Estratto del documento

Storia economica: dalla rivoluzione industriale alla rivoluzione informatica

La rivoluzione industriale

Premessa: la storia economica

La storia economica, afferma lo storico Carlo M. Cipolla, è la storia dei fatti e delle vicende economiche a livello individuale, aziendale, collettivo. Essa ha per oggetto:

  • La produzione: Si ottiene combinando insieme più fattori della produzione, ossia i fattori naturali, il lavoro e il capitale, ai quali si aggiunge la capacità imprenditoriale.
  • La distribuzione: Consiste nella ripartizione di beni e servizi fra coloro che hanno contribuito a produrli.
  • Il consumo: È l'utilizzazione che si fa dei beni e dei servizi prodotti. I beni sono utilizzati per soddisfare i bisogni individuali o collettivi dell'uomo oppure per produrre altri beni.

La produzione, la distribuzione e il consumo sono oggetto d'indagine di almeno altre due discipline:

  • La storia economica: Studia le modalità con le quali i problemi della produzione, della distribuzione e del consumo di beni e servizi sono stati effettivamente risolti in certe epoche e in determinati luoghi. Mentre l'economista, quindi, è orientato verso il futuro, lo storico, viceversa, è orientato verso il passato e deve evitare la pericolosa tentazione di ipotizzare leggi valide per ogni tempo.
  • L'economia politica: Studia l'attività economica per comprenderne il funzionamento ed eventualmente tentare di giungere alla formulazione di leggi.
  • La politica economica: Si occupa del modo in cui i governi, con la loro azione e per raggiungere fini prefissati cercano di modificare la composizione, la distribuzione e il consumo della ricchezza prodotta.

La storia economica descrive le profonde trasformazioni economiche realizzate a partire dalla seconda metà del Settecento, compresi difficoltà, sacrifici, successi e insuccessi dei singoli e delle nazioni; la SE come disciplina giovane (si consolida accademicamente nel periodo 1930-1970); all'inizio era storia del commercio.

Il sistema feudale

Il sistema feudale si basava su una serie di rapporti personali e patrimoniali, intercorrenti fra il sovrano e i suoi vassalli e tra costoro e i loro contadini. I vassalli promettevano fedeltà al proprio signore o sovrano e si obbligavano a fornirgli aiuto (militare e finanziario) e consiglio (partecipazione a consultazioni periodiche). In cambio, il signore garantiva al vassallo la sua protezione e gli assicurava il mantenimento mediante l'assegnazione di un feudo. I feudi col tempo divennero ereditari e, previo assenso del sovrano, anche vendibili ad altri, oltre che frazionabili in suffeudi, che potevano essere concessi ad altri vassalli.

Le terre del feudo erano così divise:

  • Riserva dominica: Parte che il signore faceva coltivare ai suoi servi.
  • Mansi: Poderi dati in concessione ai contadini liberi perché li lavorassero per potersi mantenere.
  • Terre comuni: Ossia le terre non coltivate, che erano riservate allo sfruttamento comunitario degli abitanti del luogo.

Il feudatario garantiva difesa contro i nemici, amministrava la giustizia, soccorreva i contadini in caso di bisogno, costruiva e teneva funzionanti i mulini, forni, gualchiere, frantoi e altre strutture. I contadini erano tenuti ad alcune prestazioni in cambio: pagavano un censo, fornivano prestazioni d'opera gratuite (corvée), mettevano a disposizione uomini armati in caso di necessità.

Dal punto di vista sociale il mondo feudale era visto come un'organizzazione distinta in tre ordini: oratores, bellatores e laboratores, vale a dire coloro che pregavano (clero), coloro che combattevano (nobiltà) e coloro che lavoravano (contadini e artigiani). Con il tempo, il sistema feudale, che si era affermato con caratteristiche molto diverse nelle varie zone d'Europa, si era andato sfaldando e trasformando a cominciare dall'Inghilterra.

La società di ancien régime

Il termine ancien régime è stato applicato in generale alla società e alle istituzioni esistenti prima della Rivoluzione francese nei diversi paesi europei. Nel 700 la società era ancora divisa in classi:

  • La nobiltà: Godeva ancora di un enorme prestigio sociale ed esercitava un importante ruolo politico. La natura aristocratica della società settecentesca era rafforzata dall'autorità e dal prestigio della Chiesa, il clero continuava a godere di molti privilegi dall'essere esentato dal pagamento di numerosi tributi alla riscossione delle decime per il suo mantenimento.
  • I lavoratori (contadini, artigiani, domestici): I contadini costituivano la stragrande maggioranza della popolazione, ma le loro condizioni non erano uniformi e variavano da luogo a luogo.
  • La borghesia: Classe media nata dalla dissoluzione del sistema feudale, costituita da mercanti, banchieri, notai, medici, burocrati e altri. Si stava man mano consolidando e assumeva caratteristiche particolari a seconda dei paesi in cui si era sviluppata. Nelle prospere nazioni commerciali dell'Europa occidentale, come Olanda, Inghilterra e Francia era una borghesia mercantile; nei paesi dell'Europa centrale e orientale era composta di funzionari, specie in Prussia e nei domini asburgici, ed era principalmente formata da appaltatori delle imposte e da finanzieri in Francia.

Le rivoluzioni industriali

A partire dalla metà del '700 ebbe inizio quella profonda trasformazione economica e sociale che prende il nome di rivoluzione industriale, un lungo processo che giunge fino ai nostri giorni. Tale espressione fu usata solo molto più tardi e fu presa a prestito dalle rivoluzioni politiche, per fare riferimento a profondi mutamenti strutturali dell'economia e della società, concentrati in un periodo relativamente breve. La rivoluzione industriale fu preparata nei secoli precedenti da alcune lente trasformazioni che consentirono poi l'accelerazione settecentesca. Tali trasformazioni riguardarono, non solo l'industria, ma anche la popolazione, l'agricoltura, il commercio, i trasporti e le comunicazioni. Perciò, alcuni studiosi, ritengono inadeguata l'espressione “rivoluzione industriale”, che tuttavia continua ad essere correntemente utilizzata. La rivoluzione industriale è stata successivamente divisa in 3 fasi distinte e si è parlato di 3 rivoluzioni industriali, che coprono l'intero arco di tempo compreso fra la metà del '700 e i nostri giorni.

  • La prima rivoluzione industriale (seconda metà del 1700) interessò innanzitutto l'Inghilterra seguita da Francia, Belgio e Stati Uniti d'America. Fu poco costosa dato che non erano richiesti molti capitali per avviare un'attività produttiva, i capitali iniziali vennero principalmente da proprietari terrieri o da mercanti arricchitisi con il commercio estero; ciò determinò un ruolo marginale delle banche. Essa fu caratterizzata da un insieme di “trasformazioni rivoluzionarie” in molteplici campi:
    • Innovazioni tecnologiche: Riguardarono, in primo luogo, la caldaia a vapore l'industria tessile e quella siderurgica.
    • Crescita demografica: La popolazione crebbe a ritmi costanti e parallelamente ad essa la domanda di beni, specie di prima necessità, mettendo a disposizione alla nascente industria una grande quantità di forza lavoro a buon mercato.
    • Agricoltura: Conobbe un aumento della produzione e della produttività (rapporto fra la quantità di output e di uno o più input impiegati per produrlo), furono sperimentati nuovi metodi di coltivazione e di concimazione.
    • Trasporti: Furono costruite le prime linee ferroviarie che permisero di ampliare i mercati dando uno sbocco alle merci ormai prodotte in quantità sempre più rilevanti.
    • Produzione: La produzione si andò sempre più accentrando concentrandosi nelle fabbriche, si fece sempre maggior ricorso alle macchine semplici, che non richiedevano particolari competenze per essere manovrate. Le imprese mantenevano modeste dimensioni sotto la guida del proprietario.
    • Sociali: I lavoratori, il cui sfruttamento era particolarmente pesante, cominciarono a organizzarsi in associazioni, limitate in un primo momento agli operai specializzati.
  • La seconda rivoluzione industriale si sviluppò intensamente fra la seconda metà dell'Ottocento e la Prima guerra mondiale, per proseguire fino alla metà del secolo XX. A differenza della prima rivoluzione industriale, l'industrializzazione divenne più costosa e la necessità che maggiori capitali per avviare un'attività produttiva fece entrare in gioco il ruolo delle banche e della borsa che assunse enorme importanza. Essa riguardò principalmente paesi come Stati Uniti, Germania, Russia, Italia, Giappone. Vi fu un ulteriore evoluzione sotto vari aspetti:
    • Produzione: Le principali attività produttive divennero la chimica, l'elettricità, la meccanica, lo acciaio il petrolio, il motore a scoppio e la radio. Trionfo della grande impresa, grazie all'utilizzo della catena di montaggio, di macchinari sempre più complessi e all'integrazione dei processi produttivi da parte della ricerca sviluppatesi nelle università e nei centri specializzati.
    • Crescita demografica: La popolazione mondiale aumentò del 60% e quella europea raddoppiò. Molte persone si trasferirono in altri paesi, come milioni di Europei che varcarono l'Atlantico, e molte altre si spostarono nelle città.
    • Agricoltura: Il numero degli addetti a questo settore diminuì mentre la produzione e la produttività continuavano a crescere a ritmo elevato, grazie alla messa a coltura di nuove terre (soprattutto in America), ai concimi chimici e all'uso delle macchine agricole.
    • Trasporto: I mezzi di trasporto subirono una rivoluzione straordinaria fu definitiva la diffusione di ferrovie e navi a vapore e successivamente delle automobili e degli aerei. Grazie ad essi il commercio internazionale crebbe notevolmente.
  • La terza rivoluzione industriale (iniziata dopo la WWII) ha prodotto trasformazioni economiche e sociali molto più profonde di quelle delle due precedenti rivoluzioni. Essa interessò prevalentemente i paesi che già si erano industrializzati e vide il mondo diviso in una competizione fra due sistemi economici contrapposti; l'economia di mercato degli USA e il socialismo reale della Russia. Vi furono enormi innovazioni sotto vari campi:
    • Produzione: Si sviluppò in settori come l'energia nucleare, la chimica avanzata (biochimica, materie plastiche, ecc.) l'elettronica e l'informatica senza contare inoltre lo sviluppo della robotica e la diffusione della motorizzazione.
    • Crescita demografica: La popolazione mondiale si è triplicata in un settantennio.
    • Agricoltura: Ha realizzato progressi eccezionali, facendo giungere a livelli elevatissimi la produttività, che fin ora ha consentito bene o male di alimentare la popolazione, con un numero di addetti che nei paesi sviluppati è inferiore al 5%.
    • Trasporti: Il costo dei trasporti è precipitato grazie all'impiego di gigantesche navi e mediante l'uso dei “containers”.
    • Trionfo del settore dei servizi: Caratteristica principale della terza rivoluzione industriale, recente rivoluzione dei computer e delle telecomunicazioni, che ha portato a quella che ormai si chiama società delle ICT (Information and Communication Technologies).
    • Economia: Sta diventando sempre più globale, le imprese operano a livello internazionale e producono per il mercato mondiale, decentrando le loro attività produttive. Si è sviluppata enormemente l'economia finanziaria, basata su una massiccia accumulazione di capitale e sul suo continuo e rapido spostamento sui mercati mondiali, alla ricerca di elevati rendimenti in breve tempo.

Contrapposizione BRICS; Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa

Una rivoluzione europea

Ma perché è avvenuta in Europa, e non in Cina (culla delle antiche civiltà) o in India (prima industria cotoniera al mondo tra XVII e XVIII secolo, con manodopera a bassissimo costo)? Gli elementi favorevoli:

  • Clima (corrente del Golfo)
  • Disponibilità risorse naturali (terre fertili, acqua, minerali)
  • Sviluppo della tecnologia: invenzioni applicate ai processi produttivi
  • Diversamente da Cina (carta, stampa, polvere da sparo, carriola, bussola) e mondo islamico (tendente alla teocrazia), il sistema istituzionale europeo favoriva la libera impresa e la sua predisposizione a sperimentare nuovi modi di produzione

Le condizioni favorevoli allo sviluppo industriale europeo:

  • Frammentazione politica (competizione)
  • Visione del mondo legata al cristianesimo (fiducia nella capacità dell'uomo di dominare natura: cristianesimo)
  • Progressiva affermazione democrazia
  • Uguaglianza cittadini davanti alla legge
  • Garanzie per i diritti di proprietà
  • Ricerca scientifica e suo metodo
  • Etica protestante

Lo sviluppo economico

Crescita, sviluppo e progresso

Nel linguaggio comune questi termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, è opportuno tuttavia precisarne le differenze importanti al fine della comprensione della materia:

  • Crescita economica: Aumento complessivo del valore dei beni e servizi prodotti da una determinata popolazione in un periodo definito (generalmente 1 anno).
  • Sviluppo economico: Crescita elevata e prolungata, accompagnata da trasformazioni sociali, strutturali e culturali.
  • Progresso: L'idea del progresso è legata alla moderna concezione del mondo affermatasi in Europa fra Sei e Settecento, ad opera di scienziati come Bacone, Cartesio e Isacco Newton, che riponevano una grande fiducia nelle capacità dell'uomo di comprendere “oggettivamente” il mondo e di poterlo misurare e migliorare.

La misurazione della crescita

La misurazione della crescita si effettua tramite il ricorso ad alcuni aggregati, cioè grandezze economiche complesse, generalmente espresse in valori, che si ottengono sommando grandezze singole. I più utilizzati sono:

  • PIL (prodotto interno lordo): è il valore monetario di beni e servizi prodotti in un determinato periodo (in genere 1 anno) all'interno di un paese (tutto il territorio nazionale) da residenti e da stranieri, al lordo del valore dei beni che sono stati consumati nel processo produttivo.
  • PNL (prodotto nazionale lordo): è il valore monetario di beni e servizi prodotti in un determinato periodo soltanto dai residenti, all'interno di un paese e all'estero, sempre al lordo degli ammortamenti.
  • PIL pro capite: Si ottiene dividendo il Pil per il numero degli abitanti, permette di conoscere il valore dei beni e dei servizi che ciascun cittadino ha mediamente contribuito a produrre.

Vi sono vari problemi che si pongono nel calcolo del Pil, in primis quello di misurazione del valore dei servizi, i quali vengono considerati sulla base del costo per produrli, in secondo luogo la mancanza di significato nel suo utilizzo come strumento di confronto internazionale se non lo si rapporta alla popolazione (problema ovviato dal Pil pro capite). Un altro problema che si pone è quello del valore delle monete in cui i diversi Pil sono espressi e del conseguente tasso di cambio da applicare. Per ovviare a questo problema si fa ricorso al metodo della Parità del potere d'acquisto (PPA), che consiste nell'individuazione di un paniere di consumo comune e nella determinazione del suo prezzo nella moneta di ciascun paese.

I modelli di sviluppo

Gli economisti hanno fatto spesso ricorso a schemi o modelli per spiegare lo sviluppo economico, fra i più importanti troviamo quelli di:

  • Karl Bucher: Uno dei massimi esponenti della scuola storica tedesca del XIX secolo, egli riteneva che lo sviluppo si realizzasse attraverso quattro tappe:
    • Economia domestica chiusa: Faceva perno sull'attività economica della famiglia, tutto si produceva e si scambiava in un ambito molto ristretto.
    • Economia cittadina: Allargata all'ambito della città e del suo circondario.
    • Economia nazionale: Ulteriore ampliamento del mercato e della produzione a livello nazionale.
    • Economia mondiale: Che avrebbe coinvolto tutti i paesi che all'epoca in cui scriveva Bucher si cominciava chiaramente a delineare.
  • Walt W. Rostow 1960: Schema sostitutivo di quello di Bucher al quale molti studiosi fanno riferimento. Secondo Rostow la realizzazione dello sviluppo economico passa attraverso cinque fasi o stadi:
    • Società tradizionale: Società preindustriale, in cui l'agricoltura è l'attività predominante e non riesce a fornire significative risorse aggiuntive da destinare ad attività extragricole, la produttività è bassa in tutti i settori e la popolazione stenta a crescere.
    • Società di transizione: Fase di cambiamento, incremento della produttività agricola che finalmente riesce a dare avvio al processo d'accumulazione. Incremento dell'istruzione, formazione di una classe imprenditoriale dinamica, susseguirsi di innovazioni, intervento dello Stato che provvede alla costruzione delle infrastrutture più costose.
    • Società del decollo o take off: È lo stadio più importante che ha dato notorietà al modello di Rostow. La società conosce una forte e irreversibile accelerazione, riuscendo a superare tutte le resistenze che si frappongono al suo sviluppo. Crescono la produzione, la produttività e gli investimenti sia in agricoltura che negli altri settori; le trasformazioni investono anche il quadro politico e istituzionale che deve agevolare lo sfruttamento delle nuove opportunità. Il decollo riguarda principalmente dei settori-guida (leading-sectors) che trascinano lo sviluppo.
    • La società matura: È la società ormai decollata che vede continuamente aumentare la produzione e la produttività. ...
Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 125
Appunti Storia economica  Pag. 1 Appunti Storia economica  Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 125.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia economica  Pag. 91
1 su 125
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher TamaraSolinas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Gregorini Giovanni.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community