Storia economica
Primo semestre - Prof. Taccolini Mario
Parte prima: La prima rivoluzione industriale (1750-1850)
Capitolo 1 – Pag. 3-15
La storia economica è la storia dei fatti e delle vicende economiche a livello individuale, aziendale o collettivo. Si occupa prevalentemente della produzione (combinazione fattori naturali, lavoro e capitale attraverso le capacità imprenditoriali), della distribuzione (ripartizione del valore dei beni e dei servizi prodotti tra gli agenti della produzione) e del consumo (beni destinati al consumo finale, una sola volta o durevoli/beni strumentali).
Economia politica -> studia l’attività economica per comprenderne il funzionamento e formulare leggi.
Politica economica -> studia il modo in cui i governi cercano di modificare i problemi di produzione, distribuzione e consumo della ricchezza prodotta.
Storia economica -> studia le modalità con le quali i problemi di produzione, distribuzione e consumo sono stati effettivamente risolti in certe epoche e in determinati luoghi. Non insiste su apparenti regolarità degli eventi economici e non ipotizza leggi. Analizza e valuta le fonti in modo attento e le interpreta con grande cautela.
Il sistema feudale
Basato su un complesso intreccio di relazioni personali e patrimoniali fra:
- Sovrano e vassalli -> promettevano fedeltà assoluta al sovrano e si obbligavano a fornirgli auxilium e consilium, in cambio forniva loro protezione e un feudo (Att. Non era sua proprietà privata, il sovrano poteva revocare la concessione, specialmente in caso di infedeltà)
- Vassalli e contadini -> proteggeva la comunità, amministrava la giustizia, soccorreva economicamente i suoi contadini, costruiva strutture come mulini e forni utilizzabili a pagamento dalla popolazione. In cambio pagavano un censo per l’uso della terra, fornivano prestazioni d’opera gratuite (corvées) e fornivano uomini armati (fanti) in caso di guerra.
Le terre del feudo erano divise in più parti:
- Riserva dominica -> vi lavoravano i servi del signore
- Mansi -> poderi in concessione ai contadini liberi che li lavoravano per potersi mantenere
- Terre comuni -> destinate allo sfruttamento comunitario degli abitanti del luogo
Con il tempo i feudi vennero resi ereditari versando una somma di riconoscimento al sovrano, vendibili e frazionabili in suffeudi (potevano essere concessi ad altri vassalli detti valvassori e valvassini). I vassalli potevano inoltre possedere terre private (allodii).
La società era divisa in 3 ordini immutabili in quanto ‘fissati da Dio’: oratores (clero), bellatores (nobiltà) e laboratores (contadini ed artigiani).
Nel 1700 il sistema feudale veniva considerato un sopruso ed era ormai in profonda e definitiva decadenza.
Ancien régime
Coinvolge la Francia prerivoluzionaria ed in generale le società prima della Rivoluzione nei diversi stati Europei. Nel XVIII secolo la società europea era divisa in classi:
- Nobiltà – prestigio sociale, ruolo politico, esenzioni fiscali, eredità terre per conservare integrità patrimoni
- Clero: esenzioni fiscali, amministrazione giustizia, riscossione decime (quota del raccolto) e monopolio dell’istruzione
- Ceto borghese: Europa occidentale (borghesia mercantile), Europa centrale e orientale (pubblici funzionari), Francia (appaltatori di tasse e finanzieri)
- Lavoratori
Le rivoluzioni industriali – profonde trasformazioni economiche e sociali
Prima rivoluzione industriale (1750-1850)
Paesi coinvolti: Inghilterra, Belgio, Francia, USA. Innovazioni: caldaia a vapore, industria tessile e siderurgica. Situazione demografica: aumento demografico (> domanda + > forza lavoro). Aumento produzione e produttività agricola (nuovi metodi, concimi, proprietà fondiaria). Miglioramento trasporti (e conseguente ampliamento dei mercati). Imprese di modeste dimensioni. Rivoluzione poco costosa -> pochi capitali + manodopera a buon mercato (ruolo marginale sistema finanziario).
Seconda rivoluzione industriale (seconda metà XIX secolo – prima guerra mondiale)
Paesi coinvolti: USA, Germania, in seguito Italia e Russia + prima modernizzazione Giappone. Innovazioni: Chimica, Meccanica, acciaio, petrolio, motore a scoppio e radio. Situazione demografica: La popolazione europea raddoppia e quella mondiale cresce del 60%. Movimento sociale popolazione -> flussi migratori verso gli stati uniti. Rivoluzione agricola (concimi chimici, macchine agricole). Rivoluzione dei trasporti (navigazione transoceanica, automobili, aerei…) -> crescita vertiginosa del commercio internazionale. Affermazione della grande impresa (big business, large corporation, macchinari complessi, sindacati, organizzazione scientifica del lavoro – fordismo: catena di montaggio). Industrializzazione costosa: ingenti capitali forniti da grandi banche di investimento o borse valori.
Terza rivoluzione industriale (dopo la 2° guerra mondiale)
Innovazioni: energia nucleare, chimica avanzata, elettronica, informatica, robotica e motorizzazione + cambio radicale di lavorare e organizzare la vita dell’uomo. Progressi in agricoltura, riduzione ulteriore costi dei trasporti (containers) -> ulteriore spinta al commercio internazionale. Grande industria manifatturiera – postfordismo. Affermazione del settore dei servizi: società ICT.
Economia globale
Produzione per un mercato mondiale, decentralizzazione imprese, sviluppo economia finanziaria, accumulazione di capitale finanziario spostato alla ricerca di rendimenti (speculazioni). Separazione fra nord e sud del mondo sempre più evidente + contrapposizione fra economia di mercato USA e socialismo Urss + Emersione paesi BRICS.
Perché queste rivoluzioni avvennero proprio in Europa?
- Elementi favorevoli: clima + disponibilità risorse naturali + sistema istituzionale favorevole alla libera impresa e alla sperimentazione di nuovi metodi di produzione
- Visione del mondo europea: posizione del cristianesimo sul lavoro + fiducia nelle capacità umane di dominare la natura
- Frammentazione politica europea: favorisce la competizione fra stati, stimolando lo sviluppo
- Riforma protestante: etica protestante e spirito del capitalismo (Weber)
- Partecipazione democratica dei cittadini al governo del paese -> difendere e sostenere i propri interessi
- Maggiore uguaglianza degli individui dinanzi alla legge, sancita dalla rivoluzione francese -> diritto di proprietà e possibilità di godere della ricchezza accumulata
- Rivoluzione scientifica: sviluppo della tecnologia
Capitolo 2: Lo sviluppo economico pag. 15-22
Crescita, Sviluppo e Progresso
- Crescita economica = aumento del valore complessivo di beni e servizi prodotti da una determinata popolazione in un periodo definito (1 anno in genere). Processo reversibile, termine neutro.
- Sviluppo economico = concetto più ampio, crescita elevata e prolungata accompagnata da trasformazioni strutturali, sociali e culturali. Difficilmente reversibile, termine neutro.
- Progresso = giudizio etico positivo fondato sulla concezione moderna del mondo che vede la storia come un passaggio graduale della società da forme primitive a forma sempre più complesse.
La misurazione della crescita
Vengono utilizzati degli aggreganti:
- PIL (prodotto interno lordo) = valore monetario dei beni e dei servizi finali prodotti in un determinato periodo (in genere 1 anno) all’interno di un paese da residenti e stranieri, al lordo degli ammortamenti (= compreso il valore dei beni che sono stati consumati nel processo produttivo)
- PNL (prodotto nazionale lordo) = valore monetario di beni e servizi finali prodotti in un determinato periodo soltanto dai residenti, all’interno di un paese e all’estero, al lordo degli ammortamenti.
Per stabilire confronti internazionali e comparare livelli di crescita occorre usare le loro versioni pro capite = si divide il PIL per il numero di abitanti ottenendo così il valore dei beni che ciascun cittadino ha mediamente contribuito a produrre (solo così si può notare che il PIL del Lussemburgo, infinitamente più piccolo di quello degli USA, presenta in realtà un PIL pro capite superiore di oltre ¾ a quello americano – dovuto alla popolazione).
Occorre inoltre depurare il PIL dal valore monetario utilizzando il PPA (Parità di potere di acquisto) -> viene individuato un paniere di beni e servizi e determinato il suo prezzo nella moneta di ciascun paese, per poi ricavarne il rapporto tra le monete stesse (non si usa così il tasso di cambio che deriva dall’incontro di domanda ed offerta di moneta -> moneta molto richiesta = aumenta il valore, molta moneta offerta in vendita = diminuisce il valore).
I modelli di sviluppo
(utili solo come ipotesi di lavoro, non possono spiegare i processi storici)
- Modello di Bucher (scuola tedesca, metà XIX secolo): Progressivo allargamento del mercato - economia domestica chiusa -> economia cittadina -> economia nazionale -> economia mondiale
- Modello di Rostow (1960) – 5 fasi per la realizzazione dello sviluppo economico:
- Società tradizionale: società preindustriale, agricoltura come attività dominante, bassa produttività e crescita demografica quasi nulla
- Società di transizione: cambiamento -> incremento produttività agricola, processo di accumulazione, incremento istruzione, formazione classe imprenditoriale dinamica, innovazioni, creazione infrastrutture statali (Contro: resistenze da chi vede in pericolo i propri privilegi)
- Società del decollo o del take off: trasformazioni del sistema economico, produzione e produttività in crescita in ogni settore, accumulazione di capitale, innovazioni, trasformazioni politiche e istituzionali. Vi sono dei leading sectors che trascinano lo sviluppo
- Società matura: ormai decollata, vede continuamente aumentare produttività, innovazioni tecnologiche e investimenti -> processo di crescita regolare e continua. Lo sviluppo si autoalimenta.
- Società dei consumi di massa: aumento della domanda di beni di consumo durevoli e di servizi in seguito all’aumento del reddito pro capite. Miglioramento qualità della vita.
Crisi e cicli economici
L’economia non cresce a stadi, ma manifesta crisi cicliche -> l’economia preindustriale soffriva di crisi di sottoproduzione (cattivi raccolti), il sistema capitalistico industriale ha portato con sé delle crisi di sovrapproduzione. Le crisi di sovrapproduzione partono da una congiuntura favorevole: forte aumento della domanda + rialzo dei prezzi -> accrescimento produzione facendo uso di macchine sempre più perfezionate e di finanziamenti -> si realizza il pieno impiego dei fattori di produzione. Problema: si produce più di quanto non si riesca a vendere -> Sovrapproduzione. Gli operai perdono il lavoro ed inizia la crisi -> le imprese sono costrette a riorganizzare la produzione per ridurre i costi.
L’evoluzione del capitalismo industriale è fortemente instabile -> lo studio delle crisi viene inquadrato in cicli economici:
- Juglar (1860): identificò le crisi come punto di inversione di tendenza tra espansione e depressione in cicli della durata di 8/10 anni
- Kitchin (1923): studiando le statistiche dei tassi di interesse e dei prezzi all’ingrosso in Gran Bretagna e USA, mise in evidenza l’esistenza di un ciclo minore della durata di 3-4 anni.
- Kondratieff (1926): individuò onde lunghe nell’attività economica che durano circa 50 anni (espansione-depressione)
I cicli individuati si sono svolti in un lungo periodo caratterizzato da un trend secolare in crescita (= nonostante le fasi depressive, l’andamento generale dell’economia è stato in crescita). Dal ‘700 al 1926 ci sono stati 4 cicli: 1730-1790, 1790-1848, 1848-1897, 1897-1933. All’interno di ogni ciclo lungo di Konfratieff vi sono più cicli di Juglar, all’interno dei quali vi sono più cicli di Kitchin. Oggi esistono anche i concetti di iperciclo (18-22 anni) o di ciclo dell’edilizia residenziale, collegato all’attività edilizia e indicativo dei movimenti dell’economia reale.
Capitolo 3: Le premesse della rivoluzione industriale inglese – La popolazione pag. 23-32
Popolazione ed economia
Una popolazione maggiore significa un aumento della domanda di beni ed allo stesso tempo un aumento dell’offerta. La domanda complessiva è influenzata dalla struttura sociale (domanda aristocratici ≠ domanda contadini), da fattori socioculturali (abitudini e credenze), dal reddito e dalla capacità di spesa della popolazione. L’offerta è condizionata dalla capacità produttiva, dal numero di abitanti e dalla composizione per età.
Legge di Engel: la percentuale del reddito destinata ai consumi alimentari è tanto più alta quanto minore è il reddito -> le persone più povere destinano ai consumi essenziali, caratterizzati da una forte rigidità della domanda, quasi tutto il loro reddito.
La dinamica della popolazione nel mondo preindustriale
Prima dei censimenti moderni (XIX secolo) si ricorreva a elementi indiretti -> secondo queste stime la popolazione mondiale a metà ‘700 non raggiungeva gli 800 milioni. La popolazione ha seguito da sempre un andamento ad onde senza una crescita stabile.
Nell’Europa preindustriale permaneva l’antico regime demografico primitivo o naturale: equilibrio labile e precario – alta natalità ed alta mortalità infantile (1/4 dei bambini moriva entro il primo anno, la metà non superava il 5°), vita media molto breve (30 anni), la popolazione dipendeva esclusivamente dalla disponibilità di mezzi più elementari di sussistenza, i prodotti della terra -> quando la popolazione cresceva in modo eccessivo rispetto alla capacità di un territorio di assicurare i mezzi di sussistenza necessari vi era di conseguenza malnutrizione che dava spazio alle epidemie (favorite da indebolimento fisico + cattive condizioni igieniche + limitate conoscenze mediche). Guerre, saccheggi e carestie cicliche erano altri elementi di criticità demografica. Analfabetismo diffuso.
La rivoluzione demografica
Nuovo regime demografico moderno – bassi tassi di natalità e bassi tassi di mortalità, vita media crescente fino ad 80 anni (cambiamento graduale con fase di transizione). La popolazione mondiale registra un aumento del 60% da 800 milioni a 1,3 miliardi. La popolazione europea raddoppia ed in Gran Bretagna la popolazione triplica. Il legame fra aumento della popolazione e disponibilità alimentari si spezza.
Preoccupazioni per la crescita demografica -> Malthus sosteneva che la razza umana crescesse secondo una progressione geometrica (1,2,4,8,16…), mentre i mezzi di sussistenza secondo una progressione aritmetica (1,2,3,4,5,6…). Per evitare che la popolazione restasse indigente occorreva limitarne l’incremento mediante un moral restraint (ritardo del matrimonio e pratica castità) e l’abolizione della legge sui poveri (assistenza pubblica delle parrocchie).
Quali sono le cause della rivoluzione demografica? La riduzione del tasso di mortalità fu determinata da diversi fattori:
- Migliore alimentazione: più regolare, diversificata ed abbondante.
- Trasformazioni agricole e dei trasporti.
- Migliori condizioni igieniche: fognature, reti idriche, case in muratura, sapone, vestiti di cotone.
- Primi progressi medicina: vaccino vaiolo, accademie mediche, cattedre di ostetricia.
- Calo graduale natalità dovuto a: comportamenti individuali e di coppia determinati da condizioni economiche e organizzazione lavoro, trasformazione famiglia (da allargata a nucleare).
- Diffusione fenomeno del nuovo urbanesimo.
Capitolo 4: Le premesse della rivoluzione industriale inglese – L’agricoltura pag. 33-40
Verso il 1750 le persone dedite all’agricoltura costituivano dappertutto la maggioranza della popolazione (arrivavano anche al 90% del totale) -> prevalenza del settore primario.
Legge dei tre settori di Clark: nelle economie in crescita vi è una tendenza di lungo periodo a passare dalla prevalenza di addetti all’agricoltura a quella di addetti all’industria e infine alla prevalenza di addetti al terziario. (settore secondario, picco intorno al 1970 -> in seguito terziario)
Agricoltura ancien régime
Scarsa produttività dovuta a:
- Scarsa fertilità dei terreni + metodi di coltivazione tradizionali con tecniche e attrezzi arretrati
- Regime di proprietà fondiaria
- Policoltura: trasporti difficili e molto costosi -> produrre in loco tutto ciò che serviva per soddisfare le esigenze alimentari – la produttività di abbassa, spesso si coltivano piante non adatte ai terreni
- Commercializzazione molto limitata, produzione destinata al mantenimento famigliare/locale
Rivoluzione agraria
L’aumento demografico comporta un aumento della domanda e un incremento dei prezzi -> da qui prende il via la rivoluzione agraria in Inghilterra: forte incremento della produzione e della produttività grazie all’ introduzione di nuove tecniche e mutamento del regime della proprietà fondiaria. Bisogna aumentare la produttività delle terre disponibili -> ripristinare la fertilità del suolo dopo le coltivazioni superando il maggese (con la rotazione biennale/triennale a maggese si perdeva un anno si aveva uno spreco di terra pari alla metà o a un terzo della superficie coltivata). Soluzione -> Sistema di Norfolk – rota...
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