Concetti Chiave
- Luigi Napoleone, salito al trono con un apparente colpo di forza, ha saputo rispondere alle speranze della borghesia e del popolo francese.
- La sua politica interna ha favorito il liberalismo, con una crescente fioritura di associazioni liberali e giornali antigovernativi a partire dal 1862.
- Nonostante i progressi economici e sociali, molti successi sono attribuibili all'evoluzione naturale dei tempi piuttosto che alla sua politica.
- La politica estera di Napoleone III è stata segnata da ambizioni irrealistiche e disastri come la campagna d'Italia e la spedizione in Messico.
- La politica coloniale ha portato alla conquista di territori come Siria e Libano, ma il secondo impero era già in declino, segnato da eventi come la battaglia di Sadowa.
L'ascesa di Luigi Napoleone
Luigi Napoleone è salito al trono di Francia con un colpo di forza solo apparente.
Politica interna e liberalismo
La politica interna di Napoleone III corrispose alle speranze dei suoi sostenitori e del popolo francese, consolidando in pochi anni i bilanci del Paese, incoraggiando iniziative industriali e scientifiche. Fino a circa il 1860 l'opposizione era praticamente impossibile, per la stretta vigilanza della censura sulla stampa, mentre nel secondo decennio le riforme in senso liberale si moltiplicarono. Le sedute della Camera divennero pubbliche, le associazioni liberali o antimonarchiche, attentamente sorvegliate dalla polizia fino al 1862, fiorirono in tutta la Francia, arrivando a stampare giornali antigovernativi. Il governo di Napoleone seppe allentare i freni e riportare lo stato francese su quei binari di liberalismo illuminato che i tempi esigevano. La borghesia nata dalla rivoluzione francese aveva consolidato i suoi postulati di libero commercio di idee e beni, e aveva in pungo i destini delle nazioni.
Progressi economici e sociali
Molti dei progressi economici e sociali, nel campo dell'industria, delle comunicazioni, della scuola, sono dovute più che alla politica di Napoleone III, alla naturale evoluzione dei tempi. E' noto che l'assenza di una qualsiasi opposizione favorisce la rapida attuazione di progetti che le lunghe discussioni parlamentari trascinerebbero in lungo.
Politica estera e fallimenti
La guerra di Crimea fu una delle imprese sagge di Napoleone, che però nella politica estera si lasciò trascinare dai suoi sogni di grandezza, spesso tutt'altro che sensati, e lasciò la Francia sotto imprese dalle quali uscì disfatta. La campagna d'Italia, non fece che indebolire l'Austria a vantaggio della nascente potenza prussiana, e quindi a danno della Francia. Durante la guerra di seccessione americana concesse il suo appoggio agli stati confederati, puntando sul cavallo perdente; organizzò poi la disgraziata spedizione nel Messico di Massimiliano d'Asburgo. Tutta una politica fondata su chimere, su risibili ambizioni di gloria, su ingenue romanticherie e su molta retorica; una retoriche però che costava sangue ed era destinata a costarne sempre di più.
Politica coloniale e declino
Abbastanza fortunata, invece, la politica coloniale, che condusse all'occupazione della Siria, del Libano, del Siam; era l'epoca favorevole ai grandi accapparramenti coloniali, e la Francia se ne prese, come gli altri stati europei, una grossa porzione, a buon mercato e senza fatica. Ma ormai anche il secondo impero era alla fine; le cannonato di Sadowa ne annunciavano il prossimo crollo.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali successi della politica interna di Napoleone III?
- In che modo la mancanza di opposizione influenzò i progressi economici e sociali durante il regno di Napoleone III?
- Quali furono i principali fallimenti della politica estera di Napoleone III?
La politica interna di Napoleone III consolidò i bilanci del Paese e incoraggiò iniziative industriali e scientifiche, mentre le riforme liberali si moltiplicarono, portando a una maggiore libertà di stampa e alla fioritura di associazioni liberali in tutta la Francia.
L'assenza di opposizione permise una rapida attuazione di progetti economici e sociali, evitando le lunghe discussioni parlamentari e favorendo l'evoluzione naturale dei tempi, più che la politica di Napoleone III stessa.
Napoleone III si lasciò trascinare da ambizioni irrealistiche, portando la Francia a disfatte come nella campagna d'Italia e nella guerra di secessione americana, oltre a una disastrosa spedizione in Messico, il tutto basato su sogni di grandezza e retorica.