Funzioni analisi 1 - 9/10/13
Consideriamo A, B con A, B ≠ Ø.
Chiamiamo funzione da A in B un'applicazione che a ogni elemento di A associa uno e un solo elemento di B.
Applicazione = concetto primitivo (come "legge").
A = {studenti del 1º anno di ingegneria}
B = {corsi di laurea}
È una funzione suriettiva, ma non iniettiva.
ƒ: A ⟶ B
Studenti ⟼ corso di laurea a cui si è iscritto.
C = {stanze nei collegi}
ƒ: A ⟶ C
Studente ⟼ stanza di X non è una funzione.
D = {lingue del mondo}
ƒ: A ⟶ D
Studente ⟼ lingue conosciute da X non è una funzione.
ƒ(a){ipotesi} = {Italiano, Inglese}
ƒ: A ⟶ B funzione.
Dominio, codominio di ƒ.
ƒ(A) = {b ∈ B: ∃ a ∈ A b = ƒ(a)} immagine di ƒ.
ƒ: R ⟶ R.
Se ƒ è una funzione ed è rappresentata mediante una formula si chiama dominio della funzione {domƒ} il sottoinsieme di R in cui la formula ha senso.
Esempio: ƒ(x) = 1/x ⟹ domƒ = R\{0}, imgƒ = ]-∞, 0[ ∪ ]0, +∞[.
Data ƒ: A ⟶ B funzione diciamo che ƒ è suriettiva se: ∀ b ∈ B ∃ a ∈ A: b = ƒ(a).
Diciamo che ƒ è iniettiva se: ∀ a1, a2 ∈ A, a1 ≠ a2 ⇒ ƒ(a1) ≠ ƒ(a2) o se: ƒ(a1) = ƒ(a2) ⇒ a1 = a2.
ƒ: A ⟶ N
Studente ⟼ numero di matricola di X. ƒ è iniettiva.
ƒ: N ⟶ N [200.000, 205.000]. ƒ è iniettiva e suriettiva ⇒ biettiva (o biunivoca).
Funzioni analisi 1 - 9/10/13
Consideriamo A, B con A, B ≠ ∅.
Chiamiamo funzione da A in B un'applicazione che a ogni elemento di A associa uno e un solo elemento di B.
Applicazione = concetto primitivo.
A = studenti del 1° anno di ingegneria.
B = corsi di laurea.
ƒ: A → B
Studente → corso di laurea a cui si è iscritto.
{stanze nei collegi}
ƒ: A → C
Studente → stanza di X → non è una funzione.
D = lingue del mondo.
ƒ: A → D
Studente → lingue conosciute da X → non è una funzione.
ƒ(α){ipotesi} = {Italiano, Inglese}
ƒ: A → B funzione.
Dominio, codominio di ƒ.
ƒ(A) = {b ∈ B : ∃ a ∈ A, b = ƒ(a)} immagine di ƒ.
ƒ : R → R.
Se ƒ è una funzione ed è assegnata mediante una formula si chiama dominio della funzione {domƒ}.
È sottoinsieme di IR in cui la formula ha senso.
Esempio: ƒ(x) = 1/x → domƒ = R \{0}, immƒ = {y ∈ R : y ≠ 0}.
x ∈ R \ {0}, y = 1/x → R \ {0}.
Data ƒ : A → B funzione diciamo che ƒ è surgettiva se: ∀ b ∈ B ∃ a ∈ A: b = ƒ(a).
Diciamo che ƒ è iniettiva se: ∀ a1, a2 ∈ A, a1 ≠ a2, ƒ(a1) ≠ ƒ(a2) o se: ƒ(a1) = ƒ(a2) ⇒ a1 = a2.
ƒ : A → N
Studente → numero di matricola di X → ƒ è iniettiva.
{N ∈ {N | 208,000, 205,000}}
ƒ è iniettiva e surgettiva ⇒ biettiva (o biunivoca).
Notazioni
f: A → B funzione, K ⊆ A.
f(K) := {b ∈ B | ∃ a ∈ K | f(a) = b} = {f(a), a ∈ K} ⊆ f(A) ⊆ B.
f⁻¹(S) := {a ∈ A | f(a) ∈ S}.
N.B. Non confondere questa notazione con la funzione funzione inversa, poiché qui S è un insieme non è una funzione: dom f ⊆ A → B.
dom f ⊂ dom g.
f si dice restrizione di g a dom f.
g si dice estensione di f a dom g.
f⁻¹: l’opposto.
Ferrero, Ferraro → N.
g: {studenti primo anno} → N.
dom f = dom g.
Composizione di funzioni
f: A → B.
g: B → C.
Fuzion dom f ∩ dom g ≠ ∅.
goe(p {f(a)}, studente x → n° di matricole.
goff(f(x)): p → g o f ha senso: f o p non ha senso.
g o f ≠ e in generale non è detto che abbiano senso entrambe.
f(x) = √x.
g(x) = -x2 + 4.
dom f = [0; +∞).
dom g = ℝ.
g o f ≠ f o g.
g o f(α) = g(f(x)) = g(√x) = -(√x)2 + 4 = -x + 4, però questa funzione ha dominio.
dom g o f = [0; +∞).
f o g(x) = f(-x2 + 4) = √(-x2 + 4) non ha senso perché f o g non si può fare.
Img ≠ Ø.
dom g ≠ Ø.
Img ∩ dom f ≠ Ø, ma in questo caso Img ∩ dom f = Ø essendo dom f = [0; +∞).
Esempio
f(x) = x3.
f: ℝ → ℝ.
dom f = ℝ.
∃ f-1?
f deve essere iniettiva ed è iniettiva ⇒ ∃ f-1: ℝ → ℝ; f-1(x) = ∛x.
y = x3.
x = ∛y.
f-1 o f: A → A identità in A ⇒ ⊆d A.
f o f-1: B → B identità in B ⇒ ⊆d B.
Analisi 1 - Esercitazione - 11.10.13
Esercizio 1
i4 + i2 + ? = 0. i - i = 0.
Esercizio 2
- Non ha radici reali.
- Ha almeno due radici uguali.
- Ha 13 radici complesse (non reali) e una reale.
- Ha le radici coincidenti con i vertici di un poligono di 14 lati.
Esercizio 3
DET. ∃ ξ ∈ a.c. ξ(ℤ2) ∈ ℝ.
ξ = { (-√3+ i) ; 2(√3 i cos 5π/6).
a2 - δ 6 a + 1 - ξ i(a; i; 2ξ) + (1/3 + i) + i √3 a - 1/ i ( a - √3 a 2 ) + i (-√3 i - √32) + i + a (1 - √3/2 i) + 1 (- i √3 + a).
Questo numero è reale se -√3/3 - a = 0 ⇒ f3d(a).
Analisi - 14/10/13
Funzioni
f: R → R ⇒ funzioni reali di variabile reale ⇒ y = f(x).
G(t) = graph f : {(x,y) ∈ R; x ∈ dom f, y = f(x)}.
Esempio: f(x) = √x.
dom f = x ∈ R; x ≥ 0.
Il sottoinsieme di R in cui la formula ha senso.
Im f = {f(x), x ∈ dom f}.
f suriettiva se Im f = R, esempio: y = x + 1 ⇒ f(x) = x + 1 ▼ suriettiva Sì.
∀ y0, x0 ∈ [ ... , ... ] ∃ x0; y = f(x0).
f iniettiva se a, x1, x2 ∈ dom f con x1 ≠ x2 ⇒ f(x1) ≠ f(x2) oppure f(x1) - f(x2) = x1 = x2.
Esempio: g = x + 2 = f(x) = x + 1 ≠ inversa.
f non è né invertibile ma simmetrica.
∀ x0, f(x0) = y0.
x ∈ dom f ⇒ f(x) = x2.
limx→∞ = f(x); x = x’.
dom f = (-∞ ; +∞).
Im f = {0 ; +∞}.
∀ x0, f(x0) = y0.
In queste note è possibile definire la funzione inversa.
Restrizione dell'intervallo: f simmetrica = f -1(x) = xR.
Proprietà delle funzioni
f: ℝ → ℝ si dice pari se ∃ domf, -x ∃ domf ⇒ f(x) = f(-x).
Esempio: f(x) = x2.
f: ℝ → ℝ si dice dispari se ∃ domf, x ∃ domf ⇒ f(x) = -f(-x)f-1(x) pari x ogni x ∃ ℂ∞; infatti f(-x) ≠ f(-(-x)).
Il grafico di f simmetrico rispetto all'asse y.
f(x) si dice dispari se x ∃ domf, -x ∃ domf ⇒ f(-x) = f(x) ⇔ "Il grafico di f simmetrico rispetto all'origine".
Composizione: l'insieme f di una funzione pari e di una funzione dispari; affinché se g o f, sia p o f, se o g.
Esercizio: Izz(f) = f dispari o f dom f = {0, r} f(0) opp.
f si dice periodica se esiste t tale che x ∃ domf ⇒ x+nT ∃ domf con n ∈ ℤ e inoltre vale f(x) = f(x+nT).
Definizione: −3 −2 −1 0 1 2 3.
x_1 x_2 x_3 x_4.
domf = f(x)=x f(x) periodica.
f se periodica se di e minimo t per cui vale la proprieta: x ∃ domf ⇒ x+mt ∃ domf con m ∈ ℤ, e inoltre vale f(x) = f(x+mT).
f si dice limitata inferiormente se esiste m ∃ R tale che f(x) > m ∀ x ∃ domf.
Esempio: f(x) = x. m = 1000.
Equivalente posso dire che domf un sottoinsiemi di R limitati inferiormente.
f si dice limitata superiormente se esist M ∃ ℤ tale che f(x) < M ∀ x ∃ domf.
Esempio: f(x) = -x.
f si dice limitata se esistono m, M ∃ ℤ tali che m < f(x) < M ∀ x ∃ domf.
Esempio: f(x) ∃ (0,5).
f è crescente se, ∀ x, y ∃ domf [x1, x2 ∃ domf [x1, x2 ∃ domf ⇒ f(x1) 2)].
f è decrescente se [x1, x2 ∃ domf, &exists; x1, x2 ∃ domf ⇒ f(x2) 1)].
f è strettamente decrescente [x1, x2 ∃ f(x1) = f(x1) 2)].
Esempio: f(x) → x = -2x+4, x+1>f(x)=f(x).
Nelle vare crescente e crescente e decrescente; f: ℝ, ℝ si dicono che f o f, e o f, f o f, sono crescenti.
Decrescenti si nessuna delle due.
A si dice massimo assoluto per fx, dato f orientale E si dice massimo relativo per f se esiste E.
Example: x.
Analisi 1 - 15/10/13
y = ax + b ↔ f(x) = ax + b ↔ retta.
Esempio: y = 3x - 5 -> 3t - 5 RTX.
y = ax2 + bx + c -> vertici 1/2g.
Esempio: y = x2.
y = x-m con m ∈ N, m ≥ 4.
m = 1 f(x) = ¶ x1 T.
m = 4 f(x) = x4 e f = pari.
"e^x" funzione esponenziale, a = e = numero di Nepero.
f(x) = e^x → grafico A.
f(x) = e^-x → grafico B.
Funzioni trigonometriche o circolari.
f(x) = cosx ; dom f = ℝ.
cosx = cos(x + 2π).
senx = sen(x); → f(x) pari.
5) f(x) = tgx ; dom f = ℝ / {x ≠ π/2 + kπ, k ∈ ℤ}.
f(x) = coshx = (e^x + e^-x) / 2.
7) f(x) = |x| ; x ∈ ℝ.
f(x) = sgnx.
8) f(x) = H(x) = {0 per x < 0, 1 per x ≥ 0}.
Funzioni indicatrici di un insieme.
Esempio: 1A(x) = { 1, 0.
Calcolo: Dimostrare che 1A∩B(x) = 1A(x) · 1B(x) e trovare una formula per 1AΔB(x).
Parte intera (funzioni) = E(x) = [ x ] = sotto più piccolo intero ≤ x.
Manfissa (funzioni) = H(x) = x - [ x ].
Funzione periodica di periodo T limitata.
Funzioni inverse
f(x) = ax + b = funzione affine = y = ax + b ; vogliamo trovare f-1.
x = a ( y - b ) a ≠ 0.
Graph: { 1, x } R dom f = R = f(x).
Graph: { f, x } R2, 1 dom f = f-1 (y).
Funzione logaritmica
f(x) = loga x = def. loga e c, y = az = funzione inversa della funzione esponenziale.
loga k z = loga a loga z.
loga (k · z) = loga k + loga z.
loga (a) = 1. loga 1 = 0.
Funzioni trigonometriche inverse
f(x) = sin x è periodica pertanto non è iniettiva, dunque non invertibile; occorre restringere il dominio.
sin x : [ -π/2, π/2 ] → [ -1, 1 ] = invertibile = f-1 = arcsin x = l'angolo compreso fra [-π/2, π/2] il cui seno è x.
cos x : [ 0 ,π ] = inverso = f-1 = arccos x = l'angolo compreso fra 0 e π il cui coseno è x.
f(x) = tg x = inverso = f-1 = arctg x.