Il diritto privato
Cos'è il diritto?
Il diritto è un sistema di regole predeterminate per proibire l’uso della violenza e risolvere i conflitti con la loro applicazione.
Quali sono le autorità che creano ed esercitano il diritto?
Nella nostra società le autorità che creano diritto sono lo Stato, la Comunità Europea e le Regioni con le Province, mentre l’autorità giudiziaria e la Corte di Giustizia lo esercitano.
Qual è l'unità elementare del diritto?
L’unità elementare del diritto è la norma giuridica, che si colloca in un sistema che prende il nome di ordinamento giuridico. Più norme formano l’istituto giuridico. Il testo delle leggi è diviso in articoli, numerati progressivamente e divisi in commi. Ogni norma consiste in un precetto, cioè un comportamento, formulato in termini generali ed astratti: generali perché non si rivolgono a singole persone, astratti perché non riguardano fatti concreti, ma ipotetici.
Cos'è il principio di certezza?
Il principio di certezza è il principio secondo cui i singoli devono sapere anticipatamente i comportamenti leciti e illeciti, poiché le norme sono regole precostituite, cioè create prima dell’insorgere della fattispecie.
Come possono essere le norme?
Le norme possono essere di diritto comune o generale, che riguardano specifiche condizioni, o di diritto speciale, che hanno un limitato grado di generalità ed astrattezza.
Come si distinguono i diritti soggettivi?
Tra i diritti soggettivi, ci sono quelli assoluti, riconosciuti ad un soggetto verso tutti, come i diritti reali e della personalità, e quelli relativi, riconosciuti ad un soggetto verso una o più persone, come i diritti di credito e di famiglia.
Fatto, atto e negozio giuridico
Cos'è il fatto giuridico?
Il fatto giuridico è ogni accadimento a cui l’ordinamento ricollega effetti giuridici, che si producono quando si verifica il fatto o in seguito e possono essere necessari e naturali, provenienti entrambi dall’ordinamento, solo che i primi sono inderogabili e i secondi sì.
Cos'è un atto giuridico?
Gli atti giuridici sono una sottocategoria dei fatti giuridici, producono effetti giuridici e sono di due specie: dichiarazioni di volontà, che riguardano il ruolo della volontà dell’uomo, e dichiarazioni di scienza, con cui il soggetto conosce un fatto giuridico provandone l’esistenza.
Qual è la differenza tra fatti giuridici in senso stretto e atti giuridici?
Entrambi riguardano la partecipazione umana alla formazione del fatto, solo che i primi sono tutti i fatti materiali i cui effetti giuridici sono verificati dall’ordinamento, i secondi sono fatti a cui l’ordinamento ricollega effetti giuridici dell’autore dell’atto.
Quali sono le principali distinzioni degli atti giuridici?
Gli atti giuridici si distinguono in atti leciti e illeciti: i primi sono conformi all’ordinamento, i secondi violano norme ordinative, proibitive e ledono un interesse protetto. Gli atti giuridici in senso stretto, invece, sono fatti tipici compiuti con volontarietà e consapevolezza, meritevoli di tutela per l’ordinamento.
Cos'è un negozio giuridico e quali sono i suoi elementi essenziali?
Il negozio giuridico è una manifestazione di volontà per il perseguimento di uno scopo. Sono elementi essenziali del negozio giuridico:
- La manifestazione di volontà o volontà negoziale, manifestata con dichiarazione espressa o tacita, o con attuazione dello scopo. La volontà si manifesta col linguaggio e il contegno o, nel caso del contratto, con l’accordo tra le parti.
- Lo scopo o causa, che esprime la funzione pratica del negozio.
- La forma, che è essenziale quando è specifica, come nei negozi solenni.
Come può essere la parte?
La parte può essere semplice, se riguarda un solo soggetto, o complessa, se riguarda più soggetti. Quest’ultima dà vita ad atti complessi, se c’è volontà di più soggetti per un interesse unitario; collettivi, se si sommano volontà per un interesse comune; collegiali, se c’è volontà di gruppi organizzati per lo scopo di un soggetto diverso.
Quali sono le principali distinzioni dei negozi giuridici?
Riguardo alla parte distinguiamo tra negozi unilaterali, bilaterali e plurilaterali. Il negozio unilaterale esprime la volontà negoziale di una sola parte, distinguendo tra negozio unisoggettivo e plurisoggettivo. Il negozio bilaterale regola gli interessi tra due parti conflittuali e integra un contratto se ha contenuto patrimoniale. Il negozio plurilaterale soddisfa gli interessi di due o più parti. Riguardo al contenuto si distingue tra negozi patrimoniali e non patrimoniali. I primi riguardano interessi economici. I secondi incidono sulla sfera esistenziale dei soggetti. Riguardo l’esistenza fisica si distingue tra negozi inter vivos e mortis causa. Ai primi appartiene la maggior parte dei negozi. Tipico dei secondi è il testamento, in cui la morte del testatario produce gli effetti. Riguardo la previsione normativa si distingue tra negozi tipici, che sono disciplinati dall’ordinamento, e negozi atipici, che non sono disciplinati dall’ordinamento ma realizzano interessi meritevoli di tutela.
Come può essere la forma di un negozio giuridico?
La forma può essere vincolata a pena di nullità, o libera.
Come si distinguono gli effetti del negozio giuridico?
Gli effetti del negozio giuridico si distinguono in reali o di alienazione, che realizzano lo scopo pratico dei privati, e obbligatori, che costituiscono obbligazioni a carico delle parti, il cui adempimento realizza lo scopo pratico. I due effetti possono combinarsi nella compravendita.
Cosa sono e come si distinguono le vicende giuridiche?
Le vicende giuridiche sono fatti che mutano le situazioni giuridiche soggettive, dalla nascita all’estinzione e si distinguono in:
- Costitutive, che segnano la nascita di situazioni giuridiche soggettive e l’acquisto di un diritto che non esisteva.
- Estintive, che segnano la cessazione di situazioni giuridiche soggettive.
- Modificative, che mutano una situazione giuridica, trasferendo il diritto da un soggetto all’altro.
Come si distinguono i modi di acquisto?
I modi di acquisto possono essere:
- A titolo originario, che realizzano l’acquisto di un diritto nuovo, in assenza di un diritto di altro titolare o per la sua perdita.
- A titolo derivativo, che realizzano l’acquisto del diritto grazie a un rapporto col precedente titolare e può essere per atto tra vivi o a causa di morte; se il diritto acquistato è lo stesso del dante causa, che lo perde trasmettendolo, si parla di acquisto a titolo derivativo – traslativo. Se il diritto acquistato non esisteva si parla di acquisto a titolo derivativo – costitutivo.
Le fonti del diritto e l'interpretazione della legge
Cosa sono e come si distinguono le fonti del diritto?
Le fonti del diritto sono ogni atto o fatto a cui un ordinamento giuridico riconosce la capacità di far sorgere, modificare o estinguere le norme giuridiche. Esse possono essere di produzione, che formano le norme giuridiche, e di cognizione, che contengono norme giuridiche già formate.
Come si distinguono le fonti del diritto italiano?
Le fonti del diritto italiano possono essere nazionali, basate sulla sovranità dello Stato, e sovranazionali, basate sui poteri della Comunità Europea.
Da quali fonti è costituito il nostro sistema ordinario?
Oggi il sistema delle fonti è costituito da:
- Trattato della CE e regolamenti comunitari, che sono al di sopra delle fonti interne e sono emanati dal Consiglio della Comunità, che dà direttive agli Stati membri per un diritto europeo uniforme.
- Costituzione e leggi costituzionali, che sono i fondamenti della Repubblica.
- Leggi ordinarie dello Stato, che sono atti del governo aventi forza di legge e si distinguono in: decreti legge, emanati dal governo in casi di necessità e urgenza, e decreti legislativi, emanati dal governo su delega del Parlamento.
- Leggi regionali, che danno autonomia alle Regioni ma non possono contrastare i principi fondamentali della Costituzione.
- Regolamenti, che sono emanati dal Governo o da altre autorità e possono essere di esecuzione, per materie già regolate dalla legge, e indipendenti, per materie non regolate.
- Usi, che sono una fonte non scritta di pratica di determinati comportamenti. Differiscono dalla prassi che è il modo di comportarsi degli operatori di un settore.
Quando entrano in vigore e come cessano di avere efficacia le leggi?
Leggi e regolamenti entrano in vigore dopo il quindicesimo giorno dalla loro pubblicazione e cessano di avere efficacia per disposizione di una legge successiva, per sentenza di illegittimità costituzionale (abrogazione espressa), o per incompatibilità con una nuova disposizione di legge (abrogazione tacita).
Cosa significa interpretare la legge?
Interpretare la legge significa stabilire qual è la norma entro cui far rientrare il caso da risolvere, attribuendole significato.
Quali sono i tipi di interpretazione della legge?
La legge può essere interpretata in modo letterale, attribuendo alla norma il significato proprio delle parole, e teologica, attribuendo alle norme il significato dall’intenzione del legislatore.
Come si risolvono i casi per i quali non c'è una norma scritta?
Per risolvere i conflitti per cui non esiste una norma scritta l’ordinamento usa l’applicazione analogica di casi simili o materie analoghe. Se il giudice non trova nessuna norma analoga, deciderà secondo i principi generali dell’ordinamento, ricavati da una pluralità di norme.
Persona fisica e giuridica, rapporto giuridico e situazioni giuridiche soggettive
Nozione di persona fisica
La persona fisica è l’essere umano soggetto di diritto e dotato di capacità giuridica. Sono persone fisiche tutti gli esseri umani nati vivi.
Nozione di persona giuridica
La persona giuridica è l’ente al quale l’ordinamento giuridico attribuisce capacità giuridica.
Chi è il soggetto giuridico?
Il soggetto giuridico è la persona fisica o giuridica, dotata di capacità giuridica, potenziale titolare di situazioni giuridiche soggettive.
Cos'è il rapporto giuridico?
Il rapporto giuridico è ogni rapporto fra uomini regolato dal diritto oggettivo, in cui possiamo distinguere un soggetto passivo, a cui la norma impone un dovere, e un soggetto attivo, che ha l’interesse che quel dovere sia imposto.
Che cos'è e come si distingue la situazione giuridica soggettiva?
La situazione giuridica soggettiva è la posizione giuridicamente rilevante di un soggetto di diritto nei confronti di un altro. Essa è attribuita da una norma giuridica e costituiscono il contenuto del rapporto giuridico. La situazione giuridica soggettiva può essere attiva, se dà un vantaggio al soggetto, passiva, se dà svantaggio al soggetto. Entrambe sono correlate nel rapporto giuridico e di esse sono titolari i soggetti giuridici.
Cos'è il diritto soggettivo?
Il diritto soggettivo è la sintesi di facoltà e poteri che garantiscono al soggetto la realizzazione del suo interesse, entro i limiti costituiti dagli obblighi.
Cos'è l'abuso del diritto?
L’abuso del diritto è il limite generale del diritto soggettivo, che non è presente nel codice civile, ma il nostro ordinamento fa riferimento alla buona fede.
Come si distinguono i diritti?
I diritti si distinguono in:
- Patrimoniali e non patrimoniali: i primi corrispondono a interessi di natura economica e comprendono la proprietà e i diritti di credito. I secondi riguardano interessi di carattere ideale o morale e comprendono i diritti della personalità e quelli familiari.
- Assoluti e relativi: i primi danno al titolare il potere di pretendere l’osservanza di un dovere nei confronti di tutti i consociati, realizzando il proprio interesse da sé, avendo rapporto esclusivo col bene (immediatezza). I secondi danno al titolare il potere di pretendere l’osservanza di un dovere nei confronti di uno o più soggetti determinati e comprendono i diritti reali, quelli sui beni immateriali e quelli della personalità.
- Reali e di credito: i primi sono assoluti e danno al titolare un potere immediato su una cosa per un suo interesse e comprendono la proprietà, i diritti reali di godimento, come l’usufrutto, e i diritti reali di garanzia, come pegno e ipoteca. I secondi riguardano la pretesa del creditore verso il debitore di una prestazione suscettibile di valutazione economica.
Cos'è l'onere della prova?
L’onere della prova è la situazione in cui un soggetto deve avere un comportamento per realizzare un interesse proprio, provandone i fatti. Se manca non si può far valere il diritto in giudizio.
Prescrizione
Cos'è la prescrizione?
Per l’art. 2934 c.c. la prescrizione è il modo generale di estinzione del diritto e avviene quando il titolare non lo esercita per il tempo stabilito dalla legge. Per esserci prescrizione deve esserci un diritto non esercitato dal titolare, l’inerzia, come espressione di non interesse alla titolarità del diritto, e il decorso del tempo fissato dalla legge. Sono imprescrittibili i diritti indisponibili, come quelli della personalità, la potestà, la proprietà e gli altri indicati dalla legge. La prescrizione non opera di diritto ma deve essere opposta. Si dice compiuta quando il soggetto che l’ha chiesta vi rinuncia, in maniera espressa o tacita. Il termine di prescrizione decorre dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. La prescrizione può essere ordinaria con termine di estinzione di dieci anni, lunga con termine di estinzione ventennale, breve con termine minore di quello ordinario.
Sospensione e interruzione
Cos'è la sospensione?
La sospensione si ha quando il soggetto non può esercitare il proprio diritto con giustificazione della legge per due fattispecie: la prima riguarda la relazione giuridica tra il titolare del diritto e il soggetto passivo (sospensione tra i coniugi), la seconda riguarda la condizione del titolare del diritto (sospensione nei confronti del minore senza rappresentanza legale).
Cos'è l'interruzione?
L’interruzione si ha quando il diritto è esercitato e cessa l’inerzia, è rilevabile dal giudice e può essere: per notificazione dell’atto con cui si inizia un giudizio, per manifestazione di volontà del titolare di far valere il proprio diritto, per riconoscimento del diritto da parte del soggetto passivo. In seguito a interruzione inizia un nuovo periodo di prescrizione.
Decadenza
Cos'è la decadenza?
La decadenza è un modo di estinzione del diritto per non averlo esercitato entro il termine previsto dalla legge o dalle parti.
Come può essere la decadenza?
La decadenza può essere:
- Legale, cioè prevista dalla legge per diritti disponibili e indisponibili, in questi ultimi può essere rilevata d’ufficio dal giudice, non può essere rinunciata e la sua disciplina è inderogabile.
- Giudiziale, i cui termini sono fissati dal giudice su istanza della parte interessata.
- Convenzionale, i cui termini sono fissati dai privati.
Qual è la differenza tra prescrizione e decadenza?
La decadenza è simile alla prescrizione, dalla quale si differenzia per alcuni aspetti: il tempo è considerato come distanza e non come durata, i tempi di maturazione della decadenza sono in genere brevi, è più frequente nei diritti potestativi, l’attività per impedire la decadenza è predeterminata e una volta impedita non ce ne sarà un’altra uguale alla precedente.
Autonomia privata e autonomia negoziale
Cos'è l'autonomia privata?
L’autonomia privata è il potere dei privati di darsi delle regole, che siano espressione di libertà fondamentali per procurare il benessere compatibile con gli interessi generali. Essa deve tutelare la libertà individuale, c’è un principio di indipendenza per cui si può modificare la propria sfera giuridica, ma non quella altrui contro la volontà del titolare.
Cos'è l'autonomia negoziale?
L’autonomia negoziale è l’autonomia privata espressa mediante negozi giuridici, per autoregolamentare i propri interessi.
Buona fede soggettiva e oggettiva
Cos'è la buona fede?
La buona fede è il vincolo di lealtà per una convivenza civile tra i soggetti e può essere soggettiva e oggettiva. Nel primo caso essa appartiene a chi possiede ignorando di ledere il diritto altrui e segue due principi: la buona fede non giova se l’ignoranza dipende da colpa grave; la buona fede è presunta e basta che vi sia al tempo dell’acquisto. Non sono annullabili i contratti e le obbligazioni con oggetto diritti acquistati in buona fede. Nel secondo caso essa indica un dovere di comportamento leale e corretto e riguarda, in tema di obbligazioni e contratti, il vincolo tra le parti. Già nell’accordo e nelle trattative le parti devono comportarsi in buona fede.
Cos'è la diligenza?
La diligenza è un modo di comportarsi senza colpa e negligenza.
Capacità giuridica
Cos'è la capacità giuridica?
Secondo l’art. 1 c.c. la capacità giuridica è l’idoneità ad essere titolare di situazioni giuridiche soggettive, si acquista alla nascita e non può essere negata.
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