Concetti Chiave
- Il Decadentismo nasce alla fine dell'800 come risposta culturale a un senso di disfacimento e fine di una civiltà, accettando inizialmente un termine usato in modo spregiativo.
- Rifiutando la visione positivistica, il movimento decadente esplora l'ignoto e l'inconscio, cercando significati attraverso simbolismi e connessioni irrazionali.
- Gli artisti decadenti si considerano veggenti, elevando l'arte a valore supremo e rifiutando idealità morali in favore di una celebrazione della bellezza.
- Il linguaggio poetico si trasforma in strumento suggestivo, abbandonando la comunicazione logica per un'espressione oscura e allusiva, rivolta a un'élite di iniziati.
- Il Decadentismo, pur condividendo elementi con il Romanticismo, si distingue per il suo tono di stanchezza e smarrimento, accentuando l'artificio contro la natura.
redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/ottocento-novecento-letteratura/800-900-contesto-storico/decadentismo.html
DECADENTISMO: LO SCENARIO, LA CULTURA, LE IDEE
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L’origine
Alla fine dell’800 sul periodico parigino “Le Chat Noir” Verlaine pubblicò un sonetto intitolato Languore, in cui affermava di identificarsi con l’atmosfera di stanchezza e di estenuazione spirituale dell’impero romano alla fine della decadenza, ormai incapace di azioni energiche. Il sonetto interpretava uno stato d’animo diffuso nella cultura del tempo: il senso di disfacimento e di fine di tutta una civiltà, l’idea di un voluttuoso compiacimento autodistruttivo. La critica ufficiale per designare atteggiamenti del genere usò il termine “decadentismo” in maniera negativa e spregiativa, ma quei gruppi di intellettuali lo accettano rovesciandone il senso. Questo movimento trovò il suo portavoce in un periodico “Le Decadent” anche se altre riviste interpretavano le tendenze di quella che ormai aveva la fisionomia di una vera e propria scuola. Originariamente il termine “decadentismo” indicava un preciso movimento letterario sorto negli ambienti parigini negli anni 80, ma poiché in quel movimento si delinearono tendenze sviluppate in altri contesti più vasti, con questo termine si designò un’intera corrente culturale o addirittura un intero periodo diffusosi in altri paesi con diverse denominazioni, come ad esempio “Simbolismo”, la quale anche se si sviluppa con manifestazioni differenti, si individuano tra di essi denominatori comuni.•
La visione del mondo decadente
In questo periodo viene radicalmente rifiutata la visione positivistica dai gruppi di scrittori, e con essa la convinzione del dominio dell’uomo sul mondo. Il decadente, al contrario, ritiene che la ragione e la scienza non possano dare la vera conoscenza del reale perché l’essenza di esso è al di la delle cose, per cui solo rinunciando all’ambito razionale di può tentare di attingere all’ignoto. L’anima decadente è perciò sempre protesa verso il mistero che è dietro la realtà visibile, verso l’inconoscibile. Se per la visione comune le cose possiedono una loro individualità che le isola le una dalle altre, per questa visione, tutto è legato da analogie che sfuggono alla ragione e possono essere colte solo con l’abbandono all’irrazionale. Per questo ogni forma visibile è un simbolo di qualcosa di più profondo al di la di essa. Questa rete di corrispondenze coinvolge anche l’uomo infatti la visione decadente propone un’identità tra io e mondo: l’unione avviene sul piano dell’inconscio. La scoperta dell’inconscio è il dato fondamentale e il nucleo della cultura decadente. L’anima decadente osa avventurarsi nella zona tenebrosa,i decadenti si lasciano travolgere dal vortice tenebroso distruggendo ogni legame razionale convinti che solo l’abbandono totale posa garantire la scoperta di una realtà più vera. Senza la scoperta di queste dimensioni non si capirebbe nulla delle concezioni del Decadentismo e dei suoi prodotti letterari.•
La poetica del Decadentismo
Uno dei momenti più privilegiati per i decadenti è l’arte. Gli artisti (il poeta, il pittore, il musicista,..) non sono solo abili artefici ma dei veggenti, capaci di spingere lo sguardo la dove l’uomo comune non vede nulla, di rivelare l’assoluto. Per questo l’arte appare il valore più alto, che deve assorbirli tutti quanti in se. Questo culto religioso dell’arte ha dato origine al fenomeno dell’estetismo l’esteta è colui che assume come principio regolatore della sua vita non i valori morali, ma solo il bello, ed esclusivamente il base ad esso agisce. Arte e vita per lui si confondono, nel senso che la vita è assorbita interamente dall’arte. Tutta la realtà è filtrata attraverso l’arte. Va costantemente alla ricerca di sensazioni rare, si circonda degli oggetti più preziosi, prova orrore per la banalità e la volgarità delle genti comuni che resta passiva al bello. Naturalmente non solo attraverso le opere scritte, ma anche attraverso la vita stessa, che, secondo i principi professati deve essere un’opera d’arte. Ne consegue anche che il poeta rifiuta di farsi banditore di idealità morali e civili: l’arte rifugge dalla rappresentazione della realtà storia e sociale e si chiude in una celebrazione di se stessa, depurandosi di tutti gli intenti pratici e utilitaristici; diviene cioè arte pura, poesia pura•
L’oscurità del linguaggio
La parola poetica non può più essere strumento di una comunicazione logica,ma si propone di agire su una zona più profonda e oscura, assumendo un valore puramente suggestivo ed evocativo. Si determina, di conseguenza, una vera e propria rivoluzione del linguaggio poetico. Alle immagini nitide e definite si sostituisce l’impreciso, il vago, l’indefinito, che solo è capace di evocare sensi misteriosi. La parola smarrisce la sua funzione di strumento comunicativo e recupera quella di formula magica capace di rivelare l’ignoto, divenendo inevitabilmente oscura al limite dell’incomprensibilità. Anche se il poeta vuole comunicare, lo fa in forma cifrata, allusiva, enigmatica, rivolta a pochi iniziati perché solo loro sono in grado di accedere al mistero e di comprendere il suo linguaggio. Si rivela così il carattere aristocratico dell’arte decadente, che rifiuta di rivolgersi al pubblico borghese ritenuto mediocre e volgare. La scelta è inoltre motivata dall’imporsi della nascente cultura di massa che offre al grande pubblico romani prodotti fatti in serie. Anche nelle arti, l’avvento della fotografia distrugge l’unicità dell’opera d’arte. Per questo l’artista sente il bisogno di differenziarsi e si rifugia nel linguaccia cifrato per salvare l’arte vera che la produzione meccanica sta compromettendo. Si delinea, quindi, una frattura tra artisti e pubblico che esaspera il conflitto già profilatosi in età Romantica.•
Le tecniche espressive
Vari sono i mezzi tecnici attraverso cui lo scrittore decadente ottiene questi effetti di suggestione. Innanzitutto la musicità che carica di valori evocativi e suscita echi profondi. Nella visione decadente la musica è la suprema fra le arti, proprio perché dotata di misteriose facoltà suggestiva. Nell’anima decadente la musica provoca vera e propria estasi. La trasformazione della parola poetica in musica è teorizzata da Verlaine ne “l’arte poetica” che si può considerare il “Manifesto tecnico” della nuova letteratura decadente. La sintassi si fa vaga e imprecisa.•
Il linguaggio analogico e la sinestesia
Lo strumento linguistico più usato è tuttavia quello metaforico. La metafora decadente, non è regolata da un semplice rapporto di somiglianza tra due oggetti come avviene nella tradizione, ma istituisce legami impensati tra realtà tra loro remote. Il rapporto simbolico è diverso da quello allegorico poiché l’allegoria postula il rapporto tra significato e significante, il simbolo è oscuro e misterioso, allusivo. Affine alla funzione della metafora è quello della sinestesia (fusione di sensazioni) la quale rimanda, come la metafora, ad una rete simbolica, una zona oscura dove le varie sensazioni e la realtà che le provocano si fondono in un complesso indistinto.•
Temi e miti
Si è visto come l’atmosfera dominante nell’età del decadentismo sia uno stato d’animo di stanchezza e di estenuazione derivante dal senso di disfacimento di una civiltà, che si avverte prossima al crollo. Di qui, nella letteratura decadente, deriva l’ammirazione per le epoche di decadenza in cui l’esaurirsi delle forze si traduce in estrema raffinatezza. I prodotti culturali di queste epoche sono sentiti come più affascinanti delle opere di età di pienezza e classicità.•
La malattia e la morte
La malattia è un altro gran tema decadente. Da un lato essa si pone come metafora di una condizione storia, di un momento di crisi profonda, di smarrimento delle certezze, di angoscia per il crollo, di tutto un mondo: la letteratura decadente è “malata” quasi ad esprimere la “malattia” che corrode dalle fondamenta la civiltà e sembra spingerla verso una prossima fine. Dall’altro lato la malattia diviene condizione privilegiata, segno di nobiltà e di distinzione, appare come uno stato di grazia, come lo strumento conoscitivo per eccellenza. Alla malattia umana si associa la malattia delle cose: il gusto decadente ama tutto ciò che è corrotto, impuro. La malattia e la corruzione affascinano i decadenti anche perché sono immagini della morte. La morte è in questo periodo un tema dominante.•
Gli eroi decadenti
Nascono alcune figure ricorrenti nella letteratura decadente. Innanzitutto l’artista “maledetto” che sceglie il male e si compiace di una vita misera e sregolata, condotta attraverso il vizio, l’uso dell’alchool e delle droghe.L’altra figura è quella dell’esteta che è l’uomo che vuole trasformare la sua vita in opera d’arte, sostituendo alle leggi morali le leggi del bello e andando costantemente alla ricerca di sensazioni squisite e piaceri raffinati. L’esteta ha orrore della vita comune, della volgarità borghese di una società dominata dall’interesse materiale e del profitto, e si isola in solitudine, circondato solo dalla bellezza dell’arte.
Una terza figura fondamentale è quella dell’inetto a vivere il quale è escluso dalla vita a cui egli non sa partecipare per mancanza di energia vitale per una sottile malattia che corrode la sua volontà, può solo rifugiarsi nella sua fantasia. Vorrebbe provare forti passioni ma si sente impotente.
Di contro a questi uomini deboli, incapaci di vivere, si profila un’immagine autentica di donna: la donna fatale, dominatrice del maschio fragile sottomesso, lussuriosa e perversa, che succhia le energie vitali dell’uomo.
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Decadentismo e Romanticismo: elementi di continuità
Tra Romanticismo e Decadentismo, gli storici della letteratura hanno sottolineato come quasi tutte le tendenze e le tematiche del Decadentismo possano trovare riscontri o anticipazioni nel clima Romantico. Pertanto il Decadentismo può essere ritenuto una seconda fase del Romanticismo anche se il Decadentismo ha una sua fisionomia specifica.•
Decadentismo e Romanticismo: le differenze
L’età romantica di segnalava per l’estensione dell’io, per le forme di titanismo; il Decadentismo è invece contrassegnato da un senso di stanchezza, languore, smarrimento, da un sentimento di fine e di disfacimento, che inibisce ogni slancio energico e induce a ripiegarsi nelle analisi della propria malattia e debolezza (ma già nel Romanticismo erano presenti atteggiamenti vittimistici, una compiaciuta contemplazione della propria inutilità). Il decadente esalta l’artificio, il romanticismo esalta la natura.•
Le coordinate economiche e sociali
La grande industria da origine alla società di massa, in cui gli individui si riducono a rotelle di un ingranaggio che ne condiziona comportamenti, idee, scelte. La crisi dell’individuo che caratterizza l cultura decadente ha radici in questi processi. Si fa anche strada un senso di smarrimento e di impotenza dell’individuo di fronte ad una realtà complessa ed enigmatica, un tema che comincia ad affacciarsi nella letteratura di fine ‘800 che avrà poi larga diffusione nel ‘900.•
La crisi del ruolo intellettuale
Nell’apparato industriale, l’intellettuale non trova più posto e punto ai margini si sente inutile e frustrato. L’artista perde quel privilegio materiale e spirituale di cui aveva goduto in precedenti età della storia. Proprio per questo reagisce accentuando la sua diversità ed eccezionalità attraverso l’estetismo che possono essere eletti come un tentativo di esorcizzare e mascherare una condizione avvilente di declassazione e di massificazione.•
Tra borghesia e proletariato
La declassazione spinge l’intellettuale sempre più vicino alla condizione proletaria, ma egli ne ha orrore e tende ad accentuare il dispregio per le classi basse, rivendicando la sua superiorità. Tutti questi meccanismi inducono l’artista a ribadire il suo rifugio e la sua fuga dalla realtà, che erano già eredità romantiche, a chiudersi nell’io.Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del termine "decadentismo" e come è stato reinterpretato dagli intellettuali?
- Qual è l'origine del termine "decadentismo" e come è stato reinterpretato dagli intellettuali?
- Qual è la visione del mondo proposta dai decadenti?
- Come si differenzia la visione del mondo decadente da quella positivistica?
- Come si caratterizza la poetica del Decadentismo?
- Qual è il ruolo dell'arte nella poetica del Decadentismo?
- Qual è il ruolo della malattia e della morte nella letteratura decadente?
- In che modo il linguaggio poetico decadente si distingue da quello tradizionale?
- In che modo il Decadentismo si differenzia dal Romanticismo?
- Quali sono i temi principali della letteratura decadente e come si manifestano?
Il termine "decadentismo" nasce alla fine dell'800 in un contesto culturale parigino, inizialmente usato in modo negativo dalla critica ufficiale. Tuttavia, gli intellettuali lo accettarono, rovesciandone il significato e facendone un simbolo di una corrente culturale più ampia, che includeva anche il "Simbolismo".
Il termine "decadentismo" nasce alla fine dell'800 in un contesto culturale parigino, inizialmente usato in modo negativo dalla critica ufficiale. Tuttavia, gli intellettuali lo accettarono, rovesciandone il significato e facendone un simbolo di una corrente culturale più ampia, che includeva anche il "Simbolismo".
I decadenti rifiutano la visione positivistica e credono che la vera conoscenza del reale si trovi oltre la ragione e la scienza. La loro anima è protesa verso il mistero e l'inconoscibile, cercando di cogliere le analogie nascoste tra le cose attraverso un abbandono all'irrazionale.
I decadenti rifiutano la visione positivistica, sostenendo che la ragione e la scienza non possono rivelare la vera essenza della realtà. Essi cercano il mistero oltre la superficie visibile, credendo che solo attraverso l'abbandono all'irrazionale si possa accedere a una conoscenza più profonda.
La poetica decadente esalta l'arte come valore supremo, con gli artisti visti come veggenti. L'estetismo diventa centrale, con l'arte che assorbe la vita stessa, mentre il poeta rifiuta di rappresentare ideali morali, creando un'arte pura e autonoma.
Nell'estetica decadente, l'arte è considerata il valore supremo, e gli artisti sono visti come veggenti capaci di rivelare l'assoluto. L'esteta vive per il bello, rifiutando i valori morali e cercando di trasformare la vita in un'opera d'arte, con l'arte che diventa un rifugio dalla banalità della vita comune.
La malattia è vista come una metafora della crisi della civiltà e diventa un segno di nobiltà e distinzione. La morte è un tema dominante, rappresentando sia la corruzione che la bellezza, e affascina i decadenti per il suo legame con la fine di un'epoca.
Il linguaggio poetico decadente si allontana dalla comunicazione logica, adottando un valore suggestivo ed evocativo. Le immagini diventano vaghe e indefinite, e la parola poetica si trasforma in una formula magica, spesso oscura e incomprensibile, rivolta a pochi iniziati.
Mentre il Romanticismo esalta l'estensione dell'io e la natura, il Decadentismo è caratterizzato da stanchezza e smarrimento, riflettendo un sentimento di disfacimento e una contemplazione della propria debolezza, accentuando l'artificio rispetto alla spontaneità romantica.
Temi come la malattia, la morte e la stanchezza caratterizzano la letteratura decadente. La malattia è vista sia come metafora di una crisi culturale sia come segno di nobiltà, mentre la morte è un tema dominante, riflettendo un'atmosfera di disfacimento e di attrazione per le epoche di decadenza.