Archivistica II - 10/03/2021
Nascita della diplomatica e attenzione verso i falsi
Parlando della nascita della diplomatica e la sua attenzione verso i falsi, non c’è solo la verifica se il documento è genuino o ingannatore. La diplomatica ci insegna a guardare criticamente al documento e valutare il grado di affidabilità.
Noi dobbiamo pensare di distinguere tra informazione e il contesto in cui ci arriva. Oggi, con la possibilità di accedere a Internet in qualsiasi momento, abbiamo accesso a tutte le informazioni, ma c'è la difficoltà di selezionarle in base al grado di attendibilità.
Affidabilità delle fonti informative
Qual è, secondo voi, una delle riviste e giornali a cui daremmo il massimo della affidabilità? Tutti noi abbiamo selezionato quello che ci sembra più attendibile, sul piano delle informazioni. Al di là dell’argomento, possiamo ritenere che il Corriere della Sera sia più attendibile del giornale locale. Lo stesso vale per i programmi televisivi. Ma siamo sempre nel campo delle opinioni, della selezione di informazioni; si tratta di informazioni filtrate da quel giornalista o canale di comunicazione.
Dunque? Esiste un periodico a cui tutti noi diamo inevitabilmente fede, di cui ci fidiamo: la Gazzetta Ufficiale. Nessuno dubita che ciò che sia riportato dalla Gazzetta Ufficiale non sia verità. È affidabile di principio, in quanto redatto da organi che non possono che dire la verità.
Critica delle fonti
Non possiamo trascurare la critica delle fonti. Nel testo di Filippo Valenti (bibliografia) c’è un ragionamento chiaro: chi detiene la carica in un certo momento? Trovo (caso a) una cronaca; trovo (caso b) un pagamento, che mi indica che un ufficiale è stato pagato per quella carica; trovo (caso c) la nomina di questo personaggio alla carica, fatta da autorità superiore. Dunque le tre informazioni coincidono: fonte cronachistica (persona che ha raccontato certe cose ha fatto un proprio diario); scrittura comunque prodotta per scopi pratici (con riflessi anche giuridici), che è conseguenza della carica ricoperta; atto giuridico di nomina (strumento che ha fatto sì che fosse affidata a lui la carica).
Il caso c corrisponde alla nostra Gazzetta Ufficiale. Non ho motivo di dubitare che quella persona fosse nominata per quella carica, a meno che io non abbia elementi tali da dichiarare che quello è un documento falso.
Oltre all’aspetto strumentale-pratico a dar forza alla notizia è una precisa dimensione giuridica, che possiamo chiamare ufficialità del provvedimento. Non abbiamo una semplice testimonianza (come la cronaca), ma qualcosa che ci permette di essere sicuri che quell’atto sia veritiero e affidabile (grazie al suo fondamento giuridico).
Documenti e affidabilità
- Molti documenti (espressi in forme giuridiche e da certe mani di redattori) danno certezza alla fonte che ho davanti;
- Atti, magari meno certi ma fortemente attendibili (quelli legati al contesto amministrativo-contabile) → posso avere dubbi su cosa sia avvenuto realmente dietro quella registrazione contabile (se trovo scritto che un camerlengo medievale paga una cifra x al pittore y per questa cosa, sono portato a dire che quel pittore o artista nominato nel documento è l’autore di quella tavola; se a monte di questo ho un atto inconfutabile in ambito privato, qual è il contratto, evidentemente tutto torna; mettiamo di non avere un contratto. In realtà, cosa mi dice il documento? Che in un giorno x si è presentato all’ufficio del camerlengo quella persona e che è stata pagata per una certa opera. Lui potrebbe essere effettivamente l’autore dell’opera, oppure potrebbe essere un ragazzo di bottega dell’artista a riscuotere un pagamento. Nell’ultimo caso, il camerlengo scriverà semplicemente il nome della persona a cui ha versato il pagamento nel suo registro; la differenza può essere sottile e, forse, esagerata in molti casi, però il dubbio viene.
Modalità di effettuare una critica
Dunque dobbiamo imparare a maneggiare le fonti, anche quelle più affidabili. Qual è la modalità di effettuare una critica? Intanto, nel caso della cronaca/racconto/narrazione, la metodologia critica di riferimento è quella filologica: percorso critico che è tipico dell’ambito dei testi che hanno una tradizione.
Quando maneggio, ad esempio, le cronache magari non utilizziamo il manoscritto di Dino Compagni o la cronaca di Agnolo di Tura (per quanto riguarda Siena, nel Trecento) in biblioteca (gli originali), in quanto spesso sono materiali ampiamente pubblicati. Lo storico, in questo caso, lavora analogamente al filologo tradizionale: cerca tutti gli esemplari di quel testo, ne analizza le varianti, i filoni di tradizione; a meno che non si abbia l'originale autografo. Dunque affidabilità del testo da un punto di vista filologico (ma non delle notizie, attenzione!!). La critica iniziale per questo genere di fonti è filologica.
In altri casi abbiamo la critica specifica del giurista e diplomatista, che possono indirizzare il giudizio dello storico.
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