Concetti Chiave

  • Carlo Gozzi, nato a Venezia nel 1720 da una famiglia nobile, ricevette una formazione minore rispetto ai fratelli e si dedicò all'autodidattica nella letteratura toscana.
  • Fondatore dell'Accademia dei Granelleschi, Gozzi si oppose alla riforma teatrale di Goldoni, criticando il suo approccio realistico e la rappresentazione di temi contemporanei.
  • Le dieci Fiabe teatrali, scritte tra il 1761 e il 1765, dimostrano il desiderio di Gozzi di preservare il teatro tradizionale e ottenere un buon successo con la compagnia di Antonio Sacchi.
  • La Marfisa Bizzarra, pubblicata postuma nel 1774, ridicolizza i personaggi goldoniani per denunciare la corruzione nella Venezia del XVIII secolo.
  • Negli ultimi anni di vita, Gozzi scrisse tragedie comiche che non furono apprezzate dal pubblico, e morì a Venezia nel 1806, lasciando un'eredità letteraria controversa.
In questo appunto viene descritto l'autore Carlo Gozzi, la sua attività letteraria, la sua biografia nel dettaglio, la sua posizione letteraria, la posizione letteraria di Carlo Goldoni. Si fa anche un accenno dettagliato alle sue opere letterarie più importanti, come per esempio Le dieci fiabe teatrali, La Marfisa Bizzarra, ecc...

Biografia di Carlo Gozzi

Carlo Gozzi fu uno scrittore drammatico italiano. Nacque a Venezia nel 1720 dal conte Antonio Gozzi e la nobile Angiola Tiepolo che, oltre a Carlo, ebbero altri dieci figli. La famiglia Gozzi visse nell’agio e nella prosperità fino agli inizi del Settecento, quando nacque il loro sesto figlio, Carlo. Carlo Gozzi: Vita, Opere e Contrasti con Carlo Goldoni articoloPer questo egli ebbe una formazione minore rispetto a quella dei fratelli maggiori. Studiò come autodidatta soprattutto soffermandosi sulla letteratura toscana.

La Dalmazia

Carlo Gozzi partì da Venezia nel 1738 per raggiungere la Dalmazia dove rimase fino al 1744. Qui cominciò a recitare in piccoli teatri provinciali.

Il ritorno a Venezia

Carlo Gozzi tornò a Venezia nel 1744 ma la sua situazione economica, così come quella della famiglia, non migliorò. Nonostante ciò egli si rifiutava di scrivere opere su commissione.

L'Accademia dei Granelleschi

Nel 1747 Carlo Gozzi, insieme al fratello maggiore Gasparo, fondò l’Accademia dei Granelleschi di Venezia. Di questa Accademia facevano parte soprattutto i letterati determinati a preservare la tradizionale letteratura italiana, con modello gli antichi scrittori toscani. Data la sua forte posizione sulla conservazione della lingua, l’Accademia dei Granelleschi entrò presto in contrasto con Carlo Goldoni.

La disputa sul teatro

All’interno dell’Accademia, Carlo Gozzi fu uno dei principali letterati a scontrarsi con Carlo Goldoni riguardo alla riforma teatrale.

La posizione di Gozzi

Gozzi rimproverava ai suoi “nemici” di non curare abbastanza lo stile e di trattare argomenti troppo realistici, ma di fatto il vero motivo della sua opposizione alla riforma teatrale era un altro. Aveva capito che questo cambiamento avrebbe apportato grandi novità anche sul piano sociale poiché trattava temi attuali all’epoca e i protagonisti erano persone di bassi ceti, non nobili.

La posizione di Goldoni

A differenza di Carlo Gozzi, Goldoni criticava profondamente la Commedia dell’Arte che aveva trionfato in età barocca, caratterizzata da maschere tradizionali, personaggi stereotipati, improvvisazione degli attori sulla base di un canovaccio. Egli rifiutava la volgarità buffonesca, la rigidità degli stereotipi, la ripetitività delle azioni, le battute perfettamente prevedibili dal pubblico e l’inverosimiglianza del racconto, ma la critica di Goldoni andava ben oltre questi schemi, poiché egli attaccava la visione classicheggiante e antiquata del teatro in generale.

Le dieci Fiabe teatrali

Questi componimenti vennero realizzati tra il 1761 e il 1765 per dimostrare la superiorità del teatro tradizionale rispetto a quello innovativo che portava in scena Goldoni. Le dieci Fiabe teatrali sono composte dai seguenti titoli: L'amore delle tre melarance (1761), Il corvo (1762), Re cervo (1762), Turandot (1762), La donna serpente (1763), Zobeide (1763), I pitocchi fortunati (1764), Il mostro turchino (1764), L'augellino bel verde (1765) e il Zeim, re de' geni (1765). Queste commedie ebbero molto successo grazie alla concessione della compagnia teatrale di Antonio Sacchi, che permise a Carlo Gozzi di metterle in scena.

La Marfisa Bizzarra

Composto nel 1761, il poemetto cavalleresco La Marfisa Bizzarra venne pubblicato solamente nel 1774. Le basi di quest'opera derivano dall’omonima di Giovan Battista Dragoncino da Fano, un autore italiano del 1500. Carlo Gozzi, all’interno della Marfisa Bizzarra sceglie di riprendere alcuni dei personaggi tipici della commedia goldoniana per ridicolizzarli e deriderli. L’intento è quello di denunciare la corruzione nella Venezia del XVIII secolo.

La tartana degli influssi per l’anno bisestile 1756

All’interno di questa satira, che lo rese ancora più noto, Carlo Gozzi riprende la tematica ormai usuale della riforma teatrale. Presentissima, infatti, nella maggior parte delle sue opere è la polemica anti-goldoniana. In particolare però nella La tartana degli influssi per l’anno bisestile 1756 il linguaggio usato è ironico e accattivante.

Le droghe d'amore

Le droghe d’amore è un dramma composto da Gozzi tra il 1775 e il 1776 e pubblicato l’anno successivo. Venne rappresentato al teatro San Salvatore in tre atti.

Le memorie inutili

Quest’opera venne pubblicata tra il 1797 e il 1798 ma realizzata da Carlo Gozzi tra il 1777 e il 1779. Le memorie inutili è un’autobiografia in cui l’autore descrive la situazione economica dei suoi ultimi anni di vita e il modo in cui fu costretto a dedicarsi ad alcune attività commerciali per evitare la bancarotta.

Gli ultimi anni di vita

Durante i suoi ultimi anni di vita, Carlo Gozzi, si concentrò sulla scrittura di tragedie perlopiù comiche che però non vennero apprezzate dal pubblico. Quindi iniziò a lavorare all’interno del dramma spagnolo poco prima della sua morte. Morì nella città natale nel 1806 e fu sepolto nella chiesa di San Cassiano a Venezia.

Altri spettacoli

Carlo Gozzi, durante la sua attività, portò in scena anche altri componimenti come: L'Elisir d'Amore, Il Cavaliere Amico, Doride, La Donna Vendicativa, La Caduta di Donna Elvira, Regina di Navarra, La Punizione nel Precipizio, Il Pubblico Secreto, Le Due Notti Affannose, La Principessa Filosofa, I Due Fratelli Nimici, Eco e Narciso, Il Moro di Corpo Bianco, La Donna Contraria al Consiglio, Cimene Pardo, Innamorata da Vero, Bianca Contessa di Melfi, Il Montanaro Don Giovanni Pasquale, La Figlia dell'Aria, Il Metafisico, Annibale, Duca di Atene, La Malia della Voce, Amore Assottiglia il Cervello e La Vedova del Malabar.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è la formazione di Carlo Gozzi e come ha influenzato la sua carriera?
  2. Carlo Gozzi, nato in una famiglia nobile, ricevette una formazione minore rispetto ai suoi fratelli maggiori e si dedicò principalmente all'autodidattica, concentrandosi sulla letteratura toscana, il che influenzò profondamente la sua scrittura e la sua visione artistica.

  3. Qual è il principale conflitto tra Carlo Gozzi e Carlo Goldoni?
  4. Il conflitto principale tra Gozzi e Goldoni riguardava la riforma teatrale; Gozzi criticava Goldoni per il suo approccio realistico e per l'attenzione a temi sociali, ritenendo che ciò minasse la tradizione e lo stile del teatro classico.

  5. Quali sono le opere più significative di Carlo Gozzi e il loro impatto?
  6. Tra le opere più significative di Gozzi ci sono "Le dieci Fiabe teatrali" e "La Marfisa Bizzarra", che dimostrano la sua opposizione al teatro innovativo di Goldoni e hanno avuto un grande successo, contribuendo a consolidare la sua reputazione nel panorama teatrale.

  7. Come si manifesta la polemica anti-goldoniana nelle opere di Gozzi?
  8. La polemica anti-goldoniana è evidente in opere come "La tartana degli influssi per l’anno bisestile 1756", dove Gozzi utilizza un linguaggio ironico per criticare la riforma teatrale e difendere la tradizione, evidenziando le sue posizioni contrarie a Goldoni.

  9. Qual è il tema centrale delle "Memorie inutili" di Gozzi?
  10. "Le memorie inutili" è un'autobiografia in cui Gozzi riflette sulla sua difficile situazione economica negli ultimi anni di vita, rivelando come fosse costretto a intraprendere attività commerciali per evitare la bancarotta, offrendo così uno spaccato della sua esistenza.

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