Luca Lussardi, appunti di Analisi I
Calcolo delle derivate
Nonostante l’organizzazione attuale di un corso di Analisi Matematica in una variabile reale preveda la teoria dei limiti e della continuità come primo importante capitolo, storicamente il primo concetto di analisi a farsi strada è stato il concetto di derivata o meglio di differenziale.
L’idea portante è quella di esprimere in modo formale e preciso “quanto varia” una funzione, qual è il suo tasso di variazione: ad esempio se si considera la funzione che fornisce lo spazio percorso da un punto mobile in funzione del tempo, la derivata prima della funzione data sarà la velocità del punto: quanto rapidamente varia lo spazio in funzione del tempo.
La definizione
Sia f : (a, b) → R una funzione, e sia x0 ∈ (a, b). Si dice che f è derivabile in x0 se esiste ed è finito
limx→x0 [f(x) − f(x0)] / (x − x0);
in tal caso tale limite si denota con f′(x0) e si dice derivata prima di f in x0. Un fatto importante da osservare è che la derivabilità di una funzione implica la continuità della funzione stessa: dunque la derivabilità è una condizione di regolarità maggiore rispetto alla sola continuità.
La derivata prima di una data funzione ha un preciso significato geometrico: se f : E → R è derivabile in un punto interno x0 ∈ E allora f′(x0) rappresenta il coefficiente angolare della retta tangente al grafico della funzione f nel punto (x0, f(x0)): tale retta ha quindi equazione cartesiana y − f(x0) = f′(x0)(x − x0).
Nella seguente figura viene rappresentata la funzione y = f(x) = x3 − x + 1 e la retta y = 2x − 1, ottenute applicando la definizione data di retta tangente nel punto (1, f(1)).
2,5
5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5
-2,5
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Analisi matematica