Storia delle scritture antiche e medievali
Il periodo romano
Fino ad ora, le scritture utilizzate erano capitali epigrafiche (rustica, quadrata, damasiana...) diffuse in tutto l'impero. Con la caduta dell'Impero romano, si verificò un frazionamento e una divisione diversa. Avevamo questo grosso blocco geografico dove gli scriventi, a livello molto alto, avevano la possibilità di influenzare la cultura testuale tramite una cultura grafica che abbiamo definito “romano”.
Il secondo periodo e la diminuzione dell'alfabetizzazione
Entriamo nel secondo periodo. Diminuisce l'alfabetizzazione. Finora avevamo parlato di officine laiche e primi editori. Marziale dava indicazioni nei suoi epigrammi che ci permettevano di capire che c'erano officine laiche. Adesso ci sono centri religiosi e gli scriptoria, portavoci e partecipi di una scrittura che va al di là del dato grafico (tipologia scrittoria); influenzano anche le “scelte editoriali”.
Importanza politica e sviluppo delle scritture nazionali
L'importanza politica nasce dalla disgregazione imperiale. Prima vi era una produzione complessiva con più sfaccettature; adesso abbiamo scritture nazionali legate alla politica che diviene dominante in quel periodo. Parlando di alto Medioevo, tramite la dinastia merovingia, vediamo il fiorire di una scrittura particolare chiamata “merovingica”.
Scritture insulari e altre varianti regionali
Le Isole britanniche, zona forse meno romanizzata, vedranno fiorire scritture irlandesi e anglosassoni, riunite sotto il concetto di scritture “insulari”. La Spagna, dominata da regni visigotici, vedrà scritture visigotiche. In Italia, ci sono scritture pre-caroline, longobarde o longobardiche (ci sono anche regioni, come l'Esarcato, in cui si continuerà a scrivere in greco). Importanza della beneventana.
Lo scriptorium
Lo scriptorium è un luogo fisico e concettuale. All’interno di una grande istituzione religiosa, avviene la copia dei libri, ma anche l’istituzione stessa è produttrice di libri. Per fare un codice servivano vari materiali che potevano essere forniti dallo scriptorium stesso; magari il monastero era autarchico e poteva produrre pergamene (allevamento bovini, ovini, caprini), inchiostri (luce di galla). C’era poi manodopera, persone che potevano avere grado di preparazione tale da saper leggere, scrivere, produrre manoscritti e creare copie.
Il ruolo culturale degli scriptoria
Non era solo un senso di copia a livello religioso, ma anche laico. Secondo Cassiodoro (fondatore del Vivarium a Squillace), lo studio dei classici permetteva di interpretare correttamente anche altre scritture. Questi centri di copia manoscritta non furono solo portatori di cultura religiosa, ma anche laica.
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