Storia romana
Introduzione e programma del corso
3 Febbraio
Tommaso Gnoli
6 e 13 Febbraio NON c’è lezione
Programma → due manuali indifferenti, Cresci Marrone bassamente didattico. Dovrebbero avere anche possibilità di materiali online.
Leggere anche "Modelli Politici di Roma Antica" – manualetto di istituzioni utile per la parte repubblicana del testo. Manualetto su un imperatore che ha governato per due anni, in cui lui fa il punto sulle istituzioni della tarda antichità. Focus sulla tarda antichità e focus sulla Roma antica.
Inquadramento generale della storia romana
Argomento di inquadramento generale della materia: 1500 anni (753 – 476) non è la fine della storia romana, e non è nemmeno l’inizio.
Che siano 1500 o meno, gli anni, parlare di Romolo, Numa Pompilio, o di Teodosio II e Costantino, sono cose diverse. Periodi distanti e livello di conoscenza diverso. Cosa possiamo sapere noi di Tullio Ostilio o Anco Marcio? Stiamo parlando di periodi storici tra loro incommensurabili, con differenze straordinariamente ampie le une dalle altre. La capacità degli storici di periodizzare diventa importantissima.
Periodizzazione della storia romana
La storia romana va dalle origini di Roma alla fine del VI inizi VII secolo circa (per ora diciamo così). La suddivisione che noi tutti conosciamo non è sbagliata, ma presenta dei problemi intrinseci notevoli. Suddividere secondo le forme di governo: monarchia, repubblica, impero. Questi fatti hanno delle date molto precise e non contestate perché le fonti sono chiarissime.
I 7 re di Roma hanno governato Roma finché l’ultimo re (Tarquinio il Superbo) non venne cacciato. Anno ben noto perché è anche l’anno in cui viene consacrato il tempio di Giove Capitolino. 509 a.C. La repubblica comincia appunto con la cacciata di Tarquinio il Superbo e si conclude probabilmente quando Giulio Cesare Ottaviano restituì al senato l’imperium e ricevette il nomen di Augustus, il 18 Gennaio del 27 attorno a mezzogiorno. Inizia quindi l’impero – fino a quando Odoacre depone l’ultimo Imperatore, Romolo Augustolo (dispregiativo) – fine dell’Impero Romano, inizio del periodo medioevale.
Critiche alla periodizzazione tradizionale
Questo tipo di datazione ci dà molti problemi, tanto che ci impongono di cambiare distinzione. 509 a.C. → data sostanzialmente fittizia, la vicenda così come è narrata è assolutamente incredibile. Tutta la parte più antica della storia di Roma, è un grandioso racconto tradizionale piuttosto che una vera e propria storia. È una tradizione creata per tramandare in un contesto sostanzialmente orale che è inevitabile che semplifichi le cose. 7 re che avrebbero dovuto governare 40 anni l’uno, impossibile perché la durata media della vita era molto più bassa. Due di questi re inoltre devono essere diventati re da vecchi, quindi ancora più impossibile.
Estremamente dubbio il periodo della repubblica. Per quanto riguarda il passaggio da repubblica e impero si tratta di spostare di una ventina d’anni l’asticella, non molto importante. Per quanto riguarda l’impero invece la datazione è importante per distinguere un imperatore da un altro.
Nuova periodizzazione proposta
Da un punto di vista formale, sostanzialmente, Augusto e Traiano sono sostanzialmente simili a Costantino etc... La ripartizione che ci propone oggi è una quadri partizione che ha un enorme vantaggio sull’altra, ha un forte valore euristico, serve alla ricerca e all’apprendimento e serve che noi la conosciamo e ne capiamo la razionalità. Bisognerebbe studiare la storia creando delle gabbie temporali con una coerenza interna. Importantissima la capacità di comprendere le periodizzazioni.
Quadri partizione fondata su dati oggettivi e concreti, non sui sette re di Roma dei quali non sappiamo praticamente niente e naturalmente inaffidabile. Noi preferiamo parlare di una fase arcaica della storia di Roma che abbraccia tutto il periodo storico che va dalle origini della città, nel 753 a.C., all’anno 300 a.C. quindi va oltre di 200 anni rispetto alla tradizione orale. Nel 300 a.C. c’è una riforma di importanza epocale, anno in cui usciamo dalla fase arcaica ed entriamo nella fase medio e tardo repubblicana.
Riforma delle dodici tavole
Le dodici tavole – la tradizione afferma che nel 451 - 450 succedono queste cose... ma inverosimiglianze, la tradizione aggiunge elementi impossibili. La qualità delle fonti storiografiche è importante, siamo passati da una fase di fonti tradizionali a delle fonti storiche che sono state tramandate da persone che hanno vissuto quei fatti e sono diventate veramente storiche. Prima del 300 è tutto un “la tradizione afferma che...” dopo il Trecento è la “vera (nuova) storia” - la qualità delle fonti storiche è migliore. Il resto è qualcosa di cui non abbiamo certezze.
Conclusione e revisione delle fonti
509 data sostanzialmente falsa che non ci dà certezze sugli avvenimenti, in realtà gli eventi sono inconoscibili ovviamente, dobbiamo ricostruire il passato con criteri scientifici e moderni....
313 Editto di tolleranza – chiunque può credere alla religione che preferisce. tutta una serie di leggi a favore del qualche anno dopo – cristianesimo religione di stato. Processo di cristianizzazione di Costantino, l’Impero Romano ha passato un enorme periodo di travaglio e ne sta uscendo grazie ad una grande quantità di riforme (monetarie, militari etc.)
Costantino – creazione di uno stato completamente diverso dal precedente. ...Nuovo periodo storico che facciamo iniziare con le riforme dioclezianeo-costantiniane (50 anni di riforme iniziate dal primo e completate dal secondo) – periodo che chiamiamo tarda antichità.
Riforme e trasformazioni
Fase storica che comincia appunto con Diocleziano e Costantino e finisce ...fase di grande interconnessione con il medioevo, cominciano tante trasformazioni che già preludo effettivamente all’età medioevale ma è ancora mondo antico (per gli antichisti è l’ultima parte dell’antichità e per i medievisti è la prima parte del medioevo).
Fonti e tradizioni
Possiamo vederlo da un’opera fatta dall’università di Cambridge nel 1907 che racconta la storia mondiale – cominciò ad essere pubblicata negli anni 20 – prima edizione in cui l’antichità finiva appunto con Diocleziano e cominciava il medioevo con Costantino, la cristianizzazione dell’impero era l’inizio dell’età medioevale.
Nella seconda edizione invece la tarda antichità finiva con le date che lui oggi ci propone. Tarda antichità – novità della storiografia antichistica e medievistica. Finisce l’unità politica della penisola italiana con l’ascesa dei longobardi in Italia.
Costantinopoli e il medioevo
Costantinopoli invece non risente dei longobardi e quindi le vicende sono diverse, anche in Britannia sono diverse, il medioevo britannico è anticipato rispetto a quello che succede a Roma e Costantinopoli, nel 407. Costantinopoli ideologicamente rimane Impero Romano ma erano gli unici a considerarsi tali, gli arabi li assediavano per il mare e bulgari li spingevano da nord.
L’Impero Romano di oriente quindi attua una nuova riforma che lo fa entrare in un periodo pienamente bizantino.
Transizione verso la tarda antichità
Nella tarda antichità l’antico si trasforma in medioevale. Epoca di transizione. Come si arriva alla tarda antichità? Attraverso un periodo storico complicatissimo a cui diamo il nome di crisi del terzo secolo. Periodo di transizione tra il principato e alto impero, e il periodo della tarda antichità.
Terzo secolo. Ricapitolando:
- Fase arcaica → che va dalle origini al 300 a.C. (Plebiscito Ogulmio, passaggio dalla fase arcaica alla fase medio tarda repubblicana)
- Fase medio tarda repubblicana – dal 300 fino al 27 a.C.
- Principato - fino al 170 d.C.
- Dal 170 - crisi del terzo secolo fino al 285 → non considera questo periodo come un vero e proprio periodo in cui si ha una destrutturazione e distruzione.
- Dal 285 fino ai longobardi o all’avvento dell’islam - tarda antichità – nuova strutturazione che era stata distrutta nella crisi.
Importanza delle fonti
Molto importante l’attenzione alle fonti
Dati fondamentali (bisogna prestare attenzione a questo) lui a lezione parlerà sempre di fonti e bisogna dare giusto rilievo a questo.
Riassunto della lezione precedente
4 Febbraio
Riassunto lezione precedente: discorso di periodizzazione della materia – elemento indispensabile per organizzare lo studio della materia. Elementi tassonomici – ordinamento della materia in strutture inferiori. Alberi genealogici che suddividono anche visivamente (out line). Articolazione tassonomica sempre più precisa in cui vengono collocati i singoli eventi storici.
Alle suddivisioni tassonomiche collega degli eventi molto importanti, fondamentali. Concetti. Sbagliare all’interno di una singola tassonomia è meno grave di collocare l’evento in una tassonomia sbagliata. È importante non modificare completamente il contesto.
Fase arcaica
È infinitamente più utile suddividere la storia romana in quattro ripartizioni piuttosto che in monarchia, repubblica e impero.
FASE ARCAICA
Il 300 è l’anno in cui venne votato un plebiscito dai fratelli Ogunni, che hanno proposto una legge che permetteva ai plebei di entrare all’interno del clero. Dal momento che il collegio dei pontefici aveva tra i suoi compiti quello di tenere il conto degli anni, da quel momento in poi diventa estremamente più difficile confondere la cronologia e gli anni diventano sequenziali, cessano i problemi cronologici che avevano caratterizzato i secoli precedenti.
Quindi l’elemento che caratterizza la fase arcaica → definizione: la fase arcaica è caratterizzata dalla recenziorità delle fonti scritte – abbiamo fonti ma sono recenziori rispetto alle cose che trattano. La fonte più antica che ci è pervenuta integra è di età cesariana, di Dionigi di Alicarnasso, la seconda è di età augustea. Ma quando comincia la letteratura latina? Quando si comincia a scrivere di storia? O in generale? A partire dal III secolo, storici che scrivono dopo la prima guerra punica. Dalle origini di Roma fino a quando ci sono i primi storici passano 500 anni. Tutto questo enorme lasso di tempo che va dalla fondazione di Roma al 300 ha come evento unificatore il fatto che le fonti scritte sono recenziori. Quindi la loro qualità, non quantità, va tenuta in conto.
Tradizione orale e storiografia
Noi parliamo di tradizione quindi, una tradizione che si è sviluppata oralmente e lentamente ha trovato una sua sistemazione scritta. Fino a quando questa non si è sviluppata sono sempre state possibili variazioni ma anche semplificazioni. Uno dei modi in cui la tradizione viene trasmessa è proprio la semplificazione, attraverso la trasmissione orale. Maggiori sono i dettagli e gli elementi di difficoltà, più difficile è il trasferimento della notizia che si vuole trasmettere. Studio fatto dagli antropologi, discipline più giovani che hanno posto l’accento su queste cose e hanno dato agli storici strumenti significativi e utili per valutare i racconti storici.
Sette re di Roma che governano una quarantina di anni a testa nonostante alcuni fossero scelti tra gli anziani – non ci stupiamo – neanche del fatto che ogni re farà una cosa in particolare. Romolo fonda, Anco Marcio è il re della plebe e si occupa di religione. Tullo Ostilio fa guerra. Ogni re è caratterizzato da un elemento, siamo nella tradizione che deve trasmettere una serie di dati e per farlo semplifica. Ogni tradizione quindi è profondamente ideologica. Lo studio delle ideologie che stanno dietro a queste cose è particolarmente complesso perché ci mancano quegli autori antichi che per primi hanno messo per iscritto le tradizioni. Queste le possiamo cogliere nella loro interezza solo quando sono eccezionalmente semplificate. Tantissime mediazioni. Di alcuni abbiamo più o meno scarsi frammenti. Cos’è un frammento di uno storico antico? Sono quei brani o quelle notizie di determinati autori, che ci sono pervenute tramite tradizione indiretta. Cicerone per esempio diceva di essere il più grande oratore, ma prima di lui ce n’è uno che è bravo, Tiberio Gracco, Cicerone dice “che meraviglia l’inizio dell’orazione che pronunciò” - questo è il frammento di Tiberio Gracco. Sono frammenti che ci giungono per tradizione indiretta, sono citati in opere che ci sono giunte. Molti frammenti ci arrivano non da storici ma per esempio da grammatici o altro. Dei primi storici romani abbiamo quindi questo tipo di citazioni, frammenti sparsi.
Polibio e la storia di Roma
Per fortuna però abbiamo il passo di uno storico di nome Polibio, che scrive una storia di Roma molto importante nella prima metà del I sec a.C., la scrive in greco rivolgendosi ad un pubblico di greci. Per far conoscere Roma ai greci scrive delle cose “ovvie” che riguardano i romani e che per esempio Livio non scriveva perché erano appunto ovvio per loro. Ci racconta quindi come avvengono i funerali delle persone importanti a Roma. I funerali di una grande persona sono funerali importanti, non rientrano la categoria del publicum ma riguardano solo la gens alla quale apparteneva il defunto. Ma comunque tutta la città partecipava, dalle case del defunto venivano tirate fuori delle immagini degli antenati della casa, venivano poi assunti assoldati degli attori con caratteristiche fisionomiche simili agli antenati e venivano date loro delle imagines che rappresentavano quei fatti e quei personaggi che avevano reso grande quella casata e loro le mettevano in atto. Un oratore intanto nel foro, dove si svolgeva il funerale, leggeva le grandi imprese che erano state messe in atto da quella casata, ogni gens quindi curava un proprio resoconto della storia di Roma. La storia di Roma quindi nasceva come un resoconto che metteva insieme tutte le azioni delle varie gens. Passato che veniva tramandato. I giovani assistono a queste tradizioni e cerimonie funebri e vogliono emulare i grandi. È per questo, e anche per altro, che Polibio dice Roma è grande.
Tradizione gentilizia
Quindi la storia di Roma per un bel po’ di tempo si tramanda per queste tradizioni gentilizie. Minimi riferimenti documentari la cui esistenza è molto dubbia e mai precedente la fine del V sec. Anche quelli più conservatori tra gli storici moderni concordano a dire che prima del V non c’era niente. La fase arcaica finirà proprio nel momento in cui noi finalmente avremo gli storici. Pochi anni prima della guerra punica, Pirro.
Momento in cui gli storici romani si pongono il problema di mettere per iscritto, scrivono in greco perché non esisteva una storiografia latina. La tradizione ci dice che Roma si è formata il 1° aprile del 753. Noi sappiamo che la guerra di Troia avviene nel 1182 – questo dato ci porta quindi al 745 come anno di formazione di Troia. Catone nelle Origines invece indica come data il 750. Queste date sono plausibili? Si. L’archeologia ci dice che una data a metà dell’VIII secolo, grossomodo, è compatibile con alcuni specifici e isolati resti. In particolare, con un muro sul palatino che un grande archeologo italiano ha detto che potrebbe essere la casa di Romolo. La tradizione così come ci è giunta è stata fatta per trasmetterci quella che, quando la tradizione è stata creata, era considerata verità assoluta. Tentativo di trasmettere dati che ritengo veri, ma che potrebbero anche essere sbagliati.
Origini di Roma secondo la tradizione
Quindi la convergenza di metà VIII secolo è perfetta per un’area dove sorgerà Roma. Ecista – fondatore – Romolo = fondatore di Roma. La tradizione vuole che Romolo e Remo (arrivati su una cesta nel Tevere e nutriti da una lupa etc etc… già messa in discussione in tempi antichi (lupa = prostituta) racconti ricchissimi di dati concreti) per fondare Roma ricorrono ad un rito etrusco, si mettono a guardare il cielo e colgono gli auspici. Remo vede il volo di 6 avvoltoi, fausto, senonché Romolo vede il volo di 12 avvoltoi, superiore. (consoli 12 fasci littori, senatori 6 fasci littori).
Romolo segna il recinto sacro della città, Remo con un gesto di scherno sorpassa il recinto senza passare dalle porte, e viene ucciso dal fratello. Romolo quindi dopo aver creato una prima area sacra, passa a determinarne una seconda: il templum. Luogo in cui precedentemente Romolo aveva preso gli auspici. Templum – accezione semplicemente di area, non di edificio. Sacra → ha l’auxilium, Romolo fonda quello che si chiamerà da lui auxilium romuli. Concetto fondamentale nella nascita di Roma, il diritto di asilo. Romolo fonda la città ma non ha cittadini. Allora fonda questa area che ha un diritto inerente, il diritto di accogliere chiunque vi si rifugi, chi si rifugia nel templum? Persone che hanno qualcosa da cui fuggire, allora dopo la fondazione di Roma, al templum arrivano molti fuoriusciti dalle comunità circostanti che erano fuggiti perché perseguitati, persone che erano inseguite dalla giustizia quindi delinquenti. Così nasce Roma. Una città che vanta le sue origini meticce.
I Romani erano delinquenti e volevano riprodursi, quindi vicino c’erano le Sabine e loro se le vanno a prendere. Le portano a Roma e si innamorano dei rapitori, quando i padri e i fratelli si vengono a riprendere le sabine si oppongono – si evita lo scontro e si crea un regime diarchico, dove accanto a Romolo figurerà un secondo re, il sabino Tito Tazio. Qualche anno dopo mentre Tito Tazio and...
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