Concetti Chiave
- Stalin utilizza un apparato di repressione e controllo per attuare radicali misure economiche, alimentando un clima di paura e sospetto nella società.
- Le purghe staliniane causano tra i 10 e i 13 milioni di vittime, accompagnate dalla creazione di Gulag per il lavoro correttivo e dal culto della personalità.
- Il realismo socialista impone restrizioni artistiche e un ritorno ai modelli familiari tradizionali, con la criminalizzazione di omosessualità e aborto.
- Le politiche familiari esaltano il ruolo della donna e incentivano le famiglie numerose, ma non riescono a contrastare povertà e aborti illegali.
- La teoria del "socialfascismo" del 1929 crea una divisione tra comunisti e socialdemocratici, ma l'emergere del fascismo porta a nuove alleanze, come nel caso del Fronte popolare in Spagna.
Quali sono le forme di repressione e controllo sotto Stalin?
Durante il governo di Stalin le radicali misure economiche introdotte da lui stesso non sarebbero mai potute essere messe in atto senza un apparato di repressione e controllo. Stalin cerca fin da subito di insinuare dinamiche di paure e sospetto a tutti i livelli della società. Il bene dello Stato deve essere prioritario, anche nei confronti degli affetti più stretti. In alcuni gruppi etnici o categorie vengono identificati più spesso i nemici dello Stato. Questo è il caso dei kulaki o dei preti ortodossi.
Purghe e Gulag
Altri nemici si trovano spesso anche tra i quadri dirigenziali del partito, p tra gli ufficiali dell'Armata Rossa. Le cosiddette "purghe" staliniane produrranno in tutto tra i 10 e i 13 milioni di vittime. Vengono costruiti numerosi Gulag (campi di concentramento) e centinaia di colonie per il lavoro correttivo. Anche nel regime sovietico il culto della personalità è fondamentale per reggere l'apparato dittatoriale. Gli organi di polizia politica (Gpu) sono sotto il controllo del Commissario agli Affari Interni, direttamente coordinato dallo stesso Stalin.
Realismo socialista e politiche familiari
Il realismo socialista è la parola d'ordine trasmessa agli artisti di regime. Sperimentazioni e astrattismi non sono più ammessi. Anche le politiche della famiglia subiscono un arretramento se comparare alle sperimentazioni sociali che ebbero luogo subito dopo la Rivoluzione d'ottobre. Si ritorna al tradizionale modulo familiare per favorire il rilancio di una politica natalista. Omosessualità e aborto diventano reati. Maternità e famiglie numerose vengono incentivate, il ruolo della donna esaltato, sia dal punto di vista produttivo che lavorativo. L'esito di questa politica non è comunque molto positivo. La povertà dilaga, gli aborti illegali sono numerosi. La cultura del sospetto e della paura non contribuisce ad incoraggiare la costituzione di nuove famiglie.
Politica estera e socialfascismo
La politica estera è affidata soprattutto ai rapporti che collegano i partiti comunisti all'Internazionale comunista, che nel 1929 enuncia la teoria del "socialfascismo". Questa dottrina, basata sulla convinzione che i partiti socialdemocratici siano partiti reazionari, porterà i socialisti e i comunisti a rimanere avversari per lungo tempo. La politica cambia quando le fazioni fasciste iniziano a prendere piede in Europa e i comunisti vengono invitati a stringere alleanze con i socialdemocratici, come in Spagna con il Fronte popolare. La guerra civile spagnola offre inoltre all'Unione Sovietica la possibilità di riaffacciarsi sulla scena della politica internazionale.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali strategie di repressione utilizzate da Stalin per mantenere il controllo sulla società?
- Qual è stato l'impatto delle purghe staliniane e dei Gulag sulla popolazione?
- Come ha influenzato il realismo socialista le politiche familiari durante il regime di Stalin?
- In che modo la teoria del "socialfascismo" ha influenzato le relazioni tra comunisti e socialdemocratici?
Stalin utilizzava dinamiche di paura e sospetto, prioritizzando il bene dello Stato anche a scapito dei legami familiari. Gruppi etnici come i kulaki e i preti ortodossi venivano identificati come nemici dello Stato.
Le purghe staliniane causarono tra i 10 e i 13 milioni di vittime, con la costruzione di numerosi Gulag e colonie per il lavoro correttivo, evidenziando il culto della personalità e il controllo della polizia politica.
Il realismo socialista impose un ritorno a modelli familiari tradizionali, incentivando la maternità e le famiglie numerose, mentre l'omosessualità e l'aborto divennero reati, contribuendo a una cultura di paura e povertà.
La teoria del "socialfascismo" considerava i partiti socialdemocratici come reazionari, creando una lunga opposizione tra socialisti e comunisti, che cambiò solo con l'emergere delle fazioni fasciste in Europa e la necessità di alleanze, come nel caso del Fronte popolare in Spagna.