La rottura dell'ordine tradizionale
Nel corso del XVIII secolo, molti fattori contribuirono a rendere sempre più instabile il sistema socioeconomico che si era lentamente evoluto a partire dal tardo Medioevo, sostituendolo con nuove forme di vita collettiva e nuovi strumenti di produzione, distribuzione e consumo della ricchezza. L'industrializzazione fu l'ultimo risultato di una complessa catena di trasformazioni, ognuna delle quali interagì con le altre, cumulando gli effetti in quella trasformazione completa del modello europeo di sviluppo che viene comunemente definita rivoluzione industriale.
Le diverse regioni europee reagirono in maniera non uniforme rispetto alle novità: alcune le anticiparono e adottarono subito, altre si adeguarono più lentamente, alcune inizialmente le rifiutarono in blocco. L'industrializzazione europea, quindi, non fu un processo né veloce né uniforme, ma nel corso della prima metà del XIX secolo era ormai chiaro a tutti che il cambiamento non era ormai diventato definitivo, ma che le trasformazioni in atto avevano disegnato un nuovo ordine non soltanto economico e sociale, ma anche politico e strategico. Chi ne rimaneva escluso rischiava di trovarsi sottomesso ed emarginato in permanenza.
Ordine tradizionale e cambiamenti demografici
È necessario ricercare una teoria abbastanza solida che ci giustifichi il fatto che in un certo momento della storia, quello che era l'ordine tradizionale ha dimostrato segni di crisi (all'inizio solo in alcune aree specifiche, si è poi allargato). Tale ordine tradizionale è infatti poi stato sostituito da un nuovo ordine.
Il punto di partenza dell'ordine tradizionale
- Risorse naturali
- La capacità di farle fruttare
- La popolazione: arrivava dai grandi rivolgimenti del Medioevo e dalle diverse capacità dei diversi paesi di strutturarsi in maniera più o meno efficiente. Il paese più efficiente -alla fine del 1600- era la Francia; infatti la Francia da sola aveva tanta popolazione quanto Italia, Spagna, Portogallo ecc. messi insieme. Questo era sicuramente dato da una grande capacità di organizzare il rapporto città-campagna e la produzione dei beni in campagna in maniera efficiente, ma ciò è anche un chiaro esempio di come questo ordine tradizionale fosse legato al territorio.
A partire dal 1700 la storia della popolazione del mondo cambia: vi è infatti un grande incremento demografico che dai tempi dell'impero romano era proceduto con avanzamenti e regressioni a causa delle invasioni barbariche, dei sistemi di coltivazione della terra e delle grandi pandemie (1348 -> peste).
Infatti nel passaggio tra 1600 e 1700, gli europei non sono soltanto più numerosi, ma anche meglio nutriti (deteniamo tali informazioni in quanto aumenta la statura, la vita media, e vi è un crollo inoltre della mortalità infantile). All'inizio del processo però al calo della mortalità (sia infantile che degli anziani), si affianca ancora un elevato tasso di riproduzione, la popolazione arriva infatti a un punto di esplosione e vi è quindi un cambiamento completo di un'importante risorsa economica: gli uomini.
Risposte all'aumento demografico
A tale problema viene posta una prima risposta che è la crescita di primo livello: vengono quindi tagliate le foreste e viene coltivato ogni centimetro fertile. Il risultato è poco efficace un quanto tali terre erano già state coltivate; rimangono solo terre marginali che vengono però rese produttive in base a un vecchio sistema basato sui campi aperti (in quanto le terre erano del villaggio e il villaggio le distribuiva alle famiglie) e sulla rotazione triennale con la quale venivano poste delle strisce di terra in cui era divisa la proprietà agricola comune. Venivano quindi alternate due coltivazioni mentre una terza striscia veniva lasciata al pascolo e non veniva quindi coltivata; il terreno necessitava infatti di riposare e la terza striscia dedicata al pascolo permetteva effettivamente ciò.
Questa scelta venne però messa in crisi dalla transizione demografica, in quanto c'è meno cibo per ogni persona e quindi vi è un deperimento dell'organismo e ciò porta la civiltà a soccombere alle malattie (peste fino al 1600, quando si comincia a capire da una parte come curare la peste e dall'altra si comincia ad avere maggiore disponibilità di cibo).
Venne quindi introdotto un secondo livello con l'intervento dello stato. Viene infatti inventato in Inghilterra (nel 1700, siamo nel periodo dell'illuminismo: questa è infatti un'applicazione dell'illuminismo all'agricoltura) la rotazione quadriennale per la prima volta in quanto i campi vengono divisi in quattro porzioni ognuna delle quali viene coltivata ogni anno (si ricava qualcosa dal terreno ogni anno). Viene quindi utilizzato un sistema diverso che utilizza il 100% delle risorse (sia per gli animali che per gli uomini; vi è infatti una parte del terreno che viene utilizzata per avere foraggio per allevare animali domestici).
Ciò porta quindi in Gran Bretagna a degli effetti positivi (i cittadini hanno a disposizione un surplus di risorse per effettuare anche un'attività di investimento), ciò crea infatti le condizioni per poter vendere alcuni beni relativamente di alto prezzo (formaggi, carne, uova...). La famiglia contadina che adotta tale rotazione quindi riesce a mangiare meglio e a vendere anche i propri beni. Le famiglie contadine hanno quindi così più risorse per ricavare soldi e poi investire sui propri campi (es. comprare un aratro migliore, comprare un cavallo per trainare il carro al posto del bue tenendo così quest'ultimo nella stalla, comprare mobili e stoviglie per la casa..).
In Inghilterra questa risposta innovativa apre le porte al mercato e ad un'economia che non è più quella mista medievale e feudale e tutta protesa all'autoconservazione, ma questa è un'economia aperta che produce di più di quanto consumato e quindi innesta un circuito virtuoso.
L'ascesa dell'Inghilterra
Nella metà del 1700 l'Inghilterra vince la guerra dei sette anni e soppianta l'Olanda come primo paese mondiale nel campo economico e quindi come potenza commerciale (gli olandesi già nel 1600 riuscirono ad arrivare nelle isole delle spezie e a circumnavigare l'Africa riuscendo così a diventare una potenza commerciale mondiale).
Una delle grandi guerre del secolo XVIII (1756-1763). Combattuta in quattro continenti, essa affermò la supremazia militare della Prussia in Europa, la preponderanza dell'Inghilterra sui mari e il suo dominio in America e in India, introdusse decisamente la Russia nella politica degli stati occidentali, segnò infine la decadenza dell'Austria davanti all'affermata superiorità della Prussia, e quella della Francia davanti all'Inghilterra che le succedette nel dominio di vasti territori extraeuropei.
L'agricoltura inglese diventa quindi più produttiva ma anche più meccanizzata, vi è una crescita del PIL sia in termini aggregati che pro capite e quindi gli inglesi iniziano quel circuito virtuoso che non solo stacca l'economia inglese dalla tradizione, ma inizia il percorso che arriva fino ad oggi (NB: si parla di economia inglese: Galles, Scozia e Irlanda all'inizio non c'entrano).
I progressi tecnologici e la rivoluzione industriale
Nel 1750 fu fatto un investimento e fu creato il primo cronografo da parte degli Inglesi. Iniziò quindi anche la storia dell'impero britannico (che è un impero marittimo). Vi fu poi anche una risposta di terzo livello: l'industria. In Inghilterra vi era un settore industriale tradizionale ed esisteva già una macchina a vapore che serviva per svuotare le miniere dall'acqua che entrava dentro. La rivoluzione industriale si svolse in Gran Bretagna inizialmente in quanto quest'ultima presentava un clima mite, una posizione strategica per partecipare alle esplorazioni geografiche e fu in grado di far evolvere la propria cultura in modo da sostenere al meglio le condizioni per l'innovazione e l'investimento.
I tre pilastri della rivoluzione industriale
- Ferro
- Cotone
- Vapore
Il punto di partenza è il carbone coke di Abraham Darby nel 1709, che è un sistema di forni (utile per la fusione del ferro) in cui il carbone di miniera non brucia ma, in assenza di ossigeno, si scalda senza ossidarsi liberando quindi le sue impurità più leggere che diventano gas (antenato del gas metano). Allo stesso tempo diventavano liquide le impurità più pesanti che quindi venivano raccolte (utili per la creazione dell'asfalto= l'Inghilterra era quindi anche la prima realtà con le strade asfaltate). Nel mezzo rimaneva invece il carbonio quasi puro. Questo era quindi anche un modo per produrre a prezzi economici una grossa quantità di ferro, e avere quindi ferro in grande quantità e a prezzo contenuto risultava essere un grosso vantaggio.
Il ferro si conosceva infatti da sempre, per farlo però bisognava battere e ribattere il pezzo di ferro per giorni per togliere le impurità, scaldandolo e raffreddandolo (il pezzo di ferro quindi costava anche molto in quanto ci voleva molto tempo per produrlo).
L'introduzione della macchina nella tessitura (spionino jenny)= prima ogni singolo filo di qualsiasi fibra doveva essere filato a mano; con le macchine si arriva tessere anche a 20 o 30 fili (prima invece venivano filati i fili uno ad uno). Vi fu quindi una meccanizzazione del tessile = si passa dalla filatura alla tessitura (inoltre ciò può essere effettuato anche dai bambini (soprattutto nel 1705 quando viene creato il primo telaio meccanico che non richiede manodopera specializzata) che vengono pagati molto di meno rispetto alla filatrice esperta).
L'introduzione delle eclosures che sono degli atti del parlamento che indicano la proprietà privata di singoli individui che promettono di migliorare la coltivazione introducendo la rotazione quadriennale e attraverso altre migliorie dei terreni.
L'introduzione della macchina a vapore che porta alla nascita delle prime fabbriche in cui si svolgono tutti i passaggi di lavorazione. Nel breve periodo la macchina a vapore soppianta in maniera abbastanza rapida le altre forze di energia (l'acqua e il vento). Nel corso dell'800 in pratica il vapore diventa la più grande fonte di energia. Un ruolo particolare fu svolto dalla macchina a vapore di James Watt (brevettata nella sua prima forma nel 1780). James Watt paragonava la potenza delle sue macchine al lavoro dei cavalli, ai suoi clienti dava quindi una macchina che faceva il lavoro di 15 cavalli; tale idea commerciale è inoltre arrivata fino a noi (ancora oggi noi misuriamo la potenza dei motori in cavalli).
Laddove la macchina a vapore sostituì i muscoli delle persone, il guadagno fu enorme (una macchina di 15 cavalli fa il lavoro di 300 uomini).
Date principali della rivoluzione industriale
- 1709: Abraham Darby e il carbone "coke".
- 1760: Enclosures.
- 1733-1779: Sviluppo delle macchine per la filatura meccanica.
- 1761: Cronografo H4 di John Harrison = aiutò gli inglesi nella navigazione e spinse la nascita dell'impero marittimo britannico.
- 1776: Pubblicazione "La Ricchezza delle Nazioni" di Adam Smith.
- 1781: Brevetto macchina a vapore di James Watt.
Si è quindi così innescata una spirale virtuosa a partire dal ferro, l'industrializzazione del tessile ed infine la macchina a vapore; il mercato comincia così a muoversi e innovarsi. Viene perciò a nascere una spirale che si autoalimenta, le industrie diventano più produttive, riescono a vendere a prezzi migliori, riescono a intercettare nuove quote di mercato e quindi tale circuito diventa la rivoluzione industriale.
Napoleone e la razionalizzazione dell'economia continentale
Da una parte, la Gran Bretagna stava rapidamente trasformando il suo sistema economico grazie all'interazione tra tecnologia, manifattura e commercio internazionale, ottenendo un grande successo. Dall'altra, l'Europa continentale rimaneva ancorata ad un'economia agricola di tipo tradizionale, con poca manifattura, scarsa apertura internazionale e grande dipendenza dalle variabili condizioni atmosferiche, che determinano la quantità e qualità della produzione agricola, vero pilastro dell'economia di tipo tradizionale.
Nel tentativo di recuperare lo svantaggio, il più grande Paese europeo, la Francia, iniziò una rincorsa basata su maggiori spese militari e aumento della tassazione. Il malcontento aumentò notevolmente dopo una serie di annate agricole negative, tanto da diffondere un sentimento di ostilità nei confronti dell'ordine socio politico tradizionale, causando la Rivoluzione. Dopo i primi anni turbolenti, il regno di Napoleone portò alla costruzione di uno Stato per la prima volta impegnato nel favorire il progresso economico, grazie ad una legislazione innovativa e a nuove istituzioni. Con Napoleone, si affermò un nuovo approccio: lo Stato razionalizzatore.
Innovazioni di Napoleone
Dalla guerra dei sette anni in poi la Francia vedette l'Inghilterra sua vicina cambiare totalmente volto e cominciare a commerciare in giro per il mondo e cominciare a inondare anche il continente di beni delle industrie prodotti a basso prezzo (cotone, prodotti di ferro, prodotti per la casa.. in generale prodotti in serie venduti quindi a basso prezzo). Per la Francia tale concorrenza è insostenibile ed è difficile quindi stare dietro alla tecnologia inglese.
La Francia, come tutta l'Europa continentale, è presa nella morsa della transizione demografica: produzione di cibo stagnante e grande crescita demografica. I paesi che sono in grado di introdurre le innovazioni hanno invece automaticamente un vantaggio che li spinge in avanti, tutti quelli che invece sono legati alla tecnologia vecchia rimangono non solo indietro ma anche svantaggiati. Vengono quindi prodotte delle condizioni che portano ad una crescita di qualcuno, ma altri risultano essere perdenti.
In Francia il problema è particolarmente pesante in quanto i residui della feudalità sono proprio fondamento della società. Il sistema feudale francese ha assolutamente bisogno che i contadini non si sviluppino in quanto in questo modo il consumo delle nobilità o le possibilità di consumo diventano la legittimazione del privilegio che può essere utilizzata dall'assolutismo come ingrandimento del potere del re. Riformare l'agricoltura significava lasciare troppa libertà anche ai borghesi (si pensava quindi che o si conservava tutto o crollava tutto).
Questo perché il sistema francese era estremamente complesso (terzo stato= supportava peso delle tasse, clero e nobiltà= privilegiati). Nel tentativo di recuperare lo svantaggio la Francia iniziò una rincorsa basata su maggiori spese militari e un incremento della tassazione, ma il malcontento aumentò notevolmente dopo una serie di annate agricole negative, tanto da diffondere un sentimento di ostilità nei confronti dell'ordine sociopolitico tradizionale, causando la rivoluzione. Dopo un po' la situazione divenne ingestibile tanto che si scatenarono una serie di eventi, con la conseguente nascita della Repubblica.
Arrivò poi Napoleone (nel 1799 diventa primo console) il quale era un bravo gendarme, un bravo politico e un bravo comunicatore. Vari stati andarono contro o furono alleati con la Francia di Napoleone, l'unico stato che è sempre stato contro la Francia di Napoleone era però la Gran Bretagna. Inoltre ovunque Napoleone andasse introduceva questo suo stile di governo accentrato e quindi imponeva le sue leggi in tutte le conquiste.
Napoleone introdusse molte novità a livello economico:
- Fu molto importante l'introduzione del sistema metrico decimale (adottato dall'accademia della Francia nel 1793). Ogni singolo paese aveva le sue singole unità di misura (addirittura in diverse città italiane vi era una stessa unità che era però calcolata in maniera differente). Napoleone semplifica tutto e introduce un sistema valido ovunque e che viene utilizzato per tutto e reintroduce la base 10 che è importante in quanto 10 sono le dita= il sistema metrico decimale è molto utile per gli analfabeti (è molto semplice per loro contare sulle dita). Il sistema metrico decimale era quindi scomodo per i commercianti (in quanto utilizzando la base 12 quest'ultima poteva essere divisa per più numeri rispetto alla base 10 che può essere divisa solo per 5 e 2), ma era molto più comodo per coloro che compravano (in quanto la maggior parte della popolazione era analfabeta). Inoltre le unità di misura del sistema napoleonico facevano riferimento al litro d'acqua (lunghezza e peso corrispondono a tot litri di acqua)= tale sistema non soltanto democratizza il commercio, ma lo rende anche uniforme e semplificato.
- Vengono introdotti inoltre i codici napoleonici che vengono creati e imposti da Napoleone e che furono uno strumento per stimolare lo sviluppo di una società borghese, allargando il diritto di proprietà a tutti.
- Napoleone con il suo approccio razionale pone inoltre l'idea di self made man= vuole far intendere che chiunque può diventare qualsiasi cosa. Una persona che si dà da fare ed è capace, può fare qualsiasi cosa. Non vi sono quindi più le barriere mentali del feudalesimo.
- L'Europa continentale inizia quindi a ragionare in termini moderni. L'eredità economica di Napoleone non è mai infatti stata toccata (il congresso di Vienna distinse l'aspetto territoriale europeo sul lato più politico, ma non toccò in ogni caso l'eredità economica di Napoleone; vi è quindi un disaccoppiamento tra le questioni economiche e l'eredità di Napoleone).
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