Concetti Chiave
- Carlo Goldoni, originario della borghesia veneziana, rivoluziona il teatro dedicandosi interamente a quest'arte, trasformando l'intellettuale in una figura più indipendente.
- Venezia, un tempo prospera grazie al commercio, subisce un declino economico che Goldoni riflette nelle sue commedie, rappresentando i valori e i problemi della società borghese.
- Nonostante non sia un militante attivo, Goldoni condivide i valori illuministici come il bene comune e la ragione, criticando la nobiltà e promuovendo l'onestà e la collaborazione borghese.
- La riforma teatrale di Goldoni si scontra con la Commedia dell'Arte, promuovendo un teatro realistico con personaggi autentici e linguaggio accessibile, superando l'improvvisazione e le maschere tradizionali.
- La riforma teatrale di Goldoni si articola in cinque fasi, iniziando con forme tradizionali e culminando in un teatro innovativo e critico verso la borghesia, influenzato dalle delusioni politiche e personali.
Indice
Goldoni - Vita e teatro
Carlo Goldoni è un intellettuale di origine borghese. Molto legato al mondo del teatro, decide di dedicarsi completamente a questa attività. È uno dei primi scrittori che riesce a vivere solo del proprio lavoro e delle proprie opere.
Con lui cambia anche la figura dell’intellettuale, che diventa più indipendente rispetto al passato.
Goldoni vive nella Repubblica di Venezia, un luogo diverso rispetto a quelli studiati in precedenza. Venezia aveva avuto una grande libertà, soprattutto grazie al commercio. Questa importanza però diminuisce nel tempo.
Prima la scoperta dell’America sposta i commerci verso l’Oceano Atlantico. Poi la conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi danneggia ulteriormente i traffici veneziani.
Il teatro di Goldoni rappresenta quindi la società borghese in cui vive. Le sue commedie mostrano i valori, i problemi e le abitudini di questo mondo.
Vita
Nasce a Venezia nel 1707. Suo padre è un medico, quindi appartiene a una famiglia borghese abbastanza ricca. Il padre vorrebbe avviarlo alla carriera giuridica. Per questo Goldoni studia diritto in importanti collegi, come quello dei Gesuiti a Perugia e un collegio a Pavia. Da quest’ultimo viene però espulso dopo aver scritto una satira contro le donne di Pavia.
Fin da giovane, però, Goldoni sente una forte passione per il teatro. Quando muore il padre, attraversa un periodo di crisi e decide di seguire il desiderio paterno. Per un breve periodo esercita la professione di avvocato a Feltre.
Nel 1730 si laurea in legge a Padova. Poco dopo entra in una compagnia teatrale a Venezia. Nello stesso periodo inizia a scrivere le sue prime opere, tra cui Il buon padre e La cantatrice. Goldoni viaggia molto e conosce numerosi intellettuali italiani e stranieri. Grazie ai suoi viaggi comprende meglio lo sviluppo dell’Illuminismo in Europa e in Italia.
Un viaggio importante è quello del 1762 a Parigi. Vi si reca con la moglie Nicoletta e il nipote Antonio perché viene chiamato a dirigere il Théâtre Italien. Il soggiorno, però, si rivela deludente. Secondo le regole del teatro francese, Goldoni avrebbe dovuto rinunciare ad alcuni principi della sua riforma teatrale. A Parigi riceve una pensione dal re di Francia Luigi XV. In cambio insegna italiano alle sue figlie. La pensione viene però tolta dopo la Rivoluzione francese. Goldoni muore in povertà il 6 febbraio 1793.
Rapporto con l’Illuminismo e confronto con Parini
Goldoni non è un intellettuale militante come Verri e Beccaria. Questi ultimi volevano cambiare la società attraverso le loro opere. Non è neanche un intellettuale impegnato in una vera battaglia sociale come Parini, soprattutto contro la nobiltà. La sua cultura nasce soprattutto dall’esperienza e dai numerosi viaggi che compie. Goldoni però condivide molti valori dell’Illuminismo. Crede nel bene comune, nella ragione e in una filosofia pratica, legata ai problemi reali della vita.
Apprezza soprattutto i valori della borghesia:
Al contrario, critica la menzogna e l’ipocrisia. Nelle sue commedie mostra spesso una certa critica verso la nobiltà, considerata inutile, arrogante e oziosa. Goldoni non vuole eliminare la nobiltà, ma vuole che essa recuperi valori più positivi, come il lavoro e l’utilità sociale. Questo tema appare nella commedia Il cavaliere e la dama del 1749. In quest’opera il mercante Anselmo discute con il nobile don Flaminio. Il nobile considera il commerciante una persona vile. Anselmo risponde che il commercio è invece un’attività utile, necessaria allo sviluppo economico delle nazioni. Secondo lui il vero uomo vile è chi passa la vita nell’ozio, proprio come molti aristocratici. Anche questo aspetto avvicina Goldoni a Parini.
Riforma del teatro di Goldoni
Goldoni ha una nuova idea di teatro e per questo incontra molte difficoltà.
Prima di tutto critica la Commedia dell’Arte, molto diffusa durante il Barocco.
Questa forma teatrale era basata su:
Secondo Goldoni questo tipo di teatro era diventato ripetitivo. Gli attori usavano sempre le stesse battute e gli stessi comportamenti. Il pubblico quindi poteva facilmente prevedere lo spettacolo. Goldoni vuole creare un teatro più realistico e capace di coinvolgere gli spettatori. Però il cambiamento deve essere graduale, perché il pubblico è abituato alla vecchia commedia. All’inizio scrive solo la parte del protagonista, mentre il resto viene ancora lasciato all’improvvisazione. Anche gli attori rappresentano un ostacolo. Sono abituati a usare maschere e improvvisazione, quindi devono imparare un nuovo modo di recitare.
Un’altra difficoltà riguarda la lingua. Per essere compreso da un pubblico più ampio, Goldoni deve usare un italiano comune e non solo il dialetto veneziano. Goldoni dice di ispirarsi a due libri:
Un altro problema sono gli impresari teatrali. Essi pensano soprattutto al guadagno e temono che le nuove idee di Goldoni possano ridurre gli incassi.
Tra i suoi rivali ci sono Chiari e Gozzi, che invece continuano a seguire i gusti tradizionali del pubblico.
Cinque fasi della riforma teatrale
Per questo sviluppa due nuove direzioni. Critica alcuni comportamenti della borghesia. In più, valorizza il popolo e il suo linguaggio, seguendo anche gli ideali illuministici francesi.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza di Carlo Goldoni nel contesto del teatro e della figura dell'intellettuale?
- Come si relaziona Goldoni con l'Illuminismo e quali valori condivide con questo movimento?
- Quali sono le principali critiche di Goldoni alla Commedia dell'Arte e come intende riformare il teatro?
- Quali sono le difficoltà incontrate da Goldoni nella sua riforma teatrale?
- Come si sviluppa la riforma teatrale di Goldoni attraverso le sue cinque fasi?
Carlo Goldoni è stato uno dei primi scrittori a vivere esclusivamente del proprio lavoro teatrale, contribuendo a trasformare la figura dell'intellettuale in una più indipendente. Il suo teatro riflette la società borghese del suo tempo, mostrando valori e problemi di quel mondo.
Goldoni non è un intellettuale militante come altri del suo tempo, ma condivide molti valori dell'Illuminismo, come il bene comune, la ragione e una filosofia pratica. Apprezza i valori borghesi come il lavoro e l'onestà, criticando la menzogna e l'ipocrisia.
Goldoni critica la Commedia dell'Arte per la sua ripetitività e l'uso di personaggi fissi e maschere. Vuole creare un teatro più realistico e coinvolgente, con personaggi veri e non maschere, e un linguaggio comprensibile a un pubblico più ampio.
Goldoni affronta difficoltà come la resistenza degli attori abituati all'improvvisazione, la necessità di usare un italiano comune e non solo il dialetto veneziano, e la diffidenza degli impresari teatrali preoccupati per i guadagni. Inoltre, si scontra con rivali come Chiari e Gozzi.
La riforma teatrale di Goldoni si sviluppa in cinque fasi: inizia seguendo forme tradizionali, poi introduce la scrittura completa del protagonista, sviluppa una nuova poetica teatrale, affronta problemi con la borghesia e infine, nella quinta fase, scrive meno commedie a causa di problemi personali e delusioni politiche.