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Filologia romanza avanzato

Obiettivo generale

Comprendere che ogni testo letterario non è un elemento statico, ma è parte di un processo dinamico. Questo concetto vale soprattutto per i testi medievali, a differenza di quelli moderni. Infatti, la stabilità testuale moderna è garantita dalla stampa, salvo il caso in cui venga pubblicata una nuova edizione. Nel Medioevo, invece, il testo si trasformava nel tempo, poiché veniva copiato a mano, e ogni atto di copia modificava il testo stesso: da qui il concetto di “mouvance letteraria”.

La storia di un testo

Ogni testo ha una storia complessa che comprende due dimensioni fondamentali:

1. Storia interna

Riguarda tutte le scelte compiute dall’autore nella fase di elaborazione del testo:

  • Scelta del genere letterario: ogni autore si inserisce consapevolmente in un genere ben definito.
  • Costruzione dello stile: anche nel Medioevo ogni autore sviluppava un proprio stile riconoscibile.
  • Fonti utilizzate: nel Medioevo non si puntava all’originalità in senso moderno. Gli autori prendevano elementi noti e li rielaboravano in una nuova veste stilistica.
  • Fasi di elaborazione del testo: spesso sconosciute. Molti testi medievali nascono in forma orale, come i fabliaux, e solo in un secondo momento vengono trascritti. Non sempre è facile determinare se un’opera sia nata come testo scritto o orale.
  • Forme e tempi di “pubblicazione”: la pubblicazione non avveniva tramite stampa, ma attraverso la circolazione del testo in forme diverse – manoscritte, orali, ecc. Alcuni testi, pur scritti, venivano diffusi oralmente.

Questi elementi interni aiutano a comprendere meglio l’identità e le intenzioni dell’autore.

2. Storia esterna

Inizia quando il testo esce dal controllo dell’autore, ad esempio dopo la sua morte. Include:

  • Letture e interpretazioni successive: i copisti non si limitavano a trascrivere, ma spesso intervenivano sul testo.
  • Rifacimenti, riusi e citazioni: un testo di successo veniva copiato, adattato o citato in nuove opere. Ad esempio, alcune liriche dei trovatori furono riutilizzate in testi successivi.
  • Traduzioni: ad esempio, il Decameron di Boccaccio fu tradotto anche in francese. Tuttavia, le traduzioni medievali non erano fedeli come quelle moderne: venivano modificati nomi di città o interi passaggi.

Raramente ci sono pervenuti gli originali dei testi medievali. Una rara eccezione è l’autografo del Decameron, codice Hamilton 90.

Ogni edizione critica è una proposta filologica: non rappresenta mai una verità assoluta, ma una ricostruzione fondata su criteri rigorosi.

Obiettivi della filologia

La filologia si propone due obiettivi principali:

1. Storia della tradizione

Studia tutte le fasi della vita di un testo: dalla sua nascita alla sua trasmissione, fino alle sue trasformazioni nel tempo.

2. Ecdotica (o critica del testo)

È il settore della filologia che mira a ricostruire il testo nella forma più vicina possibile all’originale, attraverso uno studio critico e comparativo. Il filologo deve:

  • Porsi domande “oggettive” su autore, stile, lingua, significato e contesto storico-sociale.
  • Considerare le influenze culturali, religiose e sociali che hanno agito sull'autore.

Il lavoro del filologo

Il filologo interpreta un’opera confrontando le varie copie giunte fino a noi. Analizza:

  • Errori, modifiche, interpolazioni degli scribi.
  • Cerca di risalire alla versione originaria del testo.

Questa attività, detta anche critica testuale o ecdotica, non si limita ai testi antichi: si applica anche ai testi moderni e digitali, poiché i testi digitali sono anch’essi soggetti a cambiamenti e seguono dinamiche simili a quelle medievali.

Competenze necessarie al filologo

Per affrontare correttamente il proprio lavoro, il filologo deve possedere:

  • Competenze paleografiche: per leggere e trascrivere testi in grafie antiche e per datare i codici.
  • Competenze storiche e linguistiche: per analizzare l’evoluzione linguistica del testo e individuare errori o rimaneggiamenti del copista.
  • Competenze letterarie e culturali: per identificare il genere letterario di appartenenza dell’opera e interpretarla in modo corretto. I testi di un certo genere seguono specifiche regole strutturali, stilistiche e metriche che un copista poco colto potrebbe non comprendere, alterandole.

Breve storia dei supporti scrittori

Le tecniche filologiche sono il frutto di un’evoluzione millenaria, fortemente influenzata dai supporti materiali su cui i testi venivano scritti:

  • Aristarco di Samo (310-250 a.C.), bibliotecario ad Alessandria, studiò varie copie dei poemi omerici su papiro per ricostruirne la versione più corretta.
  • Tra il III e IV secolo, si passa alla pergamena e ai codici.
  • Dall’XI secolo si utilizza la carta, inventata in Cina e portata in Europa dagli Arabi.
  • Nel XV secolo, l’invenzione della stampa cambia radicalmente:
    • Il formato del libro.
    • Le tecniche di produzione.
    • Il modo in cui si fruisce il testo.
  • Tra XVIII e XIX secolo, nasce la stampa industriale.

Ogni innovazione nel supporto scrittorio rappresenta un punto di svolta per la filologia, poiché modifica:

  • Le modalità di scrittura.
  • Le tecniche editoriali.
  • Le pratiche di lettura e ricezione del testo.
  • Gli effetti sociali e culturali della diffusione.

Le discipline della filologia

A seconda della tipologia e della lingua dei testi analizzati, la filologia si suddivide in diverse aree:

  • Filologia classica: studia i testi greci e latini. Include:
    • Filologia greca.
    • Filologia latina.
    • Filologia mediolatina.
    • Filologia bizantina.
  • Filologia medievale: analizza opere scritte in lingue volgari medievali. Si distingue in:
    • Filologia romanza.
    • Filologia germanica.
    • Filologia slava.
    • Ecc., a seconda delle aree linguistiche.
  • Filologia moderna: si occupa dei testi moderni e contemporanei.
  • Filologia d’autore: studia le varianti testuali introdotte dall’autore stesso, sia nei manoscritti che nelle prime stampe.
  • Filologia romanza: analizza testi medievali in lingue neolatine, francese, spagnolo, italiano ecc. Da essa nasce la filologia italiana, che si dedica esclusivamente ai testi italiani, e da quest’ultima discende la filologia dantesca, dedicata alle opere di Dante.
  • Filologia genetica: studia l’evoluzione del testo dalla prima bozza alla pubblicazione, considerando le varianti d’autore e quelle imposte dagli editori.
  • New Philology / Filologia digitale: applica i principi della critica testuale all’ambiente digitale, integrando le metodologie tradizionali con l’informatica.
  • Filologia cognitiva e ricezionale: analizza i meccanismi psicologici e sociologici che governano la trasmissione e ricezione dei testi, con attenzione particolare ai manoscritti complessi e alle variazioni multiple.

Lezione seconda

Filologia: arte vs scienza

  • È un’arte perché si basa sul gusto letterario e la competenza letteraria del filologo.
  • È una scienza perché il filologo segue un metodo scientifico nella ricostruzione del testo e analizza statisticamente i dati in suo possesso, ma questo da solo non basta.
  • Perché i due aspetti si fondono? Perché pur seguendo un metodo scientifico e condiviso, il filologo non li riterrà mai sufficienti a risolvere automaticamente i problemi testuali ma li analizzerà in base alla sua esperienza e alla sua competenza. Alcune volte il metodo scientifico basta, ma non sempre, c’è sempre bisogno dell’apporto critico del filologo.

Filologia è una materia scientifica perché il filologo non deve farsi influenzare dal suo gusto, deve essere oggettivo.

Esempio: il metodo di Lachmann, o il metodo di Bédier.

  1. Dei testi medievali, solo in rari casi ci sono pervenuti gli originali, ovvero la versione autografa dell’autore.
  2. In epoca medievale, inoltre, se le opere letterarie scritte in latino e greco erano trattate con un certo rispetto dagli scribi, quelle in volgare non sempre erano ritenute “degne” di cotanta cura. Di solito non toccano le rime, perché molti non sanno farlo.
  3. E ancora, quando si copia, anche involontariamente, si commettono degli errori.
  4. A tutto questo si aggiunge il fatto che l’insieme delle copie di una particolare opera non risalgono tutte alla stessa zona geografica e agli stessi anni, ma tra più copie di un’opera ci può essere un intervallo di tempo molto lungo.
  5. Infine, non dimentichiamo che nel Medioevo molte opere letterarie circolavano anche e soprattutto oralmente. Nella prima età feudale, la Chanson de Roland, ad esempio, è stata creata prima oralmente e poi messa per iscritto, mentre altri testi sono stati creati prima per iscritto ma hanno avuto diffusione anche orale.

Importanza delle competenze filologiche

Questa disciplina non insegna solo ad analizzare il testo parola per parola ma a considerarne, in primis, le fonti, il contenuto, la forma, il supporto in cui esso vive, il contesto storico-sociale e linguistico in cui viene creato e la sua divulgazione e trasmissione dal punto di vista diacronico e diatopico. La filologia, attraverso questa ginnastica mentale, crea una forma mentis diversa dalle altre discipline, più tecnica sicuramente, più scientifica, e sicuramente più sensibile alle alterazioni che un qualsiasi scritto può subire nel tempo e nello spazio perché presuppone un approccio problematico alla realtà.

Nel corso dell’alto Medioevo giunge a compimento l’evoluzione linguistica che porta dal latino al sistema compositivo delle parlate romanze: si riorganizzano nuove unità linguistiche dai caratteri più o meno così. Insieme ad esse, nell’Europa occidentale, si vengono formando anche nuove tradizioni letterarie, legate alle espressioni linguistiche neolatine.

A partire dai secoli X-XI molti di questi testi hanno caratteristiche chiare che permettono di classificarli come testi letterari, diversificati per temi e per forme.

In questa fase, lo sfondo sul quale nascono i primi testi volgari, è dato dal conflitto o confronto tra due diversi sistemi linguistici e culturali: latino e romanzo, e il percorso compiuto dal volgare è quello di una lenta ma stabile conquista delle modalità espressive proprie del latino per ottenere il dominio non solo nella comunicazione linguistica ma anche della scrittura.

Cosa succede con il passaggio dal latino alle lingue romanze?

Verso l’800: 1842 giuramenti di Strasburgo, data convenzionale. Testo latino dove all’interno troviamo per la prima volta: giuramento tra Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo, in due lingue: germanico e romanzo.

Prima di esso solo frammenti: indovinello veronese, prima attestazione del volgare italiano ma ha molti elementi del latino, ma è un latino scorretto. Intorno alla data dell’indovinello veronese, i due studenti che lo hanno scritto a margine di questo razionale, loro conoscevano bene il latino dato che lo studiavano a scuola, ma ci testimonia la lingua di comunicazione della quotidianità: latino che si avvicina alle lingue romanze.

Nel giuramento di Strasburgo si trovano due lingue volgari strutturate. Quindi significa che quella lingua veniva parlata da tanto tempo, ma noi non sappiamo quando hanno iniziato e quindi diamo questa data come convenzione 1842. Ma ovviamente si continua a parlare e a scrivere in latino → fino al X secolo comunque è considerato la lingua per la scrittura, anche se parlavano una lingua romanza, scrivevano un testo in latino.

Nitardo è stato il primo ad inserire in un testo in latino la parte in volgare, lui conosceva benissimo il volgare, ma quando ha inserito l’historia l’ha scritto in latino inserendo dei pezzi in volgare.

Particolarità della cultura medievale

Documento e monumento: la distinzione tra documento e monumento è stata introdotta da Paul Zumthor (1963).

Monumento letterario: i testi totalmente in volgare, agiografie.

Monumento linguistico: il giuramento di Strasburgo.

Documenti: documenti che attestano e danno informazione su queste lingue letterarie che si stanno evolvendo.

Orale / scritto

La questione grafica è strettamente legata, nell’epoca di transizione tra la lingua latina alla romanza, al rapporto generale tra oralità e scrittura. Si affermano le lingue romanze, ma all’inizio in epoca medievale non hanno la struttura grafica del latino, non hanno una regolamentazione grafica come nel latino. Si formano i suoni palatali, tutti questi suoni entrano a far parte delle lingue romanze. Se per il latino ogni grafema coincideva con un suono, in volgare ogni lingua inizia a creare nuovi grafemi per rappresentare nuovi suoni.

Scripta

L’insieme delle tradizioni grafico-scrittorie vigenti in un determinato ambito o territorio che regolano per convenzione la trascrizione dei testi volgari in assenza di norme costituite. Più che di lingua si preferisce utilizzare “espressione scripta”, la normalizzazione grafica nasce a parte dal XVI secolo, ecco perché alla ricostruzione dei testi non serve la variante grafica. Rapporto tra oralità e scrittura, come sentiva quel suono lo traduceva. Quindi ci sono alcune varianti tra due dialetti, tra le diverse aree francesi nel francese antico. Sino a tutto il XIII secolo la maggior parte dei testi scritti in volgare era destinata ad essere ascoltata, e non letta individualmente, attraverso il canto e la recitazione o la lettura ad alta voce.

Mouvance

Considerando la circolazione delle opere volgari occorre evidenziare altri aspetti di rilievo, come la speciale interrelazione che si stabilisce tra coloro che recitano i componimenti e coloro che li ascoltano leggere, recitare o declamare. È una modalità di contatto con la composizione letteraria che conferisce una connotazione peculiare alla produzione soprattutto quella più antica e che determina anche la mouvance del testo perché esso cambia in funzione del pubblico. Cioè: il testo viene adattato al pubblico al quale viene rivolto.

Litterati e illitterati

Resta così l’impressione di una barriera forte, di una separazione, all’interno della società tra i letterati, globalmente i chierici e gli illetterati ovvero i guerrieri. I rustici, delineando culture diverse, legate l’una alla scrittura e quindi al latino e l’altra all’oralità e quindi al volgare. Di solito quando si parla del Medioevo sembra che ci sia una barriera tra letterati e illetterati. Abbiamo parlato di un’impressione proprio perché in verità non si tratta di due mondi separati ma di due realtà che vivono a contatto tra loro e si possono reciprocamente influenzare.

Autore

All’origine di un testo c’è sempre un soggetto che lo ha elaborato e che noi chiamiamo autore. Oggi all’autore attribuiamo la paternità del testo quindi la “proprietà letteraria” che investe: le idee, i contenuti, lo stile, la lingua. Il concetto di autore ha ricevuto una formazione giuridica del copyright solo alla fine del 1700 con la Rivoluzione francese. È solo nel 1793 che viene emanato le droit du génie che è la base di tutta la legislazione moderna sul copyright che difende l’originalità dell’opera e la sua riproducibilità.

L’autore nella prima e seconda età feudale

La maggior parte degli autori sono anonimi - prima età feudale → si credeva che tutti sarebbero stati giudicati il giorno del giudizio non il giorno della propria morte. Quindi il responsabile dell’opera è Dio che gli ha dato la facoltà di scrivere - dal X-XI secolo.

Dal XII sec. cambia - l’uomo diventa responsabile delle proprie azioni, responsabile della propria opera, e tende a firmare l’opera. Si trovano nei proemi e negli explicit.

Avvicinandoci al XIV secolo si inizia a fare distinzione, si classificano le opere in base alla presenza della firma → con la firma: livello culturale più alto.

Coscienza autoriale: si attesta nel momento in cui si afferma una tradizione letteraria in volgare (= complesso di autori e di opere che diffondono una nuova cultura nei diversi ambienti sociali), cosciente della propria natura e valore e che man mano guadagna autorevolezza. Ed è solo a questo punto che l’anonimato risulta legato ad opere sentite come di livello basso e associate a pratiche di tipo giullaresco come: i fabliaux francesi (XIII s.), i cantari italiani (XIV e XV s.), le canzoni da ballo ecc.

Avvento della stampa: il testo diventa statico, si impone l’autorità letteraria che non esiste nel Medioevo.

Conformità dei testi

  • Problema generale di corrispondenza o conformità tra i testi noi noti e la volontà degli autori che li hanno creati.
  • Il testo romanzo dei primi secoli viene spesso profondamente modificato nel corso della sua trasmissione e senza nessuna approvazione da parte dell’autore.

Modifiche preterintenzionali e intenzionali.

  • Preterintenzionali - modifiche dovute alla copia e alla distrazione.
  • Intenzionali — modifiche che il copista fa intenzionalmente, ne decreta la mobilità - legate alla mobilità del testo, non si possono fare con il testo stampato.

Tradizioni quiescenti ed attive

→ Varvaro.

  • Tradizione del testo, insieme dei manoscritti che tramandano una determinata opera.
  • Tradizione quiescente: quando guardano i testi classici, latini e greci, che non subiscono modifiche perché i copisti rispettano l’opera - dovute alla copia e quindi a
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Maria002002 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza (avanzato) e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Galano Sabrina.
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