Concetti Chiave

  • La cocaina è stato il primo anestetico locale utilizzato, ma il suo impiego è stato interrotto a causa dei suoi effetti collaterali e della breve durata d'azione.
  • Gli anestetici locali condividono una struttura simile, composta da una porzione aromatica, una catena intermedia esterica o amidica e un gruppo aminico, che influenzano potenza e tossicità.
  • L’anestesia regionale ha una tradizione storica, con il contributo significativo del Professor Dogliotti nel 1931 riguardo alla tecnica "Loss of resistance" per localizzare lo spazio epidurale.
  • L’anestesia inalatoria è prevalentemente utilizzata nei pazienti pediatrici, mentre l’anestesia bilanciata combina anestetici inalatori e endovenosi per una maggiore efficacia.
  • Gli anestetici locali bloccano le fibre nervose in un ordine specifico, iniziando dalle fibre B e terminando con le fibre motorie, influenzando la percezione del calore e la sensibilità del paziente.

Indice

  1. Qual è la storia degli anestetici locali?
  2. Struttura degli anestetici locali
  3. Anestesia regionale e inalatoria
  4. Effetti degli anestetici locali

Qual è la storia degli anestetici locali?

Il primo anestetico locale usato nella storia della medicina è stata la cocaina, di cui successivamente l’uso fu sospeso per ovvie ragioni (breve durata di azione e complicanze legate all’attivazione del simpatico). In generale, gli anestetici regionali sono piuttosto datati e con una densa letteratura che ne descrive gli utilizzi e gli effetti collaterali.

Struttura degli anestetici locali

Gli anestetici locali presentano una struttura farmacologica simile tra loro caratterizzata da:

    - Una porzione aromatica. La componente lipofila determina non solo la potenza (più è lipofila, più è potente il composto farmacologico in esame perché aumenta il passaggio delle molecole al sito effettore), ma anche la tossicità del farmaco, fondamentale per l’utilizzo clinico.

    - Una catena intermedia di tipo esterica o di tipo amidico (che determina il tipo di metabolismo).

    - Un gruppo aminico.

Anestesia regionale e inalatoria

L’anestesia regionale ha infatti una tradizione molto antica, dove anche l’Italia ha avuto un ruolo importante grazie al Professor Dogliotti dell’università di Torino che nel 1931 pubblicò il “Bollettino della società piemontese di chirurgia” che espone le basi del “Loss of resistence technique” (tecnica usata ancora oggi per riconoscere lo spazio epidurale, su cui si fonda l’anestesia regionale).

Anestesia inalatoria. Si usa poco e soprattutto nei pazienti pediatrici che non hanno l’accesso venoso assicurato per indurre l’anestesia e predisporlo senza disagi. Anestesia bilanciata. Una delle più utilizzate, prevede la combinazione tra anestetici inalatori e per via endovenosa, in particolare analgesici, bloccanti neuromuscolari e oppioidi. La narcosi, il sonno è mantenuta con gli anestetici inalatori.

Effetti degli anestetici locali

Gli anestetici locali bloccano tutte le fibre di un nervo sebbene con un ordine temporale distinto. In vivo, le prime fibre che vengono bloccate sono le fibre B (1) che veicolano le afferenze simpatiche e spiegano il calore percepito dal paziente all’area anestetizzata dovuta alla vasodilatazione. Le fibre B sono anche le ultime ad essere recuperate. Nei pazienti sottoposti a day-surgery è molto rilevante in quanto se permane il blocco simpatico può determinare ipotensione ortostatica. Le ultime fibre bloccate sono quelle motorie (3) mentre in posizione intemedia (2) si trovano le fibre che veicolano i vari tipi di sensibilità, tra cui la nocicettiva.

Mentre in vivo (nel paziente) le fibre mieliniche sono quelle bloccate prima dall’azione anestetica locale, in vivo sono quelle B scarsamente mielinizzate (che conducono le efferenze simpatiche) e le C amieliniche (che partecipano alla nocicezione) e poi le A delta (anch’esse coinvolte nella nocicezione) ad essere bloccate. Per capire se l’anestetico ha iniziato ad agire, la prima cosa da valutare sono le risposte simpatiche, come la sensazione di calore, che si associa ad ipotensione da vasodilatazione; l’effetto più tardivo, che talvolta può proprio non presentarsi, corrisponde al blocco motorio (fibre A beta, correlate anche a tatto e propriocezione, sensi risvegliati durante il blocco, e fibre A alpha). È inoltre da tenere in considerazione che le fibre che si bloccano per prime sono le fibre che recuperano per ultime, in relazione alla disposizione delle stesse sul nervo periferico.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il primo anestetico locale utilizzato nella storia della medicina?
  2. Il primo anestetico locale usato è stata la cocaina, il cui utilizzo è stato successivamente sospeso a causa della breve durata d'azione e delle complicanze legate all'attivazione del simpatico.

  3. Quali sono le componenti strutturali fondamentali degli anestetici locali?
  4. Gli anestetici locali presentano una struttura caratterizzata da una porzione aromatica, una catena intermedia di tipo esterico o amidico e un gruppo aminico, che influenzano la potenza e la tossicità del farmaco.

  5. Qual è il contributo del Professor Dogliotti all'anestesia regionale?
  6. Il Professor Dogliotti ha avuto un ruolo importante nell'anestesia regionale, pubblicando nel 1931 il “Bollettino della società piemontese di chirurgia”, dove esponeva le basi della “Loss of resistance technique”, ancora utilizzata per riconoscere lo spazio epidurale.

  7. Come agiscono gli anestetici locali sulle fibre nervose?
  8. Gli anestetici locali bloccano le fibre nervose in un ordine temporale distinto, iniziando dalle fibre B, che veicolano le afferenze simpatiche, e terminando con le fibre motorie, influenzando la percezione del calore e la sensibilità.

  9. Qual è l'importanza della valutazione delle risposte simpatiche durante l'anestesia?
  10. La valutazione delle risposte simpatiche, come la sensazione di calore, è fondamentale per capire se l'anestetico ha iniziato ad agire, poiché le prime fibre bloccate sono quelle che recuperano per ultime, influenzando l'ipotensione ortostatica nei pazienti.

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