Numeri e funzioni
Insiemi numerici
- 1) Numeri naturali {0,1,2…} ℕ = Assioma di Peano: esiste un numero = 0; ogni numero ha un successivo, 0 non è successore di nessuno;
- 2) Non è sempre possibile la differenza quindi ci sono i numeri relativi {0,1,-1,2,-2…} ℤ =
- 3) Non è sempre possibile la divisione quindi ci sono i numeri razionali ℚ = { , , ∈ , ≠ 0}34)
- 4) Non tutti i numeri possono essere scritti come frazione (√2, ) quindi si introducono i numeri, √5 irrazionali ()
Dimostrazione per assurdo
Dimostrazione per assurdo che non appartiene a Q √2 Hp: { , , ∈ , ≠ 0} Ts: Vera ∉ √2
Dimostrazione ¬√2 ∈ ∈ ⇔ = √2 √2 2 Quindi ; 2 = ; ; poiché m è multiplo di 2 allora è pari quindi ; 2 2 2 2(2)= = 2 = 2√2 2 ; n è pari poiché è un multiplo di 2 quindi 2 2 2 24 = 2 2 = = 2 ∧ = 2
Sono entrambi pari quindi hanno il fattore 2 in comune Assurdo.
- 5) Ci sono poi i numeri reali con i quali vengono coperti tutti i punti della retta;
- 6) Non è possibile estrarre le radici ad indice pari di numeri negativi quindi si introducono i i è l’unità immaginaria: cioè 2 2 ℂ = {a + ib, a, b}. ⅈ = + 1 = 0; = −1; = = ±1 √−1 √−1;
Forme dei numeri complessi
Esistono varie forme:
- Forma algebrica = + ⅈ a è il coefficiente della parte reale e b è il coefficiente della parte immaginaria.
Operazioni
Somma o ( ( (+ ⅈ) + + ⅈ) = + ) + ⅈ( + )
Prodotto 2 o ( ( (+ ⅈ) ∗ + ⅈ) = + ⅈ + ⅈ + ⅈ = − ) + ⅈ( + )
Coniugato coefficiente immaginario opposto o = + ⅈ ̅ = − ⅈ
Proprietà:
- ̅̅̅̅ (̅) = = + ⅈ ̅ = − ⅈ
- ( ( + ̅ = 2 + ⅈ) + − ⅈ) = 2
- ( ( + ̅ = 2ⅈ + ⅈ) − − ⅈ) = + ⅈ − + ⅈ = 2ⅈ2 2 2 2 2 2
- ( ∗ ̅ = + + ⅈ)( − ⅈ) = − (ⅈ) + ⅈ(− + ) = + ̅̅̅ si moltiplica e divide per il coniugato del denominatore
- 1 2 ∗ ̅̅̅ 2 2
- Forma trigonometrica = ( + ⅈ ⅈ )
Da algebrica a trigonometrica > 0 > 0 ( ) 2 oppure 2 2 = + = { = o prendere valore in base al √ { ( )3 se b < 0 actg + se a < 0 ( ) 2 quadrante in cui sono a e b
Operazioni:
Prodotto o ) )] ∗ = ∗ [cos( + + ⅈ ⅈ( + 1 2 1 2 1 2 1 2
Divisione 1 1 o ) )]= [cos( − + ⅈ ⅈ( − 1 2 1 2 2 2
Potenza o = [() + ⅈ sin()]
Radice o √ = ⇔ = +2 +2
Troviamo quindi w = √ [cos + ⅈ ⅈ( ) ( )] k = 0,1,2+n-1 ed è il numero di soluzioni della radice (cioè n) poi si fa , , , 0 1 2 −1
- Forma esponenziale ∗ = ∗ e si calcolano come per la forma trigonometrica.
Funzioni
Una funzione è una relazione che associa ad ogni elemento di X uno e un solo elemento di Y: → X è il dominio (asse x), cioè l’insieme dei i valori in cui f esiste, e Y è il codominio (asse y), cioè l’insieme delle immagini di f (solitamente ). Le immagini sono i valori assunti da f nel + − ℝ, ℝ , ℝ dominio, ma non per forza coincide (ma lo si può far coincidere). ⊆
- Iniettiva: si dice iniettiva se ad elementi diversi di X corrispondono elementi diversi di Y: →
- Suriettiva: si dice suriettiva se ogni elemento di Y è immagine di almeno un elemento di: → X;
- Biunivoca o biiettiva: si dice biunivoca se è sia iniettiva che suriettiva: → con: → , : → ⊆ = → : → −1 : →
Da qui nasce la che associa ad ogni elemento l’elemento stesso −1 → () → (()) = ad ogni elemento x associa x stesso (: −1 −1 −1 = → , : → : → ) ad ogni elemento y associa y stesso (−1 −1 −1 = : → , : → , : → )
Continua e strettamente monotona Hp: → ℝ ⊆ ℝ ⅈ Tesi. f è invertibile e è continua −1
Somma, differenza, divisione, composizione e inversa tra funzioni continue danno come risultato ancora una funzione continua.
Funzioni limitate e monotonia
- Funzione limitata superiormente ∃ ℝ: ≥ () ∀ ∈ M è il maggiorante ma se fa parte della funzione è chiamato massimo. è un punto di massimo assoluto se è invece un punto di massimo ) = ( ≥ () ∀ ∈ ,0 0 relativo se )( − , + ): ( ≥ () ∀( − , + )0 0 0 0 0
- Funzione limitata inferiormente ∃ ℝ: ≤ () ∀ ∈ m è il minorante ma se fa parte della funzione è chiamato minimo. è un punto di minimo assoluto se è invece un punto di minimo ) = ( ≤ () ∀ ∈ ,0 0 relativo se )( − , + ): ( ≤ () ∀( − , + )0 0 0 0 0
- Funzione limitata se è limitata sia superiormente che inferiormente
- Crescente se ) ) ∀ , ∈ < ⇔ ( ≤ (1 2 1 2 1 2
- Strettamente crescente se ) ) ∀ , ∈ < ⇔ ( < (1 2 1 2 1 2
- Decrescente se ) ) ∀ , ∈ > ⇔ ( ≥ (1 2 1 2 1 2
- Strettamente decrescente se ) ) ∀ , ∈ > ⇔ ( > (1 2 1 2 1 2
- Pari se Simmetrica rispetto all’asse y (ascisse) (−) = () ∀ ∈ .
- Dispari se Simmetrica rispetto all’origine degli assi. (−) = −() ∀ ∈ .
: ⊆ ℝ → ℝ ∃ > 0: ( + ) = () ∀ ∈ : ⊆ ℝ → ℝ ∈ 0
Continuità
f è continua in se e solo se ) lim () = ( 0 0 → 0
f è continua i X se è continua ∀ ∈ I punti in cui la funzione non è continua sono chiamati. Ce ne sono tre tipi:
- 1. Eliminabile: se ∃ lim () ≠ ( )0 → 0 () ≠ 0 = {() = 0 Eliminabile perché basta cambiare il valore di c
- 2. Prima specie: finiti e ma sono diversi tra di loro. Cioè ∃ lim () lim (), ∄ lim () −+ → → → 000 || ≠ 0 () = { 1 = 0 ⅈ () = ⅈ () 1 = 1+ + → 0 → 0 ⅈ () ⅈ → 0— 1 = −1− → 0 () = 1
- 3. Seconda specie: almeno uno tra e o non esiste oppure è ∞.lim () lim () −+ → → 00
Teoremi sulle funzioni continue
1. continua Hp[,: ] → ℝ Tesi. max assoluto e min assoluto di f ∃
Se f non è continua ovviamente non vale.
2. continua Hp1[,: ] → ℝ Hp2() ∗ () < 0 Tesi. ) ∃ [, ]: ( = 00 0
Se f(a) e f(b) sono discordi allora, per passare da un quadrante all’altro, interseca in almeno un punto l’asse delle y.
Applicazione per approssimare il risultato di equazioni trascendenti e + = 0; e = −
Disegniamo i due grafici per vedere dove si incontrano, usando il teorema scegliamo un intervallo seguendo il grafico continua ma [−1,0] [, [−1,0]?() = e + : → ℝ ] =
Controlliamo che siano dispari 1 −1 (−1) = e − 1 = − 1 < 0 ⅇ 0 (0) = e + 0 = 1 + 0 = 1 > 0
Quindi ) ∃ [−1,0]: ( = 0.0 0
Per approssimare in modo migliore si può ridurre l’intervallo dividendolo in due e operando come ora.
3. continua Hp1[,: ] → ℝ Tesi. f assume tutti i valori compresi tra min assoluto e max assoluto
Dimostrazione:
Per il teorema di Weierstrass ) ) ∃ , [, ]: ( = min () , ( = max ()1 2 1 2 [,] [,]
Prendiamo un valore l compreso tra min e max ) ) ∀: ( < < (1 2) ∃ [, ]: ( = 0 0
Prendiamo un’equazione ausiliaria con il dominio nell’intervallo d’interesse [ ]() = () − : , → ℝ1 2
Allora <0 perché ) ) )( = ( − > (1 1 1 perché ) )( ) = ( − >0 < (2 2 2
Sono discordi quindi, per il teorema di esistenza degli zeri applicato a g in [ ], 1 2]: ) ) ) ∃ [ , ( = 0 ⇒ ( − ; ( = 0 1 2 0 0 0
4. continua Hp[,: ] → ℝ Tesi. f è uniformemente continua
Partiamo dalla definizione di continuità. Sappiamo che f continua in X se continua quindi se ∀ ∈ ,0
Otteniamo che f è continua in X se: ∀ ∈ lim () = ( ).0 0 → 0
( ) ) ∀ ∈ ∀ > 0 ∃ > 0: ∀ ∈ , ∈ − , + ) ⇒ ( − < () < ( + 0 0 0 0 0
Quindi la continuità dipende da e .0
f si dice uniformemente continua in X se: ( ) ) ∀ > 0 ∃ > 0: ∀, ∈ ∈ , ∈ − , + ) ⇒ ( − < () < ( + 0 0 0 0 0
Quindi l’uniforme continuità dipende solo da In generale se f è uniformemente continua allora sarà continua ma non il contrario.
Derivabilità
Hp(, (,: ) → ℝ ∈ )0 )() − ( Tesi. f è derivabile in se esiste finito. Questo limite è ′0 ( ) lim derivata nel punto 0 0 − → 00
)() − ( è il rapporto incrementale ( ) che può anche essere scritto come 0 − 0 )( + ℎ) − ( .0 0 Cioè e = + ℎ − = ℎ0 0 ℎ
I punti in cui la funzione non è derivabile si chiamano. Sono 3:
- 1. Punti angolosi: finite e ma non coincidono oppure è finito e è +′ −′ −′( ) ( ) ( ) ∃ 0 0 0
- 2. Flesso a tangente verticale: +′ −′( ) ( ) = = ±∞0 0
- 3. Punti a cuspide verticale: e (o viceversa) +′ −′( ) ( ) = +∞ = −∞0 0
Hp(,: ) → ℝ Tesi. f si dice derivabile in (a, b) se è derivabile in ogni punto dell’insieme.
f derivabile in (a, b) Hp Tesi. ′ (): (, ) → ℝ ′ () → associa ad ogni punto della funzione la derivata prima
Hp1(, (,: ) → ℝ ∈ )0 derivata destra, derivata sinistra Hp2 +′ −′( ) ( ) = lim () = lim ()0 0 −+ → → 00
Tesi. f è derivabile in se e solo se e finiti e coincidono ′ −′( ) ( ) ∃ teorema di esistenza del limite 0 + 0 0
derivabile Hp1(,: ) → ℝ Hp2 ′ ′( ): (, ( ) ) → ℝ → 0 0 0
Se è derivabile in (a, b)′ Tesi. ′′ ( ): (, ) ) → ℝ → ′′( e così via. Una funzione può essere infinitamente derivabile (seno, coseno)0 0 0
Continuità e derivabilità
derivabile in Hp(, (,: ) → ℝ ∈ )0 Tesi. f è continua in se è continua in non sarà per forza derivabile 0 0 0
Dimostrazione
Partiamo dalla tesi )lim () = ( 0 → 0
Sommo e sottraggo moltiplico e divido per ), ))( ( − ( 0 0 )() − ( Poiché è sono uguali, per definire la continuità possiamo 0)() = ( + ( − ).0 0 − 0 )() − ( fare il limite del secondo membro: 0) ( ) ).lim ( + − = ( 0 0 0 − → 00
Quindi )lim () = ( 0 → 0
Interpretazione geometrica della derivata
)) = ( , ( = ( + ℎ, ( + ℎ))0 0 0 0 0
Per due punti passa una retta con equazione ) − − − − (1 1 0 0 = ; = ) − − + ℎ − ( + ℎ) − (2 1 2 1 0 0 0 0
Moltiplichiamo per e leggiamo da dx a sx )( + ℎ) − (0 0 )( + ℎ) − (0 0) ( ) − ( = − 0 0 ℎ
Notiamo il rapporto incrementale come coefficiente angolare della retta secante.
Se si fa tendere a , quando i due punti si 0 sovrapporranno, la secante, che si sposta via via, diventerà tangente ai punti. Per fare ciò: )( + ℎ) − (0 0 ′ ()lim = ℎ → h
Si ottiene quindi La derivata è il coefficiente angolare della retta tangente. ′) ()( ). − ( = − 0 0
Tabella derivate funzioni elementari ′ 1 ′() ∗ () − () × () . ′ ′ ′ ′ ′ ′( () () (), ( () () (), () ± ) = ± ∗ ) = ∗ () + () ∗ = ( ) 2[()]
Hp1(, (,: ) → ℝ, : ): ℝ f derivabile in e g derivabile in Hp2 e Hp3(, (, ∈ ) ∈ )0 0
Tesi. è derivabile in e ′ ′ ′() ( ) )) ( ) = (( ∗ 0 0 0 0
Derivata dell'inversa
continua e strettamente monotona Hp1(,: ) → ℝ f derivabile in e Hp2 ′(, ( ) ∈ ) ≠ 00 0 1 −1
Tesi. è derivabile in e −1 ) ) = ( ( )( = 0 0 0 ′ ( ) 0
Dimostrazione
è continua e strettamente monotona in (a, b) ⇒ f è invertibile e continua. −1
Invertibile poiché biunivoca perché la continuità garantisce la suriettività e la monotonia garantisce l’iniettività.
Verifichiamo che sia derivabile tenendo conto che e, in
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Analisi matematica 1
-
Appunti analisi matematica 1
-
Appunti Microeconomia
-
Appunti Analisi matematica 1