Concetti Chiave
- Del suino si utilizza ogni parte per l'alimentazione, con una tradizione che prevede la celebrazione della macellazione e la distribuzione della carne per evitare sprechi.
- L'allevamento suino moderno deve essere competitivo e sostenibile, riducendo l'impatto ambientale attraverso la minimizzazione dei polluenti, come azoto e fosforo.
- Strategie per una minore restituzione di azoto includono il miglioramento della digeribilità delle proteine e l'ottimizzazione dell'assorbimento degli amminoacidi.
- Per ridurre il fosforo nei liquami, si utilizzano fitasi nella razione alimentare, migliorando l'efficienza dell'utilizzo del fosforo da parte dei suini.
- Il benessere animale è una priorità negli allevamenti semi-intensivi o estensivi, dove la qualità dell'alimentazione è inferiore, influenzando la produttività e i tempi di finissaggio.
Indice
Consumo e conservazione del suino
Del suino viene consumato tutto per l’alimentazione umana, soprattutto per quanto riguarda le parti proteiche. Tutta la proteina che non si riesce a conservare viene consumata subito (nell’allevamento tradizionale quando si macellava un maiale seguiva una celebrazione in cui la carne veniva distribuita sulla popolazione, così da non sprecare nulla della proteina del maiale). Per conservare la carne suina ci sono diversi metodi (che verranno studiati nello specifico durante il corso di ispezione degli alimenti), che prevedono ad esempio l’utilizzo del freddo.
Qual è la sostenibilità nell'allevamento suino?
Quello che ad oggi viene richiesto al professionista che si occupa di alimentazione del suino è che l’allevamento sia competitivo, sostenibile (e quindi che ci sia la minimalizzazione dei polluenti restituiti all’ambiente) e che permetta di continuare a produrre alimenti tipici certificati (si ricordi che l’alimentazione dà un grande contributo al sapore della carne).
Strategie per ridurre l'impatto ambientale
Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, le principali vie su cui si agisce nell’allevamento suino sono:
- Diminuzione della restituzione di azoto all’ambiente, che si minimizza riducendo le quote di azoto fecale e azoto urinario. La diminuzione dell’azoto fecale si persegue attraverso il miglioramento della digeribilità della proteina, mentre quella dell’azoto urinario attraverso il miglioramento del valore biologico della proteina (utilizzo degli amminoacidi per scopi plastici piuttosto che per scopi energetici e quindi diminuzione degli amminoacidi che vengono deaminati). Questo scopo è ben perseguito negli allevamenti moderni, con diete che con un 18% di proteina sono in grado di sostenere una crescita muscolare del suino di una certa importanza.
- Diminuzione del fosforo come polluente. Il suino non è un buon utilizzatore del fosforo fitinico, di conseguenza si utilizzano le fitasi, riducendo così le quote di sali di fosforo nella razione (fosfato dicalcico/monocalcico) e di conseguenza meno fosforo sarà presente nei liquami.
- Riduzione della quota di microelementi in razione attraverso l’utilizzazione dei chelati, che diminuiscono gli effetti di competizione tra minerali per l’assorbimento. Esempio: il rame per il suino, ad una quantità di circa 125 ppm, viene utilizzato nell’alimentazione come promotore di crescita, poiché assottiglia la parete intestinale migliorando l’assorbimento dei nutrienti; ad oggi si può avere lo stesso effetto attraverso probiotici e prebiotici.
Adattamenti e benessere animale
Tutto questo è un adattamento funzionale del suino per minimizzare l’impatto ambientale, di conseguenza tutte queste strategie vengono messe in atto insieme nell’allevamento intensivo. Al giorno d’oggi si va verso una situazione in cui l’allevamento suino può essere anche semi-intensivo o estensivo, in cui tra gli obbiettivi principali c’è il benessere animale; in questi allevamenti i suini non sono più produttivi in quanto l’alimentazione messa a disposizione è di qualità molto meno buona, in quanto la densità energetica è inferiore e c’è un ampio ricorso a diversi sottoprodotti (scarti aziendali, recuperi degli ortaggi, scarti dei mercati), quindi pensare ad un’alimentazione sempre strettamente controllata è molto difficile, infatti si ottengono accrescimenti inferiori e tempi di finissaggio superiori. Nel momento in cui il consumatore deciderà che questo tipo di trattamento degli animali vale un prezzo della carne superiore (che possa coprire i costi di questo tipo di allevamento), allora si avrà una diffusione più ampia di queste metodologie (come è successo ad esempio per le galline ovaiole).
Domande da interrogazione
- Quali parti del suino vengono consumate e come viene gestito il consumo della carne?
- Quali sono le principali richieste per un allevamento suino sostenibile?
- Come si può ridurre l'impatto ambientale nell'allevamento suino?
- Qual è il ruolo del benessere animale nell'allevamento suino?
- Cosa potrebbe incentivare la diffusione di metodi di allevamento più sostenibili?
Del suino viene consumato tutto, in particolare le parti proteiche. La carne che non si riesce a conservare viene consumata immediatamente, come avveniva nelle celebrazioni tradizionali dopo la macellazione, per evitare sprechi.
Gli allevatori devono garantire un allevamento competitivo e sostenibile, minimizzando i polluenti restituiti all'ambiente e continuando a produrre alimenti tipici certificati, poiché l'alimentazione influisce sul sapore della carne.
Si può ridurre l'impatto ambientale diminuendo l'azoto e il fosforo restituiti all'ambiente, migliorando la digeribilità delle proteine e utilizzando fitasi per ridurre il fosforo nella razione, oltre a impiegare chelati per ottimizzare l'assorbimento dei minerali.
Il benessere animale è un obiettivo fondamentale negli allevamenti semi-intensivi o estensivi, dove la qualità dell'alimentazione è inferiore e si utilizzano sottoprodotti, portando a una crescita meno efficiente rispetto agli allevamenti intensivi.
La diffusione di metodi di allevamento più sostenibili potrebbe aumentare se i consumatori fossero disposti a pagare un prezzo superiore per la carne proveniente da allevamenti che garantiscono un migliore trattamento degli animali.