Regolatori e reti correttrici
Di modulo unitario per ottenere -TI la pulsazione di modulo unitario è detta pulsazione d'incrocio.
Il margine di ampiezza è direttamente correlato al guadagno che il sistema può permettersi prima di diventare instabile.
Dall'inizio abbiamo verificato la stabilità del sistema → ora l'obiettivo è quello di modificare il comportamento dinamico e stazionario al fine di rendere il sistema stabile quando non lo è.
Stabiliamo poi il comportamento dinamico accettabile ovvero il sistema deve rispondere velocemente, non deve oscillare e deve essere in grado di raggiungere la condizione stazionaria.
Deve essere anche preciso, a regime non devono esserci errori permanenti e in caso siano presenti dobbiamo poterli controllare.
Regolatori e reti correttrici
Di modulo unitario per ottenere ∼ 1 la pulsazione di modulo unitario è detta pulsazione d’incrocio.
Il margine di ampiezza è direttamente correlato al guadagno che il sistema può permettersi prima di diventare instabile.
1 Regolatori e reti correttrici.
Dall’inizio abbiamo verificato la stabilità del sistema → ora l’obiettivo è quello di modificare il comportamento dinamico e stazionario al fine di rendere il sistema stabile quando non lo è.
Studiamo poi il comportamento dinamico accettabile ovvero il sistema deve rispondere velocemente, non deve oscillare e deve essere in grado di raggiungere la condizione stazionaria.
Deve essere anche preciso, a regime non devono esserci errori permanenti e in caso siano presenti dobbiamo poterli controllare.
Regolazione
Consiste nell'inserire un sistema elettrico o dinamico in qualunque punto dell'anello di controllo al fine di modificare il comportamento dinamico e a regime del mio sistema.
La regolazione può essere definita in:
- Catena aperta: è più un "condizionatore" perché andiamo a modificare la struttura della richiesta per avere la risposta desiderata senza misuratore e impres.
- Retroazione: noi lavoreremo in questo ambito. Il termine regolazione nasce proprio con la retroazione perché regola al variare del comportamento del sistema. Un sistema in retroazione è inoltre insensibile ai disturbi e alle variazioni su comportamento.
Dove metto il regolatore?
Inserisco il regolatore per modificare il comportamento ingresso/uscita del mio sistema retroazionato.
- A) YGeq = GR GP/1 + GR GP H
- B) YGeq = GR GP/1 + GR GP H
- C) YGeq = G/1 + GR GP H
GR è il sistema dinamico (regolatore).
GP è il plant (impianto, oleodotto ecc...).
H è il ramo di retroazione (trasduttore).
I 3 sistemi sono equivalenti dal punto di vista della "stabilità" perché hanno la stessa f.d.t in catena aperta (Geq).
Scelta b) → il plant è un sistema fisico che in caso di dispositivi elettrici è una fonte di potenza e di elettricità elevata.
Mettere il regolatore a valle del generatore può avere senso perché operando su variabili ad alta potenza ne diminuirebbe l'intensità → scelta b) scartata.
Le potenze in gioco (sia a) e c)) sono simili.
Per poter scegliere quale dei due sistemi, studio a parità di ingresso R0, cosa succede se G varia → il sistema con sistema G una Greq diversa.
Y = G/1+G R0
dY = R0 d/dG (G/1+G) dG
∫ dY = R0 1/(1+G)2 dG
dY/Y = 1/1+G dG/G
Y = G/1+GH R0
dY = R0 d/dG (G/1+GH) dG
∫ dY = R0 1/(1+GH)2 dG
dY/Y = 1/1+GH dG/G
In entrambi i sistemi una variazione di G si traduce in una variazione di Y.
Lo mettere in retroazione il regolatore può ridurre la sensibilità dei disturbi.
Ma esiste un rischio, considero ora G costante ed H variabile.
dY = Ri ddH (G1 1+GH) dH = Ri GH (1+GH)2 dH
dYY = -
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