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Legami tra derivata seconda e convessità e concavità

DEF. f si dice convessa su un intervallo I se: ∀ x1, x2 ∈ I e ∀ t ∈ [0,1] si ha f(tx1 + (1-t)x2) ≤ t f(x1) + (1-t)f(x2).

f si dice concava su I se ∀ x1, x2 ∈ I e ∀ t ∈ [0,1] si ha f(tx1 + (1-t)x2) ≥ t f(x1) + (1-t)f(x2).

Legami tra derivata seconda e convessità e concavità

DEF. f si dice convessa su un intervallo I se: ∀ x1, x2 ∈ I e ∀ t ∈ [0, 1] si ha f(tx1 + (1-t)x2) ≤ t f(x1) + (1-t) f(x2).

f si dice concava su I se ∀ x1, x2 ∈ I e ∀ t ∈ [0, 1] si ha f(tx1 + (1-t)x2) ≥ t f(x1) + (1-t) f(x2).

Teorema: caratterizzazioni della convessità

Teorema (Caratterizzazioni della convessità) sia f: I → R definita su un intervallo I derivabile due volte. Allora sono fatti equivalenti:

  1. La funzione f è convessa su I.
  2. Comunque si scelga x0∈I si ha:

f(x) ≥ f(x0) + f'(x0)(x-x0) ∀x∈I.

f''(x) ≥ 0 ∀x∈I.

OSS(i) dice che f è convessa ⟺ f''(x) > 0 ∀ x∈I,

Ma f''(x) >=0 ⟹ f'(x) è crescente su I.

OSS Caratterizzazione concavità: basta cambiare i segni nel teorema.

Definizione di punto di flesso

DEF. Sia f: I⟶ℝ derivabile due volte. Se x0 è t.c. f''(x0) = 0 e f'' cambia segno in x0 ⟹ x0 si dice punto di flesso.

Test della derivata seconda per estremi relativi

Teor (Test della derivata seconda per estremi relativi) Sia f:I→ℝ una funzione definita in un intervallo e derivabile due volte in un punto x0 ∈ I. Allora:

  • Se f'(x0)=0 e f''(x0) > 0 ⇒ x0 è un punto di minimo locale.
  • Se f'(x0)=0 e f''(x0) < 0 ⇒ x0 è un punto di massimo locale.

Oss: se f''(x0)=0 non possiamo dire nulla sulla natura del punto x0.

Esercizio: tracciare il grafico di f(x) = (1 + ln x) / x

  1. Determinare il dominio di f.

Dom(f) = {x ∈ ℝ | x > 0}

  1. Scrivere il dominio come unione di intervalli:

Dom f = ]0, +∞[

  1. Trovare i punti per cui f(x) = 0 e studiare il segno di f.

f(x) ⩾ 0.

N ⩾ 0 1 + ln x ⩾ 0.

D > 0 x > 0.

1 + ln x ⩾ 0.

ln x ⩾ -1.

x ⩾ e-1.

4) Calcolare i limiti agli estremi del dominio.

limx→0+ (1 + ln x) / x = -∞ limx→+∞ (1 + ln x) / x = limx→+∞ 1/x + limx→+∞ ln x / x = 0.

5) Stabilire gli intervalli dove f è continua, derivabile, e derivabile due volte.

f(x) è il rapporto di due funzioni che sono continue sul loro dominio, derivabili infinite volte →, la funzione è derivabile infinite volte sul suo dominio.

3) Calcolare la derivata prima e la derivata seconda.

f'(x) = 1x &CenterDot; x - (1 + ln x) &CenterDot; 1 ⁄ x2 = = 1 - 1 - ln xx2 = - ln xx2.

f''(x) = - 1x &CenterDot; x2 - ln x &CenterDot; 2x ⁄ x4 = - x (1 - 2 ln x)x4 = x (2 ln x - 1x4).

7) Studiare il segno di f' per stabilire gli intervalli di monotonia ed eventuali estremi relativi.

f'(x) = -ln x x2 > 0.

N > 0 -lnx > 0.

D > 0 x2 > 0.

-ln x > 0 ⟺ ln x ≤ 0 ⟺ x ≤ 1.

segno f'.

f punto di max rel.

Calcoliamo f(1)= 1 + ln 1/1 = 1.

8) Calcolare, se possibile, il valore di f negli estremi, e stabilire l'esistenza di massimi o minimi assoluti:

1 è punto di massimo assoluto e f(1) = 1.

non esiste il minimo assoluto perché limx→0+ f(x) = -∞.

Sappiamo che Imm f = ]-∞, 1 ].

3) Studiare il segno della derivata seconda e determinare gli interv. di convessità:

f''(x) = x (2lnx - 1)/x⁴.

N > 0.

D > 0.

x > 0.

2lnx - 1 > 0.

lnx > 1/2.

x > e1/2 = √e.

3) Discutere l'esistenza di asintoti orizzontali o verticali.

x = 0 è asintoto verticale.

y = 0 è asintoto orizzontale a +∞.

e-1√e.

Studio di funzione

  1. Determinare il dominio di f e scriverlo come unione di intervalli: dom f = I1 ∪ I2 ∪ I3 ...
  2. Studiare il segno della funzione e calcolare le intersezioni con gli assi cartesiani.
  3. Calcolare i limiti agli estremi degli intervalli I1, I2, I3 ...
  4. Determinare gli asintoti orizzontali e verticali.
  5. Stabilire l'insieme di continuità di f e l'insieme di definizione di f' e f''.
  6. Studiare il segno di f', determinando eventuali punti critici, cioè punti in cui f'(x)=0.
  7. Determinare intervalli di monotonia ed estremi relativi (prestare attenzione).

agli estremi di I1, I2, I3...

3) Studiare il segno di f'' determinando eventuali punti di flesso e gli intervalli di concavità e convessità.

3) Stabilire l'esistenza di massimo e minimo assoluto (e determinare l'immagine di f).

Teorema di de l'Hopital

Serve per calcolare limiti del tipo:

limx→x0 f(x)g(x), con limx→x0 f(x) = limx→x0 g(x) = 0 oppure limx→x0 f(x) = limx→x0 g(x) = ±∞.

es limx→0 ¼x j limx→&plusinfin; ¼x ≈ 0.

Teorema: de l'Hospital

Teorema (de l'Hospital) Date due funzioni f,g : I − {x0} → &Ropf; dove I è un intervallo e x0 &in; I tali che:

a) limx→x0 f(x) = limx→x0 g(x) = 0 oppure limx→x0 f(x) = ±∞ e limx→x0 g(x) = ±∞.

b) ∀x&in;I, x≠x0 si ha g'(x)≠0.

c) esiste limx→x0 f'(x)/g'(x) ∈ &Ropf; ∪ {±∞}.

Allora limx→x0 f(x)/g(x) esiste e vale l.

Esempio

Calcolare limx→0 sin x/x.

limx→0 sin x = 0 e limx→0 x = 0 ⇒ a è soddisfatta.

b è soddisfatta perché (x)' = 1 ≠ 0.

c): limx→0 cos x/1 = cos 0 = 1.

=> esiste limx→0 sin x/x = 1.

limx→+∞ ln x/x (il teorema vale anche nel caso x0 = ±∞).

a): limx→+∞ ln x = +∞ ; limx→+∞ x = +∞.

Si ha: (x)¹=1 ≠0 => ♭ è indeterminata.

Calcoliamo limx→+∞ 1/1 = limx→+∞ 1/x = 0.

=> esiste limx→+∞ ln x/x = 0.

ATTENZIONE !!! Consideriamo limx→π sin x/x = 0 (NON È UNA FORMA IND.).

limx→π cos x/1 = -1 ≠ 0!

Esempio con forma indeterminata

ESEMPIO limx→0 x - sin x/ è una forma indet. del tipo 00. Proviamo ad appl il teorema di De l'Hop.

b) g'(x) = 3x2 ≠ 0    ∀ x &in; I, x ≠ 0.

c) limx→01-cosx3x^2=16.

oppure, notiamo che questa è una forma indet. del tipo 00. Riapplichiamo il teorema di de l'Hopital:

b) g'(x) = 6x ≠ 0    ∀ x &in; ℝ \ {0}.

c) limx→0sinx6x=16.

Esempio con esponenziale

ESEMPIO limx→∞e^xx^2 f.i.c. → De l'Hopital.

b) g' (x) = 2x ≠ 0   se x ≠ 0.

c) limx→∞e^x2x.

Riepilogo de L'Hopital.

c) limx→+∞ ex/2 = +∞.

esiste limx→+∞ ex/2x = +∞.

esiste limx→+∞ ex/x2 = +∞.

Esercizio: studio di funzione

Traccia un grafico qualitativo di f(x) = x e-x2.

  1. Dominio di f: ℝ.

Eventuali simmetrie: f(-x) = -x e-(-x)2 == -x e-x2 = -f(x) ➔ f è dispari (il grafico è simmetrico rispetto a 0).

  1. Segno di f (ed eventuali intersezioni con gli assi).

x e-x2 ≥ 0.

x ≥ 0 x ≥ 0 x ∈ ℝ ➔ f(x) ≥ 0 (⇔ x ≥ 0).

Nullo, x = x = 0 => f(0) = 0 e f(x) = 0 x e-x2 = 0 x = 0.

3) Limite agli estremi del dominio.

limx → +∞ x e-x2 = limx → +∞ x / ex2.

Si ha: (x)' / (ex2)' = 1 / (ex2 . 2x) -> 0.

=> limx → +∞ x / ex2 = 0. Poiché la f è dispari => limx → -∞ x / ex2 = 0.

5) Si ha: f è il prodotto di x . e-x2 che sono due funzioni continue => f è continua su tutto il dominio. f è il prodotto di due funzioni che sono derivabili infiniti volte - > f' e f'' esistono su tutto R.

6) Studio del segno di f' e monotonia.

f'(x) = 1.e-x2 + x.(e-x2.(-2x)) = = e-x2 - 2x2 e-x2 = e-x2 (1-2x2).

Studio del segno f'(x)>0 (<=>) e-x2 (1-2x2) > 0 Poiché e-x2 > 0 ∀ x ∈ R.

=> f'(x) > 0 (=>) 1-2x2 > 0.

-2x2 > 0 (<=>) x = ± 1/√2 =>

f'(x) > 0 (<=>) -1/√2 < x < 1/√2.

=> -1/√2 minimo relativo e 1/√2 massimo rel.

e f(1/√2) = -f(-1/√2) = 1/√2 • e-(1/2)= 1/√2 e-1/2 = 1/√2 • √e = √e/2.

3) Studio f'' (concavità convessità).

f''(x) = -4x e-x² ++(1-2x²) (e-x² (-2x)) == -4x e-x² - 2x e-x² + 4x³ e-x².

= 2x e-x² ( -2-1 + 2x² ) = 2x e-x² (-3+2x²).

f''(x) > 0 ⟺ 2x e-x²/F1 (-3 + 2 x²/F3) > 0.

F1 ≥ 0 ⟺ 2x > 0 (⟺) x > 0.

F2 ≥ 0 (⟺) e-x² > 0 ⟹ x ∈ ℝ.

F3 > 0 (⟺) 2x² - 3 > 0 (⟺) x 3/2 ∪ x > √3/2.

-√3/2 0 √3/2.

F1/F2 F3 segno di f''.

-√3/2, 0, √3/2 sono punti di flesso.

Det max e min assoluti, Imm f e asintoti:

Imm f = [-√e/2, √e/2] dove -√e/2 è minimo assoluto, assunto in punto di min. ass. x = -√1/2 e √e/2 è max ass. assunto in x = 1/2.

Asintoto orizzontale y=0 per x→±∞.

Esercizio: calcolo del limite

ESERCIZIO Calcolare il limx→0 exsinx-cosx2-x2/x3.

forma indet del tipo 0/0.

derivata del denom.: 3x2≠0 se x≠0.

Teorema di De l'Hopital: f'(x)/g'(x) = (ex - cos x + sin x - 2x) / 3x2.

f.i 0/0.

f''(x)/g''(x) = (ex + sin x + cos x - 2) / 6x.

f.i 0/0.

f''(x)/g''(x) = 6.

esiste lim x→0 f(x)/g(x) = 1/3.

Integrali indefiniti

DEF. (primitiva) Data f : I → ℝ, con I intervallo, si chiama primitiva di f una funzione F : I → ℝ derivabile tale che F'(x) = f(x) ∀ x ∈ I.

DEF (integrale indefinito) L'insieme di tutte le primitive di f si dice integrale indefinito e si denota con: ∫ f(x) dx = { F : I → ℝ derivab. a.c. F'(x) = f(x) ∀ x ∈ I }.

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Scienze matematiche e informatiche MAT/05 Analisi matematica

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