Cultura russa II
“L’età d’argento”, la nascita della modernità all’inizio del XX secolo
- Dopo la morte di Aleksandr III diventa imperatore il figlio Nikolaj II Aleksandrovič (1868-1918; regno: 1894-1917), l’ultimo monarca della dinastia dei Romanov (che inizia nel 1613) e dell’Impero russo; cerca di continuare la politica del padre (caratterizzata dall’assenza di riforme). Vuole mantenere l’autocrazia in tutto il suo potere e non ha mai compreso le forze sociali e politiche che rendevano impossibile questo tentativo;
- All’inizio del ‘900 l’82% della popolazione vive ancora nelle campagne ma la gran parte dei contadini non possiede nulla: la terra, infatti, appartiene a pochissime famiglie aristocratiche; i contadini arricchiti sono pochissimi e la maggior parte dei contadini dispone di terre insufficienti. Inoltre, esistono ancora forme di comunismo agrario (sistema dei “mir”, una specie di aziende collettive agrarie);
- Il paese inizia a modernizzarsi, c’è uno sviluppo industriale, reso possibile grazie all’intervento statale e al capitale straniero (Germania, Francia, Inghilterra). Con l’industrializzazione si sviluppa il movimento operaio, lottano per i propri diritti e crescono i disordini sociali. Numerosi appartenenti dell’intelligencija (la maggior parte sono marxisti) si uniscono agli operai. Vengono fondati i primi partiti illegali (in Russia non sono previsti partiti, tutti i partiti fondati prima del 1905 sono illegali). Ci sono opposizioni anche da parte della nobiltà proprietaria terriera, contraria alla politica dell’industrializzazione statale, la quale teme gli effetti negativi del capitalismo (sempre più diffuso);
- Nel 1898 viene fondato il Partito socialdemocratico dei lavoratori russi (Rossijskaja socialdemokratičeskaja rabočaja partija = RSDRP), un partito marxista e comunista rivoluzionario. Si concentra sugli operai dell’industria, proletariato come classe dirigente (dittatura del proletariato), collettivismo.
I socialdemocratici si spaccano nel 1903 (definitivamente nel 1912) in bol’ševiki e men’ševiki:
- I leader dei bolscevichi sono Vladimir Il’ič Lenin (pseudonimo di V. I. Ul’janov; 1870-1924) e Lev Davidovič Trockij (1879-1924). I bolscevichi (da больше, “di più”, “la maggioranza”): un gruppo di politici professionisti, una ristretta élite politica di intellettuali deve guidare operai e lavoratori alla presa rivoluzionaria del potere per giungere all’abolizione della proprietà privata e all’introduzione del comunismo, alla messa in comune dei mezzi di produzione;
- I leader dei menscevichi sono Julij Osipovič Martov (1873-1923) e Pavel Borisovič Aksel’rod (1850-1928). I menscevichi (da меньше, “di meno”, “la minoranza”): vogliono raggiungere il socialismo tramite metodi democratici, senza una rigida struttura; vogliono realizzare riforme politiche e sociali alleandosi con la borghesia e utilizzando le elezioni politiche per arrivare al potere.
- Nel 1902 viene fondato il Partito socialista rivoluzionario (Partija socialistov-revoljucionerov = SR, èsery). Si concentra sui contadini e sono sfavorevoli all’industrializzazione. Credono che l’ideale consista in piccole ditte private senza lavoro alienante, cooperative rurali; forma dello Stato repubblicana. Fra i leader troviamo Ekaterina Konstantinovna Breško-Breškovskaja, detta “la nonna della rivoluzione russa” (1844-1934), e Viktor Michajlovič Černov (1873-1952);
- Fra il 1902-1907 è attiva una frangia terroristica (boevaja organizacija partii èserov) e ci sono molti attentati contro numerosi rappresentanti del regime zarista. Tra i membri attivi troviamo lo scrittore Boris Viktorovič Savinkov (Memorie di un terrorista, 1909). Nel luglio del 1904 viene ucciso il ministro degli interni Vjačeslav fon Pleve, mentre nel febbraio 1905 viene ucciso da una bomba il Grande Principe Sergej Aleksandrovič, un fratello dello zar. Nel 1908 uno dei leader del gruppo terroristico, Evno Fišelvič Azef, si rivela un agent provocateur, un agente segreto dalla Ochrana;
- Nell’ottobre 1905 viene fondato il Partito Democratico Costituzionale (Konstitucionno-demokratičeskaja partija = KD, kadety), un partito centrista, liberale e costituzionalista. Richiedeva l’introduzione del suffragio universale, egualitario, diretto e segreto (“čëtyrëchchvostka”, “a quattro code”). Fra i leader troviamo Pavel Nikolaevič Milijkov (1859-1943) e Vladimir Dmitrievič Nabokov (1864-1922);
- Nel novembre 1905 viene fondata l’Unione del popolo russo (Sojuz russkogo naroda), un partito della estrema destra reazionaria, monarchica, contraria all’industrializzazione, anticapitalista e “protofascista”. Sono ferventi antisemiti, responsabili di numerosi pogrom, estremisti di destra e noti anche come “Centoneri” o “Centurie nere” (černosotency). Fra i leader troviamo Aleksandr Ivanovič Dubrovin (1855-1921) e Vladimir Mitrofanovič Puriškevič (1870-1920);
- Nel febbraio 1904 il Giappone attacca le navi della marina militare russa a Port Arthur (che la Russia aveva ottenuto in affitto dalla Cina nel 1898). Le ambizioni imperialistiche dell’impero russo e dell’impero giapponese mirano al controllo della Manciuria e della Corea. La Russia cerca di ottenere un porto libero dai ghiacci nell’oceano Pacifico come base militare per il commercio marittimo (Port Arthur), Vladivostok è utilizzabile solo durante la stagione estiva;
- C’è una lunga serie di sconfitte russe, l’ultima e decisiva battaglia navale è quella di Tsushima (27/28 maggio 1905), nella quale vengono distrutti due terzi della flotta russa. Ci sono più di 50mila morti e 150mila feriti, questa sconfitta comporta gravissime perdite economiche. Causa un inasprimento della crisi interna in Russia;
Contesto storico della rivoluzione del 1905
- Si sviluppa il “socialismo poliziesco”: Zubatov (poliziotto russo) suggerì ai propri superiori la creazione di organizzazioni legali dei lavoratori poste sotto la sorveglianza della polizia. Nel 1903 Georgij Gapon fonda il circolo operaio, nel 1904 c’è lo sciopero generale delle officine Putilov;
- Il 9 gennaio 1905 c’è la cosiddetta “Domenica di sangue” a Pietroburgo: l’esercito spara sulla folla che porta una petizione allo zar; ci sono 150-200 morti, centinaia di feriti. Inizia così la Prima Rivoluzione russa. La marcia viene organizzata da Georgij Apollonovič Gapon, il quale, in seguito, viene accusato di essere un agente provocatore della polizia politica zarista. La strage ha gravissime conseguenze per il regime, in quanto mina la fiducia della popolazione nei confronti dello zar quale “padre benevolo”, aprendo quindi la strada alla rivoluzione del 1905.
- Viene istituita una Duma priva di potere decisionale, la Duma di Bulygin (ministro degli interni). Nel giugno 1905 c’è l’ammutinamento dell’incrociatore Potëmkin a Odessa, nell’ottobre c’è lo sciopero generale, Soviet dei deputati operai a Pietroburgo e in altre città;
- Il 17 ottobre 1905 Nicola II proclama il Manifesto d’ottobre: al popolo russo vengono proclamate libertà civili, la costituzione di una duma dotata di funzione legislativa. Liberali e moderati sono soddisfatti, i radicali ritengono inadeguate le concessioni dello zar;
- Durante e dopo la Rivoluzione del 1905 si sviluppa il movimento dei černosotency (Centurie nere), un movimento ultra-nazionalista, ultra-monarchico, antisemita e incline alla violenza. Essi compiono numerosi pogrom con centinaia di morti. C’è un’insurrezione a Mosca (7-18 dicembre 1905) e in altre città;
- Il 23 aprile 1906 vengono emanate le leggi fondamentali (Osnovnye zakony), la prima costituzione russa: la Russia diventa, almeno sulla carta, una specie di monarchia costituzionale.
- Il 27 aprile 1906 viene istituito il primo parlamento russo vero e proprio, la Duma Statale (Gosudarstvennaja Duma), il quale viene poi sciolto l’8 luglio 1906. La Seconda Duma si forma nel 1907, la Terza nel 1907 (fino al 1912) e la Quarta nel 1912 (fino al 1917);
- Nel 1906 diventa primo ministro dell’Impero russo Petr Arkad’evič Stolypin (1862-1911). È autore di importanti riforme agrarie, come ad esempio la legge del 1910. Viene odiato sia negli ambienti rivoluzionari, in quanto mitigava lo spirito rivoluzionario, che negli ambienti finanziari, poiché danneggiava gli affari dei centri di potere economico. Fra il 1905 e il 1911 si verificano 11 tentativi terroristici di ucciderlo. Il 5/18 settembre 1911 muore in un attentato, ucciso da un anarchico;
- In Russia i concetti di “negoziazione”, “compromesso” e “contratto” hanno scarsa presa. I politici riformatori si muovono in uno spazio politico ristretto e il tentativo di sostenere lo sviluppo capitalista del paese li rende nemici acerrimi della sinistra. Non godono nemmeno del sostegno dello zar Nikolaj II, ispirato da un neo-misticismo medievale a trovare rimedi “magici” ai mali della Russia.
Il modernismo russo
L’età d’argento
Questo periodo porta il nome di “età d’argento”, un termine che riprende immagine poetica che definisce l’epoca della cultura russa dal 1890 fino al 1917. L’età d’oro della cultura russa è considerata l’epoca di Aleksandr Puškin (viene ripresa la rappresentazione antica mitologica delle quattro età: d’oro, d’argento, di bronzo e di ferro, come nelle Metamorfosi di Ovidio);
Il simbolismo rifiuta la tradizione precedente, rifiuta il realismo, il quale aveva l‘esigenza primaria della verosimiglianza e doveva essere socialmente coinvolta, progressista, dalla parte dei poveri.
I simbolisti russi scoprono le radici religiose dell’arte, c’è una concezione teurgica dell’arte (teurgia: pratica religiosa che porta al contatto diretto con la Divinità). L’estetismo rappresentava il culto della bellezza e la preminenza dei valori formali.
Troviamo la tendenza alla sinestesia (colore associato ad esempio a una vocale), cercano di creare arti sintetiche (melodeclamazione ecc.), aspirano ad un’ampia sintesi panestetica in cui la vita si fonde con l’arte.
Utilizzano i simboli come mezzo per arrivare a una realtà ideale nascosta dietro la realtà empirica (“a realibus ad realiora”, dalle cose reali a quelle più reali, Vjačeslav Ivanovič Ivanov), non sono interessati a rappresentare la realtà così come la vedono tutti. Vedono l’arte come comprensione del mondo in modo non razionale.
L’arte non è più mimesis (cioè non deve più imitare la realtà) ma teurgia (l’opera d’arte totale, cioè deve trasformare la realtà in un cosmo ideale di bellezza assoluta). La missione dell’arte è la spiritualizzazione dell’essere materiale.
La donna diventa importante per i simbolisti: si sviluppa il concetto di “eterno femminino”, la donna non è solo oggetto di ammirazione e ispirazione ma anche la migliore espressione dell’idea di bellezza assoluta.
Il genere letterario dominante è la poesia lirica e la vita artistica spesso si svolge in pubblico: numerose associazioni, circoli, salotti artistico letterari, riunioni, manifesti, esposizioni, periodici.
| Generazione | Mosca | Pietroburgo |
|---|---|---|
| “Vecchia” generazione (attiva prima del 1900) | Valerij Jakovlevič Brjusov; Konstantin Dmitrievič Bal’mont; Aleksandr Antonovič Kursinskij; Aleksandr Aleksandrovič Dobroljubov; Ivan Ivanovič Konevskoj | Zinaida Nikolaevna Gippius; Dmitrij Sergeevič Merezkovskij; Fedor Kuz’mič Sologub; Nikolaj Maksimovič Minskij-Miropol’skij |
| “Giovane” generazione (attiva dopo il 1900) | Andrej Belyj (Boris Nikolaevič Bugaev); Jurgis Kazimirovič Baltrušajtis; Sergej Alekseevič Krečetov; Sergej Michajlovič Solov’ev; Ellis | Aleksandr Aleksandrovič Blok; Vjaceslav Ivanovič Ivanov; Maksimilian Aleksandrovič Vološin; Michail Alekseevič Kuzmin; Georgij Ivanovič Čulkov |
Fra il 1899 e il 1904 è attiva la rivista mir iskusstva (il mondo dell’arte). L’omonimo circolo è costituito da un gruppo di artisti e pittori modernisti e dura fino alla fine degli anni ‘10. Viene fondato da Sergej Djagilev e Aleksandr Benua (Benois).
Cercano di dipingere in maniera non realista, rifiutano l’accademismo e si ispirano alle immagini popolari russe e a soggetti del lontano Oriente.
Alcuni miriskuniki sono I. Gabar’, N. Rerich, I. Bilibin, B. Kustodiev, K. Petrov-Vodkin;
Un filosofo importantissimo, russo, che viene spesso menzionato in questo contesto, è Vladimir Solov’ev. Scrive poesie religiose e influenza fortemente il movimento modernista e simbolista. Fra le caratteristiche della poesia simbolista troviamo: la poetica dell’allusione, l’estetizzazione della morte come principio dell’essere, la tensione a un mondo ideale costruito sulla legge dell’eterna bellezza e la musicalità della parola.
Solov’ev ricercava la “conoscenza integrale” (cel’noe znanie), l’unione di conoscenza empirico-scientifica, razionale-filosofica e mistico-intuitiva. La sintesi sarebbe dovuta essere la bellezza, la verità e il bene. Si sviluppa un interesse per la filosofia della storia e del messianismo russo.
All’interno del simbolismo russo ci sono due diverse frazioni:
- Simbolismo come corrente letteraria (estetismo): Brjusov, Sologub, Bal’mont ecc.;
- Simbolismo come Weltanschauung, come visione del mondo (simbolismo come mezzo per raggiungere un sapere segreto, percorso di un’esperienza mistico-religiosa): Belyj, Blok, Ivanov ecc.;
Ma come è costituito socialmente l’Impero russo? Abbiamo da una parte una ristretta élite estremamente colta e attenta alle novità sul panorama culturale e politico internazionale, dall’altra, invece, abbiamo schiere immense di contadini (82% della popolazione vive in aree rurali).
Comincia a nascere una borghesia che è in parte imprenditoriale e in parte commerciale.
Nel corso dell’800 si verificano grandi rivoluzioni nell’ambito economico, scientifico e filosofico: la Rivoluzione Industriale, i pensieri di Karl Marx, le teorie di Darwin e la filosofia di Nietzsche.
I russi sono sempre stati grandi importatori di cultura, elaborando a modo proprio ogni elemento culturale importato.
Nietzsche ha un forte impatto sulla filosofia di Vladimir Sergeevič Solov’ev (la Russia è letteraturo-centrica, sono pochi i filosofi russi).
La donna diventa anche artista e creatrice in una misura finora sconosciuta. Alcune scrittrici simboliste sono Zinaida Gippius, Poliksena Solov’eva, Lidija Zinov’eva-Annibal.
Lo sviluppo della borghesia e del capitalismo, in Russia, spinge ulteriormente la ricerca mistica: invece di favorire, come in Occidente, un processo di secolarizzazione, abbiamo una nuova volontà di ricerca mistica. Si parla di “ricerca di Dio” (bogoiskatel’stvo) da parte dell’intelligencija e della “nuova coscienza religiosa” (novoe religioznoe soznanie), cioè la ricerca della verità sociale ai tentativi di unione tra religione e cultura. A questa concezione si collega spesso l’idea di attesa di un evento apocalittico in grado di creare un uomo nuovo e una società nuova.
L’intelligencija russa, di media, fino a quel momento, era atea (o quantomeno non religiosa): la religione non aveva un ruolo centrale. Si sviluppa un interesse anche per l’esperienza religiosa non cristiana e quasi-religiosa: misticismo, spiritismo, teosofia, antroposofia.
Gli intellettuali cercano un dialogo con la chiesa ortodossa, iniziano gli incontri fra gli intellettuali e un clero estremamente diffidente (incontri che verranno poi sospesi nel 1903).
Nascono diverse organizzazioni filosofico-letterario-religiose:
- Riunioni religioso-filosofiche (Religiozno-filosofskie sobranija; San Pietroburgo, 1901–1903);
- Società religioso-filosofica (Religiozno-filosofskoe obščestvo; San Pietroburgo, 1907–1917);
- Società religioso-filosofica in memoria di Vladimir Solov’ev (Religiozno-filosofskoe obščestvo pamjati Vladimira Solov’eva; Mosca, 1905–1918), la più importante, poiché vantava diversi componenti illustri. Lo scopo è l’analisi sistematica dei concetti universali del pensiero religioso e il tentativo di cominciare a spiegare il fenomeno della religione.
- Vechi (Pietre miliari, 1909) è una raccolta molto importante di saggi di sette intellettuali russi di derivazione marxista: filosofi, storici della letteratura e sociologi. Non erano dei rivoluzionari ma degli evoluzionari, non credevano nella rivoluzione ma in un’evoluzione. Sviluppano una critica all’intelligencija, ritenuta responsabile del fallimento della rivoluzione del 1905 poiché ha preso dogmi fondamentali del cristianesimo (idea di uguaglianza) senza comprendere l’abisso tra cristianesimo e ateismo (marxismo). In questi saggi troviamo la volontà di rinnovamento, prospettive apocalittiche e la ricerca di nuovi valori estetici.
Risalgono, inoltre, a questo periodo i primi movimenti femministi: Aleksandra Kollontaj è il primo ministro donna della storia a scrivere storie (ad esempio “l’eros alato”) in cui sostiene che la donna sia padrona del suo corpo e che possa avere rapporti con chiunque voglia; la donna non è più un soggetto meramente passivo. In una società patriarcale come quella russa un’opera del genere assume un valore importantissimo
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