Livio Andronico
Sapere tipi di metro (mentre carme 64 saperlo leggere e saper leggere l’esametro)(es. chiedere di leggere ritmicamente un pezzo del secondo libro dell’Eneide)
Biografia e contesto
- 240 a.C. prima rappresentazione teatrale per mano di Livio Andronico ai Ludi Romani.
- Roma aveva 500 anni di storia alle spalle e il dominio comprendeva tutta l’Italia centrale subappenninica.
- 241 a.C. termina la Prima Guerra Punica ed entra in possesso anche della Sicilia.
- L’origine della scrittura a Roma si fa risalire al VII° secolo a.C. in ambito politico, €, giuridico e religioso in cui si ricordano i libri Sibillini e gli Annales pontificum, compilazione dei pontefici.
- Tito Livio connette i Fescennini con l’origine delle rappresentazioni sceniche a Roma.
- Quando apparvero le rappresentazioni con intreccio unitario di Livio Andronico, vennero introdotte regole, professionismo tanto che si abbandonò l’aspetto intrinseco prettamente ludico, spontaneo e amatoriale.
- Livio Andronico diede a Roma il suo primo poema epico: L’Odusia, versione latina dell’Odissea omerica.
- Già la stessa scelta dell’Odissea rispetto all’Iliade la dice lunga della relazione tra Ulisse, che con il suo vagabondare ampliava l’orizzonte greco al mondo occidentale e le connessioni italiche dell’eroe e l’eredità ellenica che ora Roma si attribuiva.
- Si instaura tra i due autori una sorta di competizione emulativa che cade nell’acquisizione di immagini molto più patetiche e un ritmo drammaticamente serrato.
- Livio Andronico usa come mezzo la traduzione e riuscì a ricreare il valore stilistico e i valori formali del modello.
- L’intento primario di Livio era piuttosto quello di ravvicinare il testo di Omero ai suoi destinatari latini.
- Livio raggiunse il suo obiettivo grazie alla: sostituzione dell’esametro omerico con il saturnio (antico verso latino fondato sul ritmo binario di kola tra loro rinsaldati da figure di suono).
Opera 1: Fragmenta poetarum latinorum et lyricorum praeter Eenium et Luciliu editionem tertiam auctam curavit: Jürgen Blansdorf
- Blansdorf oltre all’edizione del testo in sé propone un ulteriore dossier di fonti antiche relative alla vita e all’opera di Livio.
- Dossier parte dal Chronicon di San Girolamo, poi chiama in causa Il Brutus di Cicerone, le Tusculanae di Cicerone, il Cato Maior de Senectute di Cicerone, le notti Attiche di Gellio, i Cronica di Cassiodoro, il De Grammatichis e Retoribus di Svetonio e la prima epistola del secondo libro delle Epistole di Orazio (versi 61 e 62).
- Fonti non ordinate secondo un criterio cronologico ma secondo la pertinenza all’oggetto in esame (la vita di Livio Andronico).
- Siccome la testimonianza di San Girolamo è quella più complessiva ecco che viene posta da Blansdorf in prima posizione.
Analisi delle fonti
Analisi delle fonti (raccogliamo le informazioni essenziali dei passaggi che ci servono per creare una costellazione di notizie).
Prima testimonianza: Chronicon di San Girolamo
Prima testimonianza: Chronicon di San Girolamo (per primo perché dà l’informazione più complessiva).
- (Nota riferita al 187 a.C.) 187 a.C. perché San Girolamo avrà seguito una cronologia quasi sicuramente erronea che passa di molto la data di nascita presumibile di Livio Andronico.
- In quest’opera che risale al 380 d.C. composta a Costantinopoli che traduce in latino parte delle tavole cronologiche del Cronicon di Eusebio di Cesarea (scritte in greco) e ne aggiunge un supplemento che va dal 325 al 379.
- Opera cronografica che aspira a coprire tutto lo svolgimento della storia umana da Abramo fino al 14° anno dell’Impero di Valente (379 d.C.) 1557 anni di storia à traduzione.
Tito Livio scrittore di tragedie tenuto in alta reputazione, il quale per merito intellettuale ricevette in dono la libertà da Livio Salinatore, di cui educava i figli.
Analisi
- Tito Livio autore di tragedie è in realtà il nostro Livio Andronico questo a causa di un errore à frequente all’epoca in riferimento al praenomen.
- Livio Andronico godeva di una grande reputazione.
- Definito “autore di tragedie” come se non avesse fatto altro.
- Aveva raggiunto la libertà: era diventato da uno schiavo a un liberto (uno schiavo affrancato) da parte di Livio Salinatore perché maestro dei suoi figli.
- Presente solo il nomen e il praenomen.
- Se aveva svolto il ruolo di maestro per Livio Salinatore vuol dire che:
- Era una persona colta.
- Con grande probabilità uno schiavo di origini greche.
Seconda testimonianza: Brutus di Cicerone
Seconda testimonianza: Brutus di Cicerone (composta nel 46 a.C.).
Traduzione
Livio per primo mise in scena un dramma sotto il consolato di Caio Claudio figlio del Cieco e Marco Tuditano (anno 240 a.C.) anno che precede, la nascita di Ennio.
Analisi
- Livio (lo chiama così) per primo: fabulam docuit espressione: mettere in scena un à dramma.
- Fabula: vale genericamente per dramma (dramma come commedia o tragedia).
- Indica l’anno in cui questo accade sotto il consolato di Caio Claudio figlio del Cieco (Caeci Filio) e à Marco Tuditano questa espressione perché i Romani usavano fare questa associazione del nome à dei due consoli a un determinato anno che noi possiamo ricostruire (in questo caso: 240 a.C.).
- Il Cieco: era Appio Claudio Cieco un nobile romano nato nel 350 a.C. e morto nel 271 a.C. che si à era ricoperto di onore come uomo di cultura, come politico, come condottiero.
- 312 a.C. : Appio Claudio Cieco in qualità di censore progetta la costruzione di quella via che sarà poi la Via Appia considerata la Regina Viarum (una strada che inizialmente doveva collegare Roma à a Capua un’opera che testimonia l’interesse di Appio nei confronti della cultura Greca) via che à passò per Beneventum e da lì proseguì per Taranto arrivando fino a Brindisi si completò nel 190 à a.C.
- Questa via segnò la propensione dei Romani nei confronti della cultura greca.
- 280 a.C. Appio Claudio pronuncia in senato un discorso che vuole dissuadere i senatori Romani à per dissuadere le proposte di pace insediate da Pirro Cicerone afferma che fu il primo à discorso latino ad essere degno di essere trascritto e conservato.
- Per tutte queste motivazioni Cicerone deve sottolineare che Caio Claudio è il figlio di questo cieco.
Terza testimonianza: Accio
- Accio ci dice che Caio Claudio venne catturato.
- Livio Andronico è originario di Taranto città fondata da greci: città magno-greca e di grandi à tradizioni teatrali.
- Questa cronologia viene confermata da Cicerone nel Cato Maior e da Gellio.
- Livio aveva per prenome Lucio e Cicerone conferma che è il primo a mettere in scena i drammi a Roma.
Quarta testimonianza: Cronica di Cassiodoro
Quarta testimonianza: Cronica di Cassiodoro (490-580 d.C.).
Analisi
- Una notizia leggermente scostata da Cicerone e Gellio.
- I consoli dell’anno in cui per la prima volta furono messe in scene i drammi di Livio fu intanto il 39 e non il 40 d.C.
- Furono messi in scena 2 drammi non 1: una tragedia e una commedia nel contesto specifico dei Ludi Romani (giochi romani).
Riassunto info
- Un patronus: Livio Salinatore aveva uno schiavo che affrancò per il suo merito intellettuale in questo era stato educatore dei suoi figli e questo era: Livio Andronico.
- Che questo Livio è stato il primo a mettere in scena un dramma a Roma e che questo dramma fu presentato nel 240 a.C.
- Nella versione cronologica difesa da Accio apprendiamo che Livio era originario di Taranto.
- Gellio inoltre aggiunge che il prenome di Livio era Lucius.
- Cassiodoro invece dà una cronologia diversa e ci dice che i drammi rappresentati x la prima volta a Roma erano una commedia e una tragedia e che ciò era stato fatto nella cornice dei Ludi Romani.
- Con Svetonio comprendiamo che Livio era non solo un poeta ma anche un grammaticus e che era un semi-greco.
- Con Orazio invece ci concentriamo sull’opera di Livio Andronico e non la vita.
- Anche Cicerone darà un giudizio sull’Odissea.
- Per Cicerone: i drammi di Livio non sono degni di essere riletti una seconda volta.
- Cicerone considerava l’Odissea di Livio un’ “opera di Dedalo” cioè un’opera non rifinita.
- Questo giudizio severo è rincarato da Orazio che dice “delenda carmina: carmi da distruggere” à erano talmente digesti questi carmina che per essere apprese dovevano essere conculcate a forza ma.
Quarta testimonianza: Tito Livio
- Nel 207 a.C. siamo in piena Guerra Punica (218-202 a.C.) (anno del secondo consolato di Marco Livio Salinatore che cadde nel 207 à figlio di Livio Salinatore) i pontefici e il senato di Roma à avevano assegnato a Livio il compito di comporre un inno da far intonare a un coro di 27 fanciulle con lo scopo di guadagnare alla città di Roma il favore divino mentre il fratello di Annibale, Asdrubale era in marcia verso il sud Italia in soccorso del fratello.
- Incombe così un grave pericolo per la città Marco Livio Salinatore (uno dei due consoli) viene à incaricato di affrontare Asdrubale.
- La preghiera commissionata a Livio Andronico viene studiata dal coro delle 27 fanciulle che devono levare l’inno in onore della dea.
Illa tempeatate forsitan laudabile rudibus ingeniis, nunc abhorrens et inconditum, si refeatur
A quel tempo forse questo inno era degno di ammirazione per quelle menti grossolane, ora suonerebbe sgradevole e rozzo.
- Accade che mentre studiano il carme un fulmine piomba sul tempio di Giunone Regina sul colle Aventino e le fanciulle si recano a questo tempio intonando il canto.
- Asdrubale sarà sconfitto da Marco Livio Salinatore nella battaglia del Metauro produrrà à un’altissima reputazione nei confronti di questo poeta che aveva composto quest’inno per Giunone Regina.
Quinta testimonianza: Festo Pompeo Sesto
Festo Pompeo Sesto: è un erudito che nel tardo 6° secolo nell’epoca in cui vive Gellio compila un compendio in 20 libri dell’opera lessicale del grammatico Verrio Flacco (55 a.C. – 20 d.C.) autore del: “De verborum significatu” “Il significato delle parole” à.
Analisi e traduzione
- Livio Andronico viene citato come autore di un carmen durante la seconda guerra punica.
- Carmen cantato da un coro di vergini in riconoscimento della buona piega che aveva preso la situazione (cioè la vittoria nella battaglia del Metauro) dopo che lui aveva composto il canto e istruito le fanciulle.
- Gli fu attribuita pubblicamente come un riconoscimento dello stato: un tempio dedicato a Minerva sull’Aventino (Minerva: protettrice delle arti).
- In questo tempio potevano soggiornare: scribae et histriones (scribi e attori) e tutto questo in onore di Livio: poiché costui sia scriveva drammi sia recitava (lui è poeta e histrio).
- Gli viene tributato pubblicamente questo tempio nel quale potevano avere sede stabile gli scribi e gli attori.
Sesta testimonianza: I grammatici, 1, Gaio Svetonio Tranquillo
- Svetonio considera i due semigreci per 2 azioni.
“Non facevano niente di più che interpretare gli autori greci”4
- In questo modo Svetonio intende che i due semi-greci spiegavano e traducevano (interpretor) gli autori greci: cioè li spiegavano in quanto autori di una lingua diversa da quella dei discipulis.
- I due grammatici però non erano solo grammatici ma anche poeti semigreci quindi capaci di à tradurre e spiegare gli autori greci mentre poeti in latino quindi operavano la praeletio dei loro stessi testi.
- Praeletio: riconoscimento degli elementi del testo che metteva l’allievo nelle condizioni di leggere il testo ad alta voce accordando l’intonazione al testo lettura esemplare à.
- Ma all’epoca la praeletio era anche una lettura che comportava il commento linguistico che poi doveva essere sottoposto all’enarratio commento del testo verso per verso à.
- Per Svetonio questi sono gli inizi della grammatica a Roma.
Sintesi informazioni ricavate su Livio Andronico
Vita
1) San Girolamo
- Posto per primo da B. perché dà il dato biografico complessivamente.
- Livio Andronico ebbe il suo momento apicale nella vita intorno ai 40 anni nel 187 a.C.
- Cronologia che verrà rigettata da Cicerone.
- Liberto di un Livio Salinatore e maestro dei suoi figli.
2) Cicerone
- Basandosi su una certa fonte corregge una versione della vita e dell’opera di Livio Andronico che non approva.
- Cicerone si basa sull’autorità di Attico che a sua volta si basava sull’autorità di Varrone (l’avevamo nominato leggendo le notti attiche di Gellio).
- Gellio conferma poi la notizia di Cicerone.
- Cicerone ci dice che Livio Andronico è stato il primo a mettere in scena un dramma nel 240 a.C. (un anno prima della nascita di Ennio.
2.1) Accio
- Livio Andronico era originario di Taranto.
- Che venne catturato nel 209 (sappiamo che il Bellum Tarentinum si conclude nel 272).
- Che Livio Andronico mette in scena un dramma nel 197 a.C. nei Ludi Iuventatis (dedicati alla dea Iuventas).
- Usa l’espressione fabulam docere: mettere in scena un dramma.
3) Gellio
- Lucius è il prenome di Livio Andronico.
4) Cassiodoro
- Ci fornisce una cronologia non corretta sfasata di un anno rispetto quella tradita da Gellio e da Cicerone.
- L’inizio di Livio ha inizio nei Ludi Romani e che mise in scena sia una tragedia che una commedia.
5) Svetonio
- Livio Andronico era anche un grammatico e che come lui era un grammatico anche Ennio (239-269 a.C.).
- Usa l’espressione: “poetae et semigraeci, utraque lingua, domi forisque, interpretabantur/praelegebant”.
- “Utraque lingua” è una locuzione convenzionale nella cultura romana per riferirsi senza ulteriori specificazione al latino e al greco 5.
- “Domi forisque” è una locuzione ricorrente.
- “Interpretabantur” in quanto semigraeci.
- “Praelegebant” in quanto poetae.
Opera
1) Cicerone
- Parla della qualità primitiva dei versi di Livio e la definisce: “opus aliquod Dedali”.
- Analizza l’uso del titolo “Odysia” versione latina del titolo del testo di Livio Andronico à.
- Cicerone fa riferimento a tutta la produzione teatrale di Livio Andronico con il termine “Fabulae” sia tragedie che commedie che non sono abbastanza degne da essere rilette una seconda volta “non satis dignae, quae iterum legantur”.
2) Orazio
- Si riferisce complessivamente alla produzione letteraria di Livio con la parola “Carmina”.
- Carmina che per lui sono da cancellare “Delenda carmina” à.
- Ancora ai tempi di Orazio, Livio Andronico era testo di scuola.
3) Livio
- Fa riferimento a un’opera di genere lirico cioè di un inno rivolto a Giunone.
- Livio ci dice che quella volta poteva essere pregevole per quelle menti rozze ma che ora suona sgradevole e rudimentale quindi un carmen “laudabile rudibus ingeniis, nunc abhorrens et à inconditium”.
4) Festo
- In conseguenza del fatto che i pontefici e il Senato avevano commissionato un inno espiatorio a Livio Andronico, egli aveva composto questo inno (“condere carmen”) nel 207 a.C.
- A spese pubbliche a causa dell’efficacia del suo carme (ricordare la Battaglia del Metauro vinta da Livio Salinatore che lo aveva affrancato) gli viene assegnato un tempio di Minerva come sede per “scribae et histriones” questo in conseguenza della sua duplice attività à.
- Livio “scribebat fabulas et agebat” scriveva fabulas e agebat cioè era actor cioè recitava à à.
Ex (alfa) primo libro tratto dall’Odissea
Gellio
- Offendo: mi imbatto.
“Mi sono infatti imbattuto nella biblioteca di patrasso in un libro di certa antichità di Livio Andronico che recava il titolo Odisseia, libro nel quale c’era un primo verso con questa parola senza la lettera u “Virum mihi….” Tratto da quel verso di Omero (alfa 1), ho fiducia nell’antichità e nell’autorità di quel libro”.
- Riportati i riferimenti importanti per questo testo6.
Proemio Odissea
- Ritorno modificato con poliptoto con l’aggettivo polus πολύτροπον = due diverse interpretazioni:
- Versatile: volge la propria mente in diverse direzioni.
- A lungo, errante.
- Espressione questa spiegata dalla proposizione relativa “che tanto vagò).
- Composta da Polus e Trepo: mi volgo.
- Plazo: svio al medio erro.
- Livio dà di politropos una traduzione latina molto aderente versutus: volgo/mi volgo à.
- Orazio invece usa: providus si rifà alla sfera mentale à.
- Ulteriori traduzioni.
Orazio: 2 esametri
- Dimmi o Musa …..dopo la conquista di Troia vide i costumi e le città di molti uomini.
Orazio: riferimento omerico
- V. 19/22.
- Sottointeso: Ulissen.
- Relativa.
- “Ulisse che vincitore di Troie vide accorto le città e i costumi di molti uomini e per il vasto mare molte traversie sopportò”.
- Ogni dattilo può essere sostituito da uno spondeo.
- La quantità lunga equivale a due sillabe breve.
- Poiché la sequenza lunga-lunga: spondeo.
- Nell’esametro possiamo sostituire un dattilo con uno spondeo.
- Il primo verso in questo caso è un onidattilico.
- Il dattilo è quel tipo di ritmo che riflette bene la velocità e la volatilità.
- Il saturno invece è il verso di Livio Andronico.
Saturnio
I versi antichissimi per i mezzo dei quali il Dio Fauno cantava i fatti agli uomini.
- L’enunciazione dell’oracolo poteva essere riferita con il verbo &ld.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti di Lingua e letteratura latina
-
Appunti esame Lingua e letteratura latina
-
Appunti Lingua e letteratura latina I
-
Lingua e letteratura latina - Appunti completi