Concetti Chiave
- All'inizio del XX secolo, la Spagna era un paese agricolo con immobilismo sociale, dominato da una classe politica conservatrice e una forte influenza della Chiesa e dell'esercito.
- Il Biennio Rosso (1931-1933) segnò la transizione della Spagna verso una repubblica democratica, con riforme agrarie e una netta separazione tra stato e Chiesa.
- Nel 1933, la creazione della Falange Spagnola rappresentò una risposta conservatrice alle riforme del periodo precedente, culminando in tumulti e violenze, come la rivolta dei minatori delle Asturie.
- La guerra civile spagnola iniziò nel 1936 con un ammutinamento militare e portò a un conflitto tra le forze repubblicane e quelle franchiste, guidate dal generale Francisco Franco.
- Le potenze europee si schierarono nell'ambito della guerra civile: Francia, Inghilterra e Russia appoggiarono i repubblicani, mentre Italia, Germania e Portogallo sostennero il regime di Franco.
La Spagna agricola e conservatrice
All’inizio del XX secolo la Spagna era un paese fortemente agricolo, caratterizzato da un ingente immobilismo sociale, e una classe politica conservatrice, composta da industriali e latifondisti, che finiva per esautorare il potere del Parlamento (Cortes). Una notevole influenza nella società spagnola era esercitata sia dalla Chiesa, che oltre a detenere il monopolio dell’istruzione, a godere di beni, poteva contare su una forte influenza culturale esercitata sulla popolazione. Altro potere forte era rappresentato dall’esercito, che poteva contare su un alto numero di ufficiali e su un forte spirito di gruppo. Nei primi decenni del Novecento si diffonde tra le classi più povere una forte propaganda anarchica che provoca la nascita di organizzazioni sindacali libertarie (Cnt) o di stampo socialista (Ugt). Nel 1923, temendo le agitazioni operaie e contadine, la classe conservatrice decide di appoggiare il colpo di stato del generale Miguel Primo de Rivera, che instaura un regime simile a quello fascista, eliminando le libertà personali e il parlamento. Tuttavia ebbe vita breve: nel 1930 le opposizioni ottennero dal re Alfonso XIII la destituzione del generale. Nel 1931 si alternano al governo i repubblicani, guidati da Zamora, e i socialisti guidati da Azana.
Il biennio rosso e le riforme
Tra il 1931 e il 1933 vi è il cosiddetto Biennio Rosso: la Spagna diviene una repubblica democratica, e, in seguito all’approvazione di una costituzione molto attenta ai problemi sociali e alla laicità statale, si sancisce il netto distacco tra stato e Chiesa. Vengono avviate una serie di riforme, come quella agraria che confisca i beni ai latifondisti e distribuisce le terre ai poveri contadini; l’ordinamento statale passa da accentrato a decentrato e vengono effettuate riforme sociali, come ad esempio la riduzione a 8 ore della giornata lavorativa.
La nascita della Falange Spagnola
Nell’autunno del 1933 queste riforme avevano creato un acceso clima politico che vedeva una forte contrapposizione tra sinistra e destra; proprio tra lo schieramento conservatore nasce, su iniziativa di Josè Antonio Primo de Rivera, figlio di Miguel, la Falange Spagnola, una formazione politica simile al fascismo italiano. Il primo successo elettorale lo ottiene alle elezioni del novembre del 1933: le prime iniziative politiche sono volte alla cancellazione di tutte quelle riforme sociali adottate nel precedente periodo. Si scatena perciò una stagione di tumulti e violenze, il cui episodio più cruento è la rivolta dei minatori delle Asturie: per reprimerla il governo di destra si affida al generale Francisco Franco, comandante della legione straniera in Marocco; la repressione è spietata.
La guerra civile spagnola
Le sinistre però comprendono che l’unico modo per combattere l’estremismo di destra è l’unione: per questo motivo si presentano alle elezioni del 1936 sotto un unico partito, il Fronte Popolare delle sinistre, e ritornano al governo, con Azana. Nel paese si scatena però una cruenta lotta armata tra sostenitori del governo (movimenti operai, contadini, sindacati, anticlericali) e oppositori (clericali, latifondisti, e nobili). Con l’ammutinamento (Pronunciamiento) dell’esercito del 18 luglio del 1936 ha inizio ufficiale la guerra civile spagnola. Gli alti ufficiali finiscono per controllare buona parte del paese e si pongono come difensori dei valori cattolici: si formano così due governi, uno repubblicano con sede a Valencia e uno falangista con sede a Burgos, ove viene stabilita la sede della Giunta di difesa Nazionale, che nomina il generale Francisco Franco Generalissimo.
Interventi internazionali e la caduta repubblicana
Lo scontro in atto non viene sottovalutato a livello internazionale, tant’è che le maggiori potenze europee iniziano a schierarsi con le forse in campo: Francia, Inghilterra (a sostegno dei democratici) e Russia (a sostegno dei socialisti) da un lato, mentre Italia, Germania e il Portogallo di Salazar sostengono l’estremismo franchista. Da tutte queste potenze vengono inviate nella regione notevoli forze militari. Nel novembre del 1936 Hitler e Mussolini riconoscono ufficialmente il governo del generale Franco, mentre Francia e Inghilterra proclamano una politica di non intromissione, nel timore che gli scontri possano estendersi al resto d’Europa. Nel corso del 1937 una serie di bombardamenti aerei da parte dell’aviazione tedesca e italiana mettono in ginocchio la resistenza repubblicana: la città di Guernica viene completamente rasa al suolo. Così il nord della regione, con le città di Bilbao, Santander e Gijon, cade in mano alle milizie franchiste. Nel marzo del 1938 viene approvato dal governo franchista il Fuero del Trabajo, una carta del lavoro, in cui vennero espressi tutti i principi sui quali si fondava lo stato franchista. Intanto, in seguito a un’intesa con l’Inghilterra, Mussolini decide il ritiro di parte del corpo dei volontari inviati a sostegno dei ribelli franchisti. Nel dicembre del 1938 le truppe franchiste entrano a Barcellona e tale avvenimento segna la definitiva caduta dello stato repubblicano: Azana si dimette e successivamente, nel marzo 1939 sale al potere il generale Francisco Franco, nominato caudillo, cioè capo unico della Spagna.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali della Spagna all'inizio del XX secolo?
- Che impatto ebbe la Chiesa sulla società spagnola durante questo periodo?
- Cosa accadde durante il Biennio Rosso tra il 1931 e il 1933?
- Quale ruolo giocò la Falange Spagnola nella politica spagnola degli anni '30?
- Come si sviluppò la guerra civile spagnola e quali furono le sue conseguenze?
All'inizio del XX secolo, la Spagna era un paese agricolo con un immobilismo sociale significativo e una classe politica conservatrice, composta da industriali e latifondisti, che limitava il potere del Parlamento (Cortes).
La Chiesa esercitava una notevole influenza culturale e deteneva il monopolio dell'istruzione, contribuendo a mantenere il potere conservatore e a plasmare la società spagnola.
Durante il Biennio Rosso, la Spagna divenne una repubblica democratica, con l'approvazione di una costituzione che sanciva il distacco tra stato e Chiesa e avviava riforme sociali significative, come la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore.
La Falange Spagnola, fondata da Josè Antonio Primo de Rivera, emerse come una forza politica conservatrice che si opponeva alle riforme sociali del Biennio Rosso, contribuendo a un clima di violenza e tensione politica.
La guerra civile spagnola iniziò nel 1936 con l'ammutinamento dell'esercito e vide una lotta tra sostenitori del governo repubblicano e oppositori franchisti, culminando con la vittoria di Francisco Franco nel 1939 e la caduta dello stato repubblicano.