Paleografia
Scritture epigrafiche e scritture usuali
Scritture epigrafiche (alto livello) e scritture graffite-estemporanee (basso livello) includono, ad esempio, i graffiti latini (censimento dei graffiti di Pompei ed Ercolano). Vi è anche la scrittura “usuale” o “elementare di base”.
Scritture di apparato
La maggior parte dei casi riguarda scritture di tipo monumentale (epigrafiche) e poi manoscritti, anch'essi considerati monumentali. Abbiamo visto il processo di trasformazione della scrittura per quanto riguarda la tavola 7. Passaggio da scrittura arcaica a una più ellenizzata (inizio del II secolo; processo di canonizzazione della maiuscola capitale già avvenuto).
Canonizzazione e geometrizzazione
Si prendono a modello segni dell'alfabeto greco, come l'alpha maiuscola (scritta come quella che noi consideriamo una “A” latina). Il processo di canonizzazione prevede la geometrizzazione delle forme (incrocio assi trasversi, con angoli di 30° (caso della N), 45° o 90°). Ci sono lettere come il cerchio (sezione di cerchio). Poi ci sono quelle che nel periodo della stampa diverranno gratiae (allargamenti a spatola). Effetto del chiaroscuro, dato dalla triangolarità del solco.
Corsivizzazione della scrittura
Abbiamo visto anche una scrittura che su papiro e pergamena tende ad allargarsi. Corsivizzazione della scrittura. Lettera O aperta in due tratti. E ed F destrutturate (due e tre tratti rispettivamente). Scrittura chiamata capitale corsiva (ductus corre ed è corsivo).
Scritture monumentali
Poi abbiamo scritture più strutturate, di tipo monumentale (manoscritti in capitale rustica, che abbiamo diviso in due gruppi: I-III secolo / IV-VI secolo).
- Primo gruppo: manoscritti in forma di rotolo, di Pompei ed Ercolano
- Secondo gruppo: manoscritti più antichi, datati su base codicologica (termine post quem è 79 d.C., data dell'eruzione)
Capitale rustica
Poi capitale rustica (Virgilio Romano). Scrittura completamente maiuscola, capitale. Forte bilinearità. Solo una lettera sale sopra il rigo di base: la “L” (F e T – ci aspetteremmo lo stesso – rimangono bilineari). Modulo prevalentemente quadrato. Per le lettere come I e altre allungate, iniziamo ad avere modulo rettangolare.
Scriptio continua
Scrittura sempre in scriptio continua (divisione tra lettere, ma non tra parole). Era ancora un tipo di scrittura che serviva per una lettura ad alta voce (processo di pubblicazione di un’opera avviene quando l’opera viene letta ad alta voce – circoli eruditi della Roma classica).
Capitale quadrata
Capitale quadrata. Versione epigrafica su manoscritto. Supporto morbido (non scolpito) riporta morbidezze di singola lettera. Il ductus è però posato, non c’è ancora quella corsivizzazione successiva.
Capitale rustica libraria
Capitale rustica (versione libraria). 366-384 d.C. – Papa Damaso.
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