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Anatomia I

Tirocinio: 8 ore

Libro: Anatomia del Gray

Atlante: Netter

L’anatomia è lo studio del corpo umano e comprende l’anatomia macroscopica (anatomia

topografica, anatomia di superficie, neuroanatomia, anatomia endoscopica e radiologica) e

l’anatomia microscopica (istologia) e embriologia.

Il paziente, solitamente per indicare un punto in cui gli fa male dice: “mi fa male qui” e un

medico deve riconoscere le caratteristiche della regione superficiale ma anche gli organi e le

strutture sottostanti.

Identifichiamo diverse tipologie di anatomia:

●​ Anatomia di superficie → anatomia visibile e palpabile (strutture identificabili al

tatto).

●​ Anatomia regionale → studia le parti interne ed esterne di regioni quali testa, tronco

e arti. Di ogni regione si studiano la disposizione e i rapporti dei vari organi.

●​ Anatomia sistematica → studia le strutture dei principali apparati/sistemi.

●​ Anatomia macroscopica → studia strutture abbastanza randa da essere osservabili

ad occhio nudo.

●​ Anatomia microscopica → studia storture non visibili ad occhio nudo

(organizzazione dei tessuti nell’organo).

●​ Anatomia funzionale → descrive le funzioni principali degli organi.

La terminologia anatomica

Per evitare ambiguità, tutte le descrizioni anatomiche partono

dal presupposto che il corpo umano si trovi nella convenzionale

“posizione anatomica”, vale a dire in posizione eretta e rivolto in

avanti, con gli arti superiori lungo i fianchi e le palme delle mani

rivolte in avanti, al pari degli arti inferiori e dei piedi (come in

figura).

Possiamo inviare il corpo umano in 4 piani:

●​ Piano mediano → passa longitudinalmente traverso il corpo dividendolo in una metà

dura e in una sinistra.

●​ Piano sagittale → ciascun piano verticale parallelo a quello mediano

●​ Piano coronale (frontale) → è ortogonale al piano mediano individuando una

regione anteriore e una posteriore

●​ Piano trasversale (orizzontale) → ortogonale sia al piano mediano che a quello

sagittale.

→ Possono svilupparsi piani parasagittali che interessano solo la parte destra o sinistra.

Ricordiamo altri termini importanti nella nomenclatura anatomica:

●​ Mediale → più più vicino al piano mediano

●​ Laterale → più lontano dal piano mediano

●​ Craniale → struttura vicino al cranio

●​ Inferiore o caudale → struttura più vicino a piedi

●​ Anteriore → vicino a davanti

●​ Posteriore → vicino a dietro

●​ Prossimale → prossimo al centro del corpo (tronco)

●​ Distale → distante dal tronco, vicino ad arto

Termini che ci dicono a che livello si trova un organo o una struttura rispetto alla superficie:

●​ Superficiale → vicino alla superficie

●​ Intermedio → tra struttura e altra struttura

●​ Profondo → lontano dalla superficie

Il cuore

Il cuore è un organo cavo costituito da una base, un apice e alcuni margini.

Il cuore occupa la parte centrale del mediastino e si trova tra i polmoni e le pleure, avvolto

dal pericardio.

Il cuore si trova posto in modo obliquo all’interno del torace dietro allo sterno, alle coste e

cartilagini costali. Il cuore non ha una simmetria

rispetto al piano mediano infatti

per ⅓ si trova a destra del piano

mediano e per ⅔ a sinistra del

piano mediano che

topograficamente sul corpo di un

paziente corrisponde alla linea

mediosternale.

L’asse del cuore va dalla base all’apice e nell'adulto ha mediamente una lunghezza di circa

12 cm (che è appunto la distanza base-apice) e un diametro trasverso di circa 8 cm.

Il suo peso varia tra maschio e femmina infatti nel maschio pesa circa 300 g e nella femmina

pesa 260/270 g (con dimensione paragonata alla dimensione del pugno chiuso).

Organizzazione generale

Il cuore è un organo formato da una coppia di pompe muscolari dotate di valvole.

Queste due pompe sono strettamente unite ma nonostante ciò, ognuna di esse è

fisiologicamente separata dall’altra (una destra e una sinistra) e disposte in posizioni diverse

nella circolazione sistemica e polmonare. Delle 4 camere cardiache

che compongono il cuore, i

due atri ricevono il sangue

venoso e nonostante siano

dei serbatoi debolmente

contrattili, contribuiscono al

completo riempimento dei

due ventricoli.

Le facce del cuore

Sternocostale (anteriore)

Guarda in avanti e in alto estendendosi dal margine acuto fino a sinistra.

La faccia sternocostale è costituita da una parte atriale e un ventricolare: quella atriale è

costituita quasi interamente da all'atrio destro e quella ventricolare è costituita per circa ⅔

dal ventricolo destro e per il restante ⅓ dal ventricolo sinistro che sono divisi dal solco

interventricolare interventricolare anteriore.

Diaframmatica (inferiore)

Questa faccia è disposta in orizzontale, si inclina verso il basso e in venti verso l’apice.

La faccia diaframmatica è costituita dai ventricoli, soprattutto quello sinistro e si appoggia sul

centro tendineo del diaframma, tranne l’apice che invece si appoggia sulla parte muscolare

sinistra del diaframma.

Questa faccia è divisa dalla base attraverso il solco atrioventricolare mentre il solco

interventricolare posteriore la attraversa obliquamente.

Destra

Questa faccia è una superficie arrotondata ed è formata dalla parete dell’atrio destro e viene

sparata dal polmone (faccia mediastinica le polmone destro) traverso il pericardio e la

pleure.

Continua superiormente nella vena cava superiore e inferiormente nel beve tratto

intratoracico della vena cava inferiore.

Sinistra (polmonare)

La faccia sinistra guarda in alto, indietro e. Sinistra ed è quasi interamente costituita dal

margine ottuso del ventricolo sinistro più un piccola parte dell’atrio sinistro e dall’auricola

corrispondente.

E’ più ampia superiormente dove c’è il solco atrioventricolare e si restringe verso l’apice del

cuore.

I margini del cuore

Margine superiore

Il margine superiore è formato soprattutto dall’atrio sinistro (anche quello destro).

Davanti all’atrio ci sono l’aorta ascendente e il tronco polmonare.

Alla sua estremità c’è la vena cava superiore che sbocca nell'atrio destro.

Margine destro

Corrisponde all'atrio destro che occupa sia una faccia inferiore che anteriore.

Margine inferiore o margine acuto

Questo margine va dall’estremità inferiore del margine destro fino all’apice ed è costituito

principalmente dal ventricolo destro e, in piccola parte, dal ventricolo sinistro in prossimità

dell’apice.

Margine sinistro o ottuso

E’ formato principalmente dal ventricolo sinistro, con una piccola porzione superiore

costituita dall’auricola sinistra; esso discende obliquamente, descrivendo una curva con

convessità a sinistra, dall’auricola verso l’apice del cuore.

I solchi del cuore La suddivisione del cuore nelle sue

quattro concamerazioni corrisponde

a solchi visibili sulla superficie

cardiaca esterna e alcuni di questi

sono profondi e ben evidenti con

importanti strutture, altri sono meno

visibili e alcuni sono nascosti.

Conosciamo:

●​ Solco interatriale → è una depressione poco evidente che si trova tra i due atri.

●​ Solco atrioventricolare o coronario → divide gli atri dai ventricoli e accoglie i

principali vasi cardiaci.

●​ Solco Interventricolare → sia anteriore (solco interventricolare anteriore), sia

posteriore (solco interventricolare posteriore) che separa ventricolo destro dal

ventricolo sinistro.

Il pericardio

Il cuore e le porzioni adiacenti di vasi sono avvolte dal pericardio che è costituito da due

componenti:

●​ Pericardio fibroso

●​ Pericardio sieroso

Pericardio fibroso

Il pericardio fibroso ha una forma conica e riveste il cuore.

Nella parte superiore città con la tonaca avventizia dei golosi vasi e nella pare inferiore

aderisce al centro tendineo del diaframma e a una piccola parte muscolare dell metà

diaframmatica sinistra. Anteriormente si unisce alla parte posteriore

dello sterno attraverso dei legamenti sterno

pericardici superiore e inferiore.

è formato da un sacco costituito da tessuto

connettivo fibroso denso che avvolge il cuore

senza aderirvi e la parte esterna è costituita

dalla pleura parietale mediastinica.

Nella parte anteriore, il pericardio fibroso è

separato dalla parete toracica dai pini. Dalle

pleure ma c’è una piccola area intero la metà

inferiore sinistra dello sterno dove il pericardio è

in rapporto con la parete toracica.

Posteriormente invece entra a contatto con i bronchi principali, l’esfago, il plesso esofageo,

l’orsa toracica discendente e la parte posteriore della faccia mediastinica dei polmoni.

Il diaframma lo separa dal fegato e dal fondo dello stomaco.

La sua posizione gli permette di stabilizzare la posizione del cuore nel torace.

Pericardio sieroso

Il pericardio sieroso è un sacco chiuso posato all’interno

del pericardio fibroso ed è formato da due foglietti di

membrana sierosa posti uno dentro l’altro: il foglietto

interno (viscerale), chiamato anche epicardio, aderisce il

cuore e i grossi vasi e d questi si riflette nel foglietto

esterno (parietale) che riveste la superficie interna del

pericardio fibroso.

Le riflessioni del pericardio sieroso sono disposte in modo

da formare due guaine e assumono la conformazione di

una coppia di "tubi" complessi: uno di essi racchiude arta

e il tronco polmonare, mentre altro avvolge le vene cave,

superiore e inferiore, e le quattro vene polmonari.

Queste due membrane di cui abbiamo parlato sono

separate l’una dall’altra solo da una sottile pellicola di fluido che permette il movimento della

membrana interna e del cuore.

Questo però è diverso in corrispondenza di vene e rettile dove le due membrane si uniscono

secondo una linea di riflessione parioetoviserale.

Tra le due membrane del pericardio sieroso c’è uno spazio stile che prende il nome di cavità

pericardica che permette al cuore di muoversi.

Endocardio, miocardio ed epicardio

Il cuore è costituito da 3 strutture/strati:

●​ Endocardio: è la struttura più interna ed è di origine epiteliale, è la prosecuzione

dell'endotelio che è il rivestimento delle arterie.

Riveste tutte le camere cardiache, anche i lembi valvolari.

●​ Miocardio: è lo stato intermedio ed è ricco di cellule staminali e invecchia più

lentamente (senescenza rallentata) rispetto alle fibre muscolari somatiche.

●​ Epicardio: è lo strato più esterno organizzato in due parti principali:

- Strato sottosieroso: ricco di cellule giallastre che costituiscono il tessuto adiposo

- Mesotelio: epitelio specializzato che fa da rivestimento (non ha funzione di

mantenimento) al cuore

Il tessuto adiposo è importante perché il miocardio è in continuo movimento ed esso ha il

compito di ammortizzare le dilatazioni e le contrazioni del miocardio, proteggendolo.

Se facciamo una sezione trasversale del cuore, vediamo che c’è una grande sproporzione

tra le due parti.

Infatti è come se la parte destra (più irregolare) fosse attaccata alla parte più solida che è la

parte sinistra (ha una sua struttura consolidata).

Questo accade perché vincono due resistenze diverse (occorre quindi forza diversa) infatti la

parte sinistra deve vincere la resistenza sistemica che è maggiore.

Descrizione del cuore destro

Il cuore desto è formato da:

●​ Atrio destro

●​ Ventricolo destro

Atrio destro

L’atrio destro si trova in posizione anterolaterale destra rispetto all’atrio sinistro

estendendosi inferiormente ad esso.

La vena cava superiore si apre in corrispondenza della sua parte posterosuperiore mentre la

vena cava inferiore si apre nella sua parte posteroinferiore.

Anteriormente sporge una struttura triangolare che circonda il lato destro dell’aorta

ascendente e comunica con l’atrio che si chiama auricola.

L’atrio destro presenta una duplice origine embriologica ed è costituito da due porzioni

morfologicamente e funzionalmente distinte che si fondono durante lo sviluppo cardiaco.

●​ Una prima porzione, liscia, deriva dall'in incorporazione del seno venoso embrionale

e costituisce il seno delle vene cave situato nella parte postero-laterale destra

dell’atrio. Questa regione è caratterizzata da una superficie interna liscia e

rappresenta la zona di sbocco della vena cava superiore e della vena cava inferiore.

●​ La seconda porzione, anteriore, deriva dall’atrio primitivo ed è caratterizzata dalla

presenza dei muscoli pettinati, che conferiscono alla parete un aspetto trabecolato.

Le due porzioni sono separate internamente dalla cresta terminale, rilievo muscolare che

segna il limite tra la parte liscia (di derivazione dal seno venoso) e quella trabecolata (di

derivazione dall’atrio primitivo).

Nella vita fetale esiste una comunicazione tra atrio destro e atrio sinistro che permette al

sangue di passare direttamente dall’atrio destro al sinistro.

Alla nascita, con l’inizio della respirazione avviene la chiusura anatomica definitiva e

nell’adulto, sulla parete mediale dell’atrio destro (setto interatriale), rimane una depressione

chiamata fossa ovale, che rappresenta il residuo della comunicazione fetale.

Superficie interna dell’atrio destro

La superficie interna dell’atrio destro viene suddivisa in tre regioni: una componente

posteriore a pareti lisce che comunica anteriormente con il vestibolo della valvola tricuspide

e con l’auricola

Nel seno delle vene cave si aprono le due vene cave.

●​ La vena cava superiore raccoglie il sangue refluo dalla testa, dal collo, dagli arti

superiori attraverso un orifizio privo di valvole che guarda inferiormente e in avanti,

nonché dalla parete toracica e dall’esofago attraverso il sistema delle azygos.

●​ La vena cava inferiore,maggiore rispetto alla superiore, drena il sangue proveniente

da tutte le strutture sottodiaframmatiche (e dal diaframma) aprendosi nella parte più

caudale dell’atrio, vicino al setto, con un orifizio contornato anteriormente da un

lembo valvolare: la valvola della vena cava inferiore o di Eustachio, unita al

margine laterale o destro della vena. Quando si trova in posizione più inferiore,

decorrendo nel seno del setto, la valvola si

continua con la valvola del seno coronario →

valvola di Tebesio

La valvola di Eustachio (l'estremità laterale) è

formata da una piega dell’endocardio che

contiene poche fibre muscolari.

Durante la vita fetale è più grande, avendo il

compito di deviare all’atrio sinistro il sangue

ossigenato proveniente dalla placenta.

Nella vita postnatale, le dimensioni della

valvola sono estremamente variabili.

Il seno coronario si apre tra l’orifizio della vena cava inferiore, la fossa ovale e il vestibolo

dell’apertura atrioventricolare; è dotato spesso di una sottile valvola semicircolare che copre

la parte inferiore dell’orifizio (valvola di Tebesio).

L’estremità superiore di questa valvola si unisce alla valvola di Eustachio; una struttura

tendinea (il tendine di Todaro) va da questa posizione al seno del setto, che si trova tra il

seno coronario e la fossa ovale.

Il tendine di Todaro si porta in avanti per inserirsi nello scheletro fibroso centrale ed è uno

dei margini del triangolo di Koch.

Il nodo senoatriale si trova a livello della parte superiore del solco, lateralmente e in basso

rispetto all’orifizio della vena cava superiore.

I muscoli pettinati sono fasci muscolari che dalla cresta terminale si estendono

raggiungendo l’auricola dove formano una rete muscolare.

Nella parte anteroinferiore dell’atrio destro c’è una zona triangolare che prende il nome di

triangolo di Koch che è un punto di interesse chirurgico, che indica la sede del nodo

atrioventricolare e delle sue connessioni atriali.

Il triangolo di Koch.

Il triangolo di Koch è formato da tre lati:

1. Il primo lato è la base della cuspide settale della valvola tricuspide (la cuspide settale è la

valvola più mediale e posteriore che osserviamo nella valvola tricuspide, infatti il setto

interatriale e interventricolare occupano una posizione posteriore per quanto riguarda le

pareti dell’atrio e del ventricolo destro).

2. Il secondo lato è il margine antero-mediale dell’orifizio del seno coronario, in cui è

possibile vedere anche la valvola di Tebesio, che appare più distinguibile dal resto

dell’orifizio.

3. Il terzo lato è il tendine del Todaro, un piccolo fascio fibroso con una sezione

rotondeggiante che il chirurgo può apprezzare sotto l’endocardio. Ha un andamento ricurvo

la sommità della curva sta verso l’alto e verso destra, andando dal trigono fibroso destro,

chiamato anche corpo fibroso centrale, verso l’estremità mediale della valvola della vena

cava inferiore.

4. La valvola dell’Eustachio ha un prolungamento che risale sul setto interatriale, tra la fossa

ovale e la valvola tricuspide, quindi queste due strutture, l’espansione mediale della valvola

di Eustachio e il tendine del Todaro, in qualche modo danno una continuità alla linea di

questo lato.

Il ventricolo destro

Il ventricolo destro si estende dall’orifizio atrioventricolare destro (tricuspidale) fin quasi

all’apice del cuore e si porta in alto a sinistra formando l’infundibolo, o cono arterioso,

raggiungendo l’orifizio polmonare e fornisc

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FrancescaFE di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Neri Luca Maria.
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