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Anestetici generali: definizione e funzione
Gli anestetici generali sono farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale, determinando una perdita della sensibilità e una riduzione dello stato di coscienza. In passato, la loro azione era attribuita esclusivamente alla capacità di sciogliersi nei lipidi delle membrane neuronali e di modificarne la struttura. Oggi sappiamo che il loro meccanismo è più complesso.L’anestesia è uno stato di insensibilità agli stimoli dolorosi e agli stimoli esterni, come quelli meccanici, uditivi e visivi. La profondità dell’effetto dipende dal farmaco utilizzato e dalla dose somministrata.
Stadi dell’anestesia generale
L’anestesia chirurgica, descritta tradizionalmente considerando gli effetti dell’etere etilico, viene suddivisa in quattro stadi di profondità crescente. Durante l’induzione e il risveglio, il paziente attraversa questi stadi in successione.Primo stadio: analgesia
Il primo stadio è caratterizzato da una lieve depressione dei centri corticali superiori, con riduzione della sensibilità dolorosa e dello stato di coscienza. Il paziente manifesta una sorta di intontimento e può non ricordare gli eventi dell’intervento. Rimangono presenti i riflessi di difesa, mentre l’attività cardiaca e respiratoria può aumentare. Questo livello può essere sufficiente per piccole procedure diagnostiche o interventi ambulatoriali, ma non per operazioni complesse.Secondo stadio: delirio o induzione
Il secondo stadio è caratterizzato dalla perdita del controllo esercitato dai centri inibitori sui centri motori inferiori. La loro depressione provoca un’eccessiva attivazione motoria, mentale e sensoriale. Il paziente può agitarsi, dimenarsi e gridare, mentre aumentano i riflessi autonomici, le secrezioni e la frequenza cardiaca. La respirazione può diventare irregolare e può comparire il riflesso del vomito.Per limitare questi effetti si possono utilizzare farmaci anticolinergici. È importante ridurre la durata di questa fase, perché può ripresentarsi durante il risveglio, quando il paziente recupera gradualmente la coscienza e la sensibilità.
Terzo stadio: anestesia chirurgica
Il terzo stadio corrisponde all’anestesia chirurgica vera e propria. Si verifica una progressiva perdita dei riflessi e un rilassamento muscolare crescente. Viene suddiviso in quattro fasi. Nella prima il rilassamento è limitato e la respirazione resta regolare; nella seconda si raggiunge il rilassamento completo della muscolatura scheletrica. Nella terza si rilassa anche la muscolatura liscia addominale e può comparire depressione respiratoria, rendendo necessaria l’assistenza ventilatoria. La quarta fase comporta una marcata riduzione della temperatura e della pressione arteriosa, con rischio di insufficiente ossigenazione dei tessuti. Il paziente deve essere costantemente monitorato dall’anestesista.Quarto stadio: sovradosaggio
Il quarto stadio è una condizione estremamente pericolosa, caratterizzata dalla grave depressione dei centri vegetativi, dal rilassamento muscolare totale e dal progressivo arresto della respirazione e dell’attività cardiaca. È incompatibile con la vita se non si interviene tempestivamente. Dosi eccessive di anestetico, senza adeguato supporto, possono causare la morte.L’associazione con altri farmaci, come i bloccanti neuromuscolari, permette di ottenere il rilassamento muscolare riducendo la quantità di anestetico generale necessaria.
Meccanismo d’azione degli anestetici
La prima teoria attribuiva l’anestesia alla solubilizzazione dei farmaci nei lipidi di membrana, con conseguenti alterazioni dei neuroni e inibizione della trasmissione nervosa. Tuttavia, enantiomeri dello stesso anestetico possono avere effetti differenti pur possedendo caratteristiche lipofile simili. Questo dimostra che la teoria non è sufficiente a spiegare il fenomeno.Si è scoperto che gli anestetici interagiscono con specifiche vie eccitatorie e inibitorie del sistema nervoso centrale. Possono inibire il sistema glutammatergico, responsabile dell’eccitazione neuronale, oppure potenziare il sistema gabaergico, che esercita un’azione inibitoria. Alcuni anestetici modificano anche il rilascio di neurotrasmettitori, come l’acetilcolina, contribuendo alla regolazione delle vie nervose e alla depressione del sistema nervoso centrale.