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Quando nasce la letteratura russa moderna?

Nasce in modo simbolico con Puskin, nell’800. In realtà la letteratura russa moderna e l’assunzione di modelli letterari europei avviene nel 700. È un secolo di grandi cambiamenti in cui la cultura russa si avvicina a quella delle altre culture europee. Ma è solo nell’800 che i modelli occidentali vengono fatti propri e rielaborati. In Russia concetti come rinascimento e umanesimo vanno completamente rivisitati.

Gli autori dell’800 sono il pregresso rispetto alla letteratura del 900 e costituiscono degli interlocutori costanti con gli autori del 900. La Pietroburgo di Gogol torna nel 900, come mondo illusorio e potenzialmente maligno, in modo ancora più enfatizzato e sarà evidente con Belyj.

L’Europa è sempre un punto di riferimento che si guarda e si contesta con un dialogo continuo. Gli stessi concetti di Russia ed Europa cambiano durante i secoli. La figura che segna sul piano simbolico e materiale l’ingresso della Russia in Europa è Pietro il Grande. La fondazione stessa rappresenta il cambiamento di prospettiva, generando però fratture, dissidi e ambiguità e continue riflessioni sul ruolo e il destino della Russia e sulla sua finalità storica e sovrastorica. Queste riflessioni torneranno anche nel 900, sebbene la rivoluzione d’ottobre rivoluzionerà il rapporto Russia-Europa. Il centro della storia russa del XX secolo è l’epoca sovietica e le varie rivoluzioni. Le due figure più importanti sono certamente Stalin e Lenin.

La fine dell’impero e la sua crisi sono fatti strettamente legati alla storia successiva e in particolare alle rivoluzioni.

Per quanto riguarda le principali opere e autori del XX secolo, troviamo Bulgakov, con il Maestro e Margherita. Rimane un punto di riferimento nei primi anni del 900 la figura di Tolstoj, anche come pensatore e dunque da un punto di vista filosofico e religioso. La letteratura del 900 è meno nota di quella dell’800. Il romanzo Noi di Zamjatin è il padre del romanzo distopico.

История России. ХХ век

Российская империя в конце XIX – начале XX века

  • Alessandro II (1855-1881): lo zar riformatore
  • 3 marzo 1861 (19 febbraio) Отмена крепостного права.
  • Riforma del governo locale (земство)
  • Il terrorismo e la morte dello zar
  • Alessandro III (1881-1895): la restaurazione
  • Maggiore censura
  • Maggiori controlli nelle università
  • Limitazioni delle amministrazioni locali Russificazione di Polonia e Finlandia

Il 20esimo secolo si parte con la crisi dell’impero russo. Uno degli avvenimenti più importanti legati a questo fatto è l’Отмена крепостного права: termina una condizione feudale particolarmente drammatica tale per cui i contadini sono equiparati ad oggetti (vedi Anime morte: Cicikov si occupa di compravendita di contadini che all’anagrafe risultano ancora vivi ma che in realtà sono già morti con l’obiettivo di realizzare una truffa, dato che la ricchezza si misurava in “anime”). L’abolizione dell’Отмена крепостного права apre un periodo di riforme emanate dallo zar Alessandro II, lo zar riformatore.

Perché decide di operare questa riforma? In quel periodo la Russia è reduce da una grave sconfitta in seguito alla guerra di Crimea, che non ha particolari ripercussioni sul piano territoriale e solo alcune ripercussioni sul piano geo-politico, dato che era stata sconfitta dalle principali potenze europee alleatesi con gli ottomani e segna un punto di svolta, perché per la prima volta lo status di super potenza che la Russia aveva conquistato con le guerre napoleoniche (la campagna di Russia era stata determinante per la sconfitta di Napoleone) in seguito al congresso di Vienna, l’ordine stabilito nel quale perdura appunto solo per alcuni anni, infrangendosi proprio con la guerra di Crimea. La sconfitta russa è determinata dall’incapacità di tenere testa alle altre potenze e perché il suo esercito si rivela più arretrato sul piano dei mezzi, della capacità logistica, ecc. c’è una sorta di ritardo nello sviluppo, in particolare quello industriale. Alessandro II si rende conto della necessità di riforme. L’Отмена крепостного права avviene, secondo il vecchio calendario russo, il 19 febbraio 1861. Non è l’unica riforma, ma questo grande periodo di riforme termina tragicamente quando lo zar viene ucciso in un attentato. Da questo momento il terrorismo segnerà il successivo periodo dell’impero russo, che sarà un susseguirsi di attentati a esponenti politici e membri dell’aristocrazia. L’uso del terrore e del terrorismo come strumento e arma politica a partire dagli anni 70 dell’800 costituirà una costante nella storia russa nell’ultima parte dell’impero. Il successore è Alessandro III, il cui regno ha come obiettivo quello di fermare la deriva, bloccare le riforme e restaurare l’antico ordine imperiale. Si apre dunque una stagione di censura e maggiori controlli nelle università, di limitazioni delle amministrazioni locali create da Alessandro II; si assiste inoltre ad una accentuazione del processo di russificazione in alcune aree dell’impero e in particolare in Polonia e Finlandia. La fine del XIX secolo è segnata dunque da questa stagione di restaurazione che segue quella di riforme di Alessandro II, tragicamente terminata.

Николай II (1895-1917)

Защита самодержавия / la difesa dell’autocrazia

  • “Mantenere il principio dell’autocrazia in modo energico e immutabile come il mio indimenticabile padre”.
  • Русско-японская война / Guerra russo-giapponese
  • (1904-1905)
  • Rivoluzione 1905 e restaurazione 1907
  • Prima guerra mondiale 1914-1918
  • Rivoluzione di febbraio 1917

Il 900 si apre dunque con l’ultimo zar, Николай II (второй), che inizia a regnare nel 1895. Il padre Alessandro III era certamente un uomo reazionario, molto risoluto, che aveva, nel gestire la situazione e la situazione politica dell’impero (forma statale basata su concetto di autocrazia: l’imperatore aveva un potere illimitato, che coinvolgeva i diversi ambiti, legislativo, esecutivo e giudiziario con un potere derivato direttamente da Dio), l’obiettivo di mantenere e rafforzare questa forma autocratica. Николай II dichiarerà la volontà di “mantenere il principio dell’autocrazia in modo energico e immutabile” come il padre. Se l’orientamento politico degli ultimi due zar è piuttosto simile, lo stesso non si può dire per le loro personalità. Alessandro III era un uomo deciso e preparato a governare, mentre Николай II è descritto dagli storici come un uomo riluttante e impacciato nella gestione delle questioni politiche, influenzabile e privo di ambizioni di governo, posto a quella responsabilità dal destino. La sua figura conosce una serie di cataclismi e avvenimenti storici di portata enorme che condizionano il suo governo. Egli tuttavia non manifesta particolari doti al riguardo e questo ha certo un ruolo nella caduta dell’impero stesso. Tra i principali eventi accaduti durante il suo regno troviamo la Русско-японская война, una guerra abbastanza secondaria che svolge nell’estremo oriente ma che ha comunque un forte impatto sul piano dell’opinione pubblica che ha creato consapevolezza sullo stato di crisi in cui versava l’impero. Analogamente alla guerra di Crimea questa sconfitta segna un punto di svolta ma con una differenza: la guerra di Crimea viene sostanzialmente subita dalla Russia, contro una coalizione molto ampia e una lotta impari; nel caso della Русско-японская война, questa viene scatenata da una nazione emergente come il Giappone, del quale in Russia si pensava si sarebbe potuto avere la meglio facilmente. Ci sono poi altri fatti rilevanti, come la rivoluzione del 1905, la prima rivoluzione del 900; la restaurazione del 1907; la prima guerra mondiale, che ha avuto un enorme impatto sull’impero zarista; la rivoluzione di febbraio.

Dopo la rivoluzione di febbraio Николай II abdica e ha fine la dinastia dei Romanov e l’impero russo.

La Russia entra nel Novecento

  • Le riforme costituzionali
  • Le riforme economiche
  • I partiti politici e la nascita del movimento operaio

Quali sono nel dettaglio gli avvenimenti che portano alla caduta dell’impero russo?

La Russia e l’impero russo entrano nel 900 e sono tre i fattori che giocano un ruolo importante in quella che sarà la caduta dell’impero. Il primo è costituito dalle riforme costituzionali: l’impero si trova all’inizio del 900 ad avere un assetto istituzionale fondato sull’autocrazia e quindi lo zar ha un potere illimitato, differente da quelli in vigore nel resto d’Europa; la Russia è priva di un sistema politico e di una costituzione, non vi è divisione dei poteri, e questo è sentito da molti come un limite, facendo emergere la necessità di riforme costituzionali, che è considerata uno dei fattori di crisi ben noti già all’epoca. Il secondo fattore sono le riforme economiche: la Russia è un paese arretrato sul piano dell’industrializzazione e che necessita di uno sviluppo economico, bloccato dall’arretratezza sul piano istituzionale. Il terzo fattore è la nascita dei partiti politici e in particolare del partito operaio, che segnano le prime fasi di tentata riforma del primo decennio del 900.

Le riforme economiche

L’agricoltura

  • La libertà giuridica dei contadini non corrisponde a quella economica.
  • Per riscattare la terra che lavorano i contadini si indebitano (e ne riscattano meno di quanta ne lavorassero prima).
  • Istituzioni arretrate (оbščina) e mezzi arretrati non permettono una resa ottimale dei terreni.
  • Aumento demografico nelle campagne (65% in 40 anni) Rischio carestie.

Uno dei temi centrali che rimarrà centrale per gran parte del 900 è l’agricoltura. L’отмена крепостного права del 1861 aveva liberato sul piano giuridico i contadini ma non aveva portato ad un affrancamento economico. La libertà giuridica era stata al contrario accompagnata da asservimento economico. Potevano riscattare la terra solo pagandola e comunque potevano riscattarne meno di quella che lavoravano prima della riforma e per questo si erano enormemente impoveriti. Vi è poi una gestione della campagna, governata da istituzioni comunitarie arretrate, come gli stessi mezzi utilizzati. Anche l’aumento demografico aveva reso la situazione delle campagne potenzialmente esplosiva ed esposta al rischio di carestie. Era sentita l’esigenza di una riforma, ma si scontrava col fatto che l’aristocrazia terriera era alla base del consenso dell’impero russo, perciò tentare di riformare la campagna significava giocoforza andare contro gli interessi dell’aristocrazia terriera. Saranno dunque molte in questo periodo le rivolte contadine.

L’industria

  • Mancanza di un mercato interno
  • Instabilità monetaria e mancanza di un sistema bancario solido
  • Carenza di infrastrutture
  • Ritardo nello sviluppo capitalistico: nel 1890 gli operai russi non superano i 3.000.000.

Il settore industriale vive in questo periodo una serie di problemi dovuti soprattutto ad una tardiva industrializzazione rispetto agli altri paesi europei. Solo alla fine dell’800 c’era stato un percorso verso l’industrializzazione. È noto che Nicola I (1825-1855) vedeva con scetticismo lo sviluppo industriale. Questo viene comunque imboccato ad un certo punto grazie soprattutto a investimenti stranieri e investimenti infrastrutturali (la ferrovia arriva con grande ritardo alla fine dell’800). La situazione è dunque molto in ritardo. Nel 1890 gli operai non superano i 3 milioni e sono dunque una netta minoranza.

Le mancate riforme costituzionali e la situazione delle istituzioni

  • La mancanza di una costituzione e di una separazione dei poteri.
  • Il potere dello zar era illimitato, autocratico.
  • Non erano riconosciute libertà civili (stampa, associazione, parola).

Non esisteva una vera costituzione e non c’è separazione dei poteri. Non erano riconosciute libertà civili. Questa situazione che comprendeva una sorta di sacralizzazione della figura dell’imperatore, considerato il garante di tutto il potere, entra in crisi e l’ultimo zar ha proprio il demerito di non aver colto questa crisi e di non aver fatto riforme. Questa situazione di crisi si concretizza quando la Russia si trova ad affrontare un nuovo conflitto, ossia la русско-японская война.

Русско-японская война

  • Cause: La spartizione delle zone di influenza. I giapponesi rivendicavano la Corea per bilanciare la presenza russa in Manciuria.
  • 8 febbraio 1904: la flotta pacifica russa viene distrutta da un attacco a sorpresa giapponese nella rada di Port Arthur.
  • 23 agosto 1905 viene siglata la pace.

La русско-японская война nasce perché l’impero russo si sta espandendo in oriente e anche attraverso la costruzione della ferrovia fino alla regione della Manciuria, una regione che ricade sotto la sfera di interesse dell’impero giapponese, un impero emergente che si sta rafforzando. Ovviamente lo scontro tra queste due diverse prospettive geopolitiche porta poi alla guerra. Il conflitto era visto come un conflitto minore, lontano e percepito come uno scontro secondario anche perché contro un paese asiatico, con tutte le connotazioni che questo termine comportava all’epoca (inferiorità dell’impero rispetto a quello russo). Doveva dunque essere una guerra da vincere con facilità; in realtà le cose vanno diversamente, sia per l’organizzazione bellica del Giappone, sia per le enormi difficoltà russe nel trasferimento delle truppe in estremo oriente. Quello della logistica rimarrà anche nella I Guerra Mondiale un aspetto problematico della Russia, per via dell’enorme impero. La guerra è dunque un fallimento e viene firmata la pace che sigla la sconfitta russa.

Il territorio del conflitto

La cartina mostra lo sviluppo dell’espansione russa in estremo oriente. È evidente che la Russia si espanda ai danni di impero cinese in crisi andando però a confliggere con l’impero giapponese, invece in ascesa. Nel momento in cui la русско-японская война si evolve con una serie di sequele che porteranno alla sconfitta russa, il paese comincia a insorgere, con una serie di proteste operaie, nonostante il numero degli operai fosse ridotto, soprattutto perché l’industria stava crescendo priva di una legislazione sulle condizioni lavorative adeguata, diversamente da come era accaduto nel resto d’Europa. La situazione è piuttosto diversa da quella che si manifesta in seguito alla guerra di Crimea, durante la quale le potenze avversarie si erano coalizzate tra loro contro la Russia, in questo caso invece questo conflitto era contro una nazione asiatica che secondo la prospettiva russa si sarebbe dovuto avere la meglio. A peggiorare una situazione di forte scontento vi è anche un periodo di crisi tra il 1900 e il 1903, dovuto a cattivi raccolti e ad un crollo del mercato mondiale di cereali che contribuì a rendere la situazione delle campagne più esplosiva, contando nell’arco di 3 anni circa 620 insurrezioni. Lo stesso mondo capitalistico e gli industriali russi si rendono conto che quella situazione di crisi non era adatta allo sviluppo industriale della Russia, ma che sono necessari degli accorgimenti e delle riforme. È in questo contesto che matura la rivoluzione del 1905.

Революция 1905—1907 годов

Cause

  • La bruciante sconfitta nella Guerra russo-giapponese
  • Le proteste operaie: mancanza di legislazione del lavoro
  • Crisi economica (1900-1903)
  • 1900-1901: cattivi raccolti e crollo del mercato mondiale dei cereali
  • 620 insurrezioni in 3 anni
  • Anche il mondo capitalistico chiede riforme istituzionali.

A peggiorare una situazione di forte scontento vi è anche un periodo di crisi tra il 1900 e il 1903, dovuto a cattivi raccolti e ad un crollo del mercato mondiale di cereali che contribuì a rendere la situazione delle campagne più esplosiva, contando nell’arco di 3 anni circa 620 insurrezioni. Lo stesso mondo capitalistico e gli industriali russi si rendono conto che quella situazione di crisi non era adatta allo sviluppo industriale della Russia, ma che sono necessari degli accorgimenti e delle riforme. È in questo contesto che matura la rivoluzione del 1905.

Il prologo

  • Agitazioni degli studenti che chiedono maggiore libertà nelle università
  • Il governo reagisce con durezza: viene inviato l’esercito a reprimere le rivolte
  • Le autorità cercano di dirottare il malcontento popolare contro gli ebrei: Кишинёвский погром / Pogrom di Kišinëv del 1903
  • Il ministro dell’interno Pleve, noto per le sue misure repressive, viene ucciso il 15 luglio 1904 in un attentato.

La rivolta del 1905 viene spesso considerata come l’intervallo di tempo tra il 1905 e il 1907, durante il quale vi è un’evoluzione degli avvenimenti rivoluzionari che porteranno al fallimento delle rivolte e ad una restaurazione del potere zarista. Tra le cause della rivoluzione del 1905 troviamo dunque le agitazioni del mondo operaio, insieme alle insurrezioni studentesche, con cui gli studenti chiedevano maggiore libertà, intaccata negli ultimi anni dagli ultimi due imperatori, e l’abolizione delle oppressioni. Il governo sceglie però di repr

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mish_B di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e cultura russa 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Boschiero Manuel.
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