PSICOLOGIA DINAMICA
Introduzione + Freud
Un testo a scelta tra i seguenti:
• Freud, S., L'interpretazione dei sogni. Torino: Bollati Boringhieri, 2011.
• Freud, S., Tre saggi sulla teoria sessuale. Torino: Bollati Boringhieri, 2012.
• Freud, S., Psicopatologia della vita quotidiana. Torino: Bollati Boringhieri, 2012.
• Klein, M., Invidia e gratitudine. Firenze: G. Martinelli, 1969. X
• Freud, A., L'Io e i meccanismi di difesa. Firenze: G. Martinelli, 1967.
Lezione introduttiva
Per poter fare in modo che una persona passi da uno stato di malessere ad uno di benessere è necessaria
una teoria, senza la quale non capisci cosa sta accadendo nella persona che hai davanti (per teoria si può
considerare la psicanalisi o anche il comportamentismo).
Perché psicologia dinamica?
La psicologia dinamica è un ambito che fa riferimento a uno specifico approccio della personalità che
prevede un intreccio di forze che possono interagire, integrarsi oppure essere in conflitto tra loro.
Esempio: mostro loro un film oppure faccio una semplice spiegazione? In questo caso si parla di
forze esterne che sono in conflitto tra loro di cui io sono consapevole. Ma ci possono essere anche
forze di cui siamo meno consapevoli che generano un conflitto: sto per uscire da casa e controllo di
“ho controllato bene?” e torno su anche se so con la
aver chiuso il gas, fatto; poi scendo e penso
parte consapevole che i controlli li ho fatti ma poi subentra un’altra forza meno cosciente: si tratta di
forze che creano un conflitto, forze una cosciente e una meno.
In genere ci rendiamo conto di queste forze in conflitto quando sono presenti delle patologie:
esempio avere ansia quando in realtà va tutto bene.
Collocazione della disciplina
La psicologia dinamica è in relazione alle tecniche del colloquio e poi alla psicoterapia: il corpus teorico e le
conoscenze proprie della psicologia dinamica servono a capire come affrontare il colloquio e interagire con
l’altro. Per esempio un concetto importante della psicologia dinamica è l’inconscio: ci possono essere delle
forze dento di noi che provocano dei comportamenti e motivazioni interni di cui la persona non è
consapevole. Se si ha una teoria che postula che la persona di fronte a te a delle motivazioni
inconsce, questo determinerà il modo in cui si conduce il colloquio.
Caratteristiche della psicologia dinamica
1. Ipotizza una strutturazione della mente: la mente è divisa in più parti, alcune delle quali non sono
del tutto consapevoli.
2. Il disagio psicologico da un punto di vista evolutivo. Un disagio è ciò che porta una persona a
sentirsi male (depressione, tristezza, mancanza di voglia di vivere, ansia, sintomo ossessivo). Il
c’è una coazione a dover rifare una cosa più volte anche se si sa
sintomo ossessivo si ha quando
che quella cosa che si fa non ha molto senso (esempio: x prima di andare a letto aveva bisogno di
sistemare le ciabatte e poi doveva scendere e risalire dal letto a controllare alcune cose. Ad un certo
punto è diventata una operazione gravosa). Da dove nasce il disagio e in che momento è nato? Se
una persona ha un disagio, le origini di questo problema lo si trovano nella sua storia evolutiva, in
particolare nella sua fase evolutiva.
3. Fornisce indicazioni per la conduzione del colloquio clino/psicoterapeutico
4. Fornisce orientamento sul percorso clinico/terapeutico: serve una teoria che mi orienti nel
colloquio
Differenza tra psicologia dinamica e psicanalisi
La psicanalisi è una teoria, un procedimento di indagine e un modello teorico che si fonda su un aspetto
dinamico; c’è stata la psicanalisi fino agli anni ’50 del novecento, poi se ne sono sviluppate altre teorie non
dinamiche (comportamentismo, teoria costruttivista, Gestalt, terapia sistemico relazionale). Ci sono molti
modelli ora come ora e alcuni di questi hanno un approccio dinamico: considerano la mente umana
formata da forze che possono tra loro integrarsi o essere in conflitto.
La psicologia dinamica è un “contenitore” che contiene più modelli teorici con approccio dinamico, e al suo
interno c’è la psicanalisi: è solo una fra le varie teorie dinamiche che però ha un corpus teorico molto ampio,
ma ce ne sono anche altre che devono molto alla stessa psicanalisi.
Definizione di psicanalisi 1
È un procedimento teorico per l’indagine
1. dei processi psichici cui altrimenti non sarebbe possibile
accedere: è una tecnica/metodo/modo di indagare
2. È un metodo terapeutico per il trattamento dei disturbi nevrotici: è un modo che nasce per curare
dei disturbi nevrotici.
3. La psicanalisi è una serie di conoscenze psicologiche che si sommano e convergono in una nuova
contempla la presenza dell’inconscio e di una determinata
disciplina scientifica: una disciplina che
struttura della mente umana.
c’è:
Nella definizione di psicanalisi
• Attività inconscia
X litiga con sua moglie che lo rimprovera sempre per qualunque cosa. Lui si rende conto che compie
azioni che la fanno innervosire ancora di più ma che allo stesso tempo non avrebbe voluto fare
davvero.
Questo è un atto pratico che però partiva da una parte della sua vita interna di cui lui non era
consapevole e che forse veicolava dei contenuti aggressivi: esprimo rabbia nei tuoi confronti ma non
L’inconscio si nota
lo faccio consapevolmente. perché ci sono dei gesti che vengono espresse dal
comportamento della persona ma che rimangono fuori dalla consapevolezza.
• Tecnica psicoanalitica
• È rivolta ai nevrotici. Una persona nevrotica/che ha una nevrosi, è una persona che ha raggiunto
un livello evolutivo elevato: ha un “io” ben strutturato, che ha un buon esame di realtà (mentre
quando la realtà è deformata, quando ci sono allucinazioni visive per esempio, di parla di psicosi; se
invece il problema è un conflitto interno, si parla di un problema nevrotico).
“livello evolutivo elevato”
Per si intende: quando noi nasciamo abbiamo tre compiti evolutivi che si
sviluppano nel tempo:
1. Separazione/differenziazione di me stesso dagli altri
Ha a che fare con il “come noi vediamo gli altri”: dobbiamo considerare la persona di fronte
2. come una persona integrata, ovvero formata da una parte buona ma anche cattiva
3. Trovare equilibrio tra pulsioni e inibizioni, trovare un equilibrio tra queste due forze
interiori/riuscire a tollerare i conflitti interni: i nevrotici non ci riescono, hanno un conflitto interno.
• Interesse per la vita psichica
Ciò che Freud ha fatto è stato passare dall’attività clinica all’elaborazione di una teoria. Da i suoi pazienti,
dall’osservazione degli atti mancati, ecc., ha visto che la psicanalisi si connotava come scienza
dell’inconscio.
una parte consistente nella vita psichica delle persone, della quale loro non ne sono consapevoli;
C’è le
parti inconsapevoli influenzano la via psichica della persona, si muovono in modo e con determinate
dell’inconscio,
regole proprie al punto che nulla avviene per caso e qualsiasi evento psichico è
determinato da eventi che lo hanno preceduto. l’organizzazione mnemonica ma
Se a qualcuno accade un lapsus, sicuramente incidono 1)sicuramente
anche 2)le parti inconsapevoli che appunto, influenzano la vita psichica, a tal punto che ogni evento
→
psichico è determinato da eventi che lo hanno preceduto determinismo psichico. Il principio del
determinismo psichico connette tra loro gli avvenimenti psichici.
Esempio: paziente x aveva una sindrome di tipo ansioso e a volte le venivano gli attacchi di panico
(:ad un certo punto aumenta l’ansia, la respirazione, il battito cardiaco) in cui si ha una sensazione
molto forte di perdita di controllo su di sé. X era una donna nevrotica, secondo cui la sua vita era
perfetta, non sembrava esserci nessun episodio che potesse giustificare questo malessere. In verità,
nel suo passato, c’erano degli eventi disturbanti, ovvero le liti tra genitori ma erano ricordi che lei
aveva messo da parte, rimosso.
Il sintomo (attacchi di panico) poteva essere determinato da avvenimenti che tendevano a risalire nel suo
le facevano riprovare l’angoscia di quando era piccola.
inconscio e che Secondo la logica del
determinismo psichico, questo sintomo, è determinato da qualcosa che a livello inconscio tende a
riemergere e che si manifesta non come un ricordo in sé, ma in un sintomo, trova una sua
manifestazione. L’inconscio viene riconosciuto a partire dai suoi derivati: lapsus, sviste, atti mancati (atto
che si fa, che provoca un certo risultato ma di cui non sei consapevole), sogni (derivati normali) oppure
sintomi nevrotici (derivati patologici).
L’inconscio, per Freud, è una quella parte della mente contenitore di:
1. Ricordi. Esempio la paziente che avevano i genitori che litigavano quando lei era piccola.
Fantasie. Freud mette in evidenzia l’importanza della fantasia inconscia: si possono avere delle
2. fantasie non consapevoli su ciò che si vorrebbe accadesse. →
3. Impulsi. Paziente che disordinato che era arrabbiato con la moglie aveva impulsi nascosti 2
4. Bisogni che una persona non si riconosce.
Derivati dell’inconscio errore d’azione)
Atti mancati (includono lapsus, sviste =
mancate/errori d’azione, faccio una cosa ma volevo farne un’altra
Gli atti mancati sono delle azioni (mi sono
dimenticato di portarti il libro che ti avevo promesso di portarti: errore mnemonico + quel libro te lo sei
dimenticato o semplicemente non me lo vuoi davvero prestare?). I lapsus sono più facilmente legati
all’aspetto linguistico. il prodotto di un’intenzionalità inconscia: determinismo
Freud credeva che i lapsus potessero essere
psichico. Gli atti mancati implicano 1)desideri inconsci, 2)non accettabili e da ciò ne consegue
3)angoscia.
Esempi tratti da Freud e che illustrano quali possono essere le caratteristiche degli atti mancati:
• Un dipendente disse “ruttare” alla salute del capo, invece che “brindare”
• “se permetti signorina, vorrei invultarla”: Freud dice che è una parola composta da invitare +
insultare
• Un professore dice “è una noia esprimere i meriti del mio predecessore”, invece che “gioia”
• Un professore dice “nel caso del genitale femminile, dopo molti tentazioni…perdon, tentativi”
• Un nostro parlamentare dice “dichiaro chiusa la seduta”, invece che “aperta”
il cui risultato ha un senso: l’effetto del lapsus ha diritto di essere
Il lapsus è una prova sbagliata ma
considerato un atto psichico valido e dotato di significato.
1) Il lapsus esprime un desiderio che non viene espresso in maniera diretta, 2) non accettabile e che
provoca 3) angoscia: gli errori sono motivati da desideri che, a volte, se venissero alla coscienza
causerebbero del disagio alla persona; alcuni contenuti inconsci con i quali andiamo a contatto, potrebbero
provocare angoscia se fossero espressi.
− Per esempio. Freud ha analizzato tutti gli aspetti legati alla sessualità e in particolare al complesso
edipico, secondo il quale il bambino desidera avere un rapporto privilegiato con la mamma
caratterizzato anche dalla fantasia di poter fare un figlio con essa, provocando effetti negativi nei
confronti del papà fino a desiderare la sua morte. Se pensiamo che dentro di noi potremo avere
degli affetti/pulsioni nei confronti di persone a cui vogliamo bene, questo potrebbe generarci
Freud scrisse molto sull’incesto
angoscia. e sul poter avere rapporti incestuosi con i parenti, perché
sono le persone a cui vuoi bene e che hai più vicino e in questo caso, questo pensiero potrebbe darti
angoscia, perché stai pensando a qualcosa che è contrario alle regole morali.
Da qui si evince che quando si va a contatto con contenuti proibiti, il sistema crea dell’angoscia; i lapsus e
gli atti mancati sono un modo in cui la psiche cerca di mascherarli, uno dei modi in cui si può intuire che
sottostante c’è una determinante inconscia; altri modi sono la presenza di un sintomo oppure i sogni.
Gli atti mancati, quindi, indicano che stanno per emergere dei desideri non accettabili:
Organizzazione spaziale della mente abbozzata. Mare: il cielo che è la parte conscia, quella che io
la superficie dell’acqua divide il cielo (la parte consapevole) da ciò che
vedo come essere umano,
nell’acqua
sta sotto, del mare (che è la parte inconscia). Da qui deriva anche la metafora della
profondità: ci sono dei contenuti che sono in fondo al mare (ovvero contenuti che sono nella parte
più profonda del nostro inconscio) e dei contenuti che sono più vicini alla superficie e quindi quasi
accessibili.
I contenuti inconsci, ovvero i desideri non accettabili come un desiderio incestuoso o omicida, potrebbero
dei desideri che si formano nell’inconscio della persona e che iniziano a venire verso l’alto, verso la
essere
consapevolezza.
Il destino di queste pulsioni (desideri non accettabili) è: è un’energia
1)Rimozione. Queste pulsioni possono essere rimosse. La rimozione che tende a premere
verso il basso qualcosa che dall’inconscio tende a risalire verso l’alto; viene rimosso giù, mosso giù un’altra
Se la rimozione funziona, questo desiderio (per esempio omicida) ritorna nell’inconscio.
volta.
2)Fallimento della rimozione. Fallimento della rimozione
Esempio: una pulsione omicida/aggressiva può essere una pulsione semplicemente aggressiva, può essere
legata al fatto che quando siamo piccoli non riusciamo a distinguere tra “sono molto arrabbiato” dal “lo sono
tantissimo”, possiamo avere contato con aspetti affettivi e pulsioni aggressive e le mettiamo su un calderone
l’inconscio che avevo quando ero piccolo, è molto simile a
→ Freud parla di un inconscio atemporale:
quello di quando si è adulti; non viene sottoposto alla mia razionalità e a tutte le acquisizioni che ho ottengo 3
col tempo. Se queste pulsioni (esempio la pulsione molto aggressiva) tendono a salire ma la
sbuca fuori qualcosa nell’attività della
rimozione, per qualche motivo, non riesce a funzionare,
persona, si parla di un derivato della pulsione inconscia: la produzione di atti mancati che indica che
la rimozione non ha funzionato al meglio.
Rimozione o fallimento della rimozione dipendono anche dall’intensità della pulsione: secondo Freud una
pulsione molto presente nell’inconscio è quella libidica e, di fronte a una scarica sessuale che è molto forte,
si può rimuovere tale pulsione sessuale solo per un certo numero di volte ma poi è come se questa tensione
di scaricarsi in un modo o nell’altro.
tende ad accularsi e cerca Può essere che una persona
consapevolmente trovi il modo di scaricarla (trovandosi un partner) oppure può essere che la persona vada
per strada e dica “potrei invultarla” (dove insultarla può indicare una tendenza passionale, carnale).
Inoltre chi è che attua la rimozione? che rimanda giù la pulsione?
forse è una parte dell’IO della persona (che contiene le funzioni esecutive della persona)
Freud dice che che
non è consapevole dell’IO. In questo senso si parla di “forza dell’IO”: di quanto l’IO sia capace di contenere e
rimuovere gli aspetti pulsionali, trasformandoli in qualcosa di simbolicamente equivalente.
• Ad esempio la sublimazione p un meccanismo dell’IO con il quale riesce a trasformare la pulsione
sessuale in qualcosa di “simbolicamente equivalente” come ad esempio una spinta verso la
che ha una buona forza dell’IO riesce a convertire la spinta sessuale in
conoscenza: una persona
→
qualcosa di più elaborato molti sono i fattori che influenzano la possibilità che ci sia o meno la
rimozione.
Se l’inconscio contiene gli pulsioni e le fantasie, non è una parte razionale e non può valutare cosa va bene
per lui e cosa no. La parte conscia però, d’altra parte, sa già cosa non va bene.
C’è una parte che non appartiene completamente né al conscio, né all’inconscio: c’è una parte dell’io che
ciò che l’io potrebbe non tollerare. Questo lavoro di rimozione viene compiuto
analizza inconsapevolmente
da una parte inconsapevole dell’io.
Atti mancati
Esempio di dimenticanza di nome:
“Stavo viaggiando con uno sconosciuto da Ragusa in Dalmazia verso una località dell’Herzegovina.
Il discorso era caduto sui viaggi in Italia e avevo chiesto al mio compagno di viaggio se fosse mai stato ad
Orvieto e se vi avesse ammirato gli affreschi di [...]
Invece del nome che cercavo - Signorelli - mi venivano in mente altri due nomi di pittori - Botticelli e Boltraffio
- che subito e decisamente ritenni da respingere come sbagliati. Appena mi fu comunicato [...] il nome esatto
lo riconobbi immediatamente e senza esitazioni”.
Freud aveva già concepito l’idea del determinismo psichico e si chiese come mai non si ricordava il nome di
quel pittore (Signorelli). Per comprendere come mai un nome sia stato dimenticato, è necessario capire cosa
è successo prima: se mi dimentico un nome è perché prima dentro di me è successo qualcosa che mi ha
provocato angoscia, il quale mi ha influenzato talmente tanto da farmi dimenticare il nome.
• L’argomento precedente deve aver perturbato quello in atto: perturbazione del nuovo argomento
ad opera del precedente.
• Per cogliere l’inconscio quindi, è necessario andare a ritroso degli argomenti trattati secondo il
principio del determinismo psichico. 4
Spiegazione:
Il nome Signorelli si ricollega nell&
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