Indice

  1. La peste “terzo flagello”: quasi sono gli altri due? Quando sono specificatamente trattati? Sono in qualche modo collegati?
  2. Per quali “buone e cattive ragioni” le memorie parlano quasi esclusivamente della città contagiata dalla peste?
  3. Che cosa significa “storia patria”?
  4. A quali fonti fa riferimento il Manzoni per descrivere la peste? Quali critiche muove a queste “relazioni”? Come si deve procedere, secondo il Manzoni, nell’uso delle fonti scritte del Seicento?
  5. 5. Quando si era verificata l’ultima epidemia di peste?
  6. Che cosa significa “protofisico”?
  7. Come si manifesta l’inefficienza dei poteri civili? Chi cerca di supplire a tale inefficienza?
  8. Perché i medici che denunciano l’esistenza della peste sono malvisti?
  9. Narrare la vicenda di Caterinetta Medici. Indicarne anche la funzione nel romanzo
  10. I due cappuccini padre Felice Casati e padre Michele Pozzobonelli
  11. A chi viene attribuita la criminale responsabilità del propagarsi del contagio?

La peste “terzo flagello”: quasi sono gli altri due? Quando sono specificatamente trattati? Sono in qualche modo collegati?

Gli altri due flagelli sono la guerra e la carestia. Della carestia esistono degli accenni appena percettibili fin dai primi capitoli e se ne parla più diffusamente nei capitoli XI, XII, XIII e XIV. La descrizione della guerra del Monferrato occupa buona parte del capitolo XXVII. Il tre flagelli sono in qualche modo collegati: la guerra comporta la distruzione dei campi coltivati e la diminuzione drastica del raccolto e quindi la mancanza di viveri e una diffusa carestia. A questo si aggiunge un aumento delle tasse per far fronte alle spese belliche. Un lanzichenecco viene contagiato dalla peste bubbonica il cui virus si diffonde fra una popolazione le cui difese immunitarie sono già fortemente compromesse dalla carestia e dalle pessime condizioni igienico-sanitarie dovuto al sovraffollamento.

Per quali “buone e cattive ragioni” le memorie parlano quasi esclusivamente della città contagiata dalla peste?

Per “buone ragioni” perché nelle città a causa dell’affollamento e della presenza di tutte le classi sociali gli eventi acquistano una portata et una significatività maggiore. Per “cattive ragioni” perché resta deplorevole il fatto che gli storici facciano loro oggetto di studio solo le città, mentre sono escluse le campagne, dove invece vivono persone che subiscono in silenzio i fatti della storia senza che nessuno dia ad essi il rilievo che si meritano.

Che cosa significa “storia patria”?

Il termine significa storia municipale, della Lombardia e di Milano in particolare

A quali fonti fa riferimento il Manzoni per descrivere la peste? Quali critiche muove a queste “relazioni”? Come si deve procedere, secondo il Manzoni, nell’uso delle fonti scritte del Seicento?

Le fonti a cui attinge Manzoni sono numerose e fra queste egli cita più volte Ripamonti, De peste quae fuit anno 1630”.Fra le altre, possiamo ricordare
F. Borromeo, De pestilentia quae Mediolani anno 1630 magnam stragem edidit
A. Tadino, Ragguaglio sull’origine et giornali successi della gran peste contagiosa, venefica, et malefica seguita nella Città di Milano et suo Ducato dell’anno 1629 fino all’anno 1632.

5. Quando si era verificata l’ultima epidemia di peste?

Nel 1576, quindi cinquantatré anni prima.

Che cosa significa “protofisico”?

Il termine “protofisico” significa “medico” che, però, deve essere distinto dal chirurgo. Il protofisico era una delle massime autorità dello Stato in campo sanitario che però era privo di qualsiasi potere operativo.
7. Chi è il nuovo governatore? A chi era succeduto? Quale risulta essere il suo interesse preminente?
Quando la peste comincia a diffondersi a Milano il governatore è Ambrogio Spinola che è entrato in carica nel 1629, in sostituzione di don Gonzalo Fernández de Cordoba. Nel capitolo XXXI, il Manzoni ce lo rappresenta tutto assorbito nel suo interesse primario che è quello di pensare alla guerra del Monferrato e alla successione al trono di Mantova. Egli rifiuta di prendere misure urgenti per contenere il contagio e, addirittura, proclama dei festeggiamenti pubblici per onorare la nascita del primogenito di Filippo IV, re di Spagna, favorendo così la diffusione della peste. L’incarico di governatore gli sarà revocato proprio nel 1930 perché incapace di aver saputo gestire l’assedio di Casale e la guerra da lui tanto caldeggiata, si era risolta in un totale fallimento.

Come si manifesta l’inefficienza dei poteri civili? Chi cerca di supplire a tale inefficienza?

I poteri civili temporeggiano. Per esempio, la grida che avrebbe dovuto costituire un cordone sanitario intorno alla città di Milano viene annunciata il 30 ottobre del 1629, redatta il 23 novembre e resa pubblica 6 giorni più tardi. Inoltre minimizza ciò che sta accadendo volgendo i propri interessi verso altri problemi di secondaria importanza. Colui che cerca di supplire a tale inefficienza è il Cardinale Federigo Borromeo. Egli ha capito la gravità di quanto sta succedendo e con un’apposita lettera pastorale, invita tutti i parroci della diocesi milanese a informare i fedeli del contagio e di obbligarli a bruciare gli effetti personali dei morti di peste o in caso di sospetto contagio.

Perché i medici che denunciano l’esistenza della peste sono malvisti?

I motivi sono diversi e di ordine psicologico, politico e sociale. Innanzitutto, la popolazione non vuole credere in una catastrofe imminente e annunciata e preferisce prenderla con chi l’annuncia. Inoltre accecata dall’ignoranza non riconosce il valore della scienza medica. Le misure indicate dai medici, come il divieto di assembramento o il controllo delle merci sono visti come dei soprusi e non come necessari pe combattere il contagio. Il popolo è convinto che la peste sia stata inventata per garantire un lavoro ai medici e questi ultimi sono visti con sospetto.

Narrare la vicenda di Caterinetta Medici. Indicarne anche la funzione nel romanzo

Caterina dei Medici viene brevemente ricordata come strega alla cui condanna contribuì anche Ludovico Settala. Per questo fatto, il popolo, che prima considerava il protofisico uno di quelli che aveva interesse a sostenere l’esistenza della peste e per questa una volta aveva rischiato di essere perfino linciato dalla folla, riprese a stimare l’uomo e a riconoscergli dei meriti. Caterinetta Medici era una cameriera in casa Melzi. Fu accusata di maleficio dal capitano Vacallo che la donna, precedentemente, avrebbe fatto innamorare con le sue arte diaboliche; ritenuta responsabile della malattia di cui era affetto il senatore Luigi Melzi, la ragazza fu torturata con tenaglie roventi, confessò colpe mai commesse e fu strangolata e il suo corpo dato alle fiamme nel 1616. La condanna fu pronunciata da una commissione di medici di cui faceva parte anche il protofisico Ludovico Settala. La storia, appena accennata nel romanzo, serve al Manzoni per giustificare l’ignoranza e l’ingiustizia civile che regnava nel Seicento a Milano.

I due cappuccini padre Felice Casati e padre Michele Pozzobonelli

Padre Felice Casati è un frate cappuccino a cui il commissario assegna il ruolo di gestore e organizzatore del lazzaretto. In questa mansione esso viene aiutato da padre Michele Pozzobonelli. Padre Felice discendeva da una famiglia appartenente alla ricca borghesia milanese. Dotato di un animo grande, fisicamente molto resistente alla fatica, era una persona di indole mite, ma rigorosa. Disprezzava la vita e tutto quanto era in rapporto con la vita terrena. Conosceva molto bene la psicologia umana e di innegabili doti di eloquenza. Padre Michele Pozzobonelli era l’esecutore dei suoi ordini. Anch’egli molto rigoroso, era temuto da tutti.

A chi viene attribuita la criminale responsabilità del propagarsi del contagio?

Il popolo individua i responsabili negli untori; addirittura pensa che si tratti di una vendetta del governatore Gonzalo de Cordoba che per la sua incapacità a gestire la guerra del Monferrato era stato dimesso dall’incarico. Qualcuno sostiene anche che il responsabile sia il cardinale Richelieu che aveva interesse a vedere Milano spopolata. In realtà, la peste si diffonde a causa dell’immobilismo del governo che non ha ascoltato le relazioni dei medici e non ha dato un seguito immediatamente alle misure necessarie per contenere il contagio

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