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Concetti Chiave

  • Donato Bramante, nato nel 1444 a Urbino, è considerato un pioniere dell'architettura del Cinquecento, con un impatto duraturo sul volto di Roma.
  • Il suo dipinto "Nudo Maschile" mostra un'elevata attenzione per le proporzioni e l'anatomia, ispirandosi a maestri come Piero della Francesca e Mantegna.
  • Il "Cristo alla colonna", realizzato nel 1490, è noto per il suo realismo straordinario e per i dettagli che ritraggono un Gesù sofferente.
  • Nel finto coro di Santa Maria presso San Satiro, Bramante utilizza illusioni prospettiche per creare un senso di spazio e armonia, combinando pittura e architettura.
  • La sua collaborazione con Leonardo da Vinci a Milano suggerisce un'influenza reciproca tra due dei più grandi artisti del Rinascimento.

In questo appunto vengono descritte vita ed opere di Donato Bramante. Definito “inventore e luce della buona e vera architettura", Donato Bramante, ha segnato profondamente la pittura ma soprattutto l’architettura del Cinquecento cambiando profondamente il volto della Città Eterna.
Donato Bramante: disegno e Cristo alla colonna articolo

Chi è Donato Bramante e qual è la sua biografia e fama?

Donato di Angelo di Pascuccio, detto Bramante dal soprannome del padre, nacque presso Urbino nel 1444. Dopo gli studi presso il cantiere urbinate divenne attivo soprattutto a Milano, dove fu in rapporti strettissimi con Leonardo. Durante il pontificato di Giulio II però si recò a Roma dove cominciò grandi imprese architettoniche che segnarono gli albori dell’architettura del Cinquecento e modificarono profondamente l’assetto della Città Eterna. Giorgio Vasari scrisse di lui, paragonandolo a Brunelleschi: “Di grandissimo giovamento all’architettura fu veramente il moderno operare di Filippo Brunelleschi. Ma non fu manco utile al secol nostro Bramante, acciò, seguitando le vestigie di Filippo, facesse agli altri dopo lui strada sicura nella professione dell’architettura, essendo egli di animo, valore, ingegno e scienza in quella arte non solamente teorico, ma pratico ed esercitato sommamente”. L’architetto e trattatista Sebastiano Serlio anche dirà di lui “inventore e luce della buona e vera architettura”. L’artista morì a Roma nel 1514.
Per ulteriori approfondimenti su Bramante vedi qui

Il disegno del Nudo Maschile

Nei suoi lavori da pittore Bramante avrà come costante riferimento Piero della Francesca per la pittura prospettica e l’Alberti e il Mantegna per la classicità. Ritroviamo infatti questo richiamo al loro stile già nei suoi disegni, come quello del “Nudo Maschile”, che rappresenta un uomo seduto, con il braccio destro sollevato e la mano sinistra appoggiata a un sostegno. Le gambe sono rappresentate leggermente divaricate e piegate (la sinistra leggermente) e la testa è sollevata. In questo modo il corpo segue un avvitamento dal basso verso l’alto e da sinistra a destra in maniera prospettica. Grande attenzione è dedicata alle proporzioni e all’anatomia: muscoli, articolazioni, nervi sono evidenziati dal tratteggio con la biacca e dall’utilizzo del chiaroscuro. Un segno sottile e leggero delinea poi i piedi, le mani e gli avambracci.
Per ulteriori approfondimenti su Piero della Francesca vedi qui

Lo straordinario realismo del Cristo alla colonna

Tra le opere più famose e apprezzate di Bramante, il Cristo alla colonna spicca per il suo essere molto realistico. Realizzato nel 1490, il dipinto si trovava prima nell’Abbazia di Chiaravalle e ora in deposito nella Pinacoteca di Brera. L’interno della rappresentazione è classico, e il Cristo è appoggiato a una colonna (o pilastro) dai motivi vegetali dorati. Gesù è a mezzo busto e il colorito è realistico, come è realistico anche il dettaglio della corda al collo che gli annoda gli arti. La pelle e i muscoli lasciano affiorare le vene nel braccio destro e il costringersi delle carni alla stretta della corda nel sinistro. Le ombre modellano il corpo perfetto e classico nelle proporzioni e barba e capelli sono inanellati e illuminati dai riflessi luminosi. Gli occhi sono chiari e raffigurano un uomo misero e sofferente. Dalla finestra alla sua destra vi è un paesaggio con acque e rocce e penetra la luce che illumina un calice d’oro sul davanzale. Giovan Paolo Lomàzzo, poeta, pittore e trattatista d’arte del Cinquecento apprezzò molto l’opera e spese per essa importanti parole: “non sono da passar sotto silenzio le pitture, con grandissima ragione proporzionate, di Bramante, alle quali egli diede i lumi così fieri e regolati con le ombre et i lor mezzi, che natura propria gli resta appresso fredda e secca, come si vede nel Cristo legato alla Colonna, il quale è ora nel tempio di Chiaravalle poco lungi da Milano”.
Per ulteriori approfondimenti su Cristo alla Colonna vedi qui
Donato Bramante: disegno e Cristo alla colonna articolo

Il finto coro di Santa Maria presso San Satiro

Se la pittura e il disegno di Bramante erano realistici, l’architettura dell’artista si serve di giochi prospettici e illusioni. Ne è un esempio il finto coro della chiesa milanese di Santa Maria presso San Satiro, su cui egli lavorò tra il 1480 e il 1486. L’edificio, che consta di un corpo longitudinale a tre navate e un transetto, è coperto, nell’intersezione tra i due da una cupola emisferica cassettonata. A causa della mancanza di spazio, dovuta alla strada lungo il fianco del transetto, Bramante inventa un finto coro che riesce a restituire armonia alla struttura offrendo il senso di armonia e dilatazione spaziale di cui la cupola aveva bisogno. In circa 90 centimetri egli grazie a trovate prospettiche (disegno e modellamento in rilievo con lo stucco), ricava un coro a tre arcate con ampia volta a botte e adorna il tutto con ori luminosi che contribuiscono a creare maggiore illusione di realtà. Questi giochi illusionistici dimostrano come in questa prima fase del suo studio dell’architettura Bramante veda ancora il tutto con gli occhi del pittore, unito però ad uno studio prospettico dell’architettura classica che egli ricava dai trattati vitruviani.
Per ulteriori approfondimenti su Santa Maria presso San Satiro vedi qui
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Domande da interrogazione

  1. Chi è Donato Bramante e quale impatto ha avuto sull'architettura del Cinquecento?
  2. Donato Bramante, nato nel 1444 a Urbino, è considerato l'inventore della buona e vera architettura, avendo profondamente influenzato l'architettura del Cinquecento e il volto di Roma, specialmente durante il pontificato di Giulio II.

  3. Quali artisti hanno influenzato il lavoro di Bramante come pittore?
  4. Bramante si è ispirato a Piero della Francesca per la pittura prospettica e a Leon Battista Alberti e Andrea Mantegna per la classicità, come evidenziato nei suoi disegni, tra cui il “Nudo Maschile”.

  5. Qual è la caratteristica principale del dipinto "Cristo alla colonna"?
  6. "Cristo alla colonna", realizzato nel 1490, è noto per il suo straordinario realismo, con dettagli come la corda al collo e le vene affioranti, che rendono il corpo di Gesù perfettamente modellato e classico.

  7. Come si manifesta il talento di Bramante nell'architettura della chiesa di Santa Maria presso San Satiro?
  8. Nella chiesa di Santa Maria presso San Satiro, Bramante ha creato un finto coro attraverso giochi prospettici, riuscendo a dare un senso di armonia e dilatazione spaziale nonostante le limitazioni di spazio.

  9. Qual è il giudizio di Giovan Paolo Lomàzzo sull'opera di Bramante?
  10. Giovan Paolo Lomàzzo ha elogiato le opere di Bramante, in particolare il "Cristo alla colonna", sottolineando la proporzione e l'illuminazione che rendono le sue pitture superiori alla natura stessa.

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