Concetti Chiave

  • Le condotte di evitamento si manifestano quando una persona evita luoghi o situazioni associate a eventi traumatici, come incidenti o rapine.
  • I sintomi dissociativi includono la depersonalizzazione e la derealizzazione, dove il paziente si sente distaccato da sé stesso.
  • È fondamentale distinguere tra reazioni emotive fisiologiche e patologie psichiatriche, per evitare diagnosi errate e trattamenti inappropriati.
  • La diagnosi di PTSD può avvenire fino a sei mesi dopo l'evento traumatico, in quanto i sintomi potrebbero non manifestarsi immediatamente.
  • I comportamenti autodistruttivi, come l'abuso di sostanze, sono comuni in individui che affrontano traumi, come i veterani di guerra.

Indice

  1. Esempi di condotte di evitamento
  2. Sintomi dissociativi e diagnosi
  3. Distinzione tra patologia e reazione emotiva
  4. Esperienze comuni e sintomi del ptsd

Esempi di condotte di evitamento

Esempi di condotte di evitamento: non andare più in macchina in seguito a un incidente stradale; essere vittima di una rapina fuori dal supermercato e non andare più al supermercato. Questo sintomo è classico anche in chi soffre di attacchi di panico: la persona non vuole più recarsi nel luogo in cui è avvenuto l’attacco, non riesce a entrare perché solo arrivare sulla porta gli provoca una crisi d’ansia intensa, per cui evita le situazioni che possono essere associate all’evento che ha avuto.

Le alterazioni negative persistenti nella cognizione e nell’umore” corrispondono a una sintomatologia negativa generale della persona.

In generale, ci sono alcune delle categorie del DSM IV che sono rimaste pressoché invariate, mentre con altri si è andati più nel dettaglio e nella precisazione.

Sintomi dissociativi e diagnosi

È una persona che ha anche dei comportamenti imprudenti o autodistruttivi: ad esempio i veterani dal Vietnam che rientravano e si davano al consumo di sostanze e alcol. Anche delle forme di aggressività negli adolescenti e nei bambini sono piuttosto evidenti. Altra caratteristica del V è che ha incluso quando si fa la diagnosi i sintomi dissociativi. Più in generale il dsm V include i seguenti specificatori:

1) Con sintomi dissociativi (depersonalizzazione o derealizzazione): il paziente sente di osservare sé stesso dall’esterno. Nel fare la diagnosi si può fare attenzione se sono presenti dei sintomi dissociativi, come la depersonalizzazione o la derealizzazione, oppure no. Se capitano sono abbastanza frequenti. Anche questi sintomi si ritrovano in altre patologie. In queste persone è come se si scollassero da sé stessi.

2) Con espressione ritardata (in cui i criteri non sono soddisfatti pienamente): c’è tempo fino a 6 mesi dall’evento.

Distinzione tra patologia e reazione emotiva

E' importante che tutti i medici sappiano distinguere la patologia psichiatrica da una reazione emotiva fisiologica. Un altro rischio è che in un paziente psichiatrico venga trascurata la cura delle altre patologie organiche. Oppure un paziente che ha appena fatto un incidente stradale, ha tutti gli arti rotti e ingessati e immobile a letto dice che la sua vita non ha più senso e sarebbe stato meglio morire, gli ortopedici chiamano in urgenza gli psichiatri quando in realtà non si tratta di una ideazione suicidaria ma semplicemente di una reazione emotiva. Ansia, depressione, idea di morte, sono sentimenti che fanno parte della gamma emotiva di ognuno, sono fisiologici. Avere un’attenzione su questi propri stati d’animo permette al medico di comprendere meglio quando il paziente ne parla in una chiave patologica: un conto è essere un po’ tristi perché è una giornata uggiosa, un altro conto è la depressione, una sensazione di essere scollato dal mondo, di osservarsi dall’esterno. Può capitare in alcuni momenti della vita di sentirsi come un osservatore si sé, come se si guardassi: in questa situazione diventa patologica.

Esperienze comuni e sintomi del ptsd

Un conto sono i deliri paranoici della schizofrenia, ma succede a tutti di uscire di casa e avere la sensazione che tutti ti stiano guardando, pensare di essere sporchi di dentifricio o che quel brufolo lo vedono tutti. Vivere così.

In maniera improvvisa si dissocia da sé e osserva sé stesso stare male: questo è uno dei sintomi piuttosto tipici del ptsd.

L’altra caratteristica nel dsm nella classificazione è che non è detto che questi sintomi si manifestino immediatamente dopo l'evento, c’è tempo fino a 6 mesi. Fino a 6 mesi dopo l’evento si può ancora fare la diagnosi.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono alcuni esempi di condotte di evitamento dopo eventi traumatici?
  2. Le condotte di evitamento possono includere il non andare più in macchina dopo un incidente stradale o evitare il supermercato dopo essere stati vittima di una rapina. Questi comportamenti sono comuni anche in chi soffre di attacchi di panico, dove la persona evita luoghi associati a esperienze traumatiche.

  3. Come si definiscono le "alterazioni negative persistenti nella cognizione e nell’umore"?
  4. Queste alterazioni rappresentano una sintomatologia negativa generale che può manifestarsi in individui che hanno subito traumi, influenzando il loro stato d'animo e la loro percezione della realtà.

  5. Qual è l'importanza dei sintomi dissociativi nella diagnosi secondo il DSM V?
  6. Il DSM V include i sintomi dissociativi, come la depersonalizzazione e la derealizzazione, come specificatori diagnostici, poiché possono indicare una scollatura dalla propria identità e sono frequenti in diverse patologie.

  7. Come si distingue una reazione emotiva fisiologica da una patologia psichiatrica?
  8. È fondamentale che i medici riconoscano la differenza tra una reazione emotiva normale, come la tristezza dopo un incidente, e una patologia psichiatrica, per evitare diagnosi errate e garantire un trattamento adeguato.

  9. Quali sono i sintomi tipici del PTSD e il loro tempismo di manifestazione?
  10. I sintomi tipici del PTSD includono la dissociazione e l'osservazione di sé stessi in situazioni di stress. È importante notare che questi sintomi possono manifestarsi fino a sei mesi dopo l'evento traumatico, permettendo così una diagnosi anche in un secondo momento.

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