Concetti Chiave
- Il fabbisogno delle vacche lattifere è critico nella prima fase della lattazione, con un picco di produzione intorno alla 5-6esima settimana e un declino progressivo fino ai 305 giorni.
- La produzione di latte è inversamente proporzionale alla concentrazione di grassi e proteine; più latte viene prodotto, più esso risulta diluito.
- Le vacche lattifere richiedono oltre 2000g di proteina digeribile al giorno, e il fabbisogno azotato deve essere sempre soddisfatto attraverso la dieta.
- Il controllo del pH ruminale è essenziale, poiché razioni eccessive di amido possono portare a problematiche fermentative nel rumine, in particolare quelle lattiche.
- Gli amminoacidi limitanti come metionina, lisina e triptofano sono fondamentali per le bovine ad alta produzione, e l'uso di amminoacidi protetti previene la loro fermentazione nel rumine.
Indice
Fabbisogno delle vacche lattifere
Nella prima parte della lattazione il fabbisogno delle vacche lattifere è molto difficile da soddisfare, quindi il razionamento è complesso da realizzare.
Il picco di lattazione avviene intorno alla 5-6esima settimana, si ha poi un declino lento dal picco fino alla 30esima settimana e infine oltre la 30esima settimana si va incontro ad un declino accentuato
La conclusione della lattazione avviene ai 305 giorni.
Qual è la produzione e composizione del latte?
È importante sottolineare il fatto che più una vacca produce e più il latte è diluito. Nel primo periodo si producono più kg di latte ma più diluito. Per quanto riguarda la percentuale di grassi e proteine queste hanno andamento opposto rispetto alla produzione quantitativa di latte.
Questi sono dati importanti da tenere in considerazione soprattutto per quanto riguarda la caseificazione.
Ci sono specie di vacche in cui il picco di lattazione è meno accentuato, però la ricchezza di nutrienti del latte decresce con il decrescere della lattazione (es: latte di cavalla) Il periodo di asciutta dura 60 giorni, che corrispondono agli ultimi due mesi di gravidanza.
Fabbisogno azotato e proteine
Per quanto riguarda il fabbisogno azotato, questo va sempre assicurato con la dieta in quanto l‘organismo non presenta sede di stoccaggio per le proteine. Il fabbisogno di proteina digeribile di una bovina arriva a oltre 2000g al giorno. I batteri intestinali non riescono a produrne così tanta, di conseguenza una parte di questo fabbisogno amminoacidico deve essere fornito attraverso le proteine by-pass.
Gestione del ph ruminale
La farina glutinata di mais ha un fabbisogno del 73% (è un co-prodotto). La soia tostata è un’ottima fonte di proteine by-pass. Bisogna poi gestire il fatto che nella prima fase bisogna tenere sotto controllo il ph ruminale. Questo può variare per razioni troppo ricche di amido, sviluppando nel rumine fermentazioni di tipo propionico il quale, quando in eccesso, sviluppa fermentazioni butirriche e soprattutto lattiche. Quella lattica è difficile da controbilanciare.
Amminoacidi limitanti e proteine
Nelle bovine lattifere ad alta produzione sono importanti gli amminoacidi limitanti. Quelli più frequenti sono metionia, lisina, triptofano e istidina (treonina nei suini all’ingrasso).
La proteina della farina e della semola glutinata di mais non hanno un altissimo valore biologico perché il mais di per sè è povero di lisina e triptofano. Se si usano bisogna usare anche lisina e triptofano di sintesi.
È importante usare amminoacidi protetti perché altrimenti vengono fermentati nel rumine. Si inseriscono quindi in capsule che si sciolgono in ambiente acido, ovvero in abomaso.
Metionina protetta e funzionalità epatica
La metionina protetta migliora la percentuale lipidica e la funzionalità epatica perché, come dice il nome, la metionina è un donatore di metili e avendo a disposizione dei metili, la cellula epatica del bovino può costruire un’importante vitamina ovvero la colina. La metionina protetta arriva in circolo, non necessariamente ha un destino di tipo plastico ma avrà un desino metabolico.
Domande da interrogazione
- Qual è il fabbisogno nutrizionale delle vacche lattifere durante la lattazione?
- Come influisce la produzione di latte sulla composizione nutrizionale?
- Qual è l'importanza degli amminoacidi limitanti nelle bovine lattifere?
- Qual è il ruolo della metionina protetta nella nutrizione delle vacche lattifere?
Durante la prima parte della lattazione, il fabbisogno delle vacche lattifere è difficile da soddisfare, con un picco di lattazione intorno alla 5-6esima settimana e un declino fino alla 30esima settimana, con conclusione della lattazione ai 305 giorni.
Maggiore è la produzione di latte, più esso risulta diluito; nel primo periodo si producono più kg di latte ma con una minore percentuale di grassi e proteine, che seguono un andamento opposto rispetto alla quantità di latte prodotto.
Negli allevamenti di bovine lattifere ad alta produzione, gli amminoacidi limitanti come metionina, lisina, triptofano e istidina sono cruciali, poiché la proteina della farina di mais ha un valore biologico limitato e richiede integrazioni di amminoacidi di sintesi.
La metionina protetta migliora la percentuale lipidica e la funzionalità epatica, poiché fornisce metili necessari per la sintesi della colina, un'importante vitamina per la salute del bovino.