Paleografia del 23/10/2020
Introduzione
Riprendiamo da:
- Forma
- Modulo
- Ductus
- Angolo di scrittura
- Tratteggio (o peso)
- Legatura (anche nessi)
Possiamo trovarle di uso pubblico o privati (anche se soprattutto uso aristocratico). Due tracciati speculari. A, B, C, D, E, F, H, K, L, M, N, O, P, Q, R, S, Y, X. Siamo di fronte a una maiuscola arcaica.
Caratteristiche della scrittura
Scrittura posata con forte linearità e dritta sul rigo di base (non ha inclinazioni). Modulo regolare (tendenzialmente rettangolare verso l’alto – piuttosto slanciato).
Esempi storici
Manio mi fece. Tabula di Lavinio. Alfabeto latino arcaico sinistrorso. Scritture potevano essere rifatte (scrittura moderna rispetto al testo). Capitale maiuscola di tipo monumentale.
Si inseriscono nuove lettere (es. Y e Z) Si mantiene linearità della scrittura e posatezza sul rigo di base. Scrittura usuale; non più quella monumentale che testimonia un uso celebrativo, commemorativo o pubblico (per tutti).
Tra le lettere vediamo una particolare destrutturazione della scrittura, fino alla capitale corsiva. Perché? Soprattutto per il ductus (corsivizzazione delle lettere e andamento piuttosto veloce che – anche se è posata, in quanto graffita – permette un ductus dolce).
Descrizione dei tratti specifici
Tavoletta di un privato (argentarius, sorta di banchiere). Operazione di quasi ricevuta.
Prima riga: lettera destrutturata senza appiglio con scritture capitali. È una “q” che diviene quasi quadrilineare.
U in due tratti (u e v non hanno distinzione). A (senza traversa). E (in questa scrittura si fa in due tratti). Nella terza riga la “u” è destrutturata.
Quarta riga (né “a” carolina, né “d”) abbiamo “b” a pancia rovesciata. Capitale corsiva.
Casi di studio
Esempio massimo: tavolette cerate (vedi funzione, tipologia ed esempi rimasti). In corsivo con la tradizione di istituito grafico (primi passi delle scritture), poi riproposta.
Prima riga – R – si distingue completamente dalla P (la P rimane aperta). La R è chiusa in forma di “O” (si va verso la latinizzazione). Sappiamo che questo tipo di “A” esiste.
Quinta riga: quella che sembra una “R” è in realtà una “B” (ha due pancie; la R rimane chiusa). In questo momento storico ci sono varie scritture, tipiche del periodo romano.
Forma corsiveggiante (scrittura posata, abbastanza allineata per essere usuale; non è calligrafica ma corsiveggiante. Il ductus è – dunque – corsivo).
Seconda riga – la “s” si ammorbidisce (dato anche dal fatto che siamo su un papiro e non più di fronte a materiali più rigidi).
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7. Descrizione paleografica; scritture normale, usuale, elementare di base, posata - Paleografia
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Tavole di esercitazione, Paleografia latina e diplomatica
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10. Capitale corsiva, rustica, quadrata; scrittura damasiana; scrittura onciale. Con esempi - Paleografia
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8. Archivistica II