizzata
- Reimpiego materiale
- Reimpiego ideologico
- Reimpiego estetico
Genius loci: dal latino "spirito del luogo" espressione adottata in architettura determinata da un approccio fenomenologico allo studio del paesaggio (interazione tra il luogo fisico e il bagaglio culturale del luogo). Alcune scelte sono quindi influenzate dallo "spirito del luogo", dall'hummus sociale.
Kunstwollen: dal tedesco "volontà dell'arte". Coniata dallo studioso Alois Riegl. Presupponeva che ogni scelta artistica e architettonica è espressione di una cultura e quindi collegata a un luogo. L'opera architettonica non è dunque un sistema chiuso, indipendente, ma il prodotto di un rapporto intrecciato con una situazione politica, la geografia, l'ambiente naturale, le esigenze pratiche, lo sviluppo delle tecniche di una comunità locale...
Fenomeni di lunga durata e luce
- Esistono forme architettoniche o delle tecniche che oltrepassano i periodi e i diversi linguaggi (es. tiburio). Dovuti a modelli forti o all'identità del luogo
- Luce: funzione importantissima nell'architettura-modella lo spazio e cambia la percezione-può assumere valore-simbolico-rituale, religioso-estetico-metafisico
Evoluzione dell'architettura
- Aspetto estetico
- Aspetto formale
- Aspetto funzionale
- Aspetto strutturale
- Aspetto tecnologico
Centro e periferia
Esistono due opposte scuole di pensiero:
- La prima riconosce l'esistenza di un "centro" dove nasce un fenomeno architettonico ed "una periferia" che pur volendone assumere le forme e i significati, li deforma per ignoranza o arretratezza (concetto di ritardo)
- La seconda riconosce l'esistenza e la dignità di fenomeni che presentano declinazioni locali (declinano i concetti generali attingendo alla tradizione locale) (lo stile della periferia non deriva da quello del centro quindi l'esistenza stessa della periferia è negata. Si può parlare di tanti piccoli centri)
Antico e tradizione
Antico: tutte le volte che si parla di memoria dell’antico, tendenze antiquarie, ecc. ci si riferisce all’antichità romana.
Stile e riuso
Stile: è affidato allo stile di una persona. Questo non è quindi applicabile all'architettura. È più appropriato parlare di linguaggio architettonico.
Riuso o reimpiego
- Riuso o reimpiego materiale | Spolia (es. pietre incise con scritte)
- Riuso o reimpiego ideologico
- Riuso o reimpiego estetico
- Riuso di forme o concetti | (Ad instar=a immagine di, ovvero ne richiama alcuni elementi)
Tipologia e modello
Tipologia: insieme di edifici con le stesse caratteristiche perché svolgono la stessa funzione.
Modello: legato all’idea di recupero o ispirazione all’antico. Semplicemente un edificio preso a modello.
Tettonica
Tettonica: espressione molto utilizzata. Si dice quando un edificio dichiara la sua logica strutturale. Tutti gli elementi che io vedo sono strutturali, l’edificio dichiara esternamente la sua statica e come si comporta strutturalmente. Al contrario, quando cela la sua struttura si dice atettonico.
L'ordine architettonico
Codice architettonico che prende piede nel 16esimo secolo. Si sviluppano di conseguenza una serie di ordini. È quindi una suddivisione/teoria moderna. Infatti, Vitruvio non parlava di ordini ma species, riutilizzato nel quattrocento da Alberti. La suddivisione in 5 ordini nasce quindi pochi anni fa.
Arnaldo Bruschi dà una definizione di ordine architettonico: “un sistema di elementi morfologicamente determinati legati da reciproci rapporti sintattici a formare un’unità organica”.
Linguaggio non sempre chiaro perché altamente specifico e sintattico. Chiariamo alcuni punti “Elementi morfologicamente determinati” = Singole parti che possono essere chiaramente individuate e spiegate di per sé. “Elementi legati da reciproci rapporti” = Le singole parti sono connesse da rapporti precisamente individuabili che creano un “sistema”: non un semplice insieme di oggetti, ma oggetti che interagiscono tra loro “Elementi che formano un’unità organica” = L’unità che si crea dai reciproci rapporti di questi elementi è paragonata a un organismo, dove tutto tende all’unità e tutto è indispensabile a quella unità “Rapporti sintattici” = definizione mutuata dalla linguistica: Idea di sintassi, regole precise, come nel linguaggio, ma non immutabili.
Secondo Vitruvio l’ordine architettonico si basa sulla natura ma è nata su un’esigenza funzionale che li ha portati ad usarlo. Spiega questa esigenza così: l’ordine architettonico supera il problema dell’uso di diversi sistemi di misura perché è dettato da leggi di proporzioni. Inoltre, è una rappresentazione simbolica del sistema trilitico e dell’arte del sostenere (certe strutture sembrano schiacciate perché reggono oggetti pesanti e quindi sono creati con questa intenzione di apparire schiacciate).
L’ordine architettonico compare pressoché contemporaneamente nella forma dorica e ionica (VIIA.C.) ma solo più tardi verranno usati contemporaneamente.
Vitruvio continua la sua narrazione scrivendo di come l’ordine architettonico greco fosse mutato nella sua epoca a Roma. In epoca romana l’ordine ha duplice funzione:-strutturale-si combina con il sistema di archi (partito alla romana)(colonne che sostengono la trabeazione ed inquadrano gli archi)
Vitruvio parla solo di 3 ordini architettonici: dorico, ionico e corinzio (gli altri due sono successivi e nasceranno nel sedicesimo secolo)
Gli architetti del quindicesimo secolo studiando le rovine notano che non tutte le strutture combaciano con le descrizioni di Vitruvio. Nel sedicesimo secolo si codifica quindi un nuovo sistema basato sugli scritti di Vitruvio ed i ritrovamenti romani. Abbiamo quindi: dorico, ionico, corinzio, tuscanico, composito.
Il primo trattato in cui si parla di tutti e 5 gli ordini è di Sebastiano Serlio pubblicato nel 1537 dove non si limita a descriverli ma anche assegna una funzione a ognuno degli ordini. Nel 1537 gli ordini non erano quindi solo canonizzati ma anche a dare ad ognuno una funzione, attribuitagli in base a dove si era visto che erano stati utilizzati.
Il più grande trattatista rimane però il Vignola che scrisse la “Regola delli cinque ordini dell’architettura” basato sul VI libro del Serlio ma con l’aggiunta di numerosissime illustrazioni in più, rendendolo comprensibile a chiunque.
Ordini architettonici
Ogni elemento nell’ordine è tripartito:
- Lo schema generale dell’ordine
- Il piedistallo
- La colonna
- La base-fusto-collarino-trabeazione
Gli ordini architettonici possono comprendere diverse tipologie di piedritti:
- Colonna
- Pilastro
- Semicolonna / Semipilastro
- Lesena
- Parasta
- Ordine gigante (non è solo grande ma si dice quando un ordine architettonico occupa più di un piano dell’edificio)
Lesene e paraste sono la stessa cosa ma la seconda ha anche funzione strutturale. Le basi sono composte da più modanature orizzontali (dettagli scolpiti).
Si suddivide in (dal basso verso l’alto):
- Plinto (sempre presente)
- Toro (profilo convesso)
- Listello (profilo squadrato)
- Scozia (profilo concavo)
- Listello
- Toro
Tuscanico
Abbastanza semplice. Per riconoscerlo dobbiamo guardare la base della colonna. C’è il piedistallo. La base della colonna si distingue. È molto semplice, chiamata a singolo toro (ha un solo toro). È usata solo dal tuscanico. Il capitello dell’ordine tuscanico è molto simile a quello del dorico quindi si confonde facilmente. Di solito l’architrave ha solo due fasce. La trabeazione non è l’architrave. L’architrave è una parte della trabeazione. Capitello con abaco chino collarino più base a singolo toro più architrave a doppia fascia=tuscanico.
Dorico
Facilissimo da riconoscere. Unico ordine che ha la trabeazione con architrave fregio e cornice. Nel fregio metope (spazio vuoto o con decorazioni sopra) e triglifi. Triglifi elementi verticali chiamati anche femori triglifi presentano anche le gutte, ricordo della resina che colava dal legno. La base dell’ordine dorico è la base attica composta da plinto, toro, listello, scozia, listello, toro.
Ionico
Capitello con le volute (le girelle). Due tipi diversi in base alla disposizione delle volute che possono essere disposte ortogonalmente (sulla faccia del capitello) lati a due a due diversi oppure con le volute trasversali poste a 45 gradi negli angoli e creando quindi quattro facce uguali. Si distingue anche bene dalla trabeazione, sempre tripartita ma presenta dentelli sotto la cornice. Lo ionico ha anche una sua base, (vedi due immagini chiamate vitruviane) ma non molto usata. Sempre più usata la base attica. Base ionica vitruviana (dall’alto verso il basso) ha un toro, listello scozia ma poi modanatura orizzontale che termina con un tondino, un profilo convesso ma non un toro, chiamato astragalo, un’altra scozia e poi il plinto, finisce dritta.
Corinzio
Abbastanza riconoscibile per le foglie d’acanto. Ordine che si trova nel pronao del Pantheon a Roma. Questo ne facilitò la diffusione. Capitello decorato da più giri di foglie d’acanto e sotto l’abaco ha due tipi di volute: angolari, più grandi e le elici, più piccole e al centro. Volute angolari + elici = tratto distintivo corinzio. La parte discendente viene chiamata kalatho/kalathos. Al centro di ogni lato dell’abaco è presente il fiore d’acanto. Il corinzio ha una base solo sua ma raramente anche nel composito, detta base del Pantheon o a doppio astragalo: vedi composizione. Trabeazione con dentelli, modiglioni e cassettoni.
Composito
Si distingue di poco dal corinzio. Le differenze: il capitello presenta le volute, le foglie d’acanto ma al centro non ci sono gli elici ma un echino (parte della colonna dorica). Il fregio ha una terminazione bombata e non rettangolare, chiamata fregio pulvinato, derivante dalla parola cuscino. L’elemento sembra schiacciato. Utilizza base attica. Detto anche ordine trionfale perché utilizzato negli archi del trionfo.
Il sistema razionale
Il sistema razionale basato sul modulo di base è usato anche per le proporzioni della distanza tra le colonne. In base a questa distanza gli intercolumni prendono nomi diversi.
Tecniche costruttive
Riassunto necessario per comprendere alcuni passaggi della storia dell’architettura.
- Terra cruda (mattoni in argilla essiccati al sole ma non cotti)
- Laterizi (terracotta): cottura del pezzo in argilla lavorato. Molto diffusi nell’antica Roma. I romani erano molto raffinati con questa tecnica, avevano diversi tipi di laterizi, il cui più diffuso era il lungopedale. Per realizzare i laterizi sono necessarie fornaci, spesso create ad hoc per gli specifici cantieri.
- Legno: utilizzato non solo per la costruzione ma anche per i ponteggi/strutture effimere o per l’ausilio nella creazione di altri materiali. Ad esempio per le centine (strutture che reggono gli archi durante la costruzione). L’opus craticum è una tecnica che consisteva nel riempire uno scheletro in legno con la pietra. Il legno può anche essere utilizzato per la creazione di false murature, pareti diaframma, pareti leggere non portanti. Balloon framing. Blockbau.
Il legno è da sempre ed ancora oggi utilizzato soprattutto nella capriata, molto più leggera rispetto ai sistemi voltati. Inoltre è un sistema non spingente, non spinge contro le pareti come i sistemi voltati. È talmente consolidato che è stato replicato nello stesso modo per secoli. Le capriate si compongono di diversi elementi: la catena, quello orizzontale, il monaco che scende dal centro verticalmente ed è collegato alla catena con una staffa, i sistemi obliqui chiamati puntoni e le saette o contraffisso che collegano i puntoni al monaco (vedi slide). Regolo per convento: tipo di soffitto che di solito ha un sistema di travi maggiori disposte in un senso ed intersecate ad un sistema di travi più piccole nell’altra direzione. Il tutto coperto da sopra con dei listelli di legno. Soffitto a carena di nave: ha la forma di una carena di nave rovesciata, molto diffusa in Veneto dove c’erano tanti costruttori navali. Sistema ad archi trasversi, combinazione di archi trasversali lungo l’edificio colmati da un soffitto che rimanda a quello di regolo per convento.
- Calcestruzzo
- Pietra
Tipi di rocce
- Rocce magmatiche: Rocce formatesi in seguito alla cristallizzazione di un magma (graniti, porfidi)
- Intrusive
- Effusive
- Rocce sedimentarie: Rocce costituite da materiali – sedimenti - – provenienti dalla disgregazione, attraverso processi di varia natura di rocce preesistenti
- Rocce detritiche: conglomerati, arenarie, argille, tufi
- Rocce di sedimentazione chimica e biochimica: calcari, dolomie
- Rocce metamorfiche: Rocce che hanno subito modificazioni nella composizione mineralogica o nella struttura e nella tessitura in seguito a mutamenti di temperatura e pressione (scisti, quarziti, marmi)
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