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Discipline demoetnoantropologiche

Lezione 001

Cosa studia l'antropologia

L’antropologia è la scienza che studia i tipi e gli aspetti umani soprattutto dal punto di vista morfologico, fisiologico, psicologico; di conseguenza l’antropologo è un professionista che studia l’uomo dal punto di vista sociale, culturale (antropologia culturale) e fisico (antropologia fisica), osservando la sua evoluzione, le caratteristiche del suo comportamento, la mentalità dei diversi gruppi sociali e delle differenti comunità etniche.

Commentare il racconto del cittadino americano medio

Il testo fa riferimento alle azioni quotidiane che fa un uomo appena svegliato fino al momento della colazione. Nel testo sono citate le provenienze di oggetti comuni come il letto, la sedia, i vari tessuti e perfino il cucchiaio. Questa precisione vuole sottolineare come gli oggetti e usanze di culture e secoli diversi si siano unite, mischiate e trasformate fino ai giorni nostri. Vuole esserci una critica nei confronti del cosiddetto “americano medio” che si crede in parte superiore e in parte co-inventore di tutti gli oggetti inventati, come se senza di lui (i suoi predecessori) non ci sarebbe stato tutto quanto. Ecco l’ideologia dell’americano come uomo invincibile ed essenziale.

Esporre il pensiero di James Frazer

James Frazer è uno dei primi antropologi che si occuparono di elaborare approfondite analisi sugli usi, costumi e pratiche culturali e religioni delle culture delle popolazioni altre. Pensa il suo metodo di disamina antropologica come un tipo di analisi comparata. È anche lui figlio dell’evoluzionismo e del periodo vittoriano e coloniale, ritiene i fenomeni religiosi, dei popoli primitivi, retaggio, attestazione e analogia con un tipo di mentalità primitiva nell’ambito della religione e del complesso sistema di operatività nel reale, chiamata magia. Utilizza un ampio corpus di ricerche e sistematizza la concezione che la religione e la magia sono autentiche: la magia compare in un momento precedente all’arrivo dell’uomo al concetto di religione.

Lezione 002

Commentare il concetto di cultura di Edward Tylor

Cultura o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnografico, è quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualunque altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una società” (La cultura primitiva, 1871). Se la definizione classica di cultura privilegiava l’idea di erudizione, di acquisizione di un sapere “elevato”, espresso per lo più in forma scritta, da parte di un’élite, la definizione di Tylor estende la cultura a tutta l’umanità. La cultura consiste nell’insieme dei saperi, delle pratiche, delle abitudini che ogni uomo acquisisce in quanto membro di una particolare società.

Esporre il pensiero di Edward Tylor

Tylor è un antropologo di piena età vittoriana, XV secolo, è giustificato il suo pensiero di superiorità bianca e inglese sulle altre popolazioni del mondo, definite da lui “bloccate”. Nel suo concetto si notano parole e concetti eminentemente occidentali, denotano da parte dello studioso inglese uno sguardo verso se stesso e la sua appartenenza e una giustificazione alla presunta superiorità. È uno dei massimi esponenti dell’antropologia che ha come dettami l’evoluzione delle specie di tipo unilaterale, qui il suo concetto di cultura è un tipo di categoria statica. Il suo testo più importante è “Primitive culture”.

Lezione 003

Cosa è il Darwinismo sociale?

Il darwinismo sociale è una teoria nata negli anni 1870-80, secondo la quale ogni comunità funziona in base alle leggi naturali descritte da Charles Darwin nella sua teoria dell'evoluzione: anche nella società umana, cioè, i più capaci avrebbero la meglio sui meno capaci. Nella lotta per la sopravvivenza, vincerebbe anche qui il più forte, secondo il darwiniano Survival of the Fittest. Un'idea estesa anche alla rivalità fra Stati nazionali. Il fatto che nella lotta per la sopravvivenza delle nazioni alla fine vincessero quelle più potenti fu sfruttato dall'imperialismo (Colonialismo) come una sorta di legittimazione biologistica.

Parlare del pensiero di Charles Darwin

Con la teoria dell'evoluzionismo, basata sulla selezione naturale, rivoluzionò la concezione tradizionale dell’origine delle specie viventi. Egli sosteneva che tra i vari individui vi sia una continua lotta per la sopravvivenza, e che in questa lotta prevalgono i più adatti alle condizioni di vita in cui si trovano, trasmettendo i loro caratteri ai discendenti. Il pensiero scientifico di Darwin poggia su due teorie. La prima è relativa alla lotta per l’esistenza: in natura non c’è posto per tutti e le risorse naturali non sono sufficienti a garantire l’esistenza degli esseri che si moltiplicano in una crescita vertiginosa. Essi devono, quindi, sostenere una guerra perenne gli uni contro gli altri per guadagnarsi uno spazio vitale e adeguati mezzi di sussistenza. La seconda teoria è quella che riguarda la selezione naturale: nella lotta per la vita, infatti, soltanto i più adatti sopravvivono, trasmettendo poi ereditariamente le loro qualità. In questo modo si tramandano solo le specie più resistenti, mentre quelle che presentano particolarità inadatte a reggere la lotta sono necessariamente destinate a scomparire.

Quale era il pensiero dei predecessori di Darwin

I predecessori di Darwin arrivarono, con dubbi ed errori, a comprendere che l’uomo è frutto di un’evoluzione. Lamark svilupperà la teoria dell’adattamento dell’ambiente mentre Cuvier riteneva che la terra avesse vissuto nei millenni diverse catastrofi, le specie sopravvissute sarebbero quelle attualmente sulla terra.

Lezione 004

Il colonialismo: come nasce e come si sviluppa

Il colonialismo è definito come l’estensione della sovranità di una nazione sui territori e popoli all’esterno dei suoi confini, indica anche il dominio coloniale mantenuto da diversi Stati europei su altri territori extraeuropei lungo l’età moderna e indica quindi il corrispettivo periodo storico, cominciato nel XVI secolo, contemporaneamente alle esplorazioni geografiche europee e formalmente conclusosi nella seconda metà del XX secolo. Le grandi scoperte geografiche ebbero enormi conseguenze. Dal punto di vista geografico, le scoperte segnarono il passo decisivo verso l’unificazione del mondo.

I primi imperi coloniali furono quelli del Portogallo e della Spagna: il Portogallo sviluppò soprattutto una rete commerciale in Africa, in Asia, mentre la Spagna diede vita in America Centrale e Meridionale a un impero amministrato da un governo centralizzato, con una struttura burocratica e un esercito.

Il razzismo: di cosa si tratta

Il razzismo è una dottrina e movimento che porta alla concezione della superiorità di una razza sulle altre. La scienza biologica nega la superiorità o l’inferiorità intellettuale di una razza rispetto alle altre poiché nessuna razza è rimasta con le caratteristiche originarie. Il razzismo è creato dal colore della pelle, dalla religione, da minoranze etniche, e dall’emigrazione. Fanno parte del razzismo del passato la tratta dei negri e le persecuzioni degli ebrei. Il razzismo è un fenomeno antico, che conosce alla fine del XX secolo una preoccupante ripresa. Il nuovo razzismo esplode nelle aree geografiche dell’Europa occidentale, interessate dalle migrazioni da est e da sud del mondo ma anche grazie al rinascente nazionalismo. Una particolare forma di razzismo è l’antisemitismo cioè il razzismo verso gli ebrei. Nel corso di questo secolo l’inizio del colonialismo europeo in Africa aprì la strada a manifestazioni di razzismo da parte delle popolazioni colonizzatrici nei confronti degli indigeni di colore.

Commentare la Sublimis Deus

La Veritas Ipsa è una bolla papale di Paolo III del 1537. Essa è conosciuta anche col nome di Sublimis Deus o di Excelsus Deus. In questa bolla il Pontefice condanna le tesi razziste, riconosce ai nativi americani, cristiani e non, la dignità di persona umana, vieta di ridurli in schiavitù e giudica nullo ogni contratto redatto in tal senso. Il Papa mette così fine alle numerose dispute tra teologi e università, soprattutto spagnole, circa l'umanità degl'indios d'America e sulla possibilità di ridurli in schiavitù. Il Papa tenendo conto della dottrina teologica e della documentazione a lui pervenuta volle porre fine alle dispute ed emanò il verdetto: «Indios veros homines esse».

Parlare di cosa è l'eugenetica e come si sviluppa e dove trova terreno fertile

L’eugenetica è una disciplina che si pone come obiettivo il miglioramento della specie umana giovandosi delle leggi dell’ereditarietà genetica. Nell’immaginario collettivo viene associata alla Germania nazista, con gli esperimenti effettuati nei campi di concentramento, invece purtroppo è un fenomeno con radici ben precedenti, e localizzazione più estesa. L’eugenetica si è successivamente trasformata, in diverse parti del mondo, in un favorire la riproduzione di soggetti socialmente desiderabili e di prevenire la nascita di quelli indesiderabili.

Lezione 005

Cesare Lombroso e l'antropologia criminale

Cesare Lombroso (1835-1909) è lo studioso poliedrico che fondò l’antropologia criminale e che da molti è considerato il padre della criminologia. L’antropologia criminale non è altro che l’applicazione della fisionomica e della frenologia alla criminologia, compiuta a partire dagli anni ottanta dell’Ottocento da Lombroso. Il medico di origini veronesi, figlio di un secolo pervaso da un profondo scientismo, è un esponente della scuola positiva e un promotore del determinismo biologico. Lombroso ravvisa nelle caratteristiche psicofisiche degli autori di reato le cause ultime della delinquenza e sostiene che il delinquente – che è tale poiché ha subìto un arresto nello sviluppo ontogenetico e, di conseguenza, presenta gli istinti degli uomini primitivi – è fatalmente spinto al delitto dalla sua natura arretrata e ferina. Trattandosi di una tendenza congenita, Lombroso parla di delinquente nato.

Lezione 006

Commentare il Manifesto della Razza

Il manifesto della razza italiana, del 1938, è la risposta italiana alla Germania e, segue l’antisemitismo che fluiva in tutta Europa. Il manifesto, redatto e firmato tra gli altri Lidio Cipriani capo redattore della rivista La difesa della razza. Denota la politica e il posizionamento dell’Italia nel panorama del razzismo filologico. Si legge, che l’Italia è fieramente razzista, di razza pura e bisognosa di difendere i tratti fisici.

Lezione 007

Esporre i dettami del metodo etnografico

La monografia etnografica è uno studio esclusivo che si pone come obiettivo quello di fornire in modo esaustivo un quadro di tutti gli aspetti di una determinata cultura. La ratio che sta alla base di una monografia etnografica tuttavia non vede questo lavoro come un qualche cosa di conclusivo ma un punto fermo da cui sviluppare poi successivi lavori; da qui la concezione che il lavoro dell'antropologo non si conclude con la ricerca sul campo ma continua con l'elaborazione teorica e con l'approfondimento di quanto osservato.

Parlare del metodo di ricerca di Bronislaw Malinowski

Malinowski riveste un ruolo centrale nello sviluppo dell'antropologia moderna in quanto è stato l'iniziatore di un nuovo genere che si imporrà come un modello a cui si rifaranno tutti gli antropologi dopo di lui, la monografia etnografica. Lo stesso, dopo avere pubblicato Argonauti del Pacifico occidentale, approfondirà in successivi lavori tutta una serie di aspetti della cultura degli abitanti delle isole Trobriand da qui la concezione che il lavoro dell'antropologo non si conclude con la ricerca sul campo ma continua con l'elaborazione teorica e con l'approfondimento di quanto osservato. Per un periodo che va dal 1920 al 1970 era imprescindibile per un antropologo partire da luoghi molto lontani, trascorrere in quei luoghi un periodo di tempo più o meno lungo, scrivere appunti, fare interviste, ricostruire tutte le relazioni sociali e la vita dell'individuo nella sua routine quotidiana e una volta conclusa questa fase tornare alla base per elaborare opere aderenti allo schema della monografia etnografica. Un'altra idea che stava alla base del metodo indicato da Malinowski riguardava la missione dell'antropologia che doveva avere come compito precipuo quello di cercare di conservare il più possibile aspetti di culture tradizionali minacciate dalla civiltà incombente. Inoltre, ultimo ma non meno importante, è l'aspetto che riguarda la irripetibilità della ricerca sul campo, secondo Malinowski non si può ripetere una ricerca nello stesso luogo in quanto il rischio sarebbe quello di arrivare a conclusioni differenti.

Lezione 008

Delineare il processo teorico della ricerca sul campo

  • La osservazione di azioni, eventi che si svolgono nella società locale;
  • La raccolta di occasionali verbalizzazioni, opinioni, affermazioni locali su temi di interesse per il ricercatore;
  • La interrogazione di testimoni privilegiati su temi circoscritti, attraverso le interviste tematizzate;
  • La raccolta di oggetti di uso comune, con la registrazione delle informazioni sui loro processi costruttivi e sui processi d’uso.

Bronislaw Malinowski e l'osservazione partecipante

L’osservazione partecipante è un principio che si è soliti attribuire all’antropologo polacco Bronislaw Malinowski, teorizzato e sperimentato inizialmente attorno agli anni 20 del ‘900, e che critica duramente la tradizione antropologica figlia dell’800 e l’approccio antropologico evoluzionista. L’osservazione partecipante è di fondamentale importanza per la ricerca etnografica in quanto permette all’antropologo/etnografo di trascorrere un lungo periodo di tempo a contatto diretto e costante con la comunità studiata e di partecipare quindi alle attività quotidiane del gruppo oggetto di studio direttamente sul campo. L’osservazione partecipante permette in questo modo di conoscere e comprendere direttamente la comunità studiata attraverso la prospettiva emica, ovvero la cultura comprensibile solamente dal suo interno e non dall’osservazione esterna e distaccata. Inoltre l’osservazione partecipante è un metodo che permette all’etnografo di riportare all’interno dello studio e della ricerca non solamente il proprio punto di vista e le proprie considerazioni, bensì rendere anche il punto di vista della cultura, della comunità o dei soggetti studiati. E questo processo è possibile solamente attraverso la creazione di legami e relazioni tutt’altro che superficiali tra osservatore e intervistato, tra antropologo e oggetto della ricerca. Tuttavia, pur sottolineando l’estrema importanza della ricerca sul campo come punto centrale della pratica etnografica, è impensabile per l’antropologo attuare una completa immedesimazione all’interno del campo di ricerca. Attraverso la pratica dell’osservazione partecipante quindi cessa anche la separazione tra osservatore e oggetto osservato, poiché in questo modo i due soggetti interagiscono, instaurano una relazione, partendo entrambi dal legame che hanno con il proprio specifico universo culturale e di riconoscimento.

Lezione 009

Lo studio della parentela di Bronislaw Malinowsi

Le tavole genealogiche sono forme concrete di una costruzione dell'indagine parentale e delle relazioni familiari. Una genealogia è, in senso stretto, una carta sinottica, riassuntiva ed esplicativa, di un certo insieme di relazioni parentali interconnesse. L'idea di comprendere una cultura attraverso le strutture sociali portano l'antropologo di origine polacca ad avvicinarsi, per alcune direttrici di ricerca, al pensiero di Sigmund Freud. Malinowski non è d'accordo con Freud sull'idea di parricidio originario ma attraverso le sue ricerche, che sviluppa nel testo: Sesso e Repressione Sessuale tra i Selvaggi, arriva alla conclusione che nelle società matrilineari le “pulsioni ostili” sono dirette dal padre allo zio materno e le pulsioni sessuali di tipo incestuoso sono indirizzate verso la sorella. Questo, per Malinowski, rappresenta in modo inequivocabile che il complesso di Edipo non era universale, quindi non una struttura fondante della cultura ma un prodotto della cultura stessa.

Lezione 010

Parlare del rito del Kula

È uno scambio simbolico di doni effettuato nell’arcipelago delle isole Trobriand, a est della Nuova Guinea, e studiato nel 1922 dall’antropologo Bronislaw Malinowski. Da oltre 2000 anni esiste in questo arcipelago un rituale basato sullo scambio di monili fatti di conchiglie. Da isola a isola, lungo una circonferenza di parecchie centinaia di chilometri, si osserva una continua circolazione di collane di conchiglie rosse in senso orario e di braccialetti di conchiglie bianche in senso antiorario. Coloro che possiedono questi monili possono organizzare una spedizione di canoe a un’isola vicina, per portarli in dono agli ospiti, i quali con cerimonie particolari ne doneranno in cambio del tipo diverso. Per un certo periodo, il braccialetto o la collana rimarrà presso il nuovo possessore, che potrà ammirarla e esibirla, fino a quando con una nuova spedizione rituale la trasf... (testo troncato per brevità).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SVFriz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Pesce Mario.
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