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Appunti di contabilità e bilancio (corso A)

I-II-III modulo (giorgia2000.9)

Anno accademico 2019/2020 - A cura di Giorgia Coniglio

I modulo

Introduzione

L'economia aziendale studia il mondo delle aziende con le loro dinamiche ed equilibri (fatti aziendali) ed in essa vi rientra la contabilità.

La contabilità è il modo ufficiale con cui le aziende producono informazioni per sviluppare successivamente il bilancio di esercizio, che è una fonte ufficiale di informazioni ed è scritto seguendo delle regole affinché le informazioni siano reali e prive di manipolazioni.

Regola 1

La contabilità generale osserva i fatti che comportano per l'azienda interazione con i mercati esterni (come l'acquisto di materie prime dai fornitori e non le operazioni interne di gestione). Ciò affinché la contabilità sia oggettiva: i fatti di esterna gestione sono misurabili dal punto di vista monetario (poiché comportano movimento di denaro) e sono spesso accompagnati da documenti (come le fatture).

Regola 2

I fatti di esterna gestione vengono sempre documentati.

La ragioneria è la scienza attraverso la quale si osservano le dinamiche aziendali mediante la raccolta e l'elaborazione delle informazioni esprimibili in quantità e cifre monetarie che consentono di interpretare il sistema delle operazioni aziendali avvalendosi del linguaggio contabile. Dunque, il contabile sintetizza le informazioni raccolte grazie all'osservazione indiretta (documenti) e le rende chiare a terzi (tramite le scritture contabili).

Le rilevazioni e scritture contabili consentono di redigere il bilancio di esercizio. Esso è il documento più importante per i terzi e rappresenta la sintesi delle dinamiche aziendali riferite ad un certo periodo di tempo (solitamente anno solare dal 01/01 al 31/12) e contenente: risultato economico di periodo, capitale netto di funzionamento e flussi monetari.

Risultato/reddito di esercizio/periodo

Grandezza flusso, variazione della ricchezza aziendale per effetto della gestione in un intervallo temporale. Le sue componenti sono: costi (oneri e sacrifici sostenuti per l'approvvigionamento di fattori produttivi e dunque riduzione della ricchezza) e ricavi (benefici derivanti dalla concessione di beni e servizi nel mercato e dunque aumenti di ricchezza).

Capitale netto di funzionamento

Grandezza stock, ricchezza/insieme di beni necessari all'azienda per funzionare, svolgere la sua attività.

Flussi di natura contabile

Informazioni sui diversi aspetti della gestione aziendale utili per valutare le condizioni di equilibrio dell'azienda.

Equilibri

  • Economico: bilanciamento tra costi e ricavi;
  • Finanziario: bilanciamento tra flussi monetari in entrata ed in uscita;
  • Patrimoniale: bilanciamento tra fonti/finanziamenti e impieghi/investimenti.

Modello dei circuiti della gestione

Si tratta di modelli standard che semplificano il funzionamento dell'azienda. In ogni azienda, le attività possono essere schematizzate in 2 circuiti:

  • Circuito della produzione: acquisizione dei fattori produttivi, trasformazione ed impiego di questi ultimi e vendita dei beni e servizi ottenuti. Movimento fisico di materie, beni e fattori produttivi.
  • Circuito dei finanziamenti: acquisizione di risorse finanziarie necessarie per svolgere l'attività aziendale. Transazioni di denaro.

Occorre distinguere due diversi aspetti nei circuiti:

  • Aspetto originario: aspetto immediatamente osservabile e oggettivamente misurabile; aspetto finanziario mediante le variazioni di denaro;
  • Aspetto derivato: aspetto che spiega la causa, il perché è variato il denaro, la ricchezza aziendale (R & C) solitamente è l'aspetto economico.

Ad esempio, un documento in cui l'azienda di trasformazione registra l'acquisto di materie prime per 100 è un'operazione del circuito della produzione:

  • Aspetto originario: diminuzione del denaro di 100
  • Aspetto derivato: riduzione della ricchezza aziendale dovuta al costo

Circuito della produzione

I esempio: Crediti/debiti di funzionamento legati alla produzione. Dovuti al fatto che non sempre l'azienda completa le operazioni immediatamente ed in contanti.

I crediti e debiti di funzionamento sorgono nel momento in cui avviene lo scambio; sono valori momentaneamente sostitutivi di entrate e uscite (fino alla scadenza) e quindi costituiscono valori assimilabili al denaro. Rappresentano dilazioni nel regolamento monetario di qualsiasi tipo di operazione. Le entrate/uscite di denaro (variazioni monetarie) si manifestano alle scadenze definite con l'incasso dei crediti ed il pagamento dei debiti: l'effetto si produce alla scadenza del termine.

Due dinamiche (movimenti):

  • Dinamica monetaria: movimenti di denaro presenti o futuri. Diminuzione delle risorse liquide o sorgere dei debiti di regolamento o funzionamento (acquisto dei fattori produttivi). Aumento delle risorse liquide o sorgere dei crediti di regolamento o funzionamento (vendita dei prodotti finiti).
  • Dinamica economica: sorgere dei costi (acquisto fattori produttivi). Conseguimento dei ricavi (vendita dei prodotti finiti).

Circuito dei finanziamenti

Esso riguarda prevalentemente le transazioni monetarie e serve all'azienda per procurarsi le risorse finanziarie necessarie per svolgere le attività di produzione. L'azienda può procurarsi le risorse finanziarie in vari modi:

  • A) Finanziamenti con Capitale Proprio/di rischio
  • B) Finanziamenti con Capitale di Terzi/di debito
  • C) Finanziamenti a Terzi: impiego di risorse aziendali in eccesso per finanziare terzi e che porta a una remunerazione, rappresentata dagli interessi
  • D) Investimenti Accessori: impiego del denaro per svolgere attività collaterali al core business

In questo ultimo caso vi è anche un movimento fisico e non solo monetario; ad es. acquisto un capannone per darlo in locazione ad altri.

A) Finanziamenti con capitale proprio

Ha inizio con il versamento di somme di denaro e con l'eventuale conferimento di beni da parte dei soci e si conclude con la liquidazione della società. Non scrivo ricavo, poiché la ricchezza aziendale non è aumentata per via del circuito della produzione, ma scrivo +capitale poiché la ricchezza aumenta grazie ai finanziamenti.

B) Finanziamento con capitale di terzi

Rientrano in questo circuito le operazioni volte all'ottenimento diretto di disponibilità di denaro a fronte delle quali l'azienda si impegna a restituire le somme ricevute in prestito ed a corrispondere a titolo di remunerazione gli oneri finanziari con le modalità e nella misura contrattualmente stabilita (interessi). Poiché vi sono solo movimenti di denaro che non comportano effetti nella ricchezza aziendale non esamineremo l'aspetto economico ma solo l'aspetto finanziario, anche come aspetto derivato.

I crediti e debiti di finanziamento

Nascono quando l'oggetto della negoziazione è il denaro. I valori nominali dei finanziamenti concessi e ottenuti vengono esclusi dall'aspetto economico della gestione in quanto non rappresentano variazioni della ricchezza aziendale; solo la differenza tra concesso e restituito (interessi) entra nella formazione della ricchezza aziendale, cioè: gli oneri connessi ai finanziamenti ottenuti rappresentano diminuzioni della ricchezza; i proventi, al contrario, incrementi della ricchezza.

Due dinamiche:

  • Dinamica finanziaria: Aumento delle risorse liquide e contestuale sorgere del debito di finanziamento (inizio del circuito). Diminuzione delle risorse liquide e contestuale estinzione del debito di finanziamento (fine del circuito).
  • Dinamica economica: Sorgere dei costi (oneri finanziari) legati alla remunerazione del capitale ottenuto da terzi.

Differenza capitale proprio e di terzi:

  • Il capitale proprio:
    • Rappresenta il conferimento effettuato dai soci o dall'imprenditore per il quale condivideranno i rischi futuri e senza alcun obbligo di restituzione.
    • Può essere conferito in momenti differenti e sotto forma di mezzi monetari oppure apportando fattori produttivi utili.
    • La remunerazione è variabile e dipende dai risultati raggiunti.
  • Il capitale di prestito o di terzi:
    • L'azienda sostiene degli oneri per la disponibilità temporanea del denaro che deve essere rimborsato a scadenze prefissate.
    • Nel caso in cui non venga restituito, i finanziatori possono anche richiedere il fallimento dell'impresa e sono privilegiati nel rimborso delle somme derivanti dalla liquidazione.

C) Finanziamento a terzi

Poiché vi sono solo movimenti di denaro che non comportano effetti nella ricchezza aziendale non esamineremo l'aspetto economico ma solo l'aspetto finanziario, anche come aspetto derivato. Si registra poi l'aspetto economico e dunque una variazione di ricchezza qualora venga stabilita una remunerazione (5). I +5€ rappresentano la remunerazione ed insieme a –credito di finanziamento (100€) costituiscono l'aspetto derivato.

Aspetto finanziario ed economico della gestione

  • Aspetto finanziario: si collega alle variazioni di: Numerario certo (denaro) e assimilato (collegate allo svolgimento delle operazioni nel circuito della produzione: crediti e debiti di funzionamento), Crediti e debiti di finanziamento relativi alle operazioni del circuito dei finanziamenti. Aspetto solitamente originario per dare oggettività alle rilevazioni contabili.
  • Aspetto economico: si tratta di un aspetto derivato ed è connesso alla formazione della ricchezza aziendale: Costi e ricavi, aumenti e riduzioni del capitale proprio.

La classificazione delle operazioni e delle variazioni di valore

  • Variazioni finanziarie negative: riduzione delle risorse finanziarie a disposizione dell'azienda:
    • Riduzione di denaro
    • Future uscite di denaro (debito di funzionamento e finanziamento)
    • Diminuzione di entrate assimilate (credito di funzionamento) e di crediti di finanziamento
  • Variazioni finanziarie positive: aumento delle risorse finanziarie a disposizione:
    • Aumento di denaro
    • Future entrate di denaro (credito di funzionamento e finanziamento)
    • Diminuzione di uscite assimilate (debito di funzionamento) e di debiti di finanziamento
  • Variazioni economiche positive: incidono positivamente sulla ricchezza aziendale:
    • Ricavi
    • Rettifiche di costi
    • Aumento di capitale proprio
  • Variazioni economiche negative: incidono negativamente sulla ricchezza aziendale:
    • Costi
    • Rettifiche di ricavi
    • Riduzione di capitale proprio

Tali variazioni sono alla base della partita doppia, metodo contabile italiano basato sul conto = strumento di rilevazione di valori iniziali e variazioni successive riferite a specifici oggetti.

In ogni azienda vi è un piano di conti, cioè un insieme di conti (classificati per natura ed ordinati) per ogni oggetto di osservazione, ad esempio: conto cassa (che rileva le variazioni del denaro contante), movimento di magazzino, capitale proprio o di terzi, debiti del fornitore A/B/C, crediti del cliente A/B/C, patrimonio, pacchetti azionari…

Sistema contabile: pluralità di conti (tra loro correlati, interdipendenti) derivanti da rilevazioni di fatti di gestione che determinano variazioni degli oggetti di conto nel tempo.

Il conto

  • Insieme di scritture relative ad un determinato oggetto con lo scopo di seguirne l'ammontare e le variazioni.
  • Solitamente si rappresenta come un prospetto formato da due sezioni (divise e contrapposte) nelle quali si riportano rispettivamente le variazioni positive e negative; Raramente si trova sotto forma di conto a forma scalare (unica sezione) o altre forme.
  • La somma algebrica delle due sezioni permette di ottenere il saldo del conto.

Ciascun conto è costituito da due sezioni:

  • DARE
  • AVERE

Per convenzione (il significato originario è valido solo per alcuni casi).

Ogni conto ha una denominazione e un codice; parte del codice è uguale per conti omogenei.

Terminologia contabile

  • Istituire: fissare l'oggetto e la denominazione di un conto. Tutto ciò viene fatto dal contabile che non segue un modello standard ma che deve essere chiaro e trasparente nei confronti di terzi. Ad esempio, se egli deve elaborare un conto dei debiti può rilevare tutti i debiti verso tutti i fornitori in un unico conto oppure rilevare i debiti con ciascuno dei fornitori conti distinti (+ dettagliato = trasparente nei confronti dei terzi e conveniente all'azienda per avere info dettagliate).
  • I conti che accolgono VF solitamente prendono il nome dello strumento di pagamento (es conto cassa=contanti, assegni, bonifici…)
  • I conti che accolgono VF futuri (debiti o crediti) devono avere nella denominazione credito/debito e nei confronti di quale soggetto si ha tale debito o credito (es crediti verso i clienti o il cliente A).
  • La denominazione dei conti che accolgono VE deve spiegare la causa per cui è variata la ricchezza aziendale (es se acquisto materie prime= costo, VE - nome conto: acquisto materie prime o materie prime).
  • Aprire o accendere: effettuare la prima registrazione (variazione).
  • Chiudere: determinare i totali delle due sezioni, farne la differenza, evidenziare il saldo e iscriverlo nella sezione con totale minore per portare il conto a pareggio.
  • Addebitare: iscrivere una variazione di conto in dare.
  • Accreditare: iscrivere una variazione di conto in avere.
  • Stornare: eliminare da un conto una quantità e trasferirla in un altro conto.
  • Riepilogare: trasportare il contenuto di più conti in uno di sintesi o di riepilogo (per fare il bilancio).

Tipologie di conti

  • Conti a quantità e conti a valore: i primi accolgono quantità fisiche (es variazioni di magazzino), i secondi quantità monetarie (movimenti di denaro certi, oggettivi).
  • Conti analitici e sintetici: in relazione all'estensione dell'oggetto (+ è ampio, + è sintetico, ad es "crediti verso il cliente A" meno sintetico rispetto a "crediti diversi i clienti") e alla possibilità di essere scissi o riepilogati in altri conti; i conti più sintetici sono quelli che accolgono tutte le variazioni a fine esercizio.
  • Conti monofase (o unilaterali) e conti bifase (o bilaterali): i secondi sono movimentati in entrambe le sezioni del conto (es "cassa"), i primi sono movimentati prevalentemente solo in dare o solo in avere (es "acquisto di materie prime" saranno per lo più VE –, costi).

Le variazioni negative della ricchezza aziendale hanno cause diverse (acquisto materie prime, pagamento dei salari…) e dunque vengono rilevate in conti diversi con informazioni rilevate solitamente in una sola sezione (DARE).

Partita doppia

Il metodo della partita doppia

La partita doppia è un insieme di regole (metodo) in base alle quali è possibile registrare le operazioni aziendali e analizzare i loro effetti sui risultati aziendali. Si realizza così l'annotazione simultanea di quantità/valori in due serie di conti in modo antitetico (con segno opposto).

Regola 3

Ogni fatto realizza due variazioni di segno opposto. Ciò significa che se un'operazione movimenta un conto in DARE, contestualmente la medesima operazione movimenterà un conto con segno opposto, e quindi in AVERE.

Le regole della partita doppia

  • Duplicità dell'aspetto di osservazione
  • Funzionamento antitetico delle sezioni dei conti (dare e avere)
  • Funzionamento antitetico delle differenti classi di conti (finanziari ed economici)

Due classi di conti

Vi sono due classi di conti che funzionano in modo antitetico:

  • I conti di natura finanziaria (conti finanziari): aperti all'aspetto originario. Per convenzione i CF hanno in:
    • DARE VF +
    • AVERE VF -
  • I conti di natura economica (conti economici): aperti all'aspetto derivato. Per antiteticità i CE hanno in:
    • DARE VE -
    • AVERE VE +

I conti di reddito sono legati alla produzione.

Teorema fondamentale della partita doppia

Per ogni operazione effettuata, il totale degli addebitamenti (movimentazioni in DARE) coincide con il totale degli accreditamenti (movimentazioni in AVERE).

Corollari con esempi

Basta verificare uno dei 3 corollari per l'esattezza formale della partita doppia:

  1. La somma dei valori iscritti in DARE di tutti i conti è uguale alla somma dei valori iscritti in AVERE di tutti i conti.
  2. La somma dei saldi DARE di tutti i conti è uguale alla somma dei saldi AVERE di tutti i conti.
  3. La somma algebrica dei saldi di una parte qualsiasi dei conti è uguale ed è di segno opposto alla somma algebrica dei saldi della rimanente parte dei conti.

= SALDO

  • Totale importi in DARE= 100+300+300+400=1100; in AVERE=100+650+200+50+100=1100
  • Totale saldi in DARE=400+300+300=1000; in AVERE=750+250=1000
  • Totale saldi CONTI A,B,C=400-750+300=-50; CONTI D,E = 300-250=+50

Logica delle rilevazioni della contabilità generale

  1. Si osservano i fatti di esterna gestione documentati
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgia2000.9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Rizza Carmela.
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